E i bambini ? Si parla tanto degli adulti durante questa pandemia da COVID-19….ma dei bambini nulla o quasi nulla.

A scuola può essere richiesto l'uso della mascherina FFP2? | Fondazione  Umberto Veronesi
Grazie a Dio si va verso la luce. Tuttavia regna uguale nelle mamme un po’ di paura per i loro bambini.
Imperversano le domande di tante mamme:” Che rischi corrono i nostri bambini ?”.
Una domanda che quasi si fa fatica a dare una risposta chiara. Gli esperti si incrociano e si contrappongono nei loro pareri con risposte più o meno affidabili ma che generano molta confusione alle mamme.
Il problema “Rischi” lo si può sintetizzare con poche parole, ovverosia, che grazie a Dio pare che l’infezione covid-19 li “sfiori, quasi li accarezzi” e se contraggono il contagio le manifestazioni sono alquanto irrilevanti. Talvolta si leggono informazioni di qualche bambino che ha necessitato di ricovero, ma sono racchiusi in una percentuale bassissima rispetto alla persona adulta e sempre con prognosi favorevole. I decessi si contano nell’ordine dello 0,1-0,2% e sempre concomitanti a comorbilità.
Quindi, i bimbi, risulterebbero abbastanza protetti soprattutto grazie al loro Sistema Immunitario più che ottimale che consente loro di dare l’adeguata risposta al covid-19; una risposta che deve essere ben equilibrata, nel senso che se dovesse essere “fortissima” può generare l’insorgenza massiccia infiammatoria, nel senso, che, invece di difendere dall’infezione si scaglia contro il suo stesso organismo generando una risposta “Autoimmune”. In ultima analisi un sistema Immunitario ben equilibrato è quella adeguata alla difesa.
Tuttavia, questo non significa che i bambini non possono ammalarsi, anzi, necessita che vengano protetti sia per loro stessi sia per i loro nonni, in particolare, per le ragioni ormai note.
Alle mamme raccomanderei, nella forma più gratuita possibile, di non farli entrare nei luoghi chiusi e peggio ancora se affollati.
I grossi centri commerciali sarebbero da sconsigliare come pure pulman, o metropolitana.
Le mamme devono sempre raccomandare ed insegnare a capire che se una persona sta starnutendo o tossendo di stare a distanza di almeno 2 metri e cosa ancora importante istruirli a non tocacre maniglie o superfici di pubblici locali e di non portare le mani al viso.
L’igiene delle mani, con la classica saponetta è un obbligo verso cui i bambini debbono avere attenzione; quasi come fosse un gioco che richiede non sbagliare.

La gravidanza immaginaria: termine tecnico “Pseudociesi”

Gravidanza isterica nelle donne: sintomi, cause e cosa fare | Pourfemme

Viene definita gravidanza isterica, oppure, “Falsa gravidanza”. Si tratta di una patologia psicosomatica che nella donna fornisce e fa percepire tutte le sintomatologie di una vera gravidanza…ma che, in realtà, gravidanza non è.

Personalmente non piace chiamarla “gravidanza Isterica”: ha un sapore dispregiativo, sia pure, per certi aspetti di natura clinica, la parola “Isteria” origina da “Utero”. Quindi si tratta di un autoconvincimento psicologico della donna  il cui corpo reagisce simulando in maniera incontrollata gli stessi sintomi gravidici coi suoi dolori al seno, all’addome, nonchè l’amenorrea. Purtuttavia, la donna, invogliata soprattutto dal partner e familiari vicini,  esegue l’iter  diagnostico di una normale donna incinta.

La donna esegue il test di gravidanza, che fornisce, ovviamente, esito negativo.

Ma, da cosa dipende ? Il cervello, tutto parte dal cervello. La donna, ha un forte desiderio di avere un figlio anche se in lei  dimora l’infertilità conclamata.

