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Creato da marcoaurelio78 il 01/06/2010

LOSPECCHIODELL'ANIMA

LA MIA ANIMA SI SPECCHIA NELLE MIE PAROLE ...

 

 

Riflessioni ...

Post n°595 pubblicato il 22 Maggio 2012 da marcoaurelio78

 

A volte mi domando cosa siamo qui a fare. Qui in generale, nel senso a questo mondo, e anche qui nel senso di questa Community.

Ognuno ha la propria motivazione, più o meno razionale, che è diversa da quella degli altri, ognuno racconta agli altri un motivo della propria presenza che poi non è sempre quello reale. Ci sono persone che hanno un potere di manipolazione delle parole che è immenso, e che usano per far cadere altri nella loro rete. In corrispondenza di ciò, ci sono persone che credono a tutto quello che viene loro detto e che cadono in queste reti in men che non si dica. Io stessa ci sono caduta, e non una sola volta.

Non tutti usano le parole con attenzione, cercando di non ferire gli altri e soprattutto cercando di non manipolarli. Non tutti sono genuini e sinceri e si mostrano per quelli che sono. Ci sono anche quelli che ingannano e feriscono, o perché stanno talmente tanto male dentro che questo è l'unico modo che conoscono di rapportarsi con gli altri, oppure perché proprio sono cattivi dentro.

Quello che mi fa male di tale situazione è che poi un posto come questo, dove si possono fare conoscenze e che in origine è progettato come distrazione per le persone e come momento di aggregazione, viene immancabilmente demonizzato. Viene generalizzato il comportamento ingannevole e in mala fede di alcune persone e allora questo diventa "un posto virtuale dove non c'è contatto con la realtà e dove c'è un livello di falsità che altrove non c'è".

Io ho sempre sostenuto che la Community di Libero (così come di certo tanti altri luoghi analoghi) altro non sia che lo specchio esatto della realtà fuori. Un mondo fatto di mani che scrivono, di occhi che leggono, di cervelli che pensano, e di cuori che battono.

Non siamo tutti cattivi, non abbiamo tutti l'intenzione di ingannare gli altri. Non siamo qui perché ci divertiamo a fare del male agli altri e usiamo questo mezzo perché è più immediato.

Qui ci sono anche delle persone genuine, semplici e con un cuore grande come una casa. Persone che hanno il piacere di stare insieme, il piacere della condivisione. Che amano scambiarsi un sorriso e quattro pirlate. Che amano passare un po' di tempo parlando e scambiandosi opinioni o pensieri. In virtù del principio che se tu dai una mela a me e io dò una mela a te, dopo lo scambio entrambi abbiamo una mela. Ma se io dò un pensiero a te e tu dai un pensiero a me, dopo questo scambio entrambi abbiamo due pensieri.

Noi tutti siamo qui perché questo è un viaggio, e lo scopo è il viaggio stesso, non la meta.

E io mi batterò con tutte le mie forze affinché non passi il concetto che questo sia un mondo di persone finte. Combatterò fino a quando avrò un filo di fiato in corpo.

Di questo potete starne certi.

 
 
 

Ci lamentiamo del maschilismo e poi siamo le prime ...

Post n°594 pubblicato il 21 Maggio 2012 da marcoaurelio78

Nello spogliatoio della palestra ho fatto conoscenza con una "ragazza"  piuttosto simpatica, anche lei amante, insieme al marito, dei ristoranti belli belli. Così scherzando le avevo raccontato della promessa di Alonso e che saremmo andati in quel posto che oltretutto lei conosce essendoci stata un po' di anni fa per un anniversario di matrimonio.

Quindi settimana scorsa, quando mi ha vista, mi ha chiesto subito come era andata e io le ho raccontato un po' di cose. Nello spogliatoio c'erano anche altre donne che si sono abbastanza incuriosite del mio racconto e sono state anche contagiate dal mio entusiasmo e dai miei occhi che brillavano. Premetto che della promessa non si è parlato e quindi nemmeno del fatto che avrebbe pagato mio marito.

