Creato da: marcoaurelio78 il 01/06/2010
VIAGGIO NEI PENSIERI DELLA MIA ANIMA ...

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Post n°922 pubblicato il 04 Agosto 2014 da marcoaurelio78




Sinceramente ... non so se e, se si, quando tornerò.
In questo periodo, già per me non facile, questo posto è causa di ulteriori sofferenze e, detto proprio onestamente, sono veramente stufa marcia di soffrire e di piangere. Non ne posso davvero più.
In ogni caso, se la pausa dovesse trasformarsi in una chiusura definitiva, questo blog rimarrà comunque, a testimonianza di ciò che per me ha rappresentato: una delle esperienze più belle ed intense della mia vita.
Per gli amici che lo desiderano, mi rendo assolutamente disponibile a fornire in pvt altri strumenti per rimanere in contatto, visto che ormai sono praticamente un mago della tecnologia (si fa per dire ...).
Un abbraccio a tutti e un sentito grazie per tutto ciò che mi avete dato in questi quattro anni.

Dany



 
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Vita: istruzioni per l'uso

Post n°921 pubblicato il 29 Luglio 2014 da marcoaurelio78



Molti di voi, leggendo questo post, penseranno che io abbia scoperto l'acqua calda e, facendo un mezzo sorriso fra sé e sé, diranno a bassa voce "io te l'avevo detto!".
Che vi devo dire. Avete ragione. Anche se della ragione non ve ne fate una beata cippa, come si suol dire.
In questo periodo della mia vita "qualcuno" ha deciso che dovevo per forza scendere dalla mia nuvoletta fatata dove tutti sono bravi, belli e buoni. E, con molta poca delicatezza devo dire, mi succedono cose che dalla suddetta nuvoletta mi fanno precipitare e sbattere violentemente il mio bel musino sulla realtà, ossia che tutto non è esattamente come io credevo.
Sto giro è la volta di quel gruppo (peraltro piuttosto nutrito) di persone che sostanzialmente usano gli altri a proprio piacimento. Prima li incantano con belle parole, con mille attenzioni. Poi li usano per i loro porci comodi e, quando decidono per una svariata serie di motivi che non gli servi più, non esitano a gettarti via come una scarpa vecchia. E chissenefrega se tu sei in un momento difficile e ne soffri, o magari ne soffri comunque a prescindere. A loro interessa unicamente tutelare "il loro giardino". La loro finta apparenza, la loro situazione tanto bella fuori. Poco importa poi che dietro facciano le peggio cose.
Un po' di tempo fa, una persona alla quale voglio molto bene, mi ha detto che forse io in una precedente vita ero una Maori. Io non conosco nei dettagli profondi la loro filosofia di vita, ma mi sembra di avere capito che questo popolo ha un concetto "sociale" che noi neanche ci sogniamo. Ha una coscienza civica che noi occidentali neanche fra quattro milioni di anni.
Non so, forse anche il fatto che io sono cresciuta in una famiglia un po' allargata, con la nonna paterna che ha vissuto in casa con noi fino ai miei 12 anni. Lei aveva fatto la guerra, quella vera e io mi ricordo che tutte le persone che poteva aiutare le aiutava. Molte volte il pomeriggio usciva di casa e andava a fare le punture e a curare tutti i nostri vicini di casa, portava pasta e dolci fatti in casa e se qualcuno aveva bisogno di qualcosa la nostra era sempre la prima porta alla quale si suonava. La domenica e i giorni di festa c'era un viavai di gente che andava e veniva, eravamo sempre in compagnia. Era come se fossimo una "grande famiglia".
Forse è per quello che per me i bisogni degli altri sono importanti e il rispetto è fondamentale. Ed è per quello che, nella mia visione, usare gli altri per i propri comodi e poi buttarli via è una grandissima mancanza di rispetto, oltre che un atto molto brutto dal punto di vista umano.
Onestamente faccio fatica a rapportarmi con questo modo di fare così cinico comune a molte persone. Faccio fatica e comprenderlo e, onestamente, essere usata e poi gettata mi ha fatto male.
Mi ha fatto sentire come una scarpa vecchia, buttata in un angolo, che nessuno usa e guarda più.
E non mi ha fatto solo male. Mi ha provocato anche rabbia. La cosa che più non sopporto è il modo candido con cui queste persone vanno poi avanti per la propria strada senza avere, almeno apparentemente, il minimo scrupolo di coscienza.
E se poi parli con loro e fai presente, manca appena che si facciano spuntare l'aureola sulla testa, con una faccia tosta che ha davvero dell'incredibile.
Non so. Tutto questo non mi piace. Ma di una cosa sono certa.
Visto che nella vita molte cose sono frutto di una scelta, più o meno consapevole, io ho una fondamentale certezza.
Io non voglio essere così.