La donna sente in lei l’interferenza  di fattori emotivi e comportamentali sulla sua funzione riproduttiva. Per lo più sono donne-pazienti depresse ma in esse il fortissimo, incontrollato desiderio di avere figli.

Cosa accade in questa donna ? L’alterazione psicogena deprime l’attività del sistema oppioide-catecolaminergico che a sua volta provoca un’alterazione dell’attività dell’Ipotalamo che porta a una ipersecrezione di  Gn-RH, che è l’Ormone prodotto, appunto dall’Ipotalamo che stimola la secrezione delle cosiddette Gonadotropine ( FSH-LH ); ormoni questi molto conosciuti dalla donna che cerca una gravidanza, o che in una certa epoca di sospetta menopausa misura in laboratorio.

Mamma a 63 anni tramite l’ovodonazione: “AUGURI MAMMA !”

Cosenza, diventa mamma a 63 anni grazie all'ovodonazione: ecco di cosa si tratta

Come ho accennato nel mio precedente “Gravidanza è bello”, ancor di più se presto. Ma questo vuol dire che quel bisogno fisio-biologico della donna di diventare mamma, anche in età avanzata è emarginativo ? La signora non si è arresa all’idea di non essere “mamma”, quindi si è rivolta presso il centro specializzato per la Fecondazione Eterologa per tramite Ovodonazione. Un decennio addietro in  Italia questa tecnica era decisamente vietata, ma nel Giugno 2014 la legge venne approvata e consente alla donna di diventare mamma anche in età avanzata. In generale, col termine Fecondazione Eterologa va intesso l’iter di donazione delle cellule spermatiche, ma non è soltanto così, perchè la donazione può essere posta anche per donazione delle cellule uovo della donna; o Ovociti, significando quindi, che la donna desiderosa di diventare mamma può ricevere  la cellula Uovo di un’altra donna anche sconosciuta e più giovane in età, quindi fecondare questa cellula Uovo con lo spermatozoo del proprio marito. In questo modo, si viene ad impiantare nell’utero della donna ricevente l’embrione. Grazie a questa tecnica l’età anagrafica della madre si sposta ulteriormente in avanti scavalcando il limite imposto dalle linee guida: 43-50 anni per l’Eterologa, in fase menopausale.

Detto questo, nasce nelle mamme una sorta di rassegnazione in ordine al fatto che il neonato non assomiglierà mai a lei o al marito. Questo pensiero, che maturano origina da false informazioni che girano in rete o sul sentito dire nella propria parrucchiera, laddove insiste il concetto che il nuovo concepito possegga solo i tratti di DNA del padre e della madre donatrice.

Non è così, del tutto. L’utero della ricevente, il suo ambiente, l’alimentazione corretta in corso di gestazione corretti stili di vita sono in grado di influenzare l’espressione dei geni del bimbo. E’ dimostrato, dunque, geneticamente che tra la mamma e il Feto,  in caso di donne  infertili è capace di incidere sul pacchetto patrimoniale genetico del “giovanotto in grembo”. Infatti, l’embrione durante la fase preimpianto subisce modificazioni evolutive complesse, in corso del quale entra nella cavità dell’utero quando è in stato di Blastocisti, cioè, l’embrione   al 5° o 6° giorno di vita, quindi che va a inserirsi nel  Fluido dell’Endometrio. Ebbene,  da questo istante l’impianto  dell’Embrione entra in “colloquio” con l’Endometrio, il cui  liquido ricco di elementi nutritivi nutre l’embrione costituendo il primo dialogo Endometrio  della mamma  ricevente e l’embrione. Il fluido dell’endometrio secreto rilascia l’informazione genetica della mamma che viene “introitato” e assorbito dall’embrione.

