Creato da HansSchnier il 28/10/2009

PEZZI, pezzotti

(le Opinioni tarocche)

 

 

meditative lyric

Post n°261 pubblicato il 28 Dicembre 2018 da HansSchnier

"Catullo è divenuto per la tradizione occidentale il fondatore di una gran parte del linguaggio della poesia d'amore. Aggiungerei che, in parallelo, la sua acutezza di valutazioni e la sua spinta poetica a condividerle in versi con la cerchia (e con noi) ha finito per fondare anche l'analisi poetico-psicologica dei rapporti d'amore, con le varie traversie e le più sottili singolarità che costellano un'esperienza così centrale nella vita di tutti: circostanza che fa di lui un inossidabile contemporaneo. [...] Lontana da noi più di duemila anni, la poesia di Catullo, con la sua introspezione che conquista comprensione dei fatti e loro icastica, perfetta configurazione espressiva nell'atto stesso in cui si dispone a meditarli con stilo e tavolette cerate, funziona già come ci aspettiamo che funzioni una meditative lyric di oggi" (Alessandro Fo).

E meno male che sei devoto di Medjugorje, professò! Catullo come Petrarca, instancabile analista e sistematico moralizzatore dei propri turbamenti? Ma c'è il cristianesimo di mezzo, ci sono le Confessioni di sant'Agostino! Forse in questa nostra società scristianizzata Catullo suona più "contemporaneo", proprio perché il poeta antico non si proponeva obiettivi esplicitamente spirituali. Petrarca, al contrario, si sentiva in dovere di trovare il "senso profondo" della propria vicenda umana, così da renderla esemplare. Catullo non aveva di questi problemi e, di conseguenza, nella sua poesia non c'è quel pesante filtro morale-intellettuale che, a dire il vero, può stancare il lettore del Canzoniere.

 
 
 

Catullo in sovrappeso

Post n°260 pubblicato il 26 Dicembre 2018 da HansSchnier

In libreria, il giorno della vigilia, trovo il nuovo Catullo a cura del Prof. Alessandro Fo, pubblicato da Einaudi. Circa milletrecento pagine. Bibliografia aggiornatissima. Commento erudito, stracolmo di discussioni con i colleghi latinisti, anzi direi con i colleghi catullianisti. Faccio qualche esempio. Nel carme 49 Catullo sfotteva Cicerone o lo ringraziava sinceramente? Faceva sul serio, e gli "ironisti" non hanno capito niente... Il carme 68 è unitario o è l'incongrua fusione di due carmi? Ma perdinci, non ci si può credere, dobbiamo per forza essere "separatisti", le prove sono schiaccianti... Il carme 2b fa parte o non fa parte del carme 2? Anzi: "two B or not two B"? Il commentatore ammette che questo dubbio è "amletico" (il gioco di parole in inglese piace ai latinisti contemporanei, l'avevo già notato nel commento di Della Corte, ma questa è la prima volta che leggo anche la chiosa, francamente ridondante, del "dubbio amletico").

Sofisticata la traduzione in metrica cd. barbara, ve ne offro un campione (è il carme 32):

O mia dolce Ipsitilla, te ne prego,
tu delizia mia, mia piacevolezza,
dammi il via a star da te nel pomeriggio.
E se dai il via, poi aiutami, e nessuno
chiuda (a volte) il battente sulla soglia,
o non giri poi a te di uscire fuori,
ma sta' ferma lì a casa, e a noi prepara
nove consecutive fottiture.
Se avrai invece da fare, da' il via adesso:
sazio e a pancia all'insù qui, dopo pranzo,
steso, sfondo e la tunica e il mantello.

Letta questa cosa, mi sono messo anch'io a tradurre, con minore dottrina e spericolata libertà:

Ti voglio bene, mia dolce Ipsitilla,
consolazione mia, delizia mia -
convocami da te verso le quattro,
se ti va. E se mi convochi, ti prego:
non mi fare trovare porte chiuse
e non uscire per nessun motivo,
stai lì, aspettami. E poi, fammi eseguire
le nove sinfonie della chiavata.
Casomai avessi altri programmi, dimmelo
e faccio un salto adesso. Ho già mangiato,
mi si è fatto un po' troppo penetrante.

