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ICEBERG, IL PROFESSORE ED I CANI PERICOLOSI

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La prima notizia di Iceberg mi é pervenuta da “Change.org” con la richiesta di sottoscrivere la petizione per la sua liberazione.

Iceberg é una giovane femmina di Dogo argentino che in Danimarca era stata sottratta al suo proprietario perché appartenente ad una delle razze ivi ritenute pericolose e perciò non ammesse.

La raccolta di più di quattrocentomila firme di adesione ha indotto la Danimarca ad emanare una legge con effetti retroattivi per ridare la libertà al cane, che così ha potuto rientrare in Italia.

Il programma di RAI1 “La vita in diretta” ha mostrato il commovente incontro tra Iceberg ed il suo proprietario ed ha invitato in studio un noto professore ed una veterinaria per commentare l’episodio e l’avvenimento.

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Al di là delle peregrine ed apodittiche affermazioni del professore, secondo cui tra l’uomo ed il cane sussisterebbe la differenza fondamentale dell’anima, in possesso solo del primo, e di quelle più pacate della veterinaria la quale, evitando qualsiasi speculazione di carattere filosofico od etico, si é limitata ad osservare che entrambi sono esseri senzienti, quello che ha colpito la mia attenzione ed ha ancor più suscitato la mia apprensione é stata la possibilità di riscontrare la qualità del rapporto esistente tra cane e padrone, rilevabile dai loro reciproci….”B A C I”estesi con naturalezza dal primo ad altri personaggi presenti.

Iceberg infatti appartiene ad una razza di grande mole e forte tempra e temperamento selezionata per la caccia a grossi animali predatori, quali il puma ed il giaguaro, che deve essere allevata e detenuta da persone che sappiano imporre con calma e fermezza la propria volontà, diversamente il cane,  conformemente al suo istinto di animale sociale, tenderà ad assumere il predominio e non sarà più gestibile, diventando pericoloso.

Perché la verità é che non esistono cani pericolosi, ma uomini pericolosi, o perché, privi di senso etico, tendono a produrre cani squilibrati proprio per lucrare sui loro difetti o, comunque, avvalersene, ovvero perché, nella errata convinzione di poter sopperire alla loro debolezza caratteriale, tendono a prediligere soggetti molto prestanti, i quali fatalmente finiranno per assumere il ruolo di dominanti, non solo nei confronti dei loro proprietari, e per cercare di imporre la loro preminenza con i mezzi loro propri.

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ICEBERG, IL PROFESSORE ED I CANI PERICOLOSIultima modifica: 2017-11-22T19:21:32+01:00da Quivisunusdepopulo

8 comments:

  1. Sono d’accordo con te al 100%.
    Ho seguito con ansia tutta la vicenda di Iceberg e, ovviamente, ho partecipato alla raccolta di firme. A volte dalle brutte storie si impara e si fa un passo avanti… fortunatamente almeno questa ha avuto anche un epilogo felice!
    A presto.

    1. Buongiorno egregio Mr Loto, certamente anch’io sono contento di aver dato il mio piccolo contributo per la salvezza di un cane, però avrei gradito la sua opinione anche sulle considerazioni finali del post. Saluti.

  2. Non conosco quella razza ma quando si prende un cane, il “padrone” deve subito mettere in chiaro che, chi comanda è lui e non il cane.
    Ho due pastori tedeschi, sono adorabili, teneri, giocherelloni ma feroci quando avvertono un pericolo.
    Morale della favola: dipende tutto dall’uomo.

    1. Ciao Lacky, ho allevato cani generalmente ritenuti cattivi, considerati dalla mia veterinaria i suoi pazienti ideali, che ho portato in tante esposizioni senza alcun problema con il pubblico, nonostante molti si avvicinassero per ammirarli o carezzarli.
      In realtà i cani si adeguano al comportamento del proprietario, sempre che siano stati allevati con la prudenza , la cura e lo studio che solo un appassionato può dedicare loro.
      Saluti.

