Shine A Light
Dopo aver omaggiato la carriera di
Bob Dylan con il documentario
No Direction Home,
Martin Scorsese decide di affrontare un altro dei grandi miti viventi del rock: i
Rolling Stones.
Ma se nel caso di Dylan il regista premio Oscar aveva lavorato in gran
parte su materiale d'archivio, stavolta la scelta è per il racconto in
presa diretta. Gli Stones sono stati quindi ripresi dal vivo al Beacon
Theatre di New York il 29 e il 31 ottobre dello scorso anno. "Martin
Scorsese voleva solo una performance degli Stones e non fare un film
qualsiasi. Non ci ha imposto nulla. Noi suonavamo e lui girava", ha
detto Keith Richards. "Sul palco o dietro la macchina da presa ci sono
gli stessi problemi: bisogna recitare", ha detto invece Jagger a
proposito del film, che propone due ore di musica della band, classici
come Satisfaction, e duetti con star come Jack White, Buddy
Guy e Christina Aguilera. "In questi casi - ha spiegato Scorsese -
bisogna usare le macchine da presa in maniera corretta: ci si deve
muovere come in una danza. Bisogna dialogare con quello che succede sul
palcoscenico senza esserci".Fin qui sembra tutto facile. In
realtà, come si vede nei primi minuti della pellicola, conciliare le
esigenze di due primedonne iperprofessionali come Scorsese e Jagger,
frontman del gruppo anche quando si tratta di allestire lo show
interfacciandosi con l'impressionante macchina messa in campo dal
regista. Prima che il concerto inizi si dubita perfino che lo
spettacolo possa aver luogo, tanto le richieste delle due fazioni
sembrano inconciliabili. Poi, invece, tutto funziona come un orologio
svizzero. Sul palco ci sono ben diciassette macchine da presa, al
servizio di venti direttori della fotografia. Il montatore David
Tedeschi fa miracoli, sincronizzando suoni e visioni come di rado (per
non dire mai) accade nelle produzioni musicali per l'home video. Il
pezzo di bravura sono le zoomate sugli strumenti, accompagnate da
zoomate sonore con il volume delle chitarre e della batteria che sale
man mano che lo strumento si avvicina allo spettatore.Il resto,
come direbbero gli stessi Stones, è solo rock'n'roll, quello di una
band che sul palco alimenta alla perfezione il suo stesso mito. Un mito
ulteriormente ingigantito, se possibile, dall'apposizione del sigillo
di Scorsese. Una raccomandazione: fidatevi della canzone e non del
cantante. Jagger ha detto che in questo film ci sono parti "un po'
noiose": non è vero.
di
Maurizio Zoja