 
 
 

da Wikipedia, voce "Critica della ragion pratica"

Post n°256 pubblicato il 08 Dicembre 2018 da HansSchnier

""Ogni morale non può essere limitata nel conseguimento del bene. Non posso propormi di conseguire il bene fino ad un certo punto e non oltre. Il fine dell'azione morale quindi deve essere il "sommo bene". Ma cosa s'intende per sommo bene? Per alcuni semplicemente il sommo bene, inteso come "il bene più alto", consiste nell'obbedire agli imperativi categorici. Prendendo come guida gli imperativi categorici ognuno quindi può raggiungere il sommo bene. Altri intendono il sommo bene come "il bene più completo" considerato come l'insieme di "virtù e "felicità". Ma tali concetti entrano tra loro in contrasto: si parla di un'antinomia. L'unico modo per risolvere quest'ultima diviene quindi la postulazione di un mondo dell'aldilà in cui possa avvenire l'identificazione di virtù e felicità che nel mondo terreno è impossibile.

Per questa ragione Kant formula i postulati etici: per definizione essi sono proposizioni teoretiche non dimostrabili e assolutamente necessarie riferite alla legge morale e alla sua condizione di pensabilità ed esistenza. I tre postulati sono i seguenti:

1. Postulato dell'immortalità dell'anima: poiché solamente la condizione di santità reca l'uomo al sommo bene, e poiché essa è possibile solo nell'aldilà si deve affermare che il soggetto morale ha a sua disposizione un tempo illimitato ed infinito.

2. Postulato dell'esistenza di Dio: Dio è considerato il garante della corrispondenza che sussiste tra virtù e felicità.

3. Postulato della libertà: se c'è la legge morale vi è conseguentemente anche la libertà assoluta del soggetto. La libertà esiste di certo, a differenza dei due postulati precedenti: l'immortalità dell'anima e Dio costituiscono solamente due situazioni che vengono ipotizzate in modo che la morale possa essere realizzata a pieno, cosa che nel mondo terreno diviene impossibile.

Ecco quindi comparire come "postulati della ragion pratica" quelle che erano le tre idee della Ragione metafisica che non trovavano spiegazione nella dialettica trascendentale e che dimostravano l'illusorietà e l'inganno della metafisica quando pretendeva di presentarsi come scienza. Ora quelle stesse idee fallaci sul piano teorico acquistano invece valore sul piano pratico, morale, divengono corollari della legge morale.""


Commento di Hans: La cosa stupenda è che in questo modo Kant "usa" Dio come un mezzo (precisamente, come un postulato di cui la legge morale si serve per dotarsi della necessaria solidità), anziché considerarlo come un "fine in sé". Sembra una strumentalizzazione, non molto diversa da quella che il filosofo vieta categoricamente nei rapporti tra gli esseri umani.

 
 
 

Eraclito aggiornato

Post n°254 pubblicato il 05 Dicembre 2018 da HansSchnier

"Il cambiamento è concetto scivoloso: sennò, in astratto, come potrebbe essere possibile, contemporaneamente, non potersi bagnare due volte nello stesso fiume e stare sempre nella stessa merda?"


(dal Fatto Quotidiano di oggi, "Rimasugli" di Marco Palombi)

 
 
 

Castel Volturno e la sua gioventù

Post n°253 pubblicato il 03 Dicembre 2018 da HansSchnier

Ogni tanto si riuniscono i reduci del cattocomunismo. Sono diventati dottori, magistrati, ingegneri, direttori di banca; molti sono già in pensione. Rievocano i bei tempi del cattolicesimo del dissenso. Deplorano l'avanzata del populismo sovranista. Sono molto impegnati ma una o due volte all'anno organizzano nostalgiche riunioni conviviali. Qualcuno di loro, nei ritagli di tempo, ha frequentato i corsi dell'Associazione Italiana Sommelier.

