Perchè viviamo?Tutti ci siamo posti questa domanda in un momento della nostra vita. Ma accade spesso, sempre direi, che censuriamo questa domanda, che proviene dal profondo del nostro animo. In genere si pensa che chi si pone certi problemi sia rimasto ancora nell'età adolescenziale.Ma bisogna tener conto di una cosa: quando un bambino cresce, mano a mano che cresce, tutta la sua semplicità, la sua naturalezza, il suo istinto, vengono meno, soffocati da quelli che sono i parametri di pensiero di un adulto ideale (per questa società).Arriva il momento in cui un uomo dice a se stesso: ora basta con queste pensieri da bambino. E l'uomo diventa adulto. Oppure accade che lo diventa costretto dalle necessità.Non sempre diventare adulto è una bella cosa, sotto certi aspetti. Perchè l'adulto è cinico, freddo, troppo razionale, disilluso, egoista, triste. Non bisogna mai perdere i valori che dalla nascita ciascuno di noi si porta nel cuore. Perchè questi valori rappresentano il grado di evoluzione dell'anima - che è infinita ed eterna - e sono stati realizzati nel corso di tutte le nostre incarnazioni.Un uomo santo non nasce santo perchè possiede il gene della santità. Nasce santo perchè ha realizzato, durante le sue precedenti incarnazioni, i valori che l'hanno portato ad essere così. Un bambino, quindi, possiede una serie di informazioni raccolte nel suo passato, che possono essere sia belle che brutte (a seconda del percorso che ha fatto nelle sue vite precedenti. Può essere andato verso il bene quanto verso il male). Il bambino ricorda più facilmente dell'adulto queste informazioni, per il semplice fatto che la sua mente non è stata ancora condizionata. Quindi non è una fortuna aver perso o dimenticato i pensieri da bambino. E' una perdita, un rallentamento per la nostra evoluzione.Torno adesso al motivo del mio post: perchè viviamo?Non risponderò alla domanda, anche se in cuor mio una risposta ce l'avrei. La risposta a questa domanda è presente nel cuore di tutti. Basta imparare ad ascoltarsi per rispondere. Ogni persona ci deve arrivare da sola, con uno sforzo, una ricerca interiore, dettati dalla libera volontà. Altrimenti non serve a niente.Dirò invece per cosa non viviamo:- non viviamo per noi stessi. Immaginatevi alla fine della vostra vita, a 100 anni, sul letto di morte. State morendo e vi chiedete ora cosa avete lasciato di buono in questo mondo, per gli uomini che ancora l'abiteranno, al posto vostro, o per i vostri discendenti. Voi ormai non avete bisogno di niente, perchè niente di questo mondo potrà essere portato dove state per andare voi. Non auguro a nessuno sentire, in quel momento (e anche dopo la morte) i rimorsi per ciò che non si è fatto o per quello che si è fatto di male.- non viviamo per caso. Se affermate questo offendete la Vita che risiede in voi. Niente accade per caso e la manifestazione della Vita dipende da una Volontà superiore, che è legata alla tua volontà, riflesso di Essa. Un essere divino abita in ciascuno di noi.- non viviamo per divertirci. I divertimenti sono futili passatempi e uno spreco di tempo ed energia. Ci divertiamo perchè crediamo che il divertimento possa farci felici ma non è così. La felicità non dipende da quello che possediamo o che facciamo. La felicità è già in noi, in quanto il nostro essere, il nostro spirito, è felicità. Se entriamo in contatto con la nostra essenza più profonda e lo manteniamo, sentiremo una felicità sempre nuova, che non ha fine, e che è indipendente da qualsiasi cosa possa accadere.- non viviamo per accumulare beni. Noi siamo infiniti. Che senso ha accumulare beni che durano una vita sola? Quando moriamo dobbiamo abbandonarli. Solo queste cose possiamo portarci dietro: l'esperienza che abbiamo fatto, i valori che abbiamo realizzato, e l'amore che abbiamo dato e ricevuto. Tutto il resto muore col nostro corpo fisico. Ha senso vivere per quello? Se non realizziamo che siamo infiniti continueremo a vivere per il corpo, e non per lo spirito. Ma poi, quando sarà troppo tardi, avremo capito di aver concentrato male le nostre energie. Ed allora dovremo reincarnarci ancora su questo piano di esistenza per ripetere l'esperienza che non è andata a buon fine.