Il ritorno di Lev Dodin
L'appuntamento più atteso della settimana è in programma al
Teatro Studio di Milano, dove da martedì 12 a sabato 16 va in scena il nuovo spettacolo di Lev Dodin, Vita e destino,
che il regista siberiano ha ricavato dall'omonimo romanzo di Vasilij
Grossmann, scrittore e giornalista russo dissidente che subì la
persecuzione del regime: dopo avere allestito una serie di classici,
Dodin torna così allo stile dell'affresco storico, che aveva
caratterizzato il suo celebre Fratelli e sorelle.Sequestrato dal KGB, a lungo proibito, pubblicato solo dopo la morte dell'autore, Vita e destino traspone
in una vasta saga famigliare quella che era stata l'esperienza
biografica di Grossman, passato attraverso la seconda guerra mondiale,
la lotta al nazismo, la ribellione alla repressione staliniana:
attraverso le vicende intrecciate di uno scienziato ebreo e dei suoi
parenti, vi si affronta una serie di passaggi cruciali del Novecento,
dalla battaglia di Stalingrado ai lager tedeschi all'inferno dei gulag.Al
Teatro Studio di Scandicci, da venerdì 8 a domenica 17, la compagnia Krypton rappresenta invece Antartide, da un poemetto di Roberto Mussapi
che ricostruisce la conquista del Polo Sud, avvenuta proprio all'inizio
del secolo scorso: un emblematico viaggio verso il vuoto, una corsa nel
nulla, che non a caso viene assunta quale inquieta metafora della crisi
dell'uomo del Novecento. La regia è di Giancarlo Cauteruccio, l'interprete unico, in veste di voce narrante, è Virginio Gazzolo.L'attore
incarna la figura di Robert Crean, comandante in seconda
dell'Endurance, la nave che trasportò la spedizione di sir Ernest
Shackleton: tocca a Crean raccontare la traversata a piedi di un mondo
di ghiaccio, il progressivo addentrarsi nella notte polare, la
solitudine, il gelo, la lotta per la sopravvivenza. Il biancore
accecante del paesaggio è evocato da una scena che richiama i quadri di
Lucio Fontana, la colonna sonora culmina nella canzone dedicata proprio
a Shackleton da Franco Battiato.Al
Teatro Due di Parma, infine, torna alla ribalta da venerdì 8 a domenica 24Il mercante di Venezia nella messinscena firmata da Massimiliano Civica,
che proprio nella cittadina emiliana aveva debuttato durante il
Festival del Teatro dello scorso ottobre. Come è sua abitudine, il
giovane regista prosciuga il dramma shakespeariano, lo riduce
all'essenziale ricavandone una scarna partitura per quattro soli
attori, che recitano aiutandosi con delle maschere, in una scena fatta
unicamente delle loro sedie.di
renato palazzi