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Creato da: marcoaurelio78 il 01/06/2010
VIAGGIO NEI PENSIERI DELLA MIA ANIMA ...

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Inviato da: marcoaurelio78
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Grazie, un bacio a te :)
Inviato da: marcoaurelio78
il 21/07/2014 alle 11:33
 
Non lo so Pam ... a volte lo sono, a volte invece penso che...
Inviato da: marcoaurelio78
il 21/07/2014 alle 11:32
 
Sicuramente non possiamo stare qui ad aspettare che lo...
Inviato da: marcoaurelio78
il 21/07/2014 alle 11:32
 
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Inviato da: marcoaurelio78
il 21/07/2014 alle 11:31
 
 
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Quelli che se ne infischiano ...

Post n°920 pubblicato il 14 Luglio 2014 da marcoaurelio78




Con tutti i difetti che possano avere avuto e possano avere tutt'ora i miei genitori, un punto fermo della mia educazione del quale li ringrazierò a vita è stato l'insegnamento a tenere sempre in grande considerazione la sensibilità altrui.
Quindi a pensare alle conseguenze di ciò che si fa e di ciò che si dice e a domandarsi se le nostre parole e le nostre azioni possano in qualche modo ferire qualcuno.
Certo, a volte si dicono o si fanno cose in buona fede senza la minima intenzionalità di fare del male e invece succede comunque. Per carità, siamo umani, non tutti abbiamo la stessa sensibilità e può accadere anche questo.
Però mi è sempre stato insegnato che fermarsi un attimo prima e farsi delle domande riduce notevolmente il rischio di fare del male agli altri.
Essendo poi io nella fattispecie una persona estremamente sensibile, questo insegnamento si è proprio radicato nel mio DNA.
Vedo invece che moltissime persone se ne sbattono altamente. La sensibilità degli altri per loro è un optional, manco si pongono il problema proprio.
Fanno, disfano, urlano le proprie idee, fanno quello che gli pare senza neanche chiedersi se le loro azioni possano in qualche modo ferire qualcuno che hanno vicino. Non gliene può fregare di meno proprio.
E se tu osi alzare il dito e fare presente che un dato comportamento non è che ti sia piaciuto più di tanto, hanno anche la faccia tosta di ribaltare la responsabilità su di te che te la prendi per niente.
Per carità. Posso concordare sul fatto che a volte il confine è molto sottile, ma certe azioni sono davvero palesi.
E' come se io ti dicessi che sono allergica agli insetti e tu mi portassi in un allevamento di api. Poi quando io sono lì in fin di vita che sto morendo soffocata per shock anafilattico, tu mi dicessi che la colpa è mia perché sono allergica. Se non lo fossi non ci sarebbe il problema.
Grazie al cavolo, come si suol dire.
Non so. Questa cosa davvero non mi piace. Non mi piace la piega che stanno prendendo determinate persone. Sembra gli abbiano avvolto il cuore nella carta stagnola e messo in faccia i paraocchi dei cavalli.
Vanno avanti per la loro strada e chi s'è visto s'è visto.
E chissenefrega se qualcuno soffre. Cavoli loro.
Io se una persona soffre a causa mia non ci dormo la notte. E se qualcuno vuole farmi passare per quella che esagera, tempo sprecato.
Per me l'attenzione verso la sensibilità degli altri è una dote importantissima nella vita, perché denota a sua volta sensibilità da parte nostra e anche una profonda forma di rispetto.
Ma è evidente che non tutti la pensino come me. Alla fine, è una sacrosanta verità che alla maggior parte della gente non gliene importa una benemerita cippa degli altri.
Poi ci si lamenta che il mondo sta inaridendo.

