FRANCIA: Il nucleare fa ancora danni. Questa volta succede in Francia, a quaranta chilometri da Avignone. L’incidente risale a martedì sera, quando l’Agenzia per la sicurezza nucleare francese (Asn) ha comunicato che trenta metri cubi di una soluzione contenente 12 grammi d'uranio per litro si sono riversati in due fiumi dal sito nucleare di Tricastin a Bollene (Vaucluse).
La fuoriuscita si è verificata durante le operazioni di pulitura di una cisterna della centrale: i trentamila litri di liquido zeppo di uranio, sono finiti al suolo e si sono riversati in un canale adiacente, che li ha poi riversati nei fiumi La Gaffière e L'Auzon. Si cerca di rassicurare spiegando che i rischi per la popolazione sono «minimi», ma nei comuni della zona è stata immediatamente vietata la presa d’acqua dai pozzi, così come quella dai fiumi per l’irrigazione dei campi. Divieto anche di pescare, di mangiare pesce e di fare bagni nelle acque contaminate. Giusto perché non è successo niente!
articolo SPAGNA: Brutto momento per il nucleare iberico: quattro degli otto reattori nucleari spagnoli hanno registrato disfunzioni in meno di 72 ore, come scrive il quotidiano El Paìs. Per motivi differenti, e con conseguenze sulle quali nessuno si pronuncia in modo corretto, gli incidenti si sono prodotti tra sabato e martedì scorsi. Critiche le organizzazioni ambientaliste, secondo le quali è colpa della pessima cultura della sicurezza con la quale Iberdola e Endesa, proprietarie delle quattro centrali colpite, gestiscono gli impianti. A questo si aggiunga che il parco nucleare spagnolo è molto vecchio, come mette in guardia Greenpeace, in un comunicato. Il "Consejo de Seguridad Nuclear" (Csn), organismo che controlla la sicurezza atomica, attribuisce gli incidenti ad una "sfortunata casualità". I proprietari delle centrali hanno sminuito l'accaduto, sottolineando che la sicurezza delle installazioni non è stata colpita. Tre degli incidenti registrati sono avvenuti in tre reattori situati a Tarragona, nel nord-est della Spagna, gestiti dalla Associazione Nucleare Asco-Vandellos (Anav), i cui proprietari sono Iberdola e Endesa. Ancora una volta, si fa la corsa a dichiarare che non ci sono stati pericoli per le persone e per l'ambiente. Anche questa volta, si è assistito al solito pellegrinaggio di esponenti istituzionali, come oramai avviene in tutto il mondo, pronti a fare a gara per minimizzare l'accaduto e non generare allarmi. Ancora oggi, nel mondo, e la Spagna non fa eccezione, molti incidenti non vengono resi noti. Quando qualcuno se ne accorge, vengono comunque omessi dati importanti. In pratica, dopo la psicosi collettiva generata dall'incidente del 1986 a Chernobyl, chi gestisce le centrali si è mediaticamente blindato ed ogni volta che c'è una fuga radioattiva o una perdita di materiale, si stende immediatamente un velo di silenzio.
Per questo motivo, gli incidenti successivi a quello di Chernobyl sono spesso accompagnati da dati parziali, senza che si sappia tutto fino in fondo, e vedono la scrittura di rapporti e relazioni che terminano sempre con un "nessun pericolo per le persone e per l'ambiente".
articoloLubiana, 9 giu. (Apcom) - E' tornata in funzione la centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, interessata giorni fa da un incidente che in Europa aveva temere il rischio di una fuga radioattiva. A darne notizia sono stati i responsabili dell'impianto, situato a circa 180 chilometri da Trieste.
Un reattore nucleare nell'Ucraina occidentale è stato spento dopo la scoperta di una fuoriuscita di acqua radioattiva, che comunque avrebbe creato danni all'ambiente. Lo rivela un alto funzionario della centrale di Rivna, rimasto anonimo. La notizie viene confermata anche dalla compagnia ucraina del nucleare Energoatom. Secondo il funzionario, 1,3 metri cubi di acqua adibita al raffreddamento del reattore sarebbero fuoriusciti a causa di una perdita nelle tubazioni.
articoloA Saluggia, nel vercellese, solo qualche settimana fa, con la Dora Baltea in piena, si è tornati a rivivere la paura del 2000, quando il fiume entrò nell’area e lambì il deposito nucleare della Eurex, rischiando di trascinare in Po le scorie liquide di plutonio e uranio, causando un danno irreparabile.
Il premio nobel Carlo Rubbia allora disse che, per la posizione del deposito, si era “sfiorata una catastrofe planetaria”.
In questi anni sono state realizzate costose opere di difesa del sito, ma si è anche verificata una perdita di materiale radioattivo dalla piscina che conteneva le barre irraggiate nelle centrali italiane, perdita che sta inquinando le falde superficiali di una zona, ai confini con le province di Alessandria, Asti e Torino, nelle cui vicinanze sono presenti i pozzi dell’Acquedotto del Monferrato che fornisce oltre centomila famiglie.
articoloGERMANIA:Liquido radioattivo oltre i valori accettabili è stato scoperto in una miniera tedesca usata per ricerche scientifiche, parte del complesso Asse II usato come deposito per combustibile nucleare vicino a Wolfsbuttel in Bassa Sassonia. Lo riferisce il quotidiano Sueddeutsche Zeitung di ieri. Il ministro dell'Ambiente, Sigmar Gabriel (Spd), ha inviato sul posto un gruppo di esperti. Il presidente del governo regionale, Christian Wulff (Cdu) ha chiesto un rapido chiarimento dei motivi di questo incidente.
articoloIl violento terremoto (7,2 Richter) che ha scosso il nord del Giappone il 14 giugno scorso ha causato unaperdita di acqua radioattiva dal deposito di una centrale nucleare. Lo ha riferito la società che gestisce l’impianto, aggiungendo che non vi è alcun allarme per la popolazione. La Tokyo Electric Power Co. ha riferito che 15 litri d’acqua raddioattivasono fuoriuscite da una vasca della centrale di Fukushima, ma che "il livello di radioattività è ben lontano da quello che può danneggiare l’ambiente". (?!?!?!?!?)
No al nucleare in Italia
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