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Dalle marionette a Shakespeare


Dalle marionette a Shakespeare Da sabato 26 a lunedì 28 torna in scena dopo nove anni al Teatro Studio di Milano
l'Excelsior, storico capolavoro della compagnia Carlo Colla e figli, uno dei più celebri spettacoli di marionette di tutti i tempi: ispirato, secondo l'usanza dell'epoca, a un grande successo scaligero, l'acclamatissimo ballo omonimo di Luigi Manzotti e Romualdo Marenco, che andò in scena per la prima volta nel 1881. Lo spettacolo dei Colla - realizzato quattordici anni dopo - ne costituisce un fedelissimo rifacimento in miniatura.Il tema, legato a un periodo di illimitata fiducia nelle conquiste della scienza e della tecnica, è quello del progresso, o meglio del trionfo del progresso sull'oscurantismo: in una serie di quadri che svariano dall'invenzione del battello a vapore all'apertura del Canale di Suez al traforo del Cenisio, tra piroscafi in navigazione sotto il ponte di Brooklyn e fattorini del telegrafo scampanellanti in bicicletta, si assiste dunque all'eterno scontro fra la Luce e il Demone delle Tenebre, con l'inevitabile sconfitta di quest'ultimo.Un altro spettacolo collaudatissimo e pluripremiato, Shakespeare re di Napoli, scritto e diretto quattordici anni fa da Ruggero Cappuccio e da allora ripetutamente ripreso, viene rappresentato dall'autore-regista in una nuova versione che ha per protagonista Lello Arena: la pièce, in programma da martedì 29 al Teatro Valle di Roma, intreccia in un febbrile clima visionario le suggestioni del teatro elisabettiano e le atmosfere della Napoli seicentesca, la lingua dei sonetti shakespeariani e un dialetto corposo e barocco.La vicenda, ambientata in una notte di Carnevale del 1610, è incentrata sul lungo dialogo tra due personaggi, Desiderio e Zoroastro. A offrire lo spunto di partenza è un impenetrabile mistero letterario, ossia la vera identità del giovinetto che ispirò i sonetti, e fu probabilmente il primo interprete dei grandi personaggi femminili di Desdemona, Rosalinda, Giulietta: Cappuccio immagina un ipotetico arrivo del poeta a Napoli, dove incontra l'attore adolescente.Sempre a Roma, al Quirino, si replica fino al 4 maggio Il giardino dei ciliegi di Cechov nell'allestimento del Teatro dell'Elfo, regia, scene e costumi di Ferdinando Bruni, protagonisti Ida Marinelli, Elio De Capitani e Paolo Pierobon: la compagnia milanese sfronda il testo di ogni nostalgico sentimentalismo, immergendo i personaggi in una gelida oggettività, facendone un gruppo di mediocri prigionieri delle loro debolezze e isolati dalla realtà. Un'idea interessante, benché non sviluppata forse fino in fondo.di Renato Palazzi