- non viviamo per diventare persone importanti. Questa è una illusione del nostro ego. Noi non siamo l'ego (la coscienza del corpo fisico), siamo spirito. Io in questa vita mi chiamo Zeubunga , ho un corpo da donna, un blog, e faccio la musicista. In un altra vita ero un uomo, mi chiamavo con un altro nome, e facevo un altro mestiere. E diversamente in altre vite. Non sono stata quindi tante persone diverse, sono stata sempre io (io in quanto spirito). Cambiavano solo i veicoli di cui mi sono servita per operare su questo piano di esistenza (il corpo fisico). Il mio essere spirituale, il mio spirito è la mia vera natura ed essenza, ed è immutabile. Non si chiama una volta zeubunga e l'altra giorgio, poi vincenzo e poi barbara. Anche lo spirito ha un nome ed è lo stesso di sempre e non cambierà mai. Quello è il vostro nome vero. Anche il vostro spirito ha un nome ma voi non ve lo ricordate. Un giorno lo saprete.Ha senso quindi se io, zeubunga, divento una persona che tutti devono apprezzare? Mi apprezzeranno lo stesso, se farò ciò per cui sono nata, che è qualcosa che servirà non a me, ma a tutti, per il bene di tutti. Apprezzeranno quindi il prodotto della volontà buona del mio spirito, non il prodotto della mia smania di successo. Perchè un giorno morirò e in cielo non sarò più zeubunga, quella che era famosa e importante sulla terra, ma sarò X, la mia divina essenza, che vale ed ha importanza per il solo e semplice fatto che E'.Vorreste voi essere ammirati perchè solamente possedete una bellissima macchina? Voi siete il conducente dell'auto ma la gente apprezza l'auto e vi invidia per quella, non per voi. Così è per il nostro ego. Non siamo il corpo ma lo spirito che lo abita. Fatevi amare per la vostra divina essenza e non per come appare (in termini di bellezza ma anche valore sociale) il vostro veicolo fisico.Beh, credo di aver scritto fin troppo. C'è molto da dire ma già con un post così lungo saranno in pochissimi a leggermi...Chiedetevi allora: perchè viviamo?
Perchè viviamo?
Perchè viviamo?Tutti ci siamo posti questa domanda in un momento della nostra vita. Ma accade spesso, sempre direi, che censuriamo questa domanda, che proviene dal profondo del nostro animo. In genere si pensa che chi si pone certi problemi sia rimasto ancora nell'età adolescenziale.Ma bisogna tener conto di una cosa: quando un bambino cresce, mano a mano che cresce, tutta la sua semplicità, la sua naturalezza, il suo istinto, vengono meno, soffocati da quelli che sono i parametri di pensiero di un adulto ideale (per questa società).Arriva il momento in cui un uomo dice a se stesso: ora basta con queste pensieri da bambino. E l'uomo diventa adulto. Oppure accade che lo diventa costretto dalle necessità.Non sempre diventare adulto è una bella cosa, sotto certi aspetti. Perchè l'adulto è cinico, freddo, troppo razionale, disilluso, egoista, triste. Non bisogna mai perdere i valori che dalla nascita ciascuno di noi si porta nel cuore. Perchè questi valori rappresentano il grado di evoluzione dell'anima - che è infinita ed eterna - e sono stati realizzati nel corso di tutte le nostre incarnazioni.Un uomo santo non nasce santo perchè possiede il gene della santità. Nasce santo perchè ha realizzato, durante le sue precedenti incarnazioni, i valori che l'hanno portato ad essere così. Un bambino, quindi, possiede una serie di informazioni raccolte nel suo passato, che possono essere sia belle che brutte (a seconda del percorso che ha fatto nelle sue vite precedenti. Può essere andato verso il bene quanto verso il male). Il bambino ricorda più facilmente dell'adulto queste informazioni, per il semplice fatto che la sua mente non è stata ancora condizionata. Quindi non è una fortuna aver perso o dimenticato i pensieri da bambino. E' una perdita, un rallentamento per la nostra evoluzione.Torno adesso al motivo del mio post: perchè viviamo?Non risponderò alla domanda, anche se in cuor mio una risposta ce l'avrei. La risposta a questa domanda è presente nel cuore di tutti. Basta imparare ad ascoltarsi per rispondere. Ogni persona ci deve