Diciamo spesso:” Il destino è già tracciato !”

IL DESTINO È UN'INVENZIONE DELLA GENTE FIACCA E RASSEGNATA” | FORMAT RIETI

Solo poche parole.

Il nostro destino è già tracciato ?

Ancora oso affermare che ci esprimiamo malamente.

Non è Dio che ci conduce, ma siamo noi stessi a condurre la nostra vita. Eppure l’espressione sopra è frequente, ma genera solo confusione. Voglio dire, che non sottolinea abbastanza la libertà  nostra di uomini. Quindi, preferisco dire che Dio mi ispira, mi illumina. Ma poi, sono io a decidere.

Se non fossimo noi a decidere saremmo davvero dei burattini di cui Dio manovra i fili. No no, Dio non ha voluto questo per noi, e neppure che fossimo dei burattini che acconsentono.

LUI, ci ama e rispetta  troppo. Tuttavia, diciamo sempre che dobbiamo fare la Sua volontà, ovverosia, ciò che Egli vuole.

Sembra un argomento simile al precedente ma non lo è.

 

Diciamo spesso:” Il destino è già tracciato !”ultima modifica: 2021-09-14T14:56:59+02:00da un_uomonormale0

11 pensieri riguardo “Diciamo spesso:” Il destino è già tracciato !””

    1. Ciao Rosì, beh, adesso non mi mettere nella posizione di chi ha la facoltà di giudicare. Diciamo “non ciò che Egli vuole!”. Ecco Rosì, il problema che per molto tempo per me è stato una specie di “tormento”, e che, presumo di avere risolto più avanti nel tempo. E’ stato quando ho capito fin dove l’amore di Dio per noi, Lo portava e ne ho tratto tutte le mie sconvolgenti conseguenze. E’ stato provvidenzialmente un incontro che ho avuto con un eremita casualmente avuto in un casolare dell’entroterra della Sicilia. MI parlava spesso di “Dio-Amore,ma lasciava a me la “fatica” di capire questo “Amore” Dicevo a me stesso che Dio assume ai nostri occhi un volto molto diverso da quello che ci era stato insegnato. Quindi, da qui, “Chi è questo Dio a cui bisogna seguire tutte le “volontà”, nonchè obbedire ai suoi comandamenti sotto pena dei peggiori castighi, se non un Dio che doveva essere molto più temuto che non amato ! In buona sostanza, dov’era questo amore in tutto questo ? Compresi che le parole ingannavano. Fra l’altro e forse soprattutto, quella “rassegnazione alla Sua volontà di fronte ad avvenimenti dolorosi e a sofferenze atroci che via via si andavano abbattendo sull’umanità. Una rassegnazione che vista dagli occhi di molti, era una prova di cui andare fieri e di grande fede. Non mi rassegnavo a questa idea: non può essere così il Dio che io desidero conoscere. La sua volontà dunque, ma non assolutamente seguire un piano o seguire un cammino tracciato per noi da tutta l’eternità. No, Dio ci lascia liberi di decidere l’orientamento della nostra vita e i dettagli concerti di una tale vita. Ci ama troppo. Ci lascia liberi di sposare la donna che abbiamo scelto, il numero di figli, la casa dentro cui abitare, il ruolo interpretare nella costruzione del mondo, e, insieme, ognuno al nostro posto. Ciao Rosì

    1. Tu delimiti il destino fra questi due poli estremi. Mia cara Licia, come ho detto in precedenza anch’io tre decenni addietro la pensavo così. Sulla nascita e la morte si interpone la dipartita anzitempo, e questa non fa parte del destino. Quel tale, non sarebbe dovuto morire. E’ sempre un’imperfezione o una colpa umana, di cui più o meno direttamente, siamo tutti responsabili. Dio soffre con noi quando qualcuno muore anzitempo. Infatti, se non è mai la sua volontà, come purtroppo spesso si è affermato, non è neppure “Dio lo permette!”. Sarebbe un cinico complice. In realtà Egli sopporta, dato che non può fare altrimenti, prigioniero ancora una volta della libertà che ci ha dato. Ma come a noi, e molto più di noi, gli fa male. Molto male. Similmente a come la comunione con le nostre sofferenze lo crocifigge, lo stesso la comunione con le nostre morti premature lo inchioda sul legno di croce per una morte…prima del tempo. A trentatrè anni, anche Lui pure non è giunto alla fine della sua vita di uomo. Buona serata te Licia, e che ti siano liete tutte le ore che seguano.

  1. Ho sempre pensato e creduto, che vi sia un grande libro lassù! E’ segnato tutto dalla data di nascita alla data della morte di ciascuno di noi. Non so perché, ma mi piace pensare al disegno che Dio padre abbia un giorno preparato in concomitanza con la Sua portentosa Creazione del mondo. Per cui il destino inteso come “corredo” di ognuno di noi, sia stabilito, mentre il caso, la fortuna o la sfortuna, la combinazione siano generati dal destino di ciascuno di noi. Vale per tutti: vale per coloro che si salvano inspiegabilmente da una terribile e drammatica sciagura, e vale per coloro che purtroppo non hanno il tempo nemmeno di capire perché siano nati su questa terra.
    Buona serata Peppe.
    P.S. Giuro che non ho bevuto e non mi sono fatto di niente.

