La finestra sul cortile

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La finestra sul cortile oltre ad essere un bel film, è una riflessione che mi ronza in testa da quando ho fatto questa foto, dal mio ufficio…

Mi hanno sempre affascinato le finestre, le persiane, quei muri romani che sanno di antico….

Mi piacciono le finestre aperte che sono un simbolo di apertura di occhi e di cuore….

Tenere la finestra aperta è mettersi in contatto con il mondo: guardare ciò che c’è fuori e lasciare che la luce enti dentro di noi… non chiudersi al buio delle proprie ombre, dove il poter solo sentire le voci del mondo esterno ci restituisce una immagine distorta. Guardiamo fuori dalla finestra, lasciamo che il sole ci inondi. Guardiamo non solo il cortile di casa nostra, del nostro vicinato, del nostro quartiere, della nostra città…guardiamo oltre, oltre i confini dei nostri pensieri, delle nostre convenzioni, delle nostre abitudini, guardiamo oltre… in cerca della bellezza che brilla la fuori

La finestra sul cortileultima modifica: 2019-07-03T17:58:03+02:00da viaggiatorenotturno

6 pensieri riguardo “La finestra sul cortile”

  1. Mi piace molto questo post, la finestra sul cortile e sai mi fai tornare indietro nei ricordi da bambina. Tanto tanto tempo abitavo in un appartamento a piano terra e una finestra dava sul cortile interno. A giugno quando finivano le scuole e ancora non andavo in vacanza tutte le bambine e i bambini della palazzina andavano a giocare nel cortile interno. Mia mamma non voleva che andassi e cosi me lo vietava. Io stavo a quella finestra aperta a guardare i bambini giocare ridere ma quella finestra mi impediva di “partecipare” alla vita, oh si potevo vedere guardare ma io ero “fuori” dal tutto sognavo di scavalcare quella finestra e “tuffarmi” nella vita nei giochi dei bimbi. Una volta mi sono arrampicata dalla finestra e sono sgusciata fuori per fare un bel girotondo. Quella mattina mia mamma era andata dalla parrucchiera. Un sorriso

    1. Ecco cara Acquasalata, la finestra era per te uno strumento per guardare fuori, per affacciarti alla vita… vita che, chissà perch+, tua mamma non voleva che vivessi, libera e spensierata con gli altri bambini… Poi sei cresciuta e, per fortuna, da quello che mi scrivi, sei diventata una donna che la vita la sa leggere molto bene….
      Da una finsestra si sguscia fuori, in cerca della vita da vivere… infondo il mio post è una riflessione e un invito, prima di tutto a me stesso, ad usare quella finestraper guardare di fuori e far entrare la luce dentro di noi e poi magari….scappare dalla quella finestra per raggiungere le altre anime danzanti….
      un sorriso

  2. Non credo che mia mamma volesse che non vivessi forse voleva solo proteggermi, se cadevo mi sbucciavo le ginocchia, o qualche bambino/a mi dava fastidio.. voleva proteggermi dalla vita forse anche io avrei fatto lo stesso in quel momento ma poi ho capito che non c’e’ niente da cui proteggersi perche’ la vita e’ cosi o la prendi cosi’ con il bello e il brutto oppure ti chiudi in una prigione. E cosi come dici bene tu e’ meglio aprire le finestre far entrare la luce e la vita e poi magari con un pizzico di follia scappare da quella finestra! Un sorriso.

    1. Proteggersi dalla vita è per lo meno rischioso… il rischio più grosso che si corre non è tanto nel prendere qualche sberla dalla vita, che alla fine è pure salutare, ma quello di non assaporare tutte le sfumature e i colori che la vita ci offre… questo è il rischio, grande, che corre chi tiene le finestre chiuse per paura, perchè non vuole esporsi, perchè teme chissà che…
      un sorriso

  3. Si ben detto!! Inoltre la “sberla” oltre ad essere salutare ci aiuta a crescere, lascia cicatrici per ricordarci di non ripetere l’errore, lascia il dolore e ci rammenta di non fidarci troppo perche’ tra gli amici ci sono i nemici e paradossalmente ogni amico potrebbe essere potenzialmente un nostro nemico mentre un nemico rivelarsi il miglior amico. La vita va presa cosi nelle sue apparenti contraddizioni. Un sorriso.

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