Caos calmo
Peccato che di questo film, tratto dall'omonimo romanzo di Sandro
Veronesi, si parli quasi soltanto per la scena di sesso tra Nanni
Moretti e Isabella Ferrari. D'accordo: è una scena forte, quasi
brutale, con Moretti che si cala i boxer e rimane con il sedere
all'aria. L'assenza di commento sonoro, poi, rende il tutto ancora più
crudo. C'è chi ha fatto notare che, in realtà, un nudo integrale del
Nanni nazionale lo si era già visto in
Bianca. Vero, ma era tutta un'altra cosa. Quel che in pochi hanno detto, invece, è che Caos calmo è davvero un bel film.Antonello Grimaldi si conferma in grado di mischiare più registri, di far sorridere e riflettere, come già avvenuto in Asini e Il cielo è sempre più blu,
mentre il team di sceneggiatori (Laura Paolucci, Francesco Piccolo e lo
stesso Moretti) ha compiuto un ottimo lavoro sul testo di Veronesi,
recuperandone gli aspetti più cinematografici ed evitando saggiamente
le parti meno adatte a una trasposizione sul grande schermo. E poi c'è
un ottimo Moretti, che trasferisce nel suo Pietro alcune delle sue ben
note ossessioni ma, come già avvenuto ne
La stanza del figlio, dimostra di saper gestire alla grande anche un personaggio assai poco morettiano come Pietro.Sarebbe
però ingiusto elogiare soltanto il mattatore di una pellicola cui tutto
il cast ha dato un eccellente contributo: da un Alessandro Gassman
simpaticamente guascone e tamarro (qualcosa il padre gli ha insegnato)
a una Valeria Golino cui il ruolo di psicotica si addice quant'altri
mai, passando per un misurato Silvio Orlando e per una sempre più sexy
Isabella Ferrari, indipendentemente da quella scena.Con
un cameo di Roman Polanski nel ruolo di un magnate delle
telecomunicazioni che si appresta a mettere le mani sull'azienda di cui
Pietro è dirigente.
di
Maurizio Zoja