Tempesta

In certi momenti non bisognerebbe prendere decisioni

porsi obiettivi o pensare di capire.

Non bisognerebbe neppure parlare.

L’unica cosa da fare, con l’ultimo briciolo di lucidità rimasta

sarebbe decidere di tacere

aspettare… e sperare che la tempesta passi.

Inquietante

L’argomento è pesante, ma……..
Non posso esimermi dal constatare, amaramente,
leggendo la cronaca locale, un’impennata considerevole di suicidi tra giovani e giovanissimi.
E’ sempre successo? E’ colpa dei social che amplificano gli eventi?
Non credo.
Penso piuttosto che viviamo un’epoca difficile.
Per i più giovani, sensibili e inermi, il male che caratterizza questa periodo storico è insopportabile.
Se non scegli di farne parte, ti ritrovi sopraffatto.
E così preferiscono dare un taglio netto ad un contesto vitale troppo gravoso da accettare. Il male è ovunque, nella sfera personale e planetaria.
Poi la cosa viene amplificata, evidenziata, da un’informazione che lascia poco spazio, marginale, alle buone notizie, relegandole a trafiletti quasi invisibili.
E poi, chissà cosa passa davvero per la testa di un adolescente che vive in un presente distopico, inospitale e ansiogeno, e che lo porta a fare una scelta così estrema, a preferire la morte ad una vita pericolosa, ad un male dilagante.
E’ davvero molto inquietante.

 

Perdere il controllo

Perdere se stessi.
Puo’ avere molti significati.
Io ne conosco uno. “Non avere controllo sui propri pensieri.”
La mente non risponde agli stimoli.
Fatti all’apparenza banali, come non ritrovare oggetti
avuti per le mani pochi secondi prima.
Non ricordare dove hai messo una cosa che
“Posso giurare di averla messa lì!”
Per poi ritrovarla dopo giorni da tutt’altra parte.
O peggio, altri la trovano per te!
E ti senti stupida.
“Capita a tutti!”  Molti diranno.
Puo’ darsi. O magari sono io che ne ingigantisco la portata.
E’ come se i gesti quotidiani avessero vita propria.
Un folletto dispettoso si diverte a farmi gli scherzi.
Ma no! Proprio non posso accettare di perdere il controllo di me stessa!

Fragilità

Sentirsi in bilico

in procinto di cadere.

Cercare di distrarsi, volgendo lo sguardo altrove.

Ma il demone è lì, acquattato nell’oscurità

Pronto a balzare fuori e a minacciarti di nuovo.

E se fosse davvero così?
Se il mio conto alla rovescia fosse davvero iniziato?

Sono domande da non farsi, lo so.

Ma poi senti di nuovo quella cosa. Tenti di cercare spiegazioni che non trovi.

Niente ha senso.
Non è niente, dici a te stessa.

Sarà lo stress, sarà……..

Ormai quello motiva tutto.

E se invece stessi davvero per perdere?

 

Futuro

 

Mi verrai incontro, di nuovo.

Col tuo sorriso un po’ forzato, dissimulando (male)
stanchezza e pensieri.

Ma nessuno come me ti sa leggere dentro.

Vorresti uno scenario diverso, lo so.

Ed io che, al solito, cercherò di non fartelo pesare.

Camminerò sulle uova, per non ferirti.

Farò lo slalom tra gli argomenti da evitare.

E passeranno in fretta, quelle poche ore.

Troppo.

Alla fine me ne tornerò a casa. Lontano da te.

Riprenderò la mia solita vita, fino alla prossima volta.

E intanto ci sforzeremo di non pensare ad un futuro
che non possiamo cambiare.