 
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Quelli che se ne infischiano ...

Post n°920 pubblicato il 14 Luglio 2014 da marcoaurelio78




Con tutti i difetti che possano avere avuto e possano avere tutt'ora i miei genitori, un punto fermo della mia educazione del quale li ringrazierò a vita è stato l'insegnamento a tenere sempre in grande considerazione la sensibilità altrui.
Quindi a pensare alle conseguenze di ciò che si fa e di ciò che si dice e a domandarsi se le nostre parole e le nostre azioni possano in qualche modo ferire qualcuno.
Certo, a volte si dicono o si fanno cose in buona fede senza la minima intenzionalità di fare del male e invece succede comunque. Per carità, siamo umani, non tutti abbiamo la stessa sensibilità e può accadere anche questo.
Però mi è sempre stato insegnato che fermarsi un attimo prima e farsi delle domande riduce notevolmente il rischio di fare del male agli altri.
Essendo poi io nella fattispecie una persona estremamente sensibile, questo insegnamento si è proprio radicato nel mio DNA.
Vedo invece che moltissime persone se ne sbattono altamente. La sensibilità degli altri per loro è un optional, manco si pongono il problema proprio.
Fanno, disfano, urlano le proprie idee, fanno quello che gli pare senza neanche chiedersi se le loro azioni possano in qualche modo ferire qualcuno che hanno vicino. Non gliene può fregare di meno proprio.
E se tu osi alzare il dito e fare presente che un dato comportamento non è che ti sia piaciuto più di tanto, hanno anche la faccia tosta di ribaltare la responsabilità su di te che te la prendi per niente.
Per carità. Posso concordare sul fatto che a volte il confine è molto sottile, ma certe azioni sono davvero palesi.
E' come se io ti dicessi che sono allergica agli insetti e tu mi portassi in un allevamento di api. Poi quando io sono lì in fin di vita che sto morendo soffocata per shock anafilattico, tu mi dicessi che la colpa è mia perché sono allergica. Se non lo fossi non ci sarebbe il problema.
Grazie al cavolo, come si suol dire.
Non so. Questa cosa davvero non mi piace. Non mi piace la piega che stanno prendendo determinate persone. Sembra gli abbiano avvolto il cuore nella carta stagnola e messo in faccia i paraocchi dei cavalli.
Vanno avanti per la loro strada e chi s'è visto s'è visto.
E chissenefrega se qualcuno soffre. Cavoli loro.
Io se una persona soffre a causa mia non ci dormo la notte. E se qualcuno vuole farmi passare per quella che esagera, tempo sprecato.
Per me l'attenzione verso la sensibilità degli altri è una dote importantissima nella vita, perché denota a sua volta sensibilità da parte nostra e anche una profonda forma di rispetto.
Ma è evidente che non tutti la pensino come me. Alla fine, è una sacrosanta verità che alla maggior parte della gente non gliene importa una benemerita cippa degli altri.
Poi ci si lamenta che il mondo sta inaridendo.