In conclusione, niente rassegnazione, il nascituro può benissimo possedere tratti ereditati dalla mamma, come per dire, che la novella madre è capace di modificare il genoma del bimbo che tiene in grembo.

a seguire dal precedente, LA GRAVIDANZA e MENOPAUSA

 

 

 

Quali cambiamenti attraversa l'ombelico durante la gravidanza - Siamo Mamme

Quindi, l’epoca della gravidanza. Vorrei prima sottolineare una considerazione. Personalmente sostengo la cultura della fertilità che cerca di essere confacente alla nostra sopravvivenza. Tuttavia, si calcola oggi in Italia, un indice  di sostituzione; cioè, quel tasso numerico minimo che una coppia deve avere per garantire una costante della popolazione, ma che, ahinoi, si registra appena in 1,39 circa, il che significa che due individui maschio – femmina fanno meno di 2 figli, che tradotto in soldoni, significa che siamo una specie; in Italia, in estinzione. Cosa voglio dire ?  Gravidanza e possibilmente presto. Noi esseri siamo stati programmati per riprodurci a 20 anni e morire a 40, cioè, la menopausa, non doveva nemmeno esistere nei primordi, così come l’età anziana. Fa pensare e ridere un po’ leggere che Noè avesse 900 anni, quando, probabilmente ne aveva 90: traguardo eccezionale. Oggi, se va bene cominciamo a riprodurci a 32-35 anni, e se non va bene oltre i 40 anni. La donna dopo i 40 anni è certamente una donna bellissima, ma i suoi ovociti hanno pur sempre 40 anni quindi molto meno fertili sono i suoi Ovociti di quelli che erano a 25-30 anni. Come dicevo, “Gravidanza è bello” e se più di una ancora meglio specie in un utero efficace ed efficiente che può riprodursi tranquillamente da 1 a 4 volte senza per questo provocare problemi. La gravidanza è un fatto talmente bello nella vita di una donna che fa molto bene esteticamente, fa bene alle ossa, al cuore, alla circolazione come pure in sede gastrointestinale: una pillola di benessere è la gravidanza come lo è pure l’allattamento purchè sia adeguato ai nostri tempi. Dicevo che forse la menopausa non doveva esistere, ma oggi esiste e questo è sicuramente uno snodo molto importante, sia fisicamente sia psicologicamente. Bene, la menopausa è un dato di fatto  provocato dall’esaurimento fisiologico di una ghiandola che dovrebbe funzionare per molto tempo per cercare che le Ovaie  continuino  per più tempo ed evitare appunto questo evento. Perchè il vero problema non è solo che la menopausa  non era prevista, ma perchè  a 40 anni  la donna arriva pressochè senza i suoi ormoni ovarici, quindi ci troviamo di fronte a una vita divisa a metà: i primi 10 – 12 anni in progress, poi, 30 anni di estrogeni e progesterone a go-go e poi, di botto niente. Ebbene, personalmente sono favorevole alla terapia sostitutiva, ovviamente laddove non esistono fattori di rischio fra l’altro facilmente identificabili. Ma attenzione, non è  che gli Estrogeni fanno venire i tumori è che la donna   che proroga la sua vita Estrogenica ha lo stesso rischio che aveva 2-3 anni prima quando aveva le mestruazioni, di avere eventualmente patologie derivanti dalla presenza di estrogeni.

Le fasi della vita della donna in compagnia dei suoi Ormoni..

 

Why Women's Health is Important at All Ages | RxSaver™

Un articolo abbastanza lungo…

Nella vita della donna gli Ormoni sono una componente molto importante.

Dobbiamo dire che la donna vista dal punto di vista Endocrino è un vero e proprio modello sperimentale: mi si conceda questo termine. Se pensiamo la femmina nel suo  aspetto ormonale è come se vedessimo 4-5 donne che si alternano. La  bambina col menarca, poi la gravidanza, poi l’allattamento, poi la menopausa e il post-menopausa. Quindi, come vedete  è un come  avere davanti 5 persone con tipi ormonali diversi che via via si evolvono in questo tragitto; a condizione che non si mettono  in mezzo patologie  del tipo alimentare che sballano gli ormoni.

