8 marzo

Oggi, domani, sempre!


In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo. Secondo i dati dell'Istat, sono 6,743 milioni le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale. Tre milioni di donne hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata, quasi mezzo milione nei 12 mesi precedenti all'intervista. Ai danni di mogli e fidanzate i reati gravi: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa.Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner il 70% delle volte e in questo caso lo stupro è reiterato. Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e più della metà di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno. Gli autori sono degli sconosciuti una volta su quattro, nello stesso numero di casi sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti.Per fare uscire dal silenzio questa drammatica situazione si celebra oggi la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, al fine di sensibilizzare Governi, istituzioni governative e non, società civile, mezzi di comunicazione di massa. Ma credo che non basta un giorno solo per combattere e urlare contro la violenza maschile sulle donne, per la libertà di scelta sessuale e di identità di genere, per la civiltà della relazione tra i sessi, contro lo sfruttamento del corpo delle donne a fini politici ed economici, per giungere finalmente ad una responsabilità condivisa di uomini e donne verso bambine/i, anziane/i e malate/i, nel privato come nel pubblico, per ostacolare ogni forma di discriminazione e per una scuola che educhi le nuove generazioni al rispetto e convivenza civile tra i sessi.Riflettiamo su questo brutto fenomeno che, purtroppo, è drammaticamente sempre più attuale, individuando tutti gli strumenti idonei a combatterlo in quanto coinvolge tutti i paesi e rappresenta una vera emergenza a livello mondiale. C'è ancora molto da fare in ogni parte del mondo per sradicare una concezione della donna come oggetto di cui ci si può anche appropriare: è infatti il persistere di questi aberranti schemi mentali a favorire inconcepibili atti di sopraffazione anche in ambito familiare. È triste dover ricordare che anche in Italia, nonostante la recente introduzione di norme più severe, i casi di violenza, i soprusi e le intimidazioni sono in pauroso aumento.Sono più di 140 milioni le donne vittime di violenze di ogni tipo. Matrimoni forzati che coinvolgono anche bambine, mutilazioni genitali, stupri generalizzati in contesti di guerra non devono apparirci lontani e lasciarci indifferenti. Il dolore di quelle donne, di quelle bambine riguarda tutti noi, anche perchè la barbarie della violenza contro le donne non è stata estirpata neppure nei paesi economicamente e culturalmente avanzati.Un pensiero di solidarietà e comprensione per ogni bambina, ragazza e donna del mondo che porta nell'anima il segno indelebile di ogni violenza, abuso e meschinità maschile...