L’Uomo deve lottare contro la sofferenza…

Come dovremmo lottare contro il peccato nella carne?

Per il momento mi sta girando così: argomenti un po’ atipici per me, ma mi intrigano molto. E così, vi piaccia o no.

Leggo molto spesso che il vero cristiano, deve imparare  di accogliere la sofferenza e quindi, di offrirla. Epperò, mi chiedo cosa si nasconde dietro questo atteggiamento, diciamo “redentivo”. Ma è veramente questo che ci chiede il nostro Creatore ? Ci vuole dei quasi rassegnati ? Spiacente, ma non saprei cosa farmene di un Dio così.

Invece, ecco che intuisco che il mio Creatore, non vuole che io sia quel rassegnato, quel condannato perchè diametralmente opposto al progetto del Creatore, che vuole ognuno di noi  Suoi figli dei lottatori che difendano la propria dignità radicalmente.

Non v’è alcun dubbio nell’affermare che la sofferenza è un male, un male che richiede l’umana controffensiva affinchè se ne riduca il suo dominio.

Ed è proprio questo l’aspetto dell’impegno di noi uomini nel creato: il corpo a corpo tragico e doloroso quale creatura cosciente, con davanti a sè, un mondo, un universo che via via progressivamente abbiamo conquistato e dominato. Quindi il lavoro dell’uomo tramite la tecnica, la scienza e tutte le scienze messe insieme. Noi, uomini, siamo una presenza attiva; non passiva, in questo infinito cantiere di costruzione del mondo dove sia i successi sia i progressi , sia le angustie, sia le ferite e le sofferenze, richiedono essere acquistati  a prezzi di insuccessi parziali e ferite e sofferenze, che ci consentono però, di spingere in avanti il cammino dell’umanità: individualmente e collettivamente.

Insomma, non riesco ad immaginare che Dio ci “mandi la sofferenza  per punizione o per il nostro bene”, come sentiamo spesso dire affinchè diventiamo migliori.

Insomma, in tutto questo DIO c’entra ? Oppure siamo noi ?

L’Uomo deve lottare contro la sofferenza…ultima modifica: 2021-07-19T16:37:14+02:00da un_uomonormale0

8 pensieri riguardo “L’Uomo deve lottare contro la sofferenza…”

  1. Ciao Pippo, il parroco, sta facendo dare una rinfrescata alle pareti della sacrestia. Gli imbianchini hanno messo tutto sotto sopra e così, appena finita la preghiera del S.Rosario, sono rincasata.
    Un bell’argomento questo, ma difficile da affrontare.Tu sai cosa ha dovuto soffrire mio marito, e mai che si fosse ribellato contro Dio: accettava in silenzio e non diceva neanche “sia fatta la sua volontà”. Io, invece, quasi mi ci scagliavo contro e quella fede che immaginavo avessi, la vedevo sciogliersi. Non trovavo una ragione. E’ stato il parroco che mi ha fatto vedere quel mio dolore in modo diverso. E così, ho trovato un po’ di pace. Ti lascio un abbraccio. Rosina

    1. Ciao Rosì, a parte che mi ha fatto piacere la tua “improvvisata”: magari, grazie agli imbianchini, che quando entrano in una casa, se non capovolgono il tutto non sono contenti, ma che risposta posso darti ? A me pare che tu stessa hai fornito l’evento doloroso, e tu stessa hai fornito la riposta. Soltanto mi chiedo cosa t’avrà mai detto il tuo parroco ? Mica si toglie un dolore che lacera l’anima, con uno schiocco delle dita ? Beh, se dovessi leggere, me lo dirai. Credo comunque questa, una eventualità difficile. Ricambio il tuo abbraccio. Ciao

  2. Si dice;”Aiutati che Dio ti aiuta”. Dunque non ritengo ci sia acquiescenza di Dio alle sofferenze umane; il suo aiuto è disposto a darlo, ma non vuole che subiamo il male, di qualsiasi natura sia, passivamente. Intanto gli uomini facciano la loro parte. Dio ne terrà conto,secondo me e, se lo riterrà opportuno , completerà l’opera a modo suo. Dante precipitò nel suo Inferno gli infingardi. Alla stessa maniera, è perfettamente inutile maledire, inveire contro il destino, o subire il male senza muovere un dito per contribuire ad un miglioramento. Secondo poi la nostra religione, il nostro corpo è tempio dello Spirito Santo e,dunque , abbiamo anche il dovere di averne cura, cercando, per quanto possibile, di preservarlo dal male fisico, come da ogni altro male. Penso tu abbia chiuso la tua bottega … Ti lascio il mio saluto cordiale, Dott.

