leggendo la cronaca locale, un’impennata considerevole di suicidi tra giovani e giovanissimi.
E’ sempre successo? E’ colpa dei social che amplificano gli eventi?
Non credo.
Penso piuttosto che viviamo un’epoca difficile.
Per i più giovani, sensibili e inermi, il male che caratterizza questa periodo storico è insopportabile.
Se non scegli di farne parte, ti ritrovi sopraffatto.
E così preferiscono dare un taglio netto ad un contesto vitale troppo gravoso da accettare. Il male è ovunque, nella sfera personale e planetaria.
Poi la cosa viene amplificata, evidenziata, da un’informazione che lascia poco spazio, marginale, alle buone notizie, relegandole a trafiletti quasi invisibili.
E poi, chissà cosa passa davvero per la testa di un adolescente che vive in un presente distopico, inospitale e ansiogeno, e che lo porta a fare una scelta così estrema, a preferire la morte ad una vita pericolosa, ad un male dilagante.