arrivare da sola, con uno sforzo, una ricerca interiore, dettati dalla libera volontà. Altrimenti non serve a niente.Dirò invece per cosa non viviamo:- non viviamo per noi stessi. Immaginatevi alla fine della vostra vita, a 100 anni, sul letto di morte. State morendo e vi chiedete ora cosa avete lasciato di buono in questo mondo, per gli uomini che ancora l'abiteranno, al posto vostro, o per i vostri discendenti. Voi ormai non avete bisogno di niente, perchè niente di questo mondo potrà essere portato dove state per andare voi. Non auguro a nessuno sentire, in quel momento (e anche dopo la morte) i rimorsi per ciò che non si è fatto o per quello che si è fatto di male.- non viviamo per caso. Se affermate questo offendete la Vita che risiede in voi. Niente accade per caso e la manifestazione della Vita dipende da una Volontà superiore, che è legata alla tua volontà, riflesso di Essa. Un essere divino abita in ciascuno di noi.- non viviamo per divertirci. I divertimenti sono futili passatempi e uno spreco di tempo ed energia. Ci divertiamo perchè crediamo che il divertimento possa farci felici ma non è così. La felicità non dipende da quello che possediamo o che facciamo. La felicità è già in noi, in quanto il nostro essere, il nostro spirito, è felicità. Se entriamo in contatto con la nostra essenza più profonda e lo manteniamo, sentiremo una felicità sempre nuova, che non ha fine, e che è indipendente da qualsiasi cosa possa accadere.- non viviamo per accumulare beni. Noi siamo infiniti. Che senso ha accumulare beni che durano una vita sola? Quando moriamo dobbiamo abbandonarli. Solo queste cose possiamo portarci dietro: l'esperienza che abbiamo fatto, i valori che abbiamo realizzato, e l'amore che abbiamo dato e ricevuto. Tutto il resto muore col nostro corpo fisico. Ha senso vivere per quello? Se non realizziamo che siamo infiniti continueremo a vivere per il corpo, e non per lo spirito. Ma poi, quando sarà troppo tardi, avremo capito di aver concentrato male le nostre energie. Ed allora dovremo reincarnarci ancora su questo piano di esistenza per ripetere l'esperienza che non è andata a buon fine.- non viviamo per diventare persone importanti. Questa è una illusione del nostro ego. Noi non siamo l'ego (la coscienza del corpo fisico), siamo spirito. Io in questa vita mi chiamo Zeubunga , ho un corpo da donna, un blog, e faccio la musicista. In un altra vita ero un uomo, mi chiamavo con un altro nome, e facevo un altro mestiere. E diversamente in altre vite. Non sono stata quindi tante persone diverse, sono stata sempre io (io in quanto spirito). Cambiavano solo i veicoli di cui mi sono servita per operare su questo piano di esistenza (il corpo fisico). Il mio essere spirituale, il mio spirito è la mia vera natura ed essenza, ed è immutabile. Non si chiama una volta zeubunga e l'altra giorgio, poi vincenzo e poi barbara. Anche lo spirito ha un nome ed è lo stesso di sempre e non cambierà mai. Quello è il vostro nome vero. Anche il vostro spirito ha un nome ma voi non ve lo ricordate. Un giorno lo saprete.Ha senso quindi se io, zeubunga, divento una persona che tutti devono apprezzare? Mi apprezzeranno lo stesso, se farò ciò per cui sono nata, che è qualcosa che servirà non a me, ma a tutti, per il bene di tutti. Apprezzeranno quindi il prodotto della volontà buona del mio spirito, non il prodotto della mia smania di successo. Perchè un giorno morirò e in cielo non sarò più zeubunga, quella che era famosa e importante sulla terra, ma sarò X, la mia divina essenza, che vale ed ha importanza per il solo e semplice fatto che E'.Vorreste voi essere ammirati perchè solamente possedete una bellissima macchina? Voi siete il conducente dell'auto ma la gente apprezza l'auto e vi invidia per quella, non per voi. Così è per il nostro ego. Non siamo il corpo ma lo spirito che lo abita. Fatevi amare per la vostra divina essenza e non per come appare (in termini di bellezza ma anche valore sociale) il vostro veicolo fisico.Beh, credo di aver scritto fin troppo. C'è molto da dire ma già con un post così lungo saranno in pochissimi a leggermi...Chiedetevi allora: perchè viviamo?