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La Civiltà Etrusca 1° parte

Post n°255 pubblicato il 18 Febbraio 2009 da galatolomariuccia
 

la Ricerca è stata scritta per i ragazzi  da me con la collaborazione di Osvaldo Barbetti storico e studioso,    presso il  Museo Archeologico di Grosseto.

 

 

 


Il popolo Etrusco si formò nella terra conosciuta come Etruria, tra i fiumi Tevere ed Arno ,  dalla costa tirrenica alle giogaie degli Appennini, la loro presenza  è però documentata anche nella Pianura Padana ed a Sud di Salerno (Pontecagnano).  La loro civiltà ebbe una durata di quasi mille anni, dalle origini alla completa integrazione con il mondo romano.

 

 Ci mancano oggi del tutto fonti scritte dirette, cioè opere di storia, letteratura o poesia in cui gli Etruschi facciano sentire la loro voce su questo , come su altri argomenti.  

 



La lingua Etrusca era diversa dalle altre che si parlavano in Italia  e dopo la conquista romana fu totalmente dimenticata  perché sostituita dalla lingua latina. Conosciamo invece le lettere  e i segni grafici degli Etruschi e siamo in grado di “leggere” i testi giunti a noi. Essi scrivevano con andamento contrario al nostro.

 

Ma che origini avevano gli Etruschi? Le notizie che ci pervengono dalle fonti storiche sono molto discordanti.

 

 Si è pensato(Erodoto) che fosse un popolo venuto dall’Asia minore, dalla Lidia o anche dal mondo Egeo,a seguito di  carestie  e che gruppi isolati  si sarebbero inseriti nelle comunità indigene, (civiltà villanoviana), influenzandola.

 

(La C.V. che trae il proprio nome dal sito di Villanova (Bologna)dove avvengono i primi ritrovamenti  di questa cultura, presenta materiali pertinenti a sepolcreti e tombe a pozzo di persone cremate, con corredi molto semplici (armi utensili vari e numerosi oggetti di ornamento personale e con particolari ossuari biconici;questi vasi, utilizzati per contenere le ceneri dei defunti proprio per peculiarità e per  la loro diffusione sono stati individuati come “fossili guida” attraverso i quali si sono potuti riconoscere altri siti interessati da tale cultura).

 

Inoltre, l’ipotesi che gli Etruschi venissero dal settentrione, ed infine che avessero una origine autoctona (tesi sostenuta  dallo storico greco di età augustea, Dioniso di Alicarnasso).

 

Ma per quale motivo gli Etruschi o Rasenna, come loro stessi si chiamavano,o Tirreni come li chiamavano i Greci, avevano scelto anche  la Maremma per stabilirvisi?


Essi amavano intensamente la vita nei suoi aspetti più vari e più ricchi di gratificazioni. Non dimentichiamo il carattere proprio degli Etruschi, le  loro esigenze esistenziali, la loro spiritualità. E che la terra del forzato esilio dalla madre terra fosse bella , aveva dunque una grande importanza. La Maremma lo era e la scelsero.

 

L’ariosità e la solarità dell’ambiente; le fresche e pure e pescose acque dei fiumi serpeggianti all’ombra di una fitta  e rigogliosa vegetazione; le immense boscaglie gremite dei più svariati animali; il fertile suolo delle valli ; la ricchezza dei minerali; la panoramicità  delle colline cui edificare i loro centri abitati; la tenera roccia calcarea: il tufo, grazie  alla quale era loro consentito di praticare al meglio il culto dell’oltretomba. Ogni cosa insomma, nella terra che avevano scelto come seconda patria, non solo per condurre una vita serena e stimolante ma anche soprattutto, una concreta possibilità di avanzamento civile e sociale, com’è  stato ben dimostrato.  


La civiltà, si usa dire, è nata in Oriente e poi gli Etruschi l’hanno portata nel cuore dell’Italia. Ed è strano che noi, quando parliamo delle nostre origini, ricordiamo soltanto la Grecia e Roma.  Non dimentichiamoci che nel momento di transizione tra la preistoria e la storia, essi edificarono qui una civiltà di grande livello tecnico e artistico, ponendo le fondamenta della futura Europa, in terre in quel tempo del tutto selvagge, abitate da tribù barbare e nomadi .

