Non è mai troppo tardi
I premi Oscar Morgan Freeman e Jack Nicholson
sono i protagonisti di una commedia agrodolce che affronta, con
leggerezza e una buona dose di retorica, i temi della vita e della
morte. I due protagonisti sono i lati opposti della stessa medaglia:
uno è un cinico miliardario e con un ego fin troppo ingombrante,
l'altro un umile meccanico con il pallino della cultura. Purtroppo e
per caso si trovano nella stessa stanza d'ospedale colpiti dalla
medesima malattia terminale: qui condividono paure e speranze
diventando un giorno amici. I due vecchietti, ben lontani dal voler
aspettare la morte sotto le lenzuola e fra rumorosi macchinari decidono
di stilare una Lista del capolinea (The Buket List, il titolo originale
del film), un elenco di tutte le cose da fare prima di morire. Da qui i
due partono per una serie di avventure memorabili: paracadutismo,
tatuaggi di dubbio gusto, corse in automobili, safari... La
pellicola scorre piacevolmente e senza troppe pretese: molto è dovuto
all'istrionico personaggio interpretato da Jack Nicholson che mescola
bene lo spirito pungente del boss Frank Costello di
The Departed con l'irresistibile simpatia di Warren Schmidt di
A proposito di Schmidt.
Freeman non è da meno e, anche se all'inizio appare un po' ingessato e
sottotono, nel prosieguo della pellicola sfoggia un numero di sorrisi
imprecisato così come non lo si era mai visto sul grande schermo,
davvero irresistibile. Peccato che a volte la sceneggiatura si
perda in facili moralismi, demonizzando sigarette e caffé e caricando
il personaggio di Freeman di sterile pedanteria. Alcuni temi
fondamentali sono solamente sfiorati: la felicità, gli affetti
familiari, l'amicizia, il senso della vita e della morte così come
l'esistenza di Dio sono ridotti a semplici pretesti per "incollare" il
racconto. Insomma, un film che piacerà a chi è dalla lacrima
facile e non disdegna le risate politicamente corrette, mentre sarà
meno apprezzato da chi cerca originalità e battute al fulmicotone.
di
m.v.