Stimano Gentiloni, anche se non approvano tutti i suoi provvedimenti; sul giovanotto di Pontassieve si dividono (qualcuno lo appoggia tuttora, molti lo biasimano genericamente per l'eccesso di protagonismo e il capriccioso carattere).
Non si pongono il problema che, forse, un governo di sinistra avrebbe dovuto osare di più (ovviamente, senza infrangere i sacrosanti vincoli di bilancio, non sia mai!): per esempio, sarebbe stato possibile semplificare la concessione della cittadinanza ai ragazzi che sono cresciuti in Italia, e che avendo frequentato le nostre scuole sono culturalmente italiani, benché siano nati da extracomunitari. Mi vengono in mente i ragazzi e le ragazze di Castel Volturno, che con l'aiuto di qualche persona di buon cuore hanno costituito una squadra di basket e hanno dovuto affrontare non pochi problemi per iscriversi al campionato italiano.
"Ma se si fosse approvata quella legge, sai le polemiche, e poi avremmo perso un sacco di voti...". Infatti, abbiamo visto il bel risultato del 4 marzo.
Da Castel Volturno, ormai, i nigeriani onesti - quelli che non vogliono spacciare o entrare nel business della prostituzione - cominciano ad andar via. Stavano meglio in Africa, preferiscono la povertà della madrepatria alle sparatorie di camorra e ai compromessi con i clan. Vedi il servizio sull'ultimo numero di Panorama. Chissà se i reduci del cattocomunismo, nel loro pendolarismo di lusso tra il Vomero e la penisola sorrentina, hanno idea di quello che accade a Castel Volturno: territorio dove lo Stato italiano è ospite, avendo lasciato una sostanziale libertà di movimento - si sa - alla malavita coloured...
E tanti complimenti ai governi della precedente legislatura per i loro incisivi risultati. Certo, anch'io mi sono stancato dell'alleanza dei Cinque Stelle con Salvini, ma mi chiedo: come fa uno a tornare a votare il P.D., dopo questi fallimenti? Mi sa che la prossima volta mi tocca non andare al seggio.
 
 
 

msg in a bottle

Post n°251 pubblicato il 30 Novembre 2018 da HansSchnier

BELLO qui... nessuno ti legge. Sembra di stare in un vecchio igloo groenlandese, da soli. Puoi sparare le peggiori deliranti delittuose idiozie. Puoi dire alla Boldrini: "Boldrina!" e puoi dire a Sgarbo: "Capri!" (ma anche Ischia, Ventotene... volendo pure Stromboli). Tutto ciò impunemente. E puoi fare l'angelo finocchiaro dei poveri, e tuonare spropositi contro le donne in quanto tali - più o meno come faceva il Belli, quando le dolcimetà non erano ancora tutelate dalla Costituzione e dalle azioni positive.


A parte gli scherzi, mi fanno morire le dolcimetà quando in aula si pongono il problema del linguaggio. "Giudice, ma lo posso dire? Posso riferire i turpi epiteti che egli mi rivolgeva nella sua criminale allocuzione?" Certo, riferisca, siamo tutti maggiorenni. "Sì, allora... Mi diceva: zoccola e puttana, tutti i giorni". Ma - mi faccia capire - prima o dopo i pasti? "Durante".
 
 
 

morality play

Post n°247 pubblicato il 23 Novembre 2018 da HansSchnier

 

1. Montag (il personaggio di Ray Bradbury, Fahrenheit 451, e dell’omonimo film di Truffaut) capisce, con assoluta certezza, che nel giro di pochi giorni gli tocca morire.

2. Come se nulla fosse, Montag, nel suo rifugio, continua a leggere libri. La sua patologia gli consente di farlo per buona parte della giornata.

