…Se ci penso, mi basta aver trovato una scusa per tornare. Oggi arranco pietosamente tra i viali che hanno conosciuto le mie corse sfrenate, le scorribande spensierate, ma la mente è lucida e anche se la città ha perso la sua battaglia col tempo, ricordo tutto com’era: all’angolo la finca di Felipe, laggiù l’emporio di Ianely la gorda, il bar, la casa del sindaco Ernandez, sull’altura la terrazza di Cristobal... ... Cristobal, diavolo d’un vecchio, uno così fai fatica a dimenticarlo. Non che fosse un eroe, niente del genere. Cristobal Morales della famiglia Morales Tayno non era un uomo dei Caraibi. Era nato a San Sebastian, la cittadina basca affacciata sulla costa nord della Spagna al confine con la Francia, non troppo distante dalla celebre Pamplona, nota per la Feria de San Fermin, una settimana di folli festeggiamenti e memorabili corride, durante la quale i tori, per l'encierro, attraversano la via principale della città, inseguendo dei pazzi scatenati che gli corrono davanti e il più delle volte qualcuno resta malconcio sul selciato e solitamente non sono i tori… Anche lui, un giorno, aveva subito il fascino primordiale dell'encierro più famoso del mondo, ma quel pericoloso rituale collettivo che prometteva emozioni estreme e adrenalina a mille era riuscito a regalargli soltanto una montagna di guai... Quando lo conobbi io, aveva smesso già da un po’ di prendere di petto la vita, se ne stava seduto sulla sua terrazza per ore, e a farci caso oggi, si godeva una vista davvero niente male. Si dondolava con un sigaro spento tra le dita. E pensava. Passava ore a pensare, e da piccolo, quando vedi uno che sta zitto a pensare per ore, non ti fai una bell’idea di lui, eppure non ricordo un solo bambino che non lo tenesse in gran conto. Probabilmente perché il suo passatempo era, per noi ragazzini, come il miele per gli orsi; Cristobal inventava giocattoli. Ogni volta che ne terminava uno, aspettava di vederci passare sotto la sua terrazza, all’uscita da scuola, poi si sporgeva verso la strada e gridava sempre la stessa frase: - Ho qualcosa per voi!...Buonanotte...&Buon fina settimana
Post N° 179
…Se ci penso, mi basta aver trovato una scusa per tornare. Oggi arranco pietosamente tra i viali che hanno conosciuto le mie corse sfrenate, le scorribande spensierate, ma la mente è lucida e anche se la città ha perso la sua battaglia col tempo, ricordo tutto com’era: all’angolo la finca di Felipe, laggiù l’emporio di Ianely la gorda, il bar, la casa del sindaco Ernandez, sull’altura la terrazza di Cristobal... ... Cristobal, diavolo d’un vecchio, uno così fai fatica a dimenticarlo. Non che fosse un eroe, niente del genere. Cristobal Morales della famiglia Morales Tayno non era un uomo dei Caraibi. Era nato a San Sebastian, la cittadina basca affacciata sulla costa nord della Spagna al confine con la Francia, non troppo distante dalla celebre Pamplona, nota per la Feria de San Fermin, una settimana di folli festeggiamenti e memorabili corride, durante la quale i tori, per l'encierro, attraversano la via principale della città, inseguendo dei pazzi scatenati che gli corrono davanti e il più delle volte qualcuno resta malconcio sul selciato e solitamente non sono i tori… Anche lui, un giorno, aveva subito il fascino primordiale dell'encierro più famoso del mondo, ma quel pericoloso rituale collettivo che prometteva emozioni estreme e adrenalina a mille era riuscito a regalargli soltanto una montagna di guai... Quando lo conobbi io, aveva smesso già da un po’ di prendere di petto la vita, se ne stava seduto sulla sua terrazza per ore, e a farci caso oggi, si godeva una vista davvero niente male. Si dondolava con un sigaro spento tra le dita. E pensava. Passava ore a pensare, e da piccolo, quando vedi uno che sta zitto a pensare per ore, non ti fai una bell’idea di lui, eppure non ricordo un solo bambino che non lo tenesse in gran conto. Probabilmente perché il suo passatempo era, per noi ragazzini, come il miele per gli orsi; Cristobal inventava giocattoli. Ogni volta che ne terminava uno, aspettava di vederci passare sotto la sua terrazza, all’uscita da scuola, poi si sporgeva verso la strada e gridava sempre la stessa frase: - Ho qualcosa per voi!...Buonanotte...&Buon fina settimana