Ad un certo punto una di queste donne mi chiede quanto è costata questa cena e io glielo dico. La sua reazione è stata: "Ma che bello avere un marito che ti paga una cena del genere!".

No allora. Ne vogliamo parlare??? E parliamone. Perché bisogna a tutti i costi partire dal presupposto che una cena così te la deve per forza pagare il marito altrimenti tu non ci potresti andare? Certo, dipende dal lavoro che fai, ma volendo una può anche risparmiare un paio di mesi e in un posto così ci va, anche perché non stiamo parlando di cifre da capogiro. O magari non ha neanche bisogno di risparmiare perché guadagna abbastanza per andarci lo stesso. E magari per pagare pure la cena al marito se ha voglia di farlo.

Io non mi sono sentita colpita da questa affermazione perché questa donna non mi conosce e quindi non sa che lavoro faccio, non sa la mia situazione, non sa niente. Però ho riflettuto molto sulla sua mentalità, sul maschilismo che sta dietro questa affermazione automatica e soprattutto sull'opinione che lei ha di se stessa. Ma non perché sia denigrante che il marito ti paghi la cena, ma proprio per il pensiero di base. Che se tu non avessi un marito che paga allora salteresti a piedi pari. Ma chi l'ha detto? Può essere così per qualcuno di sicuro (e qui ci sarebbe da aprire un discorso infinito sul fatto che questa dal mio punto di vista è comunque una scelta), ma di certo non per tutte le donne.

Proprio perché lei non mi conosce e io non conosco lei, mi sono astenuta dal fare una polemica nello spogliatoio della palestra, e quindi la faccio oggi qui con voi .

"Che c**o" , penserete ... ma così è .

Ne vogliamo discutere ...?

 
 
 

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Post n°593 pubblicato il 19 Maggio 2012 da marcoaurelio78

Abbiate due giorni meravigliosi cari amici , vi abbraccio forte ...

 
 
 

Tutti insieme appassionatamente all'asilo Mariuccia

Post n°592 pubblicato il 18 Maggio 2012 da marcoaurelio78

No ma io non ho parole , ve lo giuro. Cioè a volte mi domando certa gente cosa ha più di 40 anni a far che cosa (46 per l'esattezza) se il cervello gli è rimasto fermo ai tempi dell'asilo.

Succede questo: da un paio di mesi è arrivata in ufficio una nuova collega che, nel progetto originario, dovrebbe diventare poi in futuro responsabile dell'ufficio paghe. E' toscana e vive a Brescia da 5 anni, ha fatto la pratica per due anni in uno studio dove la sottopagavano e la sfruttavano e ora sta studiando per fare l'esame di stato per diventare consulente del lavoro.

Io già avevo notato fin dall'inizio che aveva una flemma di quelle impressionanti, del tipo che le cose si fanno con molta calma e non ci si preoccupa nemmeno più di tanto. Atteggiamento che, neanche a dirlo, è in netto contrasto con il nostro lavoro e con il momento che stiamo vivendo, soprattutto quando si parla di soldi dei contribuenti e relative tasse. Perché quando ci sono le scadenze, bisogna fare andare le mani. Altro che lo facciamo domani. Perché poi la gente adesso è tutta terrorizzata dall'Imu, e arriva qui in preda al panico perché non sa di che morte dovrà morire. Ogni mese ce n'è una, e chi ha un'attività poi peggio che andare di notte.

E noi, come consulenti, è inutile che ci giriamo intorno. Noi abbiamo delle responsabilità nei confronti dei nostri clienti e, ben conoscendo i problemi di liquidità che ci sono, dobbiamo anche cercare di preavvisare con un tempo ragionevole le scadenze e le cose da pagare.

