Sporche nuvole basse

Post n°292 pubblicato il 21 Agosto 2009 da zingarodelvento

Sporche nuvole basse
zozze di alghe
e cherubini,
dipinte da pittori alcolizzati
dediti a turpi festini.

A voi schiera perversa,
a voi dedico i versi scartavetrati
dall'animo di una poesia,
scritta da un poeta indigesto alla critica
e a sua eccellenza
Satana vescovo di Dublino.

S'ammazzano strano i poeti,
quelli che succhiano il fiele,
che amano e che pregano,
che odiano e che si sbudellano al sole,
s'ammazzano strano
gettandosi dalle scale
o con un fucile da caccia;
s'ammazzano strano
quando hanno finito i loro giorni
di budini e salsa di tonno.

Sporche nuvole basse
che predicate
contro i barbari delle canoe,
contro i figli di puttana
che vi rubano mogli e figlie
dall'harem divino;
sporche nuvole basse
io sono tutto il male del mondo
io sono assoluzione ed eterna condanna.

V'ammazzo, si v'ammazzo
con un raffica scadente
e poi rivolgo la canna sui miei occhi
ridendo dei morti, dei santi
e della vostra cruda razionale ragione.

 
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L'inno nazionale

Post n°291 pubblicato il 17 Agosto 2009 da zingarodelvento

Sono seduti al bar
cazzeggiano di meridionali
accimentano le donne
e bevono cartizze
con i piedi che puzzano
di menzogna.

Sono li
frustrati ed emarginati
sempre al limite
per essere bocciati
ora hanno deciso di mettere il dialetto
loro che non parlano italiano
con bossi che fa sempre un po' l'indiano
sono li
a sputare su questo paese
a fare leggi sulle ronde
lasciando la polizia a secco
sulle sponde.

E  intanto il paese si consola
con il grande fratello
e la verde scuola
e intanto
anche un gatto vola
e quelli del bar
stanno a comandare
dire che non sanno nemmeno
leggere un giornale.

 
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Il prossimo presepe lo faccio sulla banchisa polare

Post n°290 pubblicato il 01 Gennaio 2009 da zingarodelvento

Ho deciso,
il prossimo presepe sulla banchisa
così gli ultimo orsi bianchi
lo possono ammirare,
stanno morendo sai?
Troppo caldo
in quel mondo,
che poi è il nostro mondo.

Magari fuggo
sopra la coda della cometa
sperando non mi faccia male,
che sai,
sai si può vomitare,
come quella bambina
Marea, già.

Metterò il bue e l'asinello
nella grotta
con le foche,
ci sono le foche sulla banchisa?

Gli orsi si,
Artide vuol dire
terra degli orsi mi pare,
e non mi risulta mangino caviale.

Il prossimo presepe
lo faccio sulla banchisa
che mi debbo sbrigare che tanto
tanto non si metteranno mai d'accordo
e questo pianeta lo distruggeranno;
tanto a quello vecchio e scemo
con il sorriso da ebete cosa importa?
fino a quando la gente abbocca.

Il prossimo presepe,
sperando non sia l'ultimo
lo faccio lì e se ti va,
se ti va vienilo a vedere,
poi
voliamo con la cometa
se ti va.

 
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Il mio libro

Post n°289 pubblicato il 09 Ottobre 2008 da zingarodelvento

Cover - Zingaro del Vento

Parole gitane si muovono a comporre testi agili, dipinti malinconici come canzoni e ballate di fuoco in riva al mare. Una lettura avvincente, mai banale. Composto di poesie e racconti, si apre con la silloge breve che da nome al libro 'Zingaro del vento'. In appendice le poesie e due racconti brevi dati in esclusiva ai blog di antologica Atelier su Splinder. Un segno di amicizia e stima che si accoglie ricambiando, cose rare! 

Buona lettura!

http://www.lulu.com/content/4308227

Il ricavato dalle vendite di questo libro, come tutti i libri di antologica Atelier viene devoluto a Medici Senza Frontiere

medici-senza-frontiere

chi ha problemi ad acquistare con carta di credito su lulu.com può richiedere i libri a questa mail:

antologicapoesia@libero.it

 
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La mia follia mi spacca i denti

Post n°288 pubblicato il 17 Giugno 2008 da zingarodelvento
Foto di zingarodelvento

Colori intrecciati
tra erba e chiocciole
indisposte.
***
La mia follia, la mia follia
mi spacca ii denti
e dodici mesi
spacco la voglia
di vivere da immortale.
***
Fruscio di farfalle
nella mente
mentre barcollo sul ponte
del mio galeone
dalle vele dei mille colori.
***
La mia follia mi spacca i denti
perchè vedi, vedi cara
è così facile vivere
amando senza mettere gettoni
alla macchina
del negozio accanto.
***
Oh si bacio e amo
senza forma definita
la mia follia
la mia follia
in amore e sull'orto delle lepri
pianto sempre
orchidee colorate di vermiglio
e giallo
ma la colpa
la colpa è sempre
delle chiocciole indisposte
se poi
mi spacco i denti
contro vento.

 
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