 
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Oggi faccio outing

Post n°919 pubblicato il 10 Luglio 2014 da marcoaurelio78




Proprio ieri dicevo ad un'amica che noi che abbiamo un blog ci sentiamo sempre in dovere di fornire spiegazioni, anche quando queste non sono necessarie oppure quando ne sarebbero necessarie molte meno di quelle che noi ci sentiamo in dovere di dare.
Forse fa parte un po' della "responsabilità" di essere titolari di uno spazio pubblico o forse, molto più verosimilmente, si tratta di una profonda forma di rispetto per chi ogni giorno ha la costanza di passare e lasciare un'opinione, una battuta o anche solo un semplice saluto.
E giust'appunto per il fatto che io predico bene ma poi razzolo male, oggi mi sento di dire un paio di cose.
Vi sarete accorti che ultimamente sono molto meno presente, sia sul blog che nella community in generale. Anzi, più che meno presente direi che sono proprio tendenzialmente assente.
Si, è vero. Un po' è colpa del lavoro che nel corso di questo ultimo mese mi ha succhiato la vita dalle vene, oltre che molte delle mie energie. Un po' è colpa di quello che chiamiamo "logorio della vita moderna", che ti porta a fare sempre mille cose per essere al passo con qualcosa di non ben definito per ritrovarsi poi a correre tutto il giorno e a non godersi più i singoli attimi che sono quelli che compongono una vita.
Ma la verità sostanziale è un'altra: io non sto bene. Per nulla.
Non tanto fisicamente, che la stanchezza, anche quella mentale dovuta al troppo stress lavorativo, con un po' di riposo si recupera.
Io non sto bene dentro. E questo malessere, esploso recentissimamente, mi sta dando delle preoccupazioni abbastanza forti.
Avevo già avuto qualche segnale circa 3 mesi fa, poi la cosa era rientrata. Ma adesso mi si è ripresentata e, onestamente, ho deciso di non trascurarla. Di approfondire e cercare di comprendere il motivo. Di mettere la testa dentro ai nuvoloni neri che mi circondano e guardare in faccia le mie inquietudini.
Insomma, ho deciso di "curarmi". 
Quindi, è altamente probabile che prossimamente mi si vedrà meno su questi schermi, magari a colpi o magari per un po' non mi si vedrà. Non so, non voglio fare programmi ma comportarmi unicamente in base a ciò che sento.
Io comunque passerò sia qui che in messaggeria e cercherò di rispondere a tutti, anche se magari non a tempo zero. Con gli amici con i quali ci siamo scambiati i numeri di telefono, poi, abbiamo sempre in aggiunta quella strada. E se c'è qualcuno che desidera un contatto anche al di fuori di questo spazio, sappiate che la mia porta è comunque sempre aperta.
Nel frattempo vorrei comunque ringraziare tutti per l'affetto dimostratomi in più di una occasione.
Vi abbraccio forte

Dany

 
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Riflessioni sul blog ...

Post n°918 pubblicato il 28 Giugno 2014 da marcoaurelio78





Riflettevo proprio in questi giorni sul fatto che, nell'ultimo periodo, questo blog si è totalmente snaturato da ciò che è stato per molto tempo.
O, meglio, sono io che l'ho snaturato. Sono io che ho smesso di mettere in piazza la mia vita privata e di parlare delle mie cose più riservate. Sono io che ho smesso di condividere i miei pensieri e le mie sensazioni riguardanti una mia sfera personale. Forse, è anche per questo che a volte mi sembra di "non avere argomenti".
Il motivo di questo cambiamento credo di averlo ripetuto fino alla nausea, e quindi non vorrei soffermarmici oltre.
Quello che mi stavo domandando è se sia giusto che io snaturi questa mia "creatura" da ciò che è stato per tanto tempo solo (si fa per dire) perché qualcuno si è comportato da vero stronzo.
La verità vera è che, detto proprio sinceramente, in questo momento mi viene naturale comportarmi così. Ossia non parlare di alcuni argomenti non è una forzatura ma un qualcosa che mi viene spontaneo.
Ho pensato che potrebbe essere perché, in fondo in fondo, desidero tenermi alcune cose solo per me. Che potrebbe anche essere.
Ma poi ho avuto un'illuminazione. Non sarà che è successo quello che è successo semplicemente perché io cambiassi "rotta"? Non sarà che è successo quello che è successo perché l'anima di questo blog era satura di seguire una strada che, forse, non sentiva più sua?
Non so. Non sono sicura ma questa intuizione porta in sé qualcosa che mi dà delle sensazioni di verità.
Solo il tempo potrà dire quale sia la risposta giusta, sempre che una risposta sia necessaria.
In ogni caso, ben venga anche questo cambiamento. E, come dice sempre una mio carissimo amico, "comunque vada sarà un successo".

 
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Mondiali si, mondiali no

Post n°917 pubblicato il 23 Giugno 2014 da marcoaurelio78


 


Non so se ve ne siete accorti, ma sono iniziati i mondiali di calcio in Brasile   .

Oddio, se mi rispondeste di no, potrei anche dubitare della vostra cognizione della realtà, visto che ovunque ti volti non si parla d'altro. E anche la notizia del momento, ossia che sarebbe stato individuato il presunto (Alfano docet ) assassinio di Yara, passa in secondo piano rispetto alle prestazioni (peraltro scarsissime ) di Balotelli e compagni.