3. Si dedica agli italiani: li aveva sempre trascurati e non vuole morire senza averli almeno sfogliati. Dante non gli dice niente (così ultraterreno, stranamente gli sembra un terrestre, “fedele alla terra”). Ma da qualche parte trova la lettera di Anton Francesco Doni, che parla di Machiavelli e del suo sogno premonitore: resta turbato. Poi scopre Verga. Legge avidamente le Novelle. Si ferma sulla Roba. Solidarizza col protagonista.

4. Una notte (e sarebbe stata l’ultima), Montag cerca di ubriacarsi. Pur vomitando e barcollando, riesce effettivamente a imitare Mazzarò (il personaggio di Verga): libri miei, venitevene con me. Riprende il lanciafiamme e li brucia. Stordito dai fumi del rogo che ha acceso, perde conoscenza. Sta morendo.

5. Ha una visione. Platone, Tacito e Plutarco, cuius doctrina inimica est Dei, lo accolgono bonariamente. Benché malvestiti, sono proprio loro, i tre del sogno di Machiavelli.

6. Gli dicono: “Non potevi portare via con te i libri. Le opere dell’ingegno sono virtualmente indistruttibili, anche se vengono soppresse. Non puoi uccidere una musica o un teorema o una narrazione, e tantomeno un’opera di filosofia, come si uccide una gallina. Puoi accantonare le idee, dimenticarle; ma esse sono esenti dalla distruzione e possono essere ricreate all’infinito.”

7. “Allora, ho capito! Non sono stato io a portare via con me i libri, sono stati i libri che mi hanno liberato dal mondo delle cose materiali e mi hanno condotto qui da voi, per ragionare in eterno della vostra filosofia, dei vostri libri di storia, di morale…”

8. “Nemmeno. Dove li vedi, qui, i nostri libri? Qui c’è il biliardo, c’è una canna da pesca, c’è il giardino botanico, c’è un’autostrada che passa in una vallata dal paesaggio spettacolare; c’è la cantina dove invecchiano i vini, ci sono cose belle, ti puoi dedicare a ciascuna di esse; ma i libri non ci sono. Puoi anche dipingere, raccontare delle storie, suonare il piano, ma è come la manna di Mosè: ogni giorno la tua dose di arte, e basta. Non puoi tesaurizzare le tue (o le nostre) creazioni.”

9. “E perché?”

10. “Non ricordi cosa sognò Machiavelli? Sognò di optare per l’eterna frequentazione di autori cuius doctrina inimica est Dei. Le nostre opere non sono innocenti come si pensa; hanno prodotto conseguenze negative nel mondo da cui provieni. Ma la nostra vita, nella sua banale eppure irripetibile singolarità, è più importante delle nostre opere. Sicché Dio ci ha liberati dal peso delle nostre colpe. Qui siamo esseri umani come te. Uomini senza lettere. Quello che per te era l’incubo dell’ignoranza e della futilità, qui è un’altra cosa. Qui la vita non è più alienata. Né dagli schermi giganti, né dalle dottrine, né dalle pretese artistiche.”

 
 
 

Segno di contraddizione

Post n°245 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da HansSchnier

Oggi nelle chiese di rito romano si legge il Vangelo della Presentazione al Tempio. Il vecchio Simeone prende il Bambino tra le braccia e improvvisa il Nunc dimittis, dopo di che profetizza il futuro di Gesù rivelando a Giuseppe e Maria che "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele... sarà semèion antilegòmenon, signum cui contradicetur".

La Bibbia della CEI traduce da sempre "segno di contraddizione". Bellissimo, sembra Nietzsche.

In realtà il testo greco (e con esso la Vulgata, la Neovulgata, la TILC, la King James Bible e chi più ne ha più ne metta) parla di segno contraddetto, non di segno che contraddice. Un segno che potrà essere rifiutato, con pensieri parole opere e omissioni che vanno in tutt'altra direzione. Un segnale stradale che non piace - la strada è ripida e angusta, toglie il fiato - e perciò viene trascurato, disatteso, divelto dal suolo, buttato via, maledetto, straziato, offeso gratuitamente.

