Ghiaccio. E terra dura come cemento. L’erba crepita sotto i nostri anfibiNuvole basse, evanescenti e allungateQuasi scie di fumo orizzontaliNuvole effimere create dalla nostra respirazioneNell’aria sferzante e saturaUna ruota incide acqua gorgogliante blu cobaltoIl buio è quasi spettrale Ora un’antica costruzione di legno e di pietraAssi scricchiolanti, sedie in paglia, una dispensaUn tavolo espone pietanze e vino della tradizione poveraAl centro è piantata una candela La sua fiamma accorcia i confini della salaLi posiziona poco oltre le nostre spalleLa fiamma disegna netto il contorno dei nostri voltiScava nelle rughe d’espressione, nella lucentezza degli occhiAccendo una brace, poi altre due Propagazione del calore e luce che si amplificaSmussa gli spigoli, distende, dilataRassicura all’occorrenza, come le nostre presenzeNon assomiglia a nessun altro questo focolare. (Foto: Ferran Jordà)