  3. No no, la bottega la chiudo fra una mezz’oretta. Si, concordo col tuo dire, che Dio non c’entra affatto. Ma allora c’entriamo noi, con tutte le scarpe ? Direi di si, per quanto possa capire io. Ma non solo noi c’entriamo, ma pure la natura, anche se noi uomini ci nascondiamo dietro di essa come per declinare le nostre responsabilità. No, Dio non c’entra, e con te concordo, perchè ci rispetta e se ci ha fatti liberi significa che ci ha fatti responsabili. Ma, siamo noi che non rispondiamo alle nostre responsabilità. Sei d’accordo con me ? Un abbraccio a te cara

  4. La sofferenza è nel mondo, è nata con l’uomo e lo colpisce indifferentemente dal suo documento d’identità o dalla sua fortuna finanziaria. Bisogna dire che si è conquistata il suo posto di eminenza nel vissuto degli abitanti del pianeta e di certo non si lascerà sconfiggere. Ama presentarsi nei modi più disparati ma quasi sempre ci costringe a lotte impari. La nostra umanità e la religione…due forze che si scontrano, l’una vorrebbe annullare l’altra ma devono coesistere. Dio non vuole il male e la sofferenza, il ragionamento è difficile e il tutto, più lo si vuole approfondire e più si manifesta un mistero. Noi uomini abbiamo fatto il possibile per rendere la terra un luogo difficilmente vivibile e non ci accorgiamo che, di ogni avvenimento tragico, ne diamo responsabilità a Dio. La strage degli innocenti…..un orrore di sofferenza, ma Dio che c’entra? L’ha voluta e perseguita l’uomo, nella totale libertà e crudeltà, ed è solo un esempio. Le malattie? Fanno seguito a comportamenti degeneri dell’uomo e tutti ne paghiamo le conseguenze, in un modo o nell’altro. La scienza, il donarsi di quanti si sono adoperati e si adoperano per il bene in ogni sua realtà di vita, sono speranze e certezze che l’amore non è morto nel cuore dell’umanità . Dio ci ha preceduti nella sofferenza di SUO FIGLIO, per amore della nostra salvezza nell’eternità. Molti nostri fratelli sono “crocifissi” da malattie crudeli e inguaribili….la Fede ci insegna che la loro sofferenza non sarà vanificata. I grandi Santi l’hanno offerta al Signore come dono per un bene universale e questo vale anche per persone comuni ma dalla Fede immensa. Sono certa di una cosa: Dio non pretende, Dio non castiga, ci lascia liberi di agire , a farci del male ci pensiamo da soli. Personalmente? Comprendo che il parlarne ed il trovarsi nella prova fa una notevole differenza. Serata serena, caro Peppe, ti saluto!

    1. Eh, mia cara Licia, si fa presto a dirmi:” Ti saluto!”Tu hai toccato tutti i punti che esistevano in questo argomento. Adesso, abbi pazienza, perchè devo adunare un po’ di pensieri non foss’altro per non sfigurare fra tanta “teologia raffinata”. Il nostro è un Dio che dona sempre, ed è Colui che perde sempre. Ricordiamo dalla storia biblica che Adamo si è ribellato, e Dio lo ha lasciato andare. In poche parole, è sempre Dio a muoversi, e non mette nel conto, Egli perde, e cancella. L’umanità si ribella sempre, e Dio gli viene incontro. E poi, come tu dici, il dono del redentore che si chiama Cristo. E’ Dio che si Dona sempre; anzi, se poi chiede qualcosa lo chiede per il nostro bene e non per fare del bene a Se Stesso. Poi il problema del male, che per me è il più insondabile aspetto del mistero. E tuttavia, imperversa la domanda:” Ma se Dio conosce il presente, il futuro, permette che accada questo o quell’altro ? Ebbene, per me queste sono grosse baggianate. Perchè, è proprio questa la grandezza di Dio, e cioè, che quasi rinuncia alla sua Onnipotenza, e rimedia al nostro male pagando LUI stesso di persona. Grazie Licia, adesso chiudo e ti saluto perchè trascorra lieta serata

Lascia un commento