 
 
 

Entrata in vigore

Post n°244 pubblicato il 30 Dicembre 2017 da HansSchnier

Oggi entra in vigore la L. 4 dicembre 2017, n. 181, e così il "Canto degli Italiani" di Goffredo Mameli, musicato da Michele Novaro, diventa UFFICIALMENTE l'inno nazionale...

Rileggendo oggi le nobili parole dell'inno e ripensando alla breve vita del Poeta, sacrificatosi a ventidue anni per la Repubblica romana, si prova un misto di tenerezza e sconforto.

Almeno sono contento di una cosa: l'anno prossimo l'inno non sarà massacrato dai patrioti pallonari, sui campi di calcio putinizzati...

Fratelli d'Italia,
L'Italia s'è desta;
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma;
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme;
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci;
L'unione e l'amore
Rivelano ai popoli
Le vie del Signore.
Giuriamo far libero
Il suolo natio:
Uniti, per Dio,
Chi vincer ci può?

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L'Italia chiamò.

 
 
 

Bufalopedia

Post n°243 pubblicato il 17 Ottobre 2017 da HansSchnier

Provo ad elencare qui di seguito alcune frasi traboccanti di cattiva retorica che taluni utenti dei social attribuiscono pomposamente a questo o a quell'Autore. Il disprezzo degli internauti altisonanti (direi meglio: altoparlanti) per il principio della verifica delle fonti è assoluto.

Neruda: Muore lentamente chi ... (fervorino di tale Martha Medeiros);

Goethe: Inizia! (La magia sta tutta nell'inizio ecc., frase interpolata da un certo Anster, americano, in un adattamento del Faust);

Sofocle: Insegna a tua figlia lo splendore della disobbedienza... (pseudo-Antigone, citata con sussiego su Facebook da qualche pseudogrecista saccente e maleducata; la frase, di per sé sgraziata e priva di una vera logica, si deve a un giornalista italiano);

Voltaire: Non condivido neanche una parola di quel che dici ma darei la vita per difendere il tuo diritto a sostenere la tua tesi (non so chi l'abbia detta 'sta frase in odor di ipocrisia, ma nessuno è in grado di indicare gli estremi esatti della presunta citazione; certamente non sta nel Trattato sulla tolleranza)

Catullo: Amami quando non lo merito, perché è allora che ne ho più bisogno (frase in tutto degna dei Baci Perugina, certamente estranea al pensiero del Poeta di Verona).

RESTO IN ATTESA DI ULTERIORI CONTRIBUTI 

 
 
 

Bruno Fazio e Fabio Vespa

Post n°241 pubblicato il 25 Giugno 2017 da HansSchnier

E basta. Bruno Vespa stava al tg1 il giorno della strage di via Fani. Basta! Fabio Fazio il mese scorso teneva l'orazione CIVILE in memoria di Falcone e Borsellino... e civilmente si accontenta di duemilioniottocentomila euro l'anno. Basta!

 
 
 

North Kensington

Post n°240 pubblicato il 16 Giugno 2017 da HansSchnier

Va a fuoco un grattacielo dove abitano prevalentemente stranieri. I pompieri arrivano con ore di ritardo. Sono giorni che ci dicono che i morti accertati sono diciassette, ma là dentro ce ne saranno anche degli altri. Pare che il rischio di incendio fosse già stato ampiamente segnalato nel 2016. Questo disastro non è avvenuto in Italia e nemmeno a Scampia. Questa è Londra. Vedremo i risultati della giustizia di Sua Maestà Britannica, adesso che non è più intralciata dall'Unione Europea dovrebbe essere efficientissima... efficientissima a far la guerra agli stracci che volano e ad assolvere i soliti miliardari impuniti, è normale.