    1. Non ne dubito. Pensa te. Un’analisi la tua che procede in ordine a ciò che definiamo:”E’ tutto scritto!”. Beh, sai, anche su questo ho impegnato molto di me stesso una trentina di anni fa.Non mi andava ieri e neppure oggi, pensare che tutto sia scritto, perchè in questo senso sarebbe come se fossimo dei “segnati” e che viviamo nell’imprevisto nello svolgimento quotidiano della storia. Dio si situa a un altro livello. Noi siamo il tempo. Lui è fuori del tempo. E’ come se fosse sulla cima di una montagna, per usare una immaginazione spaziale necessariamente molto imperfetta. E dall’alto di quella montagna Dio ci vede avanzare. Vede la folla e ognuno di noi in particolare. Vede lo scorrere della storia umana e il suo svolgimento in un eterno presente. In altri termini, vede cioè come l’uomo libero si serve della sua libertà. In buona sostanza noi non possiamo sapere in anticipo ciò che ci apsetta. Siamo su tortuose strade. Camminiamo non conoscendo assolutamente quello che troveremo oltre la curva della strada, le persone che vengono nell’altro senso e che incontreremo. Avanzando nel tempo noi non sappiamo, come diciamo abitualmente, “di che cosa sarà fatto il domani” e come agiremo liberamente nel gioco delle molteplici nostre libertà che fanno gli avvenimenti. Come dire, che essere nel tempo, è proprio la nostra infermità di creature. Ecco che proprio lì che Dio ci raggiunge in Gesù Cristo. Questo Gesù del paesino di Nazareth che ha condiviso la nostra condizione umana al punto da dovere egli stesso cercare la propria strada nell'”imprevisto”. Quindi come ho già accennato sul destino, non è Dio a condurmi, ma sono io a condurre la mia vita e che trovo bello pensare che Dio mi ispira, mi illumina. Ma poi sono io a decidere. Se non fossi io a decidere sarei davvero una marionetta di cui Dio manovrerebbe i fili. Ebbene, non ha voluto questo per noi. Buona sera Carlo

  2. La fede che tu senti di avere e di manifestare è talmente lontana da tutto ciò che ci hanno insegnato fin da piccoli, che è capace di sconvolgere la coscienze timorate di Dio. Lo stesso attributo ricorrente “timorate” la dice lunga sul rapporto comune uomo- Divinità, un rapporto di sudditanza che teme la mancata approvazione delle azioni umane non gradite a Lui,o elencate nei Comandamenti. Pensando ad un Dio che ci ha creati liberi,ci dovremmo aspettare, comunque, un suo giudizio in questa vita o dopo ,ma pensando ad un Dio d’ Amore , si può veramente avere qualche perplessità sconvolgente. Probabilmente, il tuo eremita ne sapeva molto più di noi tutti. Dio – Amore e solo Amore,dovrebbe essere l’ intuizione, ancora una volta,più giusta e meravigliosa. Buona serata, Dott.

    1. Mia cara, non stupirti se oso confessarti che la mia fede è simile al classico fiocco di neve che si scioglie al primo raggio di sole. Ecco un altro termine che ho imparato a rifiutare:”timorato di Dio!”, che significherebbe avere paura di questo Dio. Sono espressioni, a mio modo di vedere, false e disgustose. Non si può temere l’Amore, è innaturale. Non solo, ma spesso sentiamo:”Dio ha voluto così!” Che cosa ? Dio non vuole certamente che un suo figlio muore prima del suo tempo. Nè subito, nè un po’più tardi, ma solo alla fine della vita di costui, della sua vita..naturale. Questo desidera e lo desidera per tutti gli uomini, perchè non è il Dio della morte ma il Dio della vita. Tutte le espressioni come:”E’ piaciuto a Dio, chiamare a sè….” sono false. Dio non chiama a sè, questo suo figlio o quell’altro suo figlio ritenendolo misteriosamente che abbia vissuto abbastanza, e di contro, un altro, abbia diritto a un supplemento. Non è di certo Dio che chiama a sè anzitempo i milioni di bimbi che muoiono di fame, mentre potrebbero essere salvati se noi sapessimo condividere; e questi milioni di vittime di tutte le guerre che sarebbero ancora vivi se avessimo saputo sottoscrivere la pace. E non certo Dio che facendo nascere dei bimbi in una determinata parte del modo, offre loro trent’anni di speranza di vita, mentre, se nascono da un’altra parte, concede loro settant’anni o più di vita. E ancora non è Dio che ha voluto- ancora la sua volontà- che l’AIDS, e le disgrazie stradali, o l’inquinamento ambientale ecc. ecc. Basta così, mia cara e gentile amica. Ciao

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