Comunque, partiamo dal suo anno “Zero”. All’Epoca del Menarca  ha un suo stato ormonale relativamente quiescente, le stesse Ovaie  sono relativamente a riposo e dicendo relativamente perchè quasi tutti gli Ormoni che provocano la crescita, la preparazione all’epoca del Menarca e allo viluppo, interagiscono con le Ovaie, sia pure in maniera soft e puntuale, tant’è che le Ovaie,  sono come una bomba ad orologeria  pronte, al momento giusto di entrare in colloquio con la Ghiandola Ipofisi; ghiandola questa, che sta situata alla base del cervello e che a sua volta riceve delle comunicazioni dall’ Ipotalamo; pezzetto di cervello ancestrale che sta appena sopra l’Ipofisi e che serve, a  dialogare col resto del corpo, e che a sua volta colloquia coi centri cerebrali a loro volta centri per la sessualità e produzione Ormonale, fino a giungere alla  corteccia cerebrale.

Mi concedo un passaggio un pochino divertente ma che serve a dare l’idea. Quando le ragazze stavano nei collegi avevano tutte contemporaneamente  il Menarca. Per cui,  c’erano i cosiddetti Ormoni che si scambiavano attraverso la pelle, dalla saliva, e che mettevano in sintonia le loro Ovaie e successivamente avevano le mestruazioni in contemporanea. Voglio dire, quindi, quelle Ovaie della bambina, non sono assolutamente  dormienti; cioè “silenziose” ma sono “Silenziate”.

Quindi, il Menarca, questa rivoluzione Ormonale che non dura un giorno, ma un periodo più o meno lungo. Se ci dobbiamo attenere ai momenti canonici scritti in letteratura, il Menarca precoce  a 9 anni e tardivo dopo i 18 anni. Epperò, è talmente evidente il picco di età che fra i 12 e i 14 anni che  poi è sempre più spostato verso i 12 anni, questo è in assoluta controtendenza rispetto allo  sviluppo psichico che si va spostando sempre più avanti; nel senso che abbiamo eterne bambine fino a 24-25 anni, però, invece, grazie all’alimentazione buona, per il non lavoro stressante imposto alla bambina questo sviluppo psichico avviene più precocemente perchè il fisico ha il tempo di costruirsi e dedicarsi tutto ai processi fisiologici. Dicevo, una rivoluzione in quanto sin dal momento della prima mestruazione, l’orologio biologico ha indicato a quell’Ovaio che è pronto a cominciare a produrre a metà del ciclo l’Ovulo, quindi far si che quella “bambina” sia “potenzialmente fertile ” ed entri in una 2^ fase post-Ovulazione di produzione di  Progesterone per cui potere annidare una eventuale gravidanza  in utero se vi fosse l’Ovocita fecondato e quindi avere la mestruazione per mancata Fecondazione. Oggi comincia ad essere preoccupante un menarca che ritarda a 16 anni; ovverosia, se una ragazza a 16 anni non registra nessun segno, perchè il menarca non è un evento….”tac ” dalla notte al giorno, perchè c’è il rigonfiamento dei bottoni mammari, quindi i capezzoli più pronunciati, la peluria ascellare, al pube, la secrezione sudoripara col classico odore che c’è uno squilibrio Ormonale e le ghiandole sudoripare non capiscono bene ciò che debbono fare, un iniziale ingrossamento delle grandi labbra, con  un minimo di secrezione. Quindi, come si vede c’è tutta una preparazione, per cui una sedicenne che ha già un fisico femminile, ma non ha ancora avuto il Menarca, si fa un dosaggio Ormonale e si capisce che c’è un ritardo, quindi, non  va fatto nulla. Se invece c’è un’assenza assoluta e quì bisogna  fare attenzione, perchè potrebbero esserci alterazioni genetiche che possono determinare disturbi della sessualità; addirittura disturbi della identità di genere.

