Canterò per 3 giorni e 3 notticiò che si deve e che serveal modo pacato d'esistereVennero a casa a chiamarmi -Vennero al vespero con voce squillante e torce alla mano -Scesi le scale e l'odore dei tigli poté più del canto, più dei sorrisi -Ci avviammo ai castagni ; cori intonati e scomposti mi accolsero -......e s'alzano i canti e si muove la danzaCoi tamburi e le grida si davano il ritmo ed anche gli anziani danzarono insieme -La luce dei fuochi schiariva le facce: molti correvano liberi, altri saltavano a tempo, gruppi di giovani donne battevan le mani all'unisono, come a ordinare nel modo e nei tempi ciò ch'era lecito fare alla vista di tutti -Tu quietami i pensieri e le mani,in questa veglia pacificami il cuore.Seppi che c'eri da come i miei amici sorrisero , che tanto era nullo negare il rossore sul viso, che tanto era inutile darsi un contegno -Bruciai -Come al solito -Scelsi l'astuzia dell'attimo giusto e fui là -Ascolta....la senti quest'aria densa?Fermati un attimo e pensa alla notte, questa.C'è vino rubino e danza che esplode, c'è Speme che nasce ed Attesa che muore, c'è un complice mondo che aspetta anche un solo tuo gesto: fallo!Canterò ciò che si deve e che serve al modo pacato d'esistere.Vieni con me fino al cuore del bosco, scegli Fiducia ed entra nel buio che avvolge.. non voltarti, spesso il buon senso tradisce e ciò che ora è comodo, domani , prigione sarà...ma lungo il cammino, tendi la mano per prendermi al volo, 'che piena d'odori è la notte e lo "sporgersi troppo" mi attira da sempre....e ciò che successe, non trovo parole per dirlo,ciò che ci accadde non si può concepirese non con l'Insania o col Sacrificio. (Giovanni Lindo Ferretti)