Succede che l'ufficio paghe sembra un mondo a se stante: le ragazze della contabilità non sanno più dove voltarsi da tanto lavoro hanno, al centralino non ne parliamo. Io e il collega che facciamo consulenza e il fiscale dobbiamo respingere le orde di clienti imbufaliti e fare tutte le dichiarazioni e i bilanci. E all'ufficio paghe se la prendono con calma. Vanno su internet, fanno pausa di due ore per il caffè e la sigaretta, e sembra che lo stress non alberghi affatto in loro. Manco sanno cosa sia. Indi per cui, un mesetto fa, si è deciso di affidare alla nuova arrivata un lavoro semplice di caricamento degli F24 per il pagamento dei contributi Inps, così da sgravare parzialmente il lavoro delle altre impiegate. Dunque: avete presente un disastro su tutta la linea? Codici sbagliati, ditte inserite su altre ditte, crediti utilizzati al contrario. Un'ecatombe. E per fortuna che questa è esperta e sta studiando da consulente. A parte il tempo perso per sistemare tutto, l'atteggiamento è stato quello di dire: e va beh, ho sbagliato? Che problema c'è, lo rifaremo. Peccato che tu abbia sbagliato con i soldi dei clienti e che ne vada della credibilità dello studio.

E una volta che io gli spiego con calma e per benino questo concetto.

Passano due giorni, e venerdì della scorsa settimana mi viene in mente (grazie al cielo) di chiedere se con l'Inps siamo a posto per tutti i clienti. Notare che venerdì era il giorno 11 e la scadenza sarebbe stata il mercoledì successivo, dopo quindi tre giorni lavorativi. Mi viene risposto in modo molto tranquillo e sereno "Mancano dei clienti che non hanno ricevuto il prospetto, bisogna andare a scaricare i codici sul sito dell'Inps, ma lo facciamo lunedì". Mi è salito il colore rosso in faccia come nei cartoni animati . Non ci ho più visto.

Perché non è possibile un menefreghismo del genere. Perché ci sono clienti che fanno gli agenti, sono sempre in giro e non si può mandargli le tasse da pagare l'ultimo giorno, perché poi ti insultano e hanno ragione.

Ho detto quello che pensavo. Ho detto che non si può gestire il lavoro in modo così qualunquista. Ho detto che abbiamo delle responsabilità. Tutto questo alla diretta interessata. E ovviamente al collega che mi ha chiesto cosa stesse succedendo.

Alla fine io mi sono dovuta arrangiare per un cliente che aveva fretta, li altri li ha fatti il collega. E, come se non bastasse, il giorno dell'invio due persone sono dovute rimanere in ufficio fino alle 7 la sera perché lei aveva sbagliato altri codici e il sistema telematico dell'Agenzia delle Entrate rifiutava gli F24.

Ma la cosa più bella sapete qual è? Che è andata da una delle ragazze a lamentarsi che io sono cattiva e me la sono presa con lei, e da venerdì scorso mi tiene il muso. Non mi saluta, mi ignora completamente e mi fa pure i dispetti. Lei che ha sbagliato, che ha fatto fare allo studio una figura del piffero con i clienti, manco si è scusata e adesso tiene il muso.

Io rido dentro di me ogni volta che la vedo  e penso quanto sia vero che la mamma degli idioti è sempre incinta. Di quelli che non hanno un briciolo di umiltà di ammettere i propri errori e di darsi da fare per svolgere al meglio il proprio lavoro.

Ah ... ho compilato per lei il modulo di iscrizione al rinomato asilo Mariuccia, che è popolarissimo e molto frequentato ...

 

 

 
 
 

La signorilitą non č una questione di soldi

Post n°591 pubblicato il 17 Maggio 2012 da marcoaurelio78

Oooooooooooohhh là. Dopo la parentesi malinconica di ieri, eccoci di nuovo qui belli carichi per un argomentino che susciterà non poche polemiche . Ma tanto, come disse qualcuno, siamo qui apposta .