Cerco un po’ di percorrere l’età della crescita della bambina  in cui si può avere un cambiamento fisico che talvolta anche psicologicamente destabilizza un po’ la ragazza , per aumento del peso, ad esempio, e voglio quì soffermarmi, cioè  il Fenomeno dell’Ovaio Policistico. Questa è una patologia che possiamo definire figlia della nostra epoca, perchè una volta ( al tempo delle nostre nonne ), le ragazze cominciavano ad avere figli a 18 – 20 anni, quindi non facevano in tempo a sviluppare l’Ovaio Policistico.

Se nostra nonna o bisnonna che  facevano  una gravidanza all’anno,   erano talmente imbottite da  di progesterone che non avrebbero  mai potuto sviluppare un Ovaio Policistico. In realtà, un Ovaio Policistico è un Ovaio Iperattivo che produce molti Ormoni e che va ad interferire con alcune situazioni cutanee, in particolare Acne, Peluria con tendenza all’Obesità e molto spesso si accompagna una insoddisfazione psicologica della propria femminilità. In buona sostanza è evidente che si ha a che fare con una patologia e di questa epoca e che va curata correggendo  gli squilibri e comportamenti atipici della nostra epoca, ebbene, una corretta alimentazione, attività fisica e se necessario un minimo di supporto psicologico per impadronirsi del gusto di essere donna. Non dimentichiamo che poi c’è la contropartita che è l’Anoressia, condizione  che altrettanto provoca una devastazione dal punto di vista della funzionalità Ovarica, appunto perchè, la ragazza rifiuta il suo seno, le sue curve, rifiuta quel po’ di pancetta che è tipicamente femminile.

BENE,  UN PO’ STANCO SICURAMENTE, QUINDI SE E’ GRADITO, CONTINUERO’ IN SEGUITO.

Argomento per me inusuale. Ieri si è celebrata la “Giornata mondiale delle Api”.

Festeggiata la Giornata mondiale delle api, mobilitazione in Europa |  e-gazette

Una trasmissione che ho seguito con interesse su Rai2  e che   mi richiama ancora a un argomento citato più volte nelle ultime settimane: “La natura, l’ecosistema , il pericolo che corriamo…” L’uomo, e sempre l’uomo è l’artefice in negativo dello squilibrio introdotto in seno alla natura.

Il Creatore ci ha affidato la gestione dell’Universo, Egli ha voluto che ognuno fossimo responsabili non soltanto della sua conoscenza e catalogazione, ma anche del suo possesso, della sua protezione e del suo sviluppo per porlo al servizio di tutti. Per dirla in termini papele-papele, il Creatore, nella sua infinita Bontà, ha aperto un cantiere dentro cui tutti  abbiamo un ruolo per sviluppare una profonda coscienza che oggi viene chiamata “coscienza ecologica”

Si, tutto bello, ma cosa c’entrano le Api in tutto questo ?

E c’entrano Si, eccome se non c’entrano.

Le Api sono vitali, fondamentali per la nostra esistenza, e  Dio solo sa quanto ne abbiamo di bisogno di queste creature, non solo per il nostro sostentamento ma anche per la vita stessa del Pianeta. La loro opera di impollinazione  è essenziale per i raccolti e loro derivati che ci nutrono ogni giorno, e non soltanto noi uomini ma anche il mondo animale da fattoria. In parole povere, la meravigliosa varietà di specie animale, di microrganismi, di specie del  mondo vegetale, che chiamiamo “Biodiversità” ci garantisce di cibarci, di avere e bere acqua pulita, di avere ripari sicuri il cui fine è la nostra sopravvivenza. Ebbene, questo meraviglioso equilibrio è nel contempo fragile per cui, oggi, è in serio pericolo.

Le api, stanno correndo una seria minaccia. I loro habitat sono a rischio serio a causa dell’invasione di pesticidi, parassiti e massicce pletore di malattie sono solo “l’antipasto” verso un declino irreversibile se non si corre subito ai ripari.

