GLI UNICI NERI CHE LAVORANO SONO AL NERO

La Calabria al primo posto per il lavoro nero ma gli unici che vengono a controllare sono i venditori sulle spiagge

Si parla molto del nero di seppia in questi giorni. Si parla molto anche dei neri chimagese girano sulle spiagge a vendere paparelle. Neri sono i giocatori che segnano di più nel calcio e quelli che subiscono anche violenze verbali da parte di giocatori fascisti che fanno il saluto romano in campo, quelli con i neri sono i porno video più visti in Italia, e neri sono il lavoratori più sfruttati nella nostra Italia democratica. Insomma il nero va di moda checchè ne dica il Ministro Salvini che nemmeno le camicie vuole vedere nere. Neri sono invece i lavoratori che nessuno vuole vedere, o che  nemmeno se  ne conosce l’esistenza. Eppure in Italia sono oltre 150 mila i lavoratori in nero con una percentuale sul PIL regionale pari al 9,9%. In parole povere , il lavoro nero ,si traduce in quasi 1,6 miliardi di entrate mancate solo per quanto riguarda la Calabria che risulta essere al primo posto per lavoro nero. A livello nazionale tutti i lavoratori al nero sottraggono allo stato nazionale 42,6 miliardi , ogni anno. Una cifra enorme che però non sembra preoccupare i nostri governanti presi come sono dagli sbarchi dei neri sulle nostre spiagge. L’argomento di questa estate, appunto, è stata la caccia al nero immigrato sulle nostre spiagge. Bande di fascisti e leghisti hanno anche formato ronde per cacciarli dalle nostre spiagge, ricevendo loro però diversi schiaffi dai bagnanti stessi che difendevano invece gli ultimi della terra. A queste ronde, che difendono “prima gli italiani” non è venuto in mente di controllare i negozi, gli alberghi, i campeggi, le terre coltivate,dove migliaia di giovani, neri e bianchi, vengono costretti a interminabili ore di lavoro per poi non venire nemmeno pagati come la legge consente e senza alcuna iscrizione all’inps  ? neri1Queste sono le vere emergenze della nostra Italia e del nostro meridione in genere. Passando per Falerna, o per Rosarno, o per Taranto, non vedono quegli uomini piegati sulla terra a raccogliere pomodori, cipolle, uva ? Una situazione che dovrebbe solo far vergognare qualsiasi amministratore, qualsiasi sindacalista, qualsiasi governante e che invece è un argomento sottaciuto, sconosciuto che viene a galla solo se qualche pulmino trasportante questa povera gente sbanda   sull’autostrada. La fiera del turismo che nel Tirreno cosentino porta ogni anno 1 milione di turisti-mannari, ha bisogno di manodopera maschile, femminile, bianca,nera. C’è bisogno di bagnini con o senza brevetto, di pulitori di cozze, di guardiani notturni, di buttafuori, di pulisci camere, di cuochi, di camerieri, e se qualcuno di questi giovani “assunti” si ribella” eccolo subito rimpiazzato da qualcun altro. Perché il ragazzo licenziato in tronco da chi si rivolge ? Non ci sono camere del lavoro, non ci sono avvocati che si offrono, non ci sono tutele istituzionali. E allora si preferisce abbozzare, chinare la testa per guadagnare per 12 ore di lavoro al giorno quelle 500-600 euro al mese. Nel corso del 2013, su 8487 aziende (appartenenti ai diversi settori produttivi), ben 4816 sono state trovate non in regola con le leggi poste a tutela del lavoro. Se qualcuno protesta poi i proprietari, si passano la voce, si crea la brutta nominata e quella persona , statene tranquilli, non la chiamerà più nessun padrone , anche della più piccola attività.

neri-campiE che ne dite dell’esercito delle badanti ? La salvezza dei figli e dei nipoti che così si liberano del peso dei propri nonni e genitori affidandoli ad una romena, o bulgara , o ucraina. Tre su quattro di queste sante donne sono al nero. Un mare di danaro che sfugge ad ogni controllo.  Anche nelle varie sagre che si svolgono in estate il personale non viene assunto. Si definiscono volontari, si iscrivono a qualche associazione di paese e attraverso questa vengono fatti lavorare a quattro soldi. Controlli da parte degli ispettori del lavoro ? Non esistono e se avvengono ci si avverte, un po’ come fanno gli automobilisti che segnalano con i fari la presenza degli autovelox. Gli italiani siamo fatti così. E’ chiaro che a subirne le conseguenze non è solo lo Stato ma sono anche le stesse attività artigianali e commerciali oneste che ne subiscono indirettamente la concorrenza . I  disonesti  non pagando il proprio personale, se ne possono permettere il doppio del commerciante onesto, ricevendone più efficienza nei servizi concessi all’esercito dei neri, bisogna aggiungere, anche i disoccupati, i cassaintegrati, i pensionati, tutti italiani, che per colpa dei miseri stipendi che ricevono ogni mese sono costretti ad arrotondare le proprie paghe statali. Questo è un altro esercito di oltre tre milioni di persone. Dobbiamo anche chiederci perchè si è spinti al lavoro nero. E’ chiaro, almeno secondo me, che molti commercianti e artigiani vengono costretti dallo stesso stato a lavorare e far lavorare al nero. Troppe tasse, troppi pagamenti e troppi controlli proprio se si segnalano lavoratori nell’azienda. Per cui la persona onesta finisce nel mirino dello Stato mentre il disonesto lavora nel buio e grazie alla scarsità del personale di controllo, non viene individuato. Un circolo vizioso che solo se affrontato con serenità potrà essere risolto.

GLI UNICI NERI CHE LAVORANO SONO AL NEROultima modifica: 2018-10-11T08:26:47+02:00da sciroccorosso