Il tutto nasce da una promessa del mio Alonsino . Il quale ha avuto in sospeso una questione lavorativa, con annessi soldi da prendere non sicuri perché dipendenti da una causa in tribunale (tanto per cambiare), per sei anni. Circa 6 mesi fa, in un momento di scoraggiamento, una sera ha fatto lo sborone  e ha esclamato "Se va bene questa cosa che si chiude fuori dai piedi, ti porto a mangiare in quel posto là, pago io e mi prendo pure una sbronza" .

Per la cronaca, "quel posto là" non è un posto qualsiasi . Ma un ristorante di quelli che non ci puoi andare tutti i giorni. E neanche tutte le settimane. Ma manco tutti i mesi guarda. E' uno dei primi 3 ristoranti in Italia, insignito con 3 stelle Michelin  che vengono da all over the world per andarci. Quindi io mi sono legata al dito quella promessa. E, ovviamente, Alonso mai più pensava che la cosa si sarebbe verificata.

E invece, due mesi fa, a sorpresa la questione si è conclusa e i soldi che dovevano arrivare sono arrivati, dopo 6 anni di attesa e di lavoro gratuito sia mio che suo. Lui ha cercato di fare l'indiano nella vana speranza che io mi dimenticassi quella promessa, ma ... secondo voi ...?  Poi ha tentato di fare delle manovre del tipo "ma si, ci andiamo e paghiamo dal conto comune ..." ma io, che ho fatto le scuole ad Oxford , gli ho risposto che manco per il cazz .

Indi per cui sabato scorso siamo partiti, con il nuovo fiammante bolide, alla volta di questo ristorante che si trova in provincia di Mantova. Beh ... che ve lo dico a fare: una roba di quelle inimmaginabili. Ambiente stupendo, servizio impeccabile e cucina divina.

Mentre eravamo lì che ci stavamo godendo la nostra splendida cenetta nel poco rumore di un salone molto grande nel quale erano stati messi solo 6 tavoli, ad un certo punto, intorno alle 21.30, arrivano gli occupanti dell'ultimo tavolo rimasto libero. Ecco. Perchè uno nel suo immaginario pensa che chi hai i soldi sia una persona fine, e invece ultimamente nella mia esperienza sto verificando che questa non sempre è una equazione reale. Avete presente due perfetti burini?

Lei sembrava uscita dalla copertina di Playboy, di 40 anni fa però . Con due labbra da far invidia ai gommoni dei sommozzatori. Lui aveva un tono di voce così alto che gli avrei sparato appena è entrato dalla porta e ha cominciato a sbattere in faccia ai camerieri i suoi soldi, Rolex da 30 mila euro compreso. Hanno passato il tempo ognuno a guardare il proprio cellulare, a disquisire con i camerieri perché il sistema wi-fi del ristorante secondo loro non funzionava. Perché loro, a cena il sabato sera in un posto del genere, dovevano guardare su internet con chi avrebbe giocato l'Inter il giorno dopo. Grazie al cielo quando loro sono arrivati noi eravamo quasi alla fine, perché sennò finiva male. Vi dico solo che ad un certo punto il responsabile di sala è venuto da noi a scusarsi per il comportamento di quelle persone .

E quindi riflettevo. Che i soldi ti rendono di certo la vita migliore. Ma non fanno di te un signore se tu non lo sei dentro. Perché la signorilità non è una cosa materiale, ma uno status dell'animo, del cuore e dei modi. Pensavo che siamo molto più signori io e Alonso con i nostri orologi di Just Cavalli da 200 euro. Perché a me non verrebbe mai in mente di gridare in un posto pubblico, a maggior ragione se ci sono delle persone che si stanno godendo una cenetta romantica. Non mi verrebbe mai in mente di mettermi a contestare con il cameriere che il sistema wi-fi non funziona bene e io non posso navigare in internet. Non mi verrebbe mai in mente di sbattere in faccia ad una persona che sta lavorando un orologio che costa di più di quello che lui probabilmente guadagna in un anno.

Ma si sa, i soldi non fanno la persona. Proprio no ...

 
 
 
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