Forse in pochi sanno che questi animaletti sono la chiave di “lettura”  perchè si preservato l’intero Ecosistema. Il 65% della vita delle piante è legato alla impollinazione. Ma questa biodiversità, supporta molti altri servizi vitali a cominciare del Clima,della purificazione dell’atmosfera, quindi l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo, ma è anche essenziale per costruire  suoli e sottosuoli e riciclare i nutrienti.

In conclusione, senza le Api tutti gli ecosistemi sono seriamente minacciati

SARS-COV-2 e SINDROME DI KAWASAKI HANNO CORRELAZIONE ?

 

In questo ultimo periodo la categoria dei medici pediatri ha registrato dei casi di malattia di Kawasaki per certi aspetti anomali.
I medici e i ricercatori stanno studiando se fra le due patologie possa esserci un legame.
Ma cos’è la Sindrome di Kawasaki ?
Si tratta di una forte infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni; cioè, tecnicamente chiamata “Vasculite “. Un’affezione che interessa pure le arterie di medio calibro.
Di solito, ad essere colpiti, sono i bambini di età sotto i 5 anni evolvendosi via via per stadi, cioè, con febbre irritabilità e irritazione, quindi si apprezza linfadenite; cioè, linfonodo ingrossato.
Non è ancora nota la causache scatena questa malattia e si avanzano diverse ipotesi quali l’integrazioni di un’associazione di eventi, alchè, questa malattia può definiris “multifattoriale”.
Una ipotesi con qualche credenziale in più è che la causa scatenante dia legata all’aggressione di Batteri o da virus i quali stimolano abnormente il sistema immunitario che invece di difendere l’organismo attacca i propri vasi sanguigni, quindi l’abnorme infiammazione.
Va chiarito un aspetto, e cioè, che non si tratta di una malattia contagiosa., il chè lascia aperta l’ipotesi che l’agente patogeno principale non può essere soltanto un virus.
Un’altra ipotesi correla il fenomeno per fatti genetici che espone certi bambini più di altri.
Questa patologia, ha una incidenza alta nei paesi asiatici.
I protocolli terapici per affrontare questa malattia prevedono l’impiego di Immunoglobuline tramite infusione in Endovena, cioè, vengono somministrati gli anticorpi di pazienti-donatori perfettamente sani oltre all’acido Acetilsalicilico; cioè l’ Aspirina.
Vi sono casi, in cui la malattia viene diagnosticata con ritardo il che favorisce delle complicanze abbastanza serie come aneurismi, insufficienza cardiaca e versamenti pericardici.
Ebbene, un certo numero di questi bambini, in regime di ricovero, per la malattia di Kawasaki, hanno registrato positività al Covid-19, e alcuni bambini, sono risultati negativi al tampone, ma positivi al test sierologico che dimostrava un avvenuto contatto col Covid-19.
Un equipe medica dell’Ospedale “Papa Giovanni XXIII° si sta occupando di questo fenomeno, e che ha coniato per questa malattia il termine “”KAWASAKI LIKE” significando una similitudine con la malattia di Kawasaki.
Dicevamo se qualche legame c’è.
Purtroppo il problema è in fase di studio e di certezza c’è ben poco. Di certo sembrerebbe escludersi l’ipotesi che a scatenare la S. di Kawasaki sia un virus come il covid-19 che è del tutto nuovo, mentre la S. di Kawasaki è di vecchia conoscenza.
L’unico dato che allerta gli esperti è che un certo numero di bambini, ricoverati per la Malattia di kawasaki, sono risultati positivi al Covid-19. Tuttavia, altre ipotesi orientano per un legame scatenante, nel senso, che il Covid-19, essendo un patogeno ad alto potenziale infiammatorio, quindi in grado di mettere in azione una spropositata risposta Immunitaria.