Giorno per Giorno

25 giugno


 
 Sveglia che suona come tutti gli altri giorni, la voglia di alzarsi sempre la stessa, ma il cagnolino che viene  a leccarmi la mano che indolente penzola dal letto, mi fa presto sorridere e pensare che a lui non importa che giorno sia questo, lui mi vuol bene tutti i giorni dell’anno… Il telefono ha infatti cominciato presto a vibrare a colpi di messaggi che arrivano anche da alcuni amici che non sento mai, ma che oggi  si sono ricordati di me. Fa sempre piacere, è vero, solo che contrasta con il silenzio cui ormai mi sto abituando.Il silenzio… lo sento dentro ormai. Quando sei costretta a viverlo diventa parte di te, ed anche il groppo alla gola che ne deriva ha imparato a non farsi sentire se non da te. Ho smesso anche di scrivere, faccio fatica anche adesso che invece vorrei scoppiare. Le parole non mi escono più, scrivo, cancello, o forse è solo che tanto è ciò che avrei da dire da non riuscire più a mettervi ordine.Ricordo cosa significasse per me questo foglio bianco, che adesso nervosamente e con una velocità insolita per le mie dita ormai non più abituate, riempio di nuovo di pensieri. Ne è passata di vita tra queste pagine, ma ancor più ho la sensazione che di vita se ne sia fermata… Capita quando ciò che vivi al di fuori, nonostante affetti forti che ti riempiono la vita, non ti piace, e ti sembra che quella che scorre tra queste pagine sia più degna di essere vissuta.  Capita quando prendi coscienza che tutti i tuoi sogni e ciò in cui hai sempre creduto siano andati irrimediabilmente distrutti.  E allora si attraversano varie fasi...C’è prima quella della confusione…sei preda di ciò che provi, ed i tuoi passi seguono il flusso disordinato delle tue emozioni e capita spesso di trovarti in posti dove coscientemente non saresti mai voluta andare. Ti è crollato il mondo addosso, quello in cui ti sentivi a casa, protetta da una quotidianità  che ti dava sicurezza, e che ti ritrovi stravolta persino dalla mancanza di piccoli gesti semplici, quale quello di preparare due tazzine per il caffè del mattino. Poi c’è quello della reazione…in genere avviene quando tocchi o pensi di aver toccato il fondo, quando ti accorgi che la tua vita si sia fermata a quelle due tazzine, mentre avresti potuto gioire del fatto che, invece,  ora la tua saresti stata libera di riempirla fino all’orlo. La rabbia per il tempo perso ti aiuta, ti fa reagire, ed ecco che piano piano le energie riprendono possesso del tuo corpo, ma in realtà sei tu che ritorni padrona di te stessa, perché la nebbia in cui eri stata avvolta fino a quel momento, comincia a diradarsi e a farti intravedere una strada. E’ il momento della speranza quello, quando nonostante i segni del tempo sul viso e sul corpo, e le cicatrici sull’anima, ti sembra ancora tutto possibile.  Palestra, corsa, estetista, capelli sempre curati e serate trascorse in allegria con amiche, ché tanto di un compagno accanto non se ne sente più il bisogno… Ti scopri Donna anche solo per questo: per la capacità ormai di riconoscerti tale non più attraverso gli occhi di un uomo.E infine… Non posso parlare per gli altri, ma posso riflettere su quello che sta accadendo a me. Il mio lo chiamerei il “periodo del realismo” quando, ancora gonfia di tanti bei propositi, non puoi che scontrarti con una realtà ben diversa da quella cui ambivi fino a poco prima. A volte basta una malattia a farti ridimensionare e a darti l’ulteriore conferma di come la tua vita possa cambiare ancora in peggio da un momento all’altro. Altre volte l’ennesima amara constatazione di quanto lontano dal sentire altrui sia il tuo. Altre ancora nell’avvertire come un macigno sul cuore la mancanza assoluta d’interesse per te da parte di chi avrebbe dovuto conoscerti bene e per questo  Amarti sempre, non soltanto quando c’era un pezzo di carta ad unire. E’ il periodo del basta speranze, basta progetti, basta illusioni di una ritrovata felicità o anche sotanto serenità… Sai adesso che niente dura, che i sentimenti lasciano il tempo che trovano, e questa consapevolezza te la senti bruciare sulla pelle, accanto al desiderio che per una volta, una volta soltanto non sia così…E allora un giorno ti fermi. Senti che non puoi sempre fare qualcosa per realizzare ciò che vorresti per te, senti che il destino è vero che ce lo costruiamo noi, ma che non sempre si lascia costruire. Senti che non sempre è bene viversi la vita a tutti i costi, ma che a volte è necessario anche che sia Lei a vivere un po’ noi e che forse dovremmo permetterle di attraversarci senza opporre troppo resistenza e lasciare che ci conduca dove forse  non arriviamo con lo sguardo.E così  andare avanti senza più rincorrere niente e nessuno, senza più cercar spiegazioni che almeno restituiscano senso al tuo star male, accettando gli eventi senza più voglia e forza per combatterli o anche soltanto capirli, ed accettare anche che spesso c'è chi, scegliendo per sè, lo fa anche per noi,  e su quelle scelte noi non abbiamo alcun potere.E forse così ritrovare un po' di pace...