Creato da marcoaurelio78 il 01/06/2010

LOSPECCHIODELL'ANIMA

VIAGGIO NEI PENSIERI DELLA MIA ANIMA ...

 

 

Attività da weekend ...

Post n°928 pubblicato il 19 Settembre 2016 da marcoaurelio78

 

Sono stanca morta ...

No, nel weekend non ho scalato l'Everest con i ramponi lottando contro le intemperie del tempo ... non sono corsa dietro ad una masnada di figli (anche perché ne sono sprovvista) e alle loro feste, festine, attività sportive varie ... non ho fatto le ore piccole con gli amici (sabato pomeriggio ho preso la residenza sul divano e mi sono guardata quasi tutta la terza stagione di Revenge e ieri sera alle 22.05 avevo già la bolla al naso ) ...

E allora cosa hai fatto, direte voi?

Il cambio dell'armadio ... ... Sono più stanca di quando vado a lavorare ...

Il fatto è che io sono un po' precisina ... un po' svizzera ... che gli svizzeri quelli veri mi fanno un baffo.

E allora i sandali li pulisco e li metto tutti via nelle loro scatole. Gli abiti li metto tutti nel cellophan e li sposto nella parte superiore e tiro giù quelli della stagione e li metto nella parte inferiore: abiti e cose più lunghe da una parte e camicie, gonne e pantaloni dall'altra. Per categoria (le camicie tutte vicine e così discorrendo) e in ordine di colore (si lo so che qualcuno ha già chiamato la neuro ...). Poi le cose che magari ho messo una sola volta e stranamente non ho lavato (evento rarissimo) le metto da lavare o tra le cose da portare al lavasecco. Poi controllo se c'è qualcosa che non uso più, così colgo l'occasione per donare a chi ha bisogno (e per fare un po' di spazio che non sia mai che magari veda in qualche vetrina qualcosa di cui assolutisssssimamente non posso fare a meno ). Poi pulisco le borse e le metto con dentro la carta nel loro sacco per proteggerle dalla polvere. Poi svuoto i cassetti, metto nelle apposite scatole le cose che vanno messe via e tiro fuori quello che mi serve per la nuova stagione.

Questa volta tutta questa operazione ha avuto oltretutto una clausola in più (sempre più difffficile): che siccome a dicembre vado al mare (con le pinne, fucile ed occhialiiiiiiiiiiiii ... quando il mare è una tavola bluuuuuuuuuuu ), dovevo lasciare a portata di mano costumi e cose da spiaggia, onde evitare tra due mesi e mezzo di dover rismontare tutto.

Nel fare questa operazione ovviamente pulisco i cassetti e gli armadi e colgo l'occasione per mettere un po' di ordine. Lasciamo perdere quanto ci ho messo a riordinare il cassetto della biancheria ... che era ora di pranzo e quasi quasi mangiavo le mie calze ...

In tutto questo trafficare, oltre a cantare, parlo anche da sola. Ad un certo punto, siccome non sapevo dove mettere le pinne, mi sono detta: ma le pinne, in fin dei conti, possono essere considerate delle scarpe vero?  Certo ... quindi sono finite nell'apposito scomparto, incastrate in mezzo alle scatole ... Si lo so, ma se sono normali non li vogliamo ...

A coronamento di tutto ciò, nel tardo pomeriggio mi sono pure messa a stirare ...

Praticamente ieri sera ero più stanca di un minatore ...

 
 
 

La cultura dell'orrido

Post n°927 pubblicato il 15 Settembre 2016 da marcoaurelio78

 

E' da ieri che, qualsiasi mezzo di informazione tu possa approcciare, la notizia che impera è il suicidio di quella ragazza protagonista di un video hard diffuso in rete.

I poveri terremotati che stanno nelle tende e che da giorni sono alle prese con il brutto tempo ed il freddo ce li siamo già dimenticati. Siamo già passati oltre. Ma così va l'informazione, ca va sans dire.