Orbene (ma che cazz di congiunzione è?  ). C'è chi dei mondiali se ne infischia beatamente . Chi addirittura li detesta e non sopporta questa sorta di "delirio collettivo" scatenato da undici uomini in pantaloncini corti che tirano quattro calci ad un pallone. C'è chi non si perde una partita e guarda anche Iran-Nigeria (persino in tedesco ) e, già che è lì e ha la televisione accesa, anche scapoli-ammogliati del paese vicino .
Per quanto riguarda la sottoscritta, io non sono una grande patita di calcio. Durante la stagione invernale, ogni tanto questo sport mi viene su per una gamba datosi che ogni 3 giorni c'è una partita e i cronisti tirano di quelle zuppe che non si finisce più . Poi, quando deo gratias finisce il campionato, iniziano a frantecare i maroni con il calcio mercato  che assomiglia sempre di più al rifacimento di Beautiful. Poi quest'anno, figuriamoci, con la telenovela Buffon-D'Amico siamo a posto ...
Però, devo proprio dire la sincera verità, i mondiali sono i mondiali. E le partite un'occasione per stare con gli amici e fare un po' di baldoria.
Ma soprattutto i mondiali sono un'opportunità, dal mio punto di vista, per sentirci veramente italiani. Perché ogni giorno si sente dire ogni bestialità sull'Italia e sui suoi abitanti. Critiche, difetti, giudizi. Per carità, alcune cose sono sicuramente vere. Abbiamo i nostri bravi problemi e sicuramente non siamo perfetti.
Però, alla fine, detto proprio onestamente, siamo unici nel nostro genere. Come noi non c'è nessuno  (e per fortuna, direbbe qualcuno ).
Chi ha un cuore come quello che abbiamo noi? Una passionalità come la nostra? La capacità, comunque, di alzare la testa nonostante i problemi e di cercare di guardare avanti. La voglia di esplorare e di apprendere qualcosa di nuovo.
Chi ha un territorio bello come il nostro? Una cucina che tutto il mondo ci invidia? Certo, a volte i nostri punti di forza non li sappiamo valorizzare. Ma non tutti gli italiani sono così e anche fare di tutta l'erba un fascio è sicuramente sbagliato.
L'Italia è un paese bellissimo , che tutto il mondo ci invidia. 
E quindi, anche se le nostre speranze calcistiche sono affidate a quel decerebrato di Balotelli  (e su questo, visto che comunque in questo periodo dell'anno tutti si improvvisano allenatori, avrei anche io giusto quelle due paroline da dire al buon Prandelli , che oltretutto è pure un mio conterraneo ... )... forza Italia!  

 
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Io che non ho figli ...

Post n°916 pubblicato il 21 Giugno 2014 da marcoaurelio78



Ormai la so a memoria la tiritera. "Tu non hai figli e quindi non capisci" ... "tu non sei madre e quindi non sai" ... "Quando sarai mamma vedrai!" (manco fosse una minaccia).

Certo. E' indubbiamente vero che io non sono mamma, e sin qui non ci piove. E' altrettanto vero che probabilmente io, non avendo mai provato l'affetto per un figlio, possa non sapere esattamente cosa si provi.

Però. Scusate tanto. Punto primo, io non sarò madre ma di sicuro sono figlia e quelle due cosette, se permettete, le so.

Punto secondo, non mi pare che il fatto che voi siate invece genitori vi arroghi il diritto di mettere una cresta dell'altro mondo sulla testa e parlare con la presunzione come se sapeste solo ed unicamente tutto voi. Perché, vi vorrei rammentare, che sarà anche vero che voi parlate con cognizione di causa. Ma è altrettanto vero che se c'è qualcuno di poco obiettivo quando si tratta di figli sono proprio i genitori. E non fate di no con la testa perché tanto sappiamo tutti benissimo che è così. Quindi, potrebbe anche darsi che se abbassaste un attimo la crestina e perlomeno ascoltaste quello che hanno da dire anche gli altri, forse potreste anche perlomeno valutare un punto di vista che finora non avevate preso in considerazione.

Punto terzo, non mi sembra che l'abbia ordinato il dottore o che sia obbligatorio per legge fare figli. Ognuno nella vita compie le proprie scelte ed è libero di fare ciò che meglio crede. Ma il fatto che una persona scelga di non figliare, non mi pare un buon motivo perché questa venga "etichettata" a vita e continuamente additata.

Sicuramente i figli sono una grandissima gioia e una grandissima soddisfazione, e su questo non ci piove. Ma se qualcuno, a differenza di voi, nella propria vita, sceglie di dare priorità ad altre cose, questo non li rende delle persone peggiori. E voi non siete nessuno per giudicarli, cari genitori "so tutto io". Visto che, mi pare, nessuno si permetta di giudicare voi che invece i figli avete liberamente deciso di metterli al mondo.

Quindi, molto cortesemente, finiamola con sta storia del "io sono genitore, ho la croce sulla schiena, solo io capisco e so e gli altri non sanno niente".

Perché, detto proprio sinceramente, avete abbondantemente rotto.

 
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