 
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Oggi faccio outing

Post n°919 pubblicato il 10 Luglio 2014 da marcoaurelio78




Proprio ieri dicevo ad un'amica che noi che abbiamo un blog ci sentiamo sempre in dovere di fornire spiegazioni, anche quando queste non sono necessarie oppure quando ne sarebbero necessarie molte meno di quelle che noi ci sentiamo in dovere di dare.
Forse fa parte un po' della "responsabilità" di essere titolari di uno spazio pubblico o forse, molto più verosimilmente, si tratta di una profonda forma di rispetto per chi ogni giorno ha la costanza di passare e lasciare un'opinione, una battuta o anche solo un semplice saluto.
E giust'appunto per il fatto che io predico bene ma poi razzolo male, oggi mi sento di dire un paio di cose.
Vi sarete accorti che ultimamente sono molto meno presente, sia sul blog che nella community in generale. Anzi, più che meno presente direi che sono proprio tendenzialmente assente.
Si, è vero. Un po' è colpa del lavoro che nel corso di questo ultimo mese mi ha succhiato la vita dalle vene, oltre che molte delle mie energie. Un po' è colpa di quello che chiamiamo "logorio della vita moderna", che ti porta a fare sempre mille cose per essere al passo con qualcosa di non ben definito per ritrovarsi poi a correre tutto il giorno e a non godersi più i singoli attimi che sono quelli che compongono una vita.
Ma la verità sostanziale è un'altra: io non sto bene. Per nulla.
Non tanto fisicamente, che la stanchezza, anche quella mentale dovuta al troppo stress lavorativo, con un po' di riposo si recupera.
Io non sto bene dentro. E questo malessere, esploso recentissimamente, mi sta dando delle preoccupazioni abbastanza forti.
Avevo già avuto qualche segnale circa 3 mesi fa, poi la cosa era rientrata. Ma adesso mi si è ripresentata e, onestamente, ho deciso di non trascurarla. Di approfondire e cercare di comprendere il motivo. Di mettere la testa dentro ai nuvoloni neri che mi circondano e guardare in faccia le mie inquietudini.
Insomma, ho deciso di "curarmi". 
Quindi, è altamente probabile che prossimamente mi si vedrà meno su questi schermi, magari a colpi o magari per un po' non mi si vedrà. Non so, non voglio fare programmi ma comportarmi unicamente in base a ciò che sento.
Io comunque passerò sia qui che in messaggeria e cercherò di rispondere a tutti, anche se magari non a tempo zero. Con gli amici con i quali ci siamo scambiati i numeri di telefono, poi, abbiamo sempre in aggiunta quella strada. E se c'è qualcuno che desidera un contatto anche al di fuori di questo spazio, sappiate che la mia porta è comunque sempre aperta.
Nel frattempo vorrei comunque ringraziare tutti per l'affetto dimostratomi in più di una occasione.
Vi abbraccio forte

Dany

 
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Riflessioni sul blog ...

Post n°918 pubblicato il 28 Giugno 2014 da marcoaurelio78





Riflettevo proprio in questi giorni sul fatto che, nell'ultimo periodo, questo blog si è totalmente snaturato da ciò che è stato per molto tempo.
O, meglio, sono io che l'ho snaturato. Sono io che ho smesso di mettere in piazza la mia vita privata e di parlare delle mie cose più riservate. Sono io che ho smesso di condividere i miei pensieri e le mie sensazioni riguardanti una mia sfera personale. Forse, è anche per questo che a volte mi sembra di "non avere argomenti".
Il motivo di questo cambiamento credo di averlo ripetuto fino alla nausea, e quindi non vorrei soffermarmici oltre.
Quello che mi stavo domandando è se sia giusto che io snaturi questa mia "creatura" da ciò che è stato per tanto tempo solo (si fa per dire) perché qualcuno si è comportato da vero stronzo.
La verità vera è che, detto proprio sinceramente, in questo momento mi viene naturale comportarmi così. Ossia non parlare di alcuni argomenti non è una forzatura ma un qualcosa che mi viene spontaneo.
Ho pensato che potrebbe essere perché, in fondo in fondo, desidero tenermi alcune cose solo per me. Che potrebbe anche essere.
Ma poi ho avuto un'illuminazione. Non sarà che è successo quello che è successo semplicemente perché io cambiassi "rotta"? Non sarà che è successo quello che è successo perché l'anima di questo blog era satura di seguire una strada che, forse, non sentiva più sua?
Non so. Non sono sicura ma questa intuizione porta in sé qualcosa che mi dà delle sensazioni di verità.
Solo il tempo potrà dire quale sia la risposta giusta, sempre che una risposta sia necessaria.
In ogni caso, ben venga anche questo cambiamento. E, come dice sempre una mio carissimo amico, "comunque vada sarà un successo".

 
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