Ernia del disco

Non è un argomento di mia specifica competenza, ma un minimo di conoscenza, acquisita in più di quattro decenni di professione, mi permette di fare luce in un comparto clinico che interessa la moltitudine di persone; ivi compreso il sottoscritto.

Qualche ora fa, in messaggeria mi è stato trasmesso un reperto radiografico di una signora con problemi alla colonna vertebrale.  Presumo di essermela cavata, soprattutto per fornirle quanto possibile per  rassicurarla.

Ebbene, da ciò, ho pensato di parlarne a mo’ di argomento.

Ernia del disco: quali sintomi rendono sicura la diagnosi?

I dischi cartilaginei, costituiti da un anello fibroso esterno e da un nucleo interno, separano le vertebre spinali. Questo anello può rompersi, di solito in regione lombosacrale e cervicale, in seguito a processi degenerativi o traumatici; la pressione esercitata dalla colonna vertebrale forza sul nucleo polposo dalla parte di dietro e lateralmente oppure, dietro(postero)  dentro lo spazio extradurale, quando il nucleo comprime una radice nervosa, entro il canale spinale o a livello del forame  intervertebrale, insorgerà il dolore. La compressione, in genere avviene da un solo lato, ma se l’ernia è molto grande può essere in entrambe i lati.

Il dolore con tipica distribuzione radicolare; ovverosia, ad esempio se a soffrire è la 4^ radice della regione lombare(L4) questa evocherà dolore alla coscia posteriore, nonchè riduzione di riflesso rotuleo,

 può presentarsi in modo improvviso e anche in maniera invalidante, oppure che peggiora con il movimento. Con la manovra di Valsalva; ovvero tossire, ridere, sforzarsi durante la defecazione il dolore viene esacerbato. Nelle ernie lombosacrali lo stiramento delle radici nervose; ad esempio per sollevamento di una gamba estesa, può produrre dolore alla schiena; e similmente nelle ernie cervicali, flettendo il collo il dolore si acutizza.

La diagnosi si avvale di un’accurata indagine strumentale che svela in prima istanza un restringimento dello spazio  tra vertebra e vertebra(intervertebrale), oppure segni della spondilosi o di spondilolistesi( scivolamento di qualche vertebra). L’esame elettromiografico(EMG) potrà rivelare modificazioni neuropatiche nei muscolo innervati dalla radice interessata. Nei casi dubbi, potrà essere molto utile una TAC del midollo.

L’approccio terapeutico si avvale di una terapia conservativa che consiste nel riposo a letto in posizione supina e su una superficie rigida, per  per un paio di settimane. Un conforto sintomatologico si può ottenere con la somministrazione di analgesici e di blandi sedativi. Se queste misure non sono efficaci; ovvero, se i disturbi permangono o si aggravano i segni  obiettivi di danno neurologico ad esempio, perdita di forza, deficit sensitivo ecc., di dovrà procedere ad un trattamento chirurgico che prevede la rimozione del disco e la funzione delle vertebre coinvolte oppure la decompressione della radice lesionata.

Ernia del discoultima modifica: 2021-10-25T17:32:37+02:00da un_uomonormale0

10 pensieri riguardo “Ernia del disco”

  1. Ho fatto leggere questo post a mia moglie: lei si operò giovanissima a 18 anni e le fu asportato il disco tra quarta e quinta vertebra. Avvenne durante la preparazione di un saggio ginnico. Pertanto i “segni” patologici, da illo tempore, riaffiorano a causa di sforzi.
    Buona serata Doc.

    1. Immagino i sintomi che riferisce tua moglie siano da denominare “Lombosciatalgici”.All’epoca presumo si sia sottoposta a regime riabilitativo per il recupero della funzione. La riabilitazione ricopre un ruolo primario post intervento che ha come scopo il ripristino delle strutture, quindi la prevenzione del manifestarsi di ulteriori episodi lombosciatalgici. Buona pomeriggio

  2. Mio caro amico, questo articolo sembra fatto per me. Proprio la settimana scorsa ho eseguito una RNM lombosacrale motivata da dolori in sede lombosacrale. Il radiologo ha repertato il seguente:” Vengono confermati fenomeni degenerativi dei dischi intersomatici, come da esame precedente tra L4-L5 ed L5-S1. In sede L4-L5 si apprezza evidente protrusione discale modicamente comprimente sul sacco durale e sulle radici nervose. Altra modica protrusione discale si apprezza in L5-S1 che modicamente comprime sul sacco durale e sulle radici nervose. Lo speco vertebrale presenta regolare ampiezza. Ti chiedevo se questo reperto giustifica i miei frequenti blocchi peraltro assai dolorosi. P.S. Mi permetto metterlo come commento pubblico, anche perchè affezioni molto comuni, quindi che possono interessare il lettore di passaggio. Un caro saluto per una lieta sera. Gina

    1. Buon pomeriggio Gina, tu mi esponi una repertazione dettagliata, che meriterebbe essere visionata e valutata dallo specialista del campo. Comunque, qualcosa devo pur dirtela. E’ verosimile che la tua protrusione L4-L5 viene sottoposta ad insulti meccanici; magari per movimenti scoordinati o posture non corrette, il che favorisce la fuoriuscita del disco dal suo spazio intersomatico. Questo, comporterebbe compressione sulle terminazioni nervose e da qui il dolore che ti obbliga a posizioni di difesa al dolore. Il tuo ortopedico ti avrà sicuramente istruita e che il riposo va preso in considerazione, sperando che la protrusione rientri e con essa la riduzione del dolore. Buon pomeriggio a te.

      1. Grazie tante davvero. I miei anni di professione sempre seduta non hanno di sicuro giovato alla salute della colonna. Mettici pure qualche chilo di troppo e il gioco è fatto. Sto seguendo un periodo di fisioterapia. Sto molto meglio, e quando mi siedo al computer sto bene attenta a seguire i consigli posturali adeguati. Grazie mio caro amico. Buon pomeriggio. Gina

  3. Beh, io sono male combinata con la schena per la severa scoliosi che mi affligge da alcuni anni, ma non mi hanno mai riscontrato ernie alle vertebre. Non saprei dirti con precisione quale diagnisi sia stata accertata per i vari dolori che si concentrano, molto fastidiosi,agli arti inferiori e mi ostacolano alquanto la deambulazione. Sono in cura da anni e non sono peggiorata, ma neppure posso affermare di non avere problemi . Forse li avrei, almeno in parte, risolti con interventii chirurgici.Con questo tuo post, gentile amico, hai toccato una mia corda parecchio sensibile e mi dispiace molto che anche tu abbia a soffrire un problema alla colonna che so abbastanza disturbante. Hai mai pensato ad un interento chirurgico? So di gente che risolve con una operazione che pare sia di routine. Ti saluto, pertanto, con un augurio affettuoso di bene.Ciao.

    1. Carissimo, presumo che la tua retrolistesi interessi C4-C5. Non mi dici altro. Questi casi sono preceduti da una rettilineizzazione del tratto cervicale e ridotta lordosi. In prima istanza, si suggerirei ciò che avrai avuto detto dallo specilista: postura educata, e stretching. Non posso dire altro. Buon pomeriggio a te Wood

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