Giudizi

Giudizi

Uno dei peggiori limiti mentali dell’ uomo è la sua incapacità d’ andare oltre le barriere pre-costituite dalle sue esperienze. Come ho già scritto nell’ uomo normodotato,  i peggiori mali del mondo derivano dal fatto che si giudica come scomodo o migliore proprio chi è in posizione inferiorità. Faccio esempio. Se per strada s’incontra un barbone si dovrebbe pensare che sia stata una persona sfortunata nella vita perché non credo che esistano persone alle quali piaccia stare al freddo, fra lo sporco, le umiliazioni e l’ indifferenza collettiva. La seconda cosa che dovremmo pensare che noi siamo stati fortunati ad avere un tetto sulla testa. Visto che non posso far niente taccio davanti a questo sfortunato. Mio malgrado, noto che molti esordiscono con frasi come se il senza tetto facesse una bella vita, altri lo prenderebbero a calci perché non è un bello spettacolo da vedere un uomo buttato su un marciapiede. Visto che non si può prendere a calci il proprio capo, il direttore, il preside meglio farlo con un indifeso o in posizione d’inferiorità rispetto a noi. Il poveraccio non ha i soldi per instaurare un processo e farti pagare il gestaccio. Così a scuola ho incontrato tante “Esmeralda”. Se un bimbo crea dei problemi ai propri genitori, come mamma, la prima cosa che mi viene da pensare: “Povera mamma chissà come soffre”. Invece, ho notato un insano bisogno d’ attaccare la mamma del capitato quando basterebbe darle una pacca sulla spalla. Gesto che non costa  però regalerebbe forza e amore che avrebbe ripercussioni sociali in termini positivi sulle nuove generazioni. L’ essere umano sin da piccolo, inconsapevolmente, viene educato a giudicare invece di dare amore e uman conforto. E poi c’ è davvero chi si convince che una persona  vicina sia più fortunata più ricca, più bella nonostante le evidenze contrarie. Se una persona ha un lavoro o altra rendita per quanto insoddisfacente o  frustrante gli possa sembrare dovrebbe avere quel minino d’ intelletto per evitare di lamentarsi dinanzi chi lavoro non ha o non ha alcun sostentamento. Lamentarsi, essere perennemente insoddisfatti sono attività che piacciono a molti. Se proprio vogliamo farlo facciamolo con chi è in posizione di superiorità rispetto a noi. Ci guadagneremo in termini di rispetto nei confronti del meno fortunato e eviteremo di fare la figura degli sciocchi ingrati nei confronti della sorte.

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Questa mattina camminavo per strada ho incontrato un povero venditore ambulante. Mi ha chiesto di comprare degli accendini. Non l’ ho fatto perché non avevo spiccioli con me. Ho pensato che sia stato sfortunato ad aver incontrato proprio me

Perché la vita è tutta questione di fortuna non di meriti. Trovarsi al posto giusto con le persone giuste.

Tu puoi avere tutto il talento del mondo ma se non avrai fortuna e non troverai le persone alle quali piacerai difficilmente riuscirai. Io stessa mi sono ritrovata in gruppi sociali ove la freddezza, l’arroganza e l’ indifferenza erano le regole del gruppo ed altri gruppi che non mi davano il tempo d’ isolarmi.

La lancia

Una lancia mi ha colpita cavaliere. Il mio braccio sanguina. Dicono che potrei morire. Dicono che la lancia potrebbe essere avvelenata. Cavaliere non angosciarti per non esserci stato a difendermi. Io che son Regina conosco le regole. Nella solitudine ho imparato i segreti di questo Regno. Resta al mio fianco. Non Arduardo, non Esmeralda, non Anastasia, il Re destino mischia le carte e fa di te la sua pedina.  Cavalier non ti fidare di codardia e resta al mio fianco perché nel freddo castello io ho imparato ad essere la Regina che conosce Re Destino. Vuol vedere se riusciremo a restar vicini. Ed io che son Regina tolgo questa lancia dal mio corpo. Perché non può far male una lancia  in un braccio. Per morir ci pensano le lancie nel cuor ed io che son Regina toglieró dal mio braccio questa lancia per uman amor.

San Valentino

In questo regno stregato Arturo è tornato. Con il suo cavallo, il suo mantello che il suo amor nel giardino incantato riporterà. Ed io che son Regina, cavalier sai che ho avuto tanta gente che mi ha detestata. Ho visto la morte e la nascita contemporaneamente. Tanta gente mi ha odiata perché mentre cercavo di vivere si chiedevano il perché non morissi. Molta gente voleva da me esser amata ma ho dovuto lasciar dietro perchè dal cielo avevano deciso che io non ero  un angolo del loro cielo come non lo fui io su questo terra per Celestino e per Nicolas che morte e superficialità ci separarono. Ma i miei angeli  in questo dur lavoro mi hanno accompagnata.

Cavalier ben tornato, la tua assenza mai assenza, il tuo cuor è il calor che non mi ha mai lasciata sola quando faceva freddo ed io, con te, non sentivo freddo. L’ amor è l’ umile comprensione. Il tuo portamento fiero ed elegante, il tuo lasciar passare i freddi venti del nord ed aspettare il sorgere del sole ogni mattina a Ponente per noi.   Cavalier in tua assenza sono stata alla corte di Duchessa Esmeralda. Avevo tanta paura del suo sguardo freddo di giudizio. La piccola Giada doveva essere condannata ma non ho trovato gli inquisitori. Esmeralda era partita ed accogliermi ho trovato Umiltà. L’ umiltà quel sentimento tanto bello che rende nobili le persone perchè riescono a donare emozioni, speranze e sogni senza far sanguinare i cuori. Circe che l’ amore a me pre destinato aveva incatenato, tenevo lontano. Ed io il nostro amor lascio sciolto, senza catene, nell’ aria, libero di volare e tornare. Ti ricordi cavaliere del giorno in cui ti dissi d’andar via da me e tu m’ inseguisti chiedendomi ancora mille baci. Ed io amor volar ti lascio e tu mi lasci volar. Circe da lontano che mi osserva. Lei che l’ amore di Nicolas ha incatenato non può imprigionare la bellezza del mio cuore che come la fata dell’ arcobaleno spende ad ogni cuor gentile. Cavalier ben tornato in questo Regno dove io figlia di contadini, non so suonare musica ma di musica voglio parlare. La musica del cuore quella che arriva dentro e porta uman conforto, mette pace e porta via l’odio. Cavalier io figlia del mondo, per il mondo non posso andar e allora voglio andar con la musica.  Cavaliere senti questa melodia…chiudiamo gli occhi mio dolce amor, lasciamoci andar, fra distese di fiori e campi verdi…. Fammi abbandonare fra la tue braccia delle quali nel tempo ho imparato a fidarmi, con la distanza quando da me non potevi aver niente e quando sembrava che potessi farti del male e invece sei rimasto con il tuo mantello di aculei e la tua bellezza da far invidia a ogni dama di corte.

Liuto, flauto, zampogna, tromba, cornamusa, tamburi, suonate per noi…