La notte delle lucciole
Due grandi autori italiani fra i più incisivi del secondo
Novecento. Due voci diverse per stile e personalità, ma accomunate da
una stessa passione civile e dallo sguardo lucido, spietato con cui
hanno osservato la società del proprio tempo. Leonardo Sciascia e
Pierpaolo Pasolini si incontrano idealmente alla ribalta, intavolando
un immaginario dialogo che li coinvolge come fossero fratelli: è un
dialogo che attraversa vari temi, la morte, il potere, la scrittura,
Aldo Moro, la scomparsa delle lucciole.Roberto Andò ha concepito questo suo spettacolo - intitolato La notte delle lucciole, che debutta in "prima" nazionale sabato 2 febbraio al Teatro Franco Parenti
di Milano - come una sorta di veglia, una veglia laica rigorosamente
costruita soltanto sulle parole dei due scrittori. In una scena
concepita come un'aula scolastica, che può di volta in volta evocare i
luoghi più diversi, il progetto ha un protagonista d'eccezione, il
narratore Marco Baliani, affiancato da un singolare gruppo di interlocutori composto da un vecchio e sei bambini.Un
tema di chiaro impegno civile, e senza dubbio fortemente legato
all'attualità, è anche quello che ispira il nuovo spettacolo di Ulderico Pesce, Asso di monnezza, fino a domenica 3 alla Fabbrica del Vapore
di Milano. Traffici di rifiuti, discariche abusive, clan camorristici,
tumori da inquinamento ambientale: tutti gli argomenti che in questi
giorni sono al centro del dibattito vengono trattati dall'attore-autore
in un copione che nasce da interviste a magistrati, carabinieri,
malavitosi, ambientalisti.La scorsa estate, al Mittelfest di Cividale, ne era stata presentata una prima parte: da giovedì 7, al Teatro i,
sempre a Milano, è in programma la versione definitiva del testo, che
integra quella seconda parte concepita inizialmente come una proposta
separata. In Dare al buio (la fine l'inizio)la giovane drammaturga Letizia Russo
affronta l'ambigua vicenda di Natascha Kampusch, la ragazza austriaca
fuggita dalla casa del suo rapitore. Protagonista è la brava Federica Fracassi, la regia è di Renzo Martinelli.Attrice
napoletana dall'estro bizzarro, pungente interprete di vari storici
spettacoli di Eduardo, di Carlo Cecchi e di tanti altri, Marina Confalone ha scritto con Luciano Saltarelli un testo incentrato su un personaggio denso di stralunati richiami autobiografici, cui lei stessa dà vita al fianco di Pino Strabioli: Capasciacqua, in scena fino al 17 febbraio al Teatro della Cometa
di Roma, è la storia di una donna dalla stupidità abissale, che a tutti
i costi vuole fare un provino per entrare nel mondo del teatro.