Posto che ognuno nella propria vita privata può fare ciò che meglio crede, quindi anche farsi filmare in certe situazioni particolarmente riservate (che, a quel punto, riservate più non sono), trovo personalmente di una ingenuità terribile inviare questi video tramite whatsapp e pensare che non succeda un pandemonio.

Vuoi perché ormai oggi la gente praticamente vive su whatsapp e sui social, che al mare c'erano le famiglie sotto l'ombrellone che in tutto il giorno si saranno rivolte si e no 4 parole giacché (?) erano stati tutti risucchiati da tablet e cellulari.

Vuoi perché il 99% delle persone è stata contagiata da una sorta di mania di protagonismo e di esibizionismo che porta a postare su Facebook anche quando vanno in bagno ().

Vuoi perché passare al setaccio la vita degli altri è un fantastico modo per non occuparsi delle magagne della propria.

Io sicuramente sono un po' una mosca bianca, in quanto dopo qualche mese di permanenza su Facebook ho constatato che non è il mio mondo, che non fa assolutamente per me. Mi sono cancellata e non ne voglio più sapere. Certo, direte voi, poi sei qua su Libero, che comunque è una piattaforma pubblica, oltretutto a mettere in piazza i tuoi pensieri. Vero. Ma è anche vero che qui tutelo comunque la mia privacy e ho fatto una scelta a monte: preferisco esibire i miei pensieri piuttosto che il mio didietro. Lo trovo enormemente più edificante.

Io ho un parente, sposato con due bambini, che ogni volta che la famiglia si muove, per fare qualsiasi cosa, lo posta. Con foto dei bambini annesse.

Trovo fantastica la canzone di JAx e Fedez "Vorrei ma non posto" ... rispecchia fedelmente il modo in cui ci siamo ridotti.

"... Tutto questo sbattimento per far foto al tramonto che poi sullo schermo piatto non vedi quanto è profondo ...".

La tecnologia è uno strumento. Niente di più, niente di meno. Tutto dipende da come lo usi. Ed evidentemente la nostra società in questo non è stata particolarmente brava se una ragazza, che pur ha commesso un gesto esibizionista ed ingenuo, si deve rivolgere ad un tribunale per vedere riconosciuto il proprio "diritto all'oblio". Se, nonostante questo, la gente imperterrita continua a lanciare commenti offensivi anche dopo il suo suicidio. La vergogna che ha provato credo sia l'altra faccia della medaglia del bisogno di mettersi in mostra che l'ha portata fino a lì.

Certo, poi potremmo stare qui una vita a discutere sul perché e sul percome lei abbia fatto una cosa del genere. Ma non è questa la sede e non è compito nostro.

Quello che deve far scattare il campanello d'allarme è la morbosità delle persone.

Poi io stamattina mi domandavo, tra me e me, come sia possibile che la polizia postale, ad esempio, non possa intervenire ed oscurare i siti, vista anche l'ordinanza del tribunale. Ma non sono avvocato, non conosco la norme in materia e quindi sicuramente c'è qualcosa che non so.

Fatto sta che, aldilà di quello che ognuno di noi farebbe (che poi con il senno di poi siamo tutti bravi a fare i santi), non è possibile che una persona faccia una cazzata (perché questa lo è, e anche grandissima) e finisca sul rogo a questo modo. Non è giusto.

Ma non è responsabilità della tecnologia. Non è colpa dei vari Facebook, Twitter e compagnia cantante.

E' solo colpa dell'uso che ne viene fatto.

 
 
 

Un'estate dal sapore dolce ...

Post n°926 pubblicato il 14 Settembre 2016 da marcoaurelio78

 

Ho trascorso davvero una bella estate.

Per la prima volta dopo 4 anni, finalmente mi sono goduta questo periodo così bello dell'anno.