 
 
 

Slivellamento

Post n°239 pubblicato il 10 Giugno 2017 da HansSchnier

C'è qualcuno che ricordi la storia di Mario Amato? Mi sono emozionato leggendola su Wikipedia ieri sera. Le scarpe bucate... la macchina blindata che non si può avere, e allora tanto vale prendere l'autobus... ostriche&champagne per Mambro&Fioravanti... Ecco, la Cassazione, occupandosi dell'ergastolano Totò Riina, si è posta il problema del suo "diritto di morire dignitosamente": ma la morte veramente dignitosa è stata quella di Mario Amato, magistrato antiterrorismo con le scarpe bucate alla fermata dell'autobus. Riina, Mambro, Fioravanti, Moretti sono candidati a un altro tipo di morte. Non è poi così vero che la morte è una livella, mi perdoni quell'altro Totò.

 
 
 

Recensione: L.B., il precario esistenziale.

Post n°229 pubblicato il 16 Febbraio 2015 da HansSchnier
 

Qualche settimana fa vedo delle recensioni a questo libro. Ammazza, dico, questo sì che dev'essere un bel contributo su Bianciardi, altro che Corrias! Qui si fa sul serio: il precario esistenziale, qui ci dev'essere per forza una bella analisi del contenuto e dello stile delle opere, e non solo una carrellata sulla vita dell'autore...

Vado in libreria.

Una cosettina di venti, trenta pagine, di quelle ariose, dai caratteri spaziosi, con errori di stampa meravigliosi (a volte anche due o tre per pagina). Una specie di sermone. Quanti di voi hanno davvero letto Luciano Bianciardi, fratelli? Non l'avete mica letto, fate solo finta di amarlo... Pentitevi, e non sparate cazzate a vanvera come Adriano Celentano. Andate in pace, fratelli, sono sette euro e novanta centesimi, grazie.

Bellissime foto in bianco e nero.

Dopo l'omelia, una miniantologia bianciardiana: è ovvio, è un invito alla lettura. Così le trenta pagine diventano un centinaio.

Miracoli dell'editoria italiana!

 
 
 

Limerick

Post n°228 pubblicato il 15 Settembre 2014 da HansSchnier

C'è un Presidente del Consiglio

che ha le stesse passioni di mio figlio:

quando in cortile gusta il suo gelato

non pensa molto ai conti dello Stato,

quel baby-Presidente del Consiglio.

 
 
 

Poetry, beauty, romance, love...

Post n°226 pubblicato il 12 Agosto 2014 da HansSchnier
Foto di HansSchnier

We don't read and write poetry because it's cute.
We read and write poetry because we are member of the human race.
And the human race is filled with passion.
And medicine, law, business, engineering, these are noble pursuits and necessary to sustain life.
But poetry, beauty, romance, love: these are what we stay alive for.

 
 
 

Eduardo Savarese, Le inutili vergogne (edizioni e/o, 2014)

Post n°221 pubblicato il 15 Giugno 2014 da HansSchnier
 

Se un uomo nato più o meno cento anni fa avesse sfogliato questo libro, probabilmente avrebbe esclamato: "Ma se hai tendenze omosessuali, perché cerchi di nobilitarle con codesta infarinatura di cattolicesimo misticheggiante? Così mi diventi blasfemo!".

Ma siamo nel terzo millennio e un'accusa del genere sarebbe ingenerosa ed eccessiva, nei confronti di un autore che ha senz'altro le doti del coraggio e della franchezza, oltre a quella che suol dirsi "una bella penna".

Se posso esprimere, sommessamente, una valutazione su questi argomenti così delicati, l'anelito religioso di Savarese mi sembra autentico. Proprio per la sua autenticità esso finisce inevitabilmente per interagire con il tumulto dei desideri del protagonista. La sua grande passione - e vogliate scusate la banalità - è la bellezza dei maschi (tra adulti liberi e consenzienti, non c'è problema...) e si sa che la dottrina cattolica maggioritaria non è precisamente "gay friendly".

Certo, nel libro c'è un approccio un po' disinvolto alla religione. Di fronte al Dio cristiano, il buon Savarese non mi pare particolarmente propenso a mettersi in discussione: il suo cattolicesimo paradossale comporta molta autocoscienza ma scarsa attitudine al "rinnegare sé stessi".

