digione

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SITO TURISTICO                     www.visitdijon.com

Storia

In origine Digione era un “castrum” romano sulla strada fra Lione e Magonza con il nome di Divio

Nel 1016 il re di Francia Roberto il Pio la diede in feudo al figlio Enrico: nacque così il Ducato di Borgogna con capitale Digione. Finita la dinastia dei Capetingi con Filippo di Rouvre, i sovrani di Francia ripresero il ducato, che però il re Giovanni il Buono assegnò al suo quarto figlio, Filippo l’Ardito, fondatore della dinastia dei Valois (che regnò fino al 1476).

In questo periodo il ducato conobbe un grande sviluppo culturale con i quattro duchi Filippo l’Ardito (1364-1404), Giovanni Senza Paura (1404-1419), Filippo il Buono (1419-1467) e Carlo il Temerario (1467-1476), morto in battaglia lasciando un’unica figlia, Maria, sposa di Massimiliano d’Asburgo e madre di Filippo il Bello. La scuola artistica di Digione, sorta verso la fine del Trecento fece fiorire un movimento franco-fiammingo attivo nella letteratura , nella musica e nelle discipline figurative. Sotto i re di Francia Digione godette di una certa autonomia amministrativa.

Tra leggenda e storia è il racconto di come si risolse nel 1513 l’assedio imposto alla città dalle truppe imperiali composte da forze svizzere e tedesche molto superiori a quelle di Digione. I cittadini pensarono di iniziare le trattative offrendo grandi quantità di vino agli assedianti, che gradirono l’offerta. Perfino gli svizzeri, che erano i più bellicosi, apprezzarono il vino. Terminò così l’assedio, con soddisfazione della popolazione; meno soddisfatto fu il re, costretto dall’accordo a rinunciare alle pretese sul Ducato di Milano. (L’episodio è molto simile alla “Bevuta Magistrale” che si dice salvò la cittadina bavarese di Rothenburg ob der Tauber dall’assedio delle truppe svedesi nel 1631).

Nei secoli dal XVIII al XIX, Digione, che con la fine della dinastia dei Valois aveva perso d’importanza, si riprese e alla fine del Settecento era giudicata ancora una bella città con case vecchie ma strade larghe, ben pavimentate e munite di marciapiedi, cosa che sembra fosse rara nella Francia del tempo.

Durante la guerra fra Napoleone III e i Prussiani, nel 1871, a difendere Digione accorse anche Giuseppe Garibaldi coi suoi volontari. Nel 1944 fu nuovamente assediata e liberata il 11 settembre dello stesso anno.

Da vedere

• Il Palais des Ducs et des Etats de Bourgogne e la Place de la Libération

Alla fine del XIV secolo i Duchi Valois di Borgogna trasformarono il castello ducale diDigione in un fastoso palazzo che fu in parte ricostruito tre secoli più tardi per accogliere gli Etats de Bougogne, e oggi ospita un museo. Di fronte c’è una delle più belle piazze di Francia: la Place de la Libération.

• La Torre Philippe-le-Bon, che domina la città dall’alto dei suoi 46 metri

Eretta a metà del XV secolo, la torre simboleggia il prestigio e la potenza dei Duchi diBorgogna.

• La civetta, simbolo della città

La piccola civetta scolpita sulla facciata nord della chiesa di Notre-Dame ha la fama di portare fortuna e per questo la si accarezza con la mano sinistra esprimendo un desiderio.

• La Certosa di Champmol e il Pozzo di Mosè

Alla fine del XIV secolo il Duca di Borgogna Philippe Le Hardi fa costruire alle porte diDigione una certosa perché possa accogliere la sua tomba e quella dei suoi discendenti. Al centro del chiostro si trova il Pozzo di Mosè, capolavoro della scultura medievale dellaBorgogna.

• Le maison e gli hôtel particulier, come, ad esempio, l’Hôtel Chambellan, l’Hôtel de Vogüe, la Maison Millière e la Maison Milsand

Tradizionali maisons à colombages (case a graticcio), case con archi a mensola, sontuosi edifici in pietra di Borgogna dai celebri tetti dalle tegole smaltate… Ognuno di questi edifici porta in sé una parte della storia della città.

• Le chiese

Dalla cattedrale Saint-Bénigne alla chiesa di Saint-Michel, passando per Notre-Dame e il suo Jacquemart (orologio con due fantocci che battono le ore), questi ammirevoli monumenti sono profondamente distintivi del paesaggio urbano di Digione, soprannominata “la città dai cento campanili”.  Da non perdere la chiesa di Saint Philibert, unica chiesa romanica di Digione e antica cappella dei novizi dell’abbazia di Saint-Bénigne

• I musei (Musée des Beaux-Arts, Musée Archéologique, Musée de la Vie Bourguignonne, Musée d’Art Sacré, Jardin des Sciences, Musée Magnin…).

Almeno 7 musei, testimoni della storia della città dei Duchi, riflettono tutti gli aspetti culturali della capitale della Borgogna: belle arti, archeologia, etnologia, storia e scienze naturali… ce n’è per tutti i gusti!

• Per gli appassionati di Arte contemporanea: il Consortium.

Attivo da 35 anni e col marchio Centre d’Art nel 1982, questo centro di arte contemporanea ha come obiettivo la produzione e l’esposizione di opere contemporanee, l’arricchimento del patrimonio pubblico, la promozione, la diffusione e la formazione all’arte e al pensiero. Lily van der Stokker, Jean-Luc Godard, François Pompon, Rachel Feinstein, Cindy Sherman, Christian Boltanski e Yang Pei Ming, solo per citare alcuni degli artisti più famosi.

• I parchi e i giardini (Jardin Darcy, Parc de la Colombière…)

Digione non  è soltanto una città di pietra, ma può, al contrario, vantare anche 700 ettari di parchi e giardini, sia privati che pubblici. Apprezza quest’armonia tra architettura e natura che rispecchia a meraviglia quell’arte di vivere che Digione ha sviluppato e coltivato nel corso dei secoli.

TERRA DI ECCELLENZA DI VINI E GASTRONOMIA

 Una delle maggiori attrazioni di Digione è la gastronomia. E’ questa la città produttrice per eccellenza della mostarda, del pain d’épices e della crema di ribes nero (cassis) utilizzata per il tipico aperitivo francese, il Kir. La bontà del territorio in cui si trova la città e una tradizione culinaria di tutto rispetto, hanno stimolato, inoltre, la nascita di numerosi ristoranti di alta gastronomia. Infine, va ricordato che Digione si trova in una delle zone di produzione del vino più importanti della Francia e, infatti, ospiterà, a partire dal 2016, una delle quattro “Città della gastronomia” francesi, che rappresenterà il polo di riferimento per la cultura della vigna e del vino in Francia.

 


digioneultima modifica: 2016-07-31T10:55:57+02:00da choppi1

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