 

Agli  Etruschi si era sempre guardato come un popolo unitario sin dalla loro preistoria. Ma gli Etruschi,  come unità ,con propria lingua e proprie usanze e religione risultano esistere solo dall’VIII secolo a.C. . Non esisteva  una nazione etrusca  nel senso moderno del termine, per intenderci con un potere centrale,bensì ad una confederazione di  dodici  città -stato  che controllavano vasti territori mantenendo sempre un’autonomia politica e anche monetaria, con spesso rapporti conflittuali tra loro e fu una prima causa che le portò al declino .

 

Il mutamento, la svolta, avvenne tra il IX e l’VIII secolo a.C. , nella terra dei Tuscii (come gli chiamavano i latini) che si chiamerà Etruria e poi Toscana. Gli Etruschi fondarono la loro capitale, Tarquinia, e costruirono cittadelle espandendosi un po’ dovunque (trasformarono un villaggio di capanne nella futura Roma)

 

Quasi all’improvviso, con l’arrivo degli  stranieri(soprattutto greci) che portavano con sé un bagaglio di cognizioni nuove, rivoluzionarie, tutto si trasformò: dov’erano macchie impenetrabili, o paludi come in Maremma, ecco distendersi piantagioni, giardini e perfino le prime industrie del metallo

 

 Lo sfruttamento delle miniere e i commerci con i  Galli, Fenici, Cartaginesi , Greci, e altri popoli orientali, furono all’origine della fioritura e lo sviluppo della loro civiltà

 

Erano un popolo sapiente ed evolutissimo,  e fu precursore e maestro dei Romani in tutto, dall’ingegneria all’arte. La civiltà etrusca esplose come civiltà industriale che estraeva e commerciava ferro. Il ferro fu una rivoluzione.  L’aratro di ferro o gli attrezzi per lavorare il legno e costruire le navi erano più resistenti ed elastici di quelli di legno, o di bronzo, non si spezzavano e per questo si produceva di più. Le armi di ferro erano migliori,  si combatteva meglio.

 

Gli Etruschi trovarono il ferro in superficie, sulle Colline Metallifere, sui monti della Tolfa, all’Isola d’Elba.

 

Capirono che  per fondere  i minerali  era necessario coprire il fuoco. Gli Etruschi  coprirono il fuoco come  in un forno,  facendo moltiplicare   la temperatura fino a 1300 gradi. Così facendo,   i minerali come oro, ferro,rame, si fondevano e si  aveva  la possibilità di lavorarli e venderli.

A seguito della colonizzazione greca   sull’isola di Ischia alcuni artigiani greci impiantarono un emporio frequentato anche da genti  fenicie, da quel momento si intensificarono gli arrivi di ceramica greca (ceramica dipinta soprattutto con motivi geometrici, volatili, cavalli e figure umane stilizzate) prima sporadici, poi si aprirono empori anche nei principali centri dell’Etruria meridionale. I greci facevano scuola nelle loro botteghe insegnando nuove tecnologie per la lavorazione della ceramica:l’uso del tornio veloce la depurazione delle acque per ottenere ceramiche più raffinate, la decorazione dipinta .

 

 Perfino nell’abbigliamento gli Etruschi furono maestri ai Romani . La famosa toga divenuta l’abito nazionale romano, infatti, prima era stata etrusca. Bravissimi nella lavorazione dell’oro   amavano indossare preziosi monili come spille, bracciali, collane, orecchini ecc…

Gli Etruschi erano tipi allegri, amavano la buona tavola e bevevano abbondantemente  con le  donne distese  accanto ai propri mariti, sui comodi triclini . La cucina degli Etruschi si basava  innanzi tutto sul farro, la cui minestra era assai diffusa in tutte le classi sociali, così come basilare era l'uso dei legumi come lenticchie, ceci, fave. Ma i resti  giunti fino a noi ci testimoniano anche il consumo  della carne di bovini, ovini, suini e cacciagione, soprattutto di cervi e cinghiali che venivano cucinati alla brace su treppiedi ,spiedi, graticole o in grandi calderoni di bronzo e che erano ovviamente riservati alle classi più abbienti, serviti soprattutto nei banchetti, vere e proprie cerimonie che testimoniavano l'appartenenza sociale. Su queste tavole non mancava neanche il pesce, visti i ritrovamenti di ami e di reti; ma certamente questo alimento era meno diffuso rispetto alla carne perché la disponibilità era decisamente inferiore. 
 