Nonostante l'impegno enorme con il lavoro da metà maggio a fine luglio, che mi ha veramente succhiato il sangue dalle vene e nonostante la spossatezza dovuta all'enorme sforzo emotivo per tornare a stare bene, ho vissuto ogni giorno riuscendo anche a fare ciò che mi piace e che avevo voglia di fare.

La mia nuova vita mi ha portata a cambiare casa e a trovare una sistemazione molto consona a me. In un appartamento non troppo grande ma neanche troppo piccolo, molto luminoso e, soprattutto, con tanto giardino intorno e con una piscina che, pur non essendo tanto grande, fornisce il giusto ristoro dalla calura insieme all'impressione di essere sempre in vacanza. In un residence piccolo, con pochi vicini (che già abbiamo i nostri bei problemi ad andare d'accordo, giusto perché la madre degli imbecilli è sempre incinta ) ma con la comodità che se ho bisogno di qualcosa c'è sempre qualcuno, padroni di casa compresi. E, non ultimo, tenuto benissimo a livello di manutenzione.

Per cui ogni giorno, di ritorno dal lavoro, entravo in casa come una saetta vestita da professionista e uscivo dopo 3 minuti in costume da bagno , una bella nuotata e poi mi "spiaggiavo" sul lettino a bordo piscina dove, puntualmente, stanca morta dalla giornata mi addormentavo con tanto di bolla al naso . Quindi, già a fine giugno, avevo un'abbronzatura che mi è costata un'ondata senza fine di insulti .

Sono riuscita anche a godermi qualche venerdì pomeriggio, staccando rigorosamente il cellulare e le mail.

Nel weekend ho visto spesso gli amici, o fuori o a casa mia. Ho ripreso ad organizzare qualche cenetta da me e qualche apericena in piscina (praticamente abbiamo passato l'estate con le gambe sotto il tavolo che è già tanto che io adesso non rotoli invece che camminare ).

Poi ci sono state le vacanze. Spezzate in due tranche e un weekend, ho fatto praticamente due settimane di mare, trovando un tempo splendido. Di cui una parte con gli amici, dove mi sono divertita e rilassata e una parte da sola, dove mi sono rigenerata stando in compagnia di me stessa e trovando i miei bioritmi. Io sono perdutamente innamorata del mare e lui quest'anno ha ricambiato il mio amore restituendomi tanta pace e tanta serenità.

E' stato davvero un bellissimo tempo. Passato comunque veloce ma goduto pienamente. Che mi ha fatto scoprire tanto di me e di quello che voglio veramente.

E non potevo chiedere regalo più grande.


 
 
 

Che sapore ha la serenità ...

Post n°925 pubblicato il 13 Settembre 2016 da marcoaurelio78

 

 

Mi sento come se, per quattro anni, avessi lottato contro una burrasca immensa a bordo di una barca con un remo solo.

Poi, un bel giorno, la burrasca si è placata. Le nuvole si sono diradate, è spuntato il sole all'orizzonte e le acqua sono diventate calme. Come una tavola.

E io sono lì, sulla mia barca, senza remi ma con la mano salda sul timone. Ho montato una vela, che è bella gonfia. Seguo una direzione precisa ma guardo sempre da che parte tira il vento e dove esso vorrebbe portarmi.

Mi sento serena, ho il sorriso dentro. Non mi spaventa la solitudine, anzi la vivo come una fantastica opportunità di stare in compagnia di me stessa. Nel contempo ho imparato a capire veramente cosa voglio e quindi mi scelgo accuratamente chi far salire a bordo della barca.

O meglio, per come sono fatta io, un'opportunità di salire viene data a tutti, ma se poi vedo che qualcosa di importante nel mio passeggero non fa per me, lo invito cordialmente a scendere (o lo butto a mare, a seconda dei casi  ). Quando la vita ti toglie tutto, è in quel momento che inizi a vedere ciò che conta veramente, sia in te che fuori di te. E per me ci sono dei valori che sono fondamentali, non possono essere calpestati. Chi è di un'idea diversa padrone di esserlo, si intende, ma non fa per me. Senza alcun rancore.

