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Cyrano


Cyrano: applausi per Domingo 
Festeggiati da poco i 68 anni, Placido Domingo ha incantato il pubblico scaligero nella "prima" del Cyrano di Bergerac di Alfano, riportando un significativo successo personale. Accostando più che convincenti doti attoriali alla ben nota vigoria vocale, il tenore iberico è stato più volte chiamato in proscenio al termine della rappresentazione, totalizzando un decina di minuti di applausi, interrotti solo dai "bravo!" scanditi dagli spettatori più entusiasti.L'applausometro della Scala, nel complessivo successo della serata, ha premiato poi in particolare la Rossana di Sondra Radvanovsky, il Cristiano di German Villar e il De Guiche di Pietro Spagnoli. Convincente anche la prova fornita dal Corpo di Ballo scaligero diretto da Duncan MacFarland. La regia è di Francesca Zambello, mentre la direzione è stata affidata a Patrick Fournillier.Era stato lo stesso Domingo a caldeggiare il nuovo allestimento dell'opera di Alfano, ingiustamente noto soprattutto per aver portato a termine l'incompleta Turandot pucciniana. "Ma in quell'opera, Alfano non è lui, perché aveva dovuto vestire i panni di Puccini per concludere l'opera utilizzando le note e i motivi del maestro", ha spiegato il tenore alcuni giorni fa incontrando la stampa.Particolarmente apprezzati dal pubblico sono stati il secondo e quarto atto, in cui Cyrano passa dalle cime della passione - convinto che Rossana ricambi il suo amore - agli abissi della depressione - quando si accorge che il cuore della bella batte invece per il suo "protetto" Cristiano - e quando infine, vecchio e colpito a morte, non rinuncia a portare il suo saluto alla giovane ormai diventata donna ma ancora in lutto per la morte del suo amore. Vedendola ancora in preda al dolore, dopo 14 anni, Cyrano rinuncia definitivamente a svelare i suoi sentimenti. Rossana comprende ugualmente che dietro le lettere appassionate di Cristiano si celava in realtà l'impareggiabile spadaccino. Ma orami è tardi per tutto, e Cyrano le muore fra le braccia. Un tripudio di sentimenti che un allestimento scenografico di impronta tradizionale, con gli ambienti e i costumi secenteschi, completa degnamente.