C'è tutta una simbologia di "spudorata" matrice cristiana: il calice eucaristico che appare sullo specchio di casa (dinnanzi al quale si dice essere "cosa buona" il coito con il trans Nunziatina!), ma c'è anche la scala di Giacobbe (Gen 28,12); ricorre sovente, nel romanzo, la "compresenza degli angeli"; addirittura, alla fine del libro, c'è un'icona trinitaria, dissimulata in una scena di danza (proprio in quel momento, avvertendo un soffio di vento che lo rianima, uno dei tre personaggi mormora: "Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto").

Secondo Savarese - così mi pare di aver capito, e chiedo scusa se ho frainteso - i corpi sono tendenzialmente santi, gli amori sono santi per definizione, le vergogne sono inutili, anzi, sono paralizzanti, costituendo in definitiva una resa alla "durezza del cuore" tanto deprecata dal Signore Gesù; Dio non ci chiede di soffocarci, ma di obbedire alla voce interiore ovunque essa ci conduca; dopo, semmai, verrà il tempo della purificazione ("bisogna mangiare il frutto e poi metterlo da parte", pag. 140).

Questa purificazione potrà consistere in un grottesco eccidio di bamboline "Barbie" collezionate fin dall'adolescenza, in un "coming out" che per la verità è piuttosto un "acting out" e in un'abiura del sesso compulsivo cercato in chat (mi pento di non aver procreato, di essermi messo il rossetto e di aver fatto sesso orale con sconosciuti immeritevoli: così parlò Benedetto de Notaris, ginecologo cinquantenne, dopo aver avuto un mezzo infarto in chiesa, al matrimonio della nipote con un bellissimo giovane).

Non mi interessa il "merito" degli orientamenti sessuali e delle vicende personali. Non sono omofobo e non sono un censore. Papa Francesco ha detto: "Chi sono io per giudicare un gay che con sincerità cerca Dio?". Ciò che mi dispiace di questo libro è l'eccesso di profezia. Troppo invadente la pretesa di parlare a nome dell'Altissimo, anche se a profferir parola non è Eduardo Savarese e non è nemmeno Benedetto de Notaris bensì Raffaele-Nunziatina ("il mio cuore è nel cuore di Dio", pag. 150); altre volte provvede zia Gilda (la quale, negli inserti diaristici, veramente pontifica a tutto spiano).

Consapevole, forse, di questa debolezza l'autore sente il bisogno del sostegno di un'autorità spirituale e munisce la sua opera della postfazione di un dottissimo padre gesuita.

Domando: è proprio scritto in Cielo, nel battito delle sante ali degli Angeli, che il mythos debba diventare logos? Non lo si carica, in questo modo, di improprie responsabilità? Oltre tutto, trattasi - nella fattispecie - di un mythos di ottimo livello letterario, ed è peccato, è proprio un peccato, quest'ansia di trasformarlo in parabola esemplare.

 
 
 

Amore, carità, buonismo, ecc.

Post n°220 pubblicato il 31 Maggio 2014 da HansSchnier

Su Libero gli autori più gettonati sono Coelho, la Medeiros di "Muore lentamente chi..." e sicuramente l'Oscar Wilde aforistico. 

Una notevole new entry è Paolo di Tarso. L'inno alla carità (cap. 13 della Prima lettera ai Corinzi) è comparso in qualche profilo.

Non posso e non voglio dire che il cap. 13 di 1 Cor sia una banalità o che sia stucchevole o che sia poco fine: è una bella pagina, non ci piove. Piuttosto, voglio proporvi un'altra pagina dell'epistolario paolino, altrettanto importante, sul medesimo argomento.