Le persone che recentemente incontro nella vita reale, mi dicono tutte che mi è cambiato lo sguardo. Credo intendano che il velo di tristezza si è alzato e i miei occhi sono tornati a riflettere la mia anima. Senza filtri.

La sofferenza latente è sparita nelle cicatrici che lentamente si stanno rimarginando. Gli sbalzi di umore sono solo un ricordo, e ho notato che non sono praticamente neanche più permalosa (più o  meno dai ), segno che tutto fosse un sintomo del malessere che avevo dentro.

Ma, soprattutto, mi sento in pace e ho la sensazione che la mia anima sappia esattamente cosa vuole, in ogni campo.

Nell'ultima settimana ho fatto una scelta, importante, con una serenità incredibile. E con la stessa serenità l'ho comunicata all'altra persona interessata oltre a me. Probabilmente è per questo che si fa ancora sentire e non mi ha mandato a quel paese del tutto .

Quando nella vita ti capitano eventi che per te sono terribili, all'inizio vedi solo il disastro e non sei in grado di guardare oltre. Poi, quando le cose con il tempo passano e tu con coraggio le affronti e superi i tuoi limiti, è come se il tuo sguardo interiore si aprisse.

In quel momento vedi lo scopo, il motivo.

E, nonostante tutto, ti spunta un sorriso.

 
 
 

A volte ritornano ...

Post n°924 pubblicato il 09 Settembre 2016 da marcoaurelio78

 

 

Sono stati due anni intensi. Come mai in tutta la mia vita.

Difficili. Difficilissimi. Con un percorso da affrontare che ha richiesto ogni energia disponibile in me, e forse anche di più. Dicono che sia nei momenti complicati che si scoprono delle riserve nascoste e credo sia proprio vero.

Ho fatto una scelta precisa, che dal mio punto di vista, per come sono fatta io, non aveva alternativa: abbandonare tutto quanto non fosse strettamente necessario per ritirarmi in me stessa e destinare ogni pensiero, ogni azione, ogni risorsa a guarire dal male oscuro che mi era nato dentro. E tornare alla luce.

E' stata veramente dura. Ci sono stati dei momenti in cui non sapevo dove sbattere la testa ma mai, neanche per un attimo, ho pensato di non farcela. Ho avuto l'umiltà di farmi aiutare da qualcuno che lo potesse veramente fare, e la forza di ostinarmi a volerne uscire senza ausili artificiali.

E adesso sono qui. Mi sento come la Fenice che è risorta dalle sue ceneri. Con le nubi che si stanno dipanando e un caldo sole che sta sorgendo all'orizzonte.

Adesso vedo il motivo ed il fine di tutto quello che è successo. Mi guardo indietro e vedo tutti i miei errori, tutte le mie debolezze ma anche la mia forza e la mia determinazione. Mi guardo allo specchio e vedo una parte "vecchia", cioè lo zoccolo duro della Dany, quella parte di me che ho voluto conservare e una parte "nuova", più consapevole di se stessa e curiosa di scoprire cosa ancora la vita abbia in serbo per me.

Ed è stato lì che ho iniziato a sentire la mancanza dello scrivere. Di quel qualcosa che per me è sempre stato un avvicinarmi al centro di me stessa. Un modo per portare fuori i miei pensieri più profondi e guardarli, conoscerli, amarli.

Mi è venuto di istinto di non aprire un nuovo blog ma di continuare su questo. Perchè la storia si fa così: con gli inciampi, con le cadute, con le partenze, con i ritorni. Con le pagine che si voltano perché quello che è stato non va mai rifiutato e dimenticato: fa parte di noi.

Si gira il foglio e si ricomincia a scrivere su una pagina bianca.

 
 
 
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