zona a rischio

Madri e matrigne


Madri e matrigne secondo Goldoni Sabato 5 e domenica 6, al Teatro Petrella di Longiano, è in programma Aksè Crono,
un progetto di "residenza creativa" all'interno del quale quattro gruppi fra i più interessanti della nuova scena italiana mettono a confronto le proprie esperienze di ricerca interdisciplinare: le realtà coinvolte sono i Santasangre con Primo studio- concerto per voci e musiche sintetiche e i Città di Ebla con Wunderkammer (sabato), i Muta imago con (a+b) 3 e il Gruppo Nanou con Namoro (domenica).Martedì 8 al Teatro Out Off, nel bel programma della rassegna Danae, vivace festival milanese dedicato al corpo femminile nelle sue varie espressioni, all'estremo confine fra teatro e danza, debutta in "prima" nazionale I apologize, un lavoro che si preannuncia singolare, difficile da etichettare: ne è autrice la francese Gisèle Vienne, un'artista dalla personalità complessa, che si è formata come marionettista per poi imporsi come coreografa, pur scegliendo uno stile che trascende i generi e i linguaggi.Creato sul filo degli ambigui rapporti fra realtà e apparenza, I apologie è l'enigmatica ricostruzione di un avvenimento sconosciuto che ha a che fare con la morte: per rappresentare le diverse versioni del misterioso incidente, destinate a spiazzare lo spettatore, la Vienne utilizza tre performer-danzatori, una ventina di bambole a grandezza naturale con le fattezze di inquietanti Lolite e il contributo di uno scrittore dalla fama "scandalosa", l'americano Dennis Cooper, che legge alcuni suoi testi alla ribalta.Mercoledì 9 al teatro Donizetti di Bergamo Laura Curino, diretta da Roberto Tarasco, presenta Santa Bàrbera, uno spettacolo ispirato alla storia della martire convertitasi al cristianesimo e uccisa per questo dal padre, un fedele funzionario imperiale: il testo, tratto dalla Leggenda aurea di Jacopo da Varazze e dal ciclo degli affreschi di Lorenzo Lotto conservati a Trescore Balneario, ne intreccia la vicenda con quelle delle ragazze uccise oggi dai parenti perché rifiutano di sottomettersi alle tradizioni religiose famigliari.Goldoni è un autore che fornisce sempre nuove chiavi per coglierne la sorprendente modernità: ne La buona madre, un testo poco noto - da mercoledì 9 al Teatro India di Roma - mette in luce un tema ancora attualissimo, quello di un figlio bloccato nella sua maturazione affettiva dalla madre, che lo costringe a sposare una ricca vedova i cui beni dovrebbero servire a risollevare il bilancio della casa. L'aguzza regia di Alessandro Pagin ne ha fatto uno degli spettacoli-rivelazione dello scorso anno. di Renato Palazzi