L'amore è incompatibile con l'ipocrisia. Aborrite il male, aderite con tutte le forze al bene. Amatevi cordialmente con l'amore di fratelli, prevenitevi vicendevolmente nella stima; siate solleciti e non pigri, ferventi nello spirito, servite il Signore; abbiate gioia nella speranza, siate costanti nelle avversità, assidui nella preghiera; prendete parte alle necessità dei santi, praticate a gara l'ospitalità. Invocate benedizioni su chi vi perseguita, benedizioni e non maledizioni; prendete parte alla gioia di chi gioisce, al pianto di chi piange; abbiate, gli uni per gli altri, gli stessi pensieri e sollecitudini; non aspirate a cose eccelse, ma lasciatevi attrarre dalle cose umili. "Non siate saggi presso voi stessi".

Questo passo è tratto dalla Lettera ai Romani, cap. 12. L'ultimo periodo è tra virgolette perché Paolo cita un versetto dell'Antico Testamento (Proverbi 3, 7). La traduzione che ho trascritto è quella delle Edizioni San Paolo, a cura di padre Ugo Vanni.

L'amore è incompatibile con l'ipocrisia. Altri traducono: la carità sia senza infingimenti, così non si capisce cosa voleva dire Paolo e stiamo a posto come ai tempi della Messa in latino. Che non sia un amore di facciata, che non sia buonismo, che non sia una pia recita, che non sia paraculaggine!

 

 
 
 

giùllemanidallavalorosamelaniamazzuccochenarralafamigliaomogenitoriale!!!

Post n°215 pubblicato il 30 Aprile 2014 da HansSchnier
 

Non so se avete letto Repubblica, ieri. In prima pagina c'era Melania Mazzucco che gridava allo scandalo e si stracciava le ariose vesti perché due professori del liceo Giulio Cesare di Roma sono stati denunciati per aver fatto leggere agli studenti un suo libro, concernente una famiglia omogenitoriale e contenente alcuni passi non proprio adatti alle educande, e per la verità manco agli educandi. La Mazzucco ha nominato quattro volte il suo libro (repetita iuvant specialmente in libreria); ci ha informati di essere "nata, libera" nel 1966 e ha collegato la sua libertaria nascita alla soppressione dell'indice dei libri proibiti, scrivendo testualmente quanto segue:

"[L'indice] è stato abolito perché l'elenco aveva finito per comprendere il meglio della letteratura e del pensiero occidentale, e i libri circolavano impunemente. Chi vuole impedire a un ragazzo di discutere Sei come sei non può impedirgli di informarsi altrove".

Naturalmente Sei come sei è il titolo dell'opera, alla quarta ed ultima ripetizione giovevole. Dal periodare dell'Autrice, mi sembra di cogliere una suggestione, un'analogia, un parallelismo, chiamatelo come volete voi: anche il suo capolavoro meritava di essere messo all'indice, insieme al meglio della letteratura e del pensiero occidentale. Ragazzi, qua lo Strega non basta: per carità, facciamole avere il Nobel, ma di corsa! Togliamo la scorta a Saviano, togliamola anche a Salman Rushdie, facciamo qualcosa per la Mazzucco, prima che sia troppo tardi: dobbiamo difenderla da UN ATTO DI GRAVE INTIMIDAZIONE SQUADRISTA... cioè da un esposto di qualche genitore bigotto contro due professori.

Povera Mazzucco, quanto silenzio intorno a lei, quanta solitudine, quanta viltà da parte dei media! Darle solo la prima pagina di Repubblica? Farle menzionare il titolo del suo novum opus pistorum soltanto quattro volte? E che cacchio, fatti come questi sono il meglio delle breaking news della CNN. Se in Italia ci sono duecentomila famiglie omogenitoriali, quante ce ne saranno in tutto il mondo, che aspettano il verbo di Melania? Forza Einaudi, dài! Aumentiamo le tirature. Questo romanzo del XXI secolo (?!) non è solo utile, è perfino necessario. Ipsa dixit, leggere per credere. Prima che a Campo dei Fiori... vabbè.

 
 
 

Un haiku pezzotto

Post n°214 pubblicato il 17 Aprile 2014 da HansSchnier

Il plenilunio

sovrasta il vecchio noce

che non ha foglie.

 
 
 

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