3 terzi stralunati
Nel 1983 dalla collaborazione tra Giuseppe Bertolucci e Marina Confalone era nato Raccionepeccui,
uno stralunato monologo in un dialetto meridionale tutto inventato,
incentrato su una povera emarginata del Sud discriminata per la sua
omosessualitā e infine rinchiusa in un istituto psichiatrico: ora il
regista e la brava attrice napoletana si incontrano di nuovo per uno
spettacolo costruito sui testi che tre giovani autori partenopei, Diego De Silva, Valeria Perrella e Antonio Pascale, hanno scritto apposta per lei.Lo spettacolo si intitola non a caso
3 terzi, ed č in scena da lunedė 2 marzo al Teatro Mercadante di Napoli. Le tre brevi pičce sono altrettanti spaccati esistenziali che si svolgono all'ombra del Vesuvio: Casachiusa di De Silva si sviluppa tutta all'interno di una camera da letto in cui un uomo e una donna discutono tra loro. L'incognita boh! della Parrella mostra una maga e il suo strano cliente. Ne La soluzione di Pascale una donna rievoca la figura paterna e altre presenze del suo passato.Martedė 4 al Teatro Argentina di Roma arriva l'
Anna Kareninadi Tolstoj nella densa, imponente messinscena di Eimuntas Nekrosius:
quattro ore di durata, un alternarsi di sintesi folgoranti e di
ossessive dilatazioni dei pių minuti dettagli. Lo spettacolo, prodotto
da Emilia Romagna Teatro e realizzato a Modena, dove ha debuttato lo
scorso gennaio, si avvale di una compagnia interamente composta da
attori italiani, fra i quali Mascia Musy, Paolo Mazzarelli, Paolo Pierobon, Paolo Musio (leggi la
recensione). Nekrosius,
fra i vari filoni narrativi che attraversano il fluviale romanzo, ha
particolarmente privilegiato il tema dell'oscura forza del destino,
impersonato da un'enigmatica figura silenziosa che il regista ha
introdotto nell'azione. Lo spettacolo č da vedere per il suo febbrile
clima onirico e per alcune ingegnose invenzioni, come quella
dell'uomo-treno coi grandi fari da locomotiva sotto il cappotto, che
alla fine stringe la Karenina in un mortale abbraccio. Pių controversa
e discutibile la prova complessiva degli attori. Da mercoledė 5 al Teatro Litta di MilanoValter Malosti presenta il suo suggestivo
Venere e Adone,
un'intensa, visionaria discesa nell'inferno della follia d'amore
attraverso la sontuosa fantasia barocca di un poemetto giovanile di
Shakespeare: la dea respinta dall'imberbe cacciatore, nell'allestimento
del regista-attore torinese, diventa un maturo travestito di oggi,
issato su un carrello semovente come una statua vivente che sorregge in
un'immobile posa plastica una sorta di "ragazzo di vita" pasoliniano
(leggi la
recensione). di Renato Palazzi