PROFIT ÜBER ALLES! Le corporations americane e HitlerNel momento in cui i “liberatori” di ieri “esportano” oggi “la democrazia” in mezzo mondo, questa lettura può essere preziosa per comprendere le relazioni – di ieri e di oggi – tra guerra e profitto: l’alta finanza e le grandi corporations degli Stati Uniti (Standard Oil, General Motors, Ford, IBM, Coca Cola, Du Pont, Union Carbide, Westinghouse, General Electric, Goodrich, Singer, Kodak, ITT, J. P. Morgan, etc. etc.) finanziarono l’ascesa al potere del nazionalsocialismo, l’aiutarono a riarmarsi e a preparare la guerra, lo sostennero nelle sue aggressioni e continuarono a lavorare per lo sforzo bellico tedesco anche quando il proprio paese scese in guerra contro la Germania.Business are business: e la guerra è certamente l’affare più remunerativo che si possa immaginare, ieri come oggi.L’alta finanza statunitense è stata sempre maestra in quest’“arte” di mettere il profitto uber alles.Nel 1941 l’allora Vice Presidente Harry Truman dichiarava: “Se la Germania vince, dobbiamo aiutare la Russia, e se la Russia vince, dobbiamo aiutare la Germania, affinché possiamo ottenere il massimo vantaggio da entrambe”?È possibile seguire un filo nero che congiunge le motivazione dei “liberatori” della seconda guerra mondiale con gli “esportatori di democrazia” dei giorni nostri.È un caso che il nonno di Gorge W. Bush fosse uno dei finanziatori di Hitler? Oppure per il nipote il profitto è, come per suo nonno, sempre e comunque uber alles?zMPROFIT ÜBER ALLES! Le corporations americane e Hitlerdi Jacques R. PauwelsCollana Univesale di Base n. 18ISBN 978-88-8292-409-6 cm. 11x17 96 pagine 6,00 euro
PROFIT ÜBER ALLES! Le corporations americane e Hitler
PROFIT ÜBER ALLES! Le corporations americane e HitlerNel momento in cui i “liberatori” di ieri “esportano” oggi “la democrazia” in mezzo mondo, questa lettura può essere preziosa per comprendere le relazioni – di ieri e di oggi – tra guerra e profitto: l’alta finanza e le grandi corporations degli Stati Uniti (Standard Oil, General Motors, Ford, IBM, Coca Cola, Du Pont, Union Carbide, Westinghouse, General Electric, Goodrich, Singer, Kodak, ITT, J. P. Morgan, etc. etc.) finanziarono l’ascesa al potere del nazionalsocialismo, l’aiutarono a riarmarsi e a preparare la guerra, lo sostennero nelle sue aggressioni e continuarono a lavorare per lo sforzo bellico tedesco anche quando il proprio paese scese in guerra contro la Germania.Business are business: e la guerra è certamente l’affare più remunerativo che si possa immaginare, ieri come oggi.L’alta finanza statunitense è stata sempre maestra in quest’“arte” di mettere il profitto uber alles.Nel 1941 l’allora Vice Presidente Harry Truman dichiarava: “Se la Germania vince, dobbiamo aiutare la Russia, e se la Russia vince, dobbiamo aiutare la Germania, affinché possiamo ottenere il massimo vantaggio da entrambe”?È possibile seguire un filo nero che congiunge le motivazione dei “liberatori” della seconda guerra mondiale con gli “esportatori di democrazia” dei giorni nostri.È un caso che il nonno di Gorge W. Bush fosse uno dei finanziatori di Hitler? Oppure per il nipote il profitto è, come per suo nonno, sempre e comunque uber alles?zMPROFIT ÜBER ALLES! Le corporations americane e Hitlerdi Jacques R. PauwelsCollana Univesale di Base n. 18ISBN 978-88-8292-409-6 cm. 11x17 96 pagine 6,00 euro