  3. Caro Amico buongiorno. Non ho seguito la vicenda di cui parli. Sul rapporto cane-uomo, però, penso di poter dire anche la mia. Premetto che non conosco le informazioni in possesso del professore, che lo hanno indotto a sostenere che i cani non abbiano un’anima. Così come non ho la sua stessa certezza che ce l’abbiano tutti gli uomini. Anzi, ad essere intellettualmente onesto, debbo dire che sono portato a credere che mentre i cani spesso dimostrino di averla (così come anche gli altri animali e, se non corressi il rischio di sollevare qualche preoccupazione, direi che l’anima è in tutto ciò che vive ed esiste)moltissimi uomini, invece, la negano o vi hanno rinunciato. Detto ciò, anch’io ho avuto dei cani e posso serenamente affermare che almeno con uno in particolare ho avuto un rapporto più che amicale, che potrei dire “fraterno”. Era un cane con un’intelligenza non comune, pronto a prendere le mie difese in caso di pericolo, e partecipe della vita dell’intera famiglia. Quando morì versai tutte le mie lacrime e ebbi l’onore di dargli la sepoltura in un fondo agricolo di mia proprietà adagiandolo nella fossa come fosse un neonato tenuto nelle braccia. Da allora saranno trascorsi oltre quarant’anni ma io ho sempre vivo il ricordo del luogo della sua “tomba”. Posso anche dirti che qualche volta ho anche espresso il desiderio di avere un domani un posto vicino a lui. E sono anche certo che troverò la sua anima, a differenza del professore, che spero interroghi di più la sua anzichè non avere dubbi.

    1. Buonasera amico mio, sono contento di scrivere una volta tanto di argomenti che esulano dalle nostre preoccupazioni politiche e sociali e che attengono ad una delle esperienze più belle che possiamo vivere. Lasciando da parte il problema dell’esistenza dell’anima, che appartenendo al trascendente costituisce un tutt’uno con quello dell’esistenza di Dio, a mio avviso unica verità assoluta ma indimostrabile, e parlando del più fedele e disinteressato amico dell’uomo, a quanto già espresso posso aggiungere che i cani hanno attraversato quasi tutta la mia vita e della individualità e della personalità di ognuno conservo il più vivido e commovente ricordo, che purtroppo é l’unica cosa che rimane quando se ne vanno. Per chi li ha avuti non é difficile immedesimarsi nel ricordo struggente dei cani che intenerisce il principe di Salina prossimo alla dipartita, come viene descritto nel “Gattopardo”. Non nascondo che sarei felicissimo di ritrovarli tutti attorno a me! Cari saluti.

  4. Tralasciando l’anima…Il cane…un animale meraviglioso, dall’amore fedele per il padrone, fino al sacrificio. Pur partecipando alla credenza che il cane diventa ciò che l’uomo vuole, sono altrettanto sicura che certe specie di cani sono “pericolosi”, nel senso che pur guidati familiarmente dall’uomo, mantengono il loro istinto primario, il quale istinto si “risveglia” in determinate circostanze che possono sfuggire di mano al suo padrone producendo guai seri. Tenere in appartamento un rotweiler, un pittbull per esempio…permettendo loro poche uscite magari solo per i bisogni fisici, comporta un grande rischio. Te lo dico per esperienza vissuta. I cani di grossa taglia incutono timore e dovrebbero uscire con la museruola, quella morbida che non dà fastidio, per capirci. Buona continuzione di questa domenica, Wuivi, ciaoo!

    1. Ciao Licia, le razze canine riconosciute dalla federazione internazionale, alla quale tra l’altro non aderiscono gli USA, sono oltre quattrocento ed altre sono in attesa di riconoscimento. Tutte sono state selezionate per essere d’aiuto all’uomo nelle più svariate attività, alcune delle quali richiedenti una notevole forza fisica ed un grande coraggio. Io, ad esempio, ho conosciuto i rotweiler quando in Italia erano quasi sconosciuti ed erano dei cagnoni tranquilli abituati a condurre le mandrie bovine, gli stessi sono divenati aggressivi e pericolosi (non tutti) quando sono finiti nelle mani di chi ha pensato di sfruttarne mole e forza per creare cani da combattimento, come i pitbull che non sono neppure un razza riconosciuta. Forse non ricordi più che un tempo il dobermann era considerato un cane pericoloso e forse non sai neppure che in un periodo erano diventati pericolosi anche il cocker spaniel ed il dalmata, in realtà quando una razza é di moda finisce in mano ad affaristi od a gente inesperta che praticano accoppiamenti in maniera indiscriminata, dimenticando che l’antenato del cane é il lupo e producendo soggetti squilibrati, alcuni dei quali diventano insensibili anche al bastone. Tra l’altro più é grande il cane e più tempo e spazio bisogna dedicargli per consentirgli il necessario esercizio fisico, naturalmente con la museruola perché il cane normalmente punta chi ne ha paura in quanto lo individua dall’odore che emana e questo a prescindere dalla pericolosità intrinseca perché chi ha paura é certamente un nemico! Ti auguro una felice settimana.

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