Diffusissimo invece era l'uso del latte e dei suoi derivati, visto che l'allevamento degli ovini, caprini e bovini era intenso, specialmente nella parte meridionale dell'Etruria.
Altresì anche le classi meno abbienti potevano arricchire la propria alimentazione con verdura e frutta che nella buona stagione veniva seccata e perfino esportata verso la Gallia.

I condimenti erano prevalentemente di origine animale, ma a partire dal secolo VII a.C. veniva prodotto anche l'olio d'oliva (la coltivazione dell’olivo si deve ai contatti con il mondo greco)che era usato principalmente nell'industria degli unguenti e dei profumi, ma anche nella preparazione dei cibi.

La bevanda di base, l'unica di cui ci sono giunte testimonianze, era il vino, proveniente dalla Grecia nel corso del VIII secolo a.C., ma già dal secolo successivo prodotto in tutta l'Etruria e perfino esportato in varie regioni del Mediterraneo. Un vino che non poteva essere bevuto puro, perché fortissimo; doveva essere mescolato con abbondante acqua usando grandi vasi dalla bocca larga ( crateri) che consentissero di attingerlo agevolmente. Era l'unica bevanda riservata ai simposi e ai banchetti e veniva servito da anfore o brocche in coppe di varia forma da numerosi servi.

La donna etrusca, diciamo, è stata la prima femminista. Molto emancipata,  nelle  immagini dipinte ritrovate  appare ingioiellata, truccata e godeva di una libertà del tutto sconosciuta nel mondo greco-romano. Il comportamento della donna etrusca era considerato   dai greci  molto  disdicevole.  

I bambini etruschi come gli altri bambini dell’epoca , come ci testimoniano Orazio, Marziale, Cicerone, praticavano molti di quei giochi che, a distanza di oltre duemila anni sono pervenuti a noi. Giocavano, spesso insieme agli adulti, a ‘Par imparar’ (Pari o Dispari) , ‘Caput et navis’ (Testa o croce), al tiro al bersaglio, a moscacieca, con i birilli, a nascondino,a cavalluccio, con la corda, con la trottola (turbo) con lo jo-jo ; amavano far trascinare un carretto da un topo, amavano cavalcare una canna, facevano il girotondo, costruivano aquiloni…,si cimentavano nel tiro alla fune, nel gioco della morra (micare digitis), con gli astragali (ossicini di animali)e le bambine giocavano con le bambole in terracotta i più piccoli avevano sonagli a forma di animale (gatto,topolino). I giovani  praticavano, inoltre, molti giochi con le noci e se da piccoli  giocavano con noci e astragali, da grandi  sfidavano la sorte giocando d’azzardo con i dadi e fritilli, i bussolotti in terracotta per mescolare i dadi. Il “colpo di Venere” con quatto 6 era il più invocato. Il “colpo di cane”quello con quattro 1 il più sfortunato.
I giochi con le pedine erano molto diffusi, su filetti disegnati o su scacchiere

Gli Etruschi suonavano il flauto e danzavano,  facevano sport, erano bravi architetti e ingegneri, sapevano commerciare, costruivano città con piani urbanistici razionali, Le loro case erano grandi. Le case romane sono state fatte sul modello di quelle etrusche, avevano un ingresso coperto che portava a un cortile senza tetto a forma di croce,i colori usati per dipingerle erano scuri, rosso, viola, marrone.

Usavano il denaro. Possedevano un’imponente flotta, navigavano, sapevano combattere, e sicuramente si dedicavano alla pirateria.

 

 

 


 
 
 
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Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. 


Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride 


e ognuno intorno a te pianga. 

 Paulo Coelho

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Tutta la nostra vita dipende dai giorni dell'infanzia. Anche il nostro carattere è frutto di quei giorni lontani.

Quando veniamo al mondo siamo piccole piante delicate, nate sotto il cielo assieme a  tante altre creature palpitanti

.... ma se la semina è stata arida e la crescita non ha avuto amore e  né cure

allora le piante saranno deboli e incerte. (R.Battaglia)

 

 

 

 

    

 

 

 

"Il bambino ha diritto al più grande rispetto."

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Vivi con i bambini ed imparerai ad amare.

Così diventerai tu un bambino

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