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Creato da: marcoaurelio78 il 01/06/2010
VIAGGIO NEI PENSIERI DELLA MIA ANIMA ...

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Messaggi del 12/07/2012

 

Colpo di fulmine

Post n°634 pubblicato il 12 Luglio 2012 da marcoaurelio78

Ebbene si. Mi sono innamorata.

Si chiama Gian, ha circa 3 anni e viene dal Congo. Ha la pelle nera nera con il tipico rigonfiamento sul pancino di chi ha patito la fame quella vera, gli occhi scurissimi e i capelli ricciolini color ebano. Porta sul suo visino una espressione mista tra lo stupito e il divertito. Della serie "oh mamma, ma sono capitato nel mondo dei balocchi?".

E' arrivato in Italia 4 mesi fa, adottato dall'artigiano che farà dei lavori a casa nostra. L'altra sera è venuto per definire le ultime cose e aveva in braccio sto fagottino. A vederlo così sembra che abbia non più di un anno e mezzo, non parla e ha appena cominciato a camminare. Alla faccia del progresso nel mondo e dell'uguaglianza.

La prima cosa che ha fatto è tentare di arrampicarsi senza troppo successo sulla scala di legno, si è capottato e ha cominciato a ridere da solo. Poi ha visto una stupenda consolle di cristallo piena di oggetti di ceramica e ci si è appeso, approfittando di un attimo di distrazione mio e del suo papà.

Quando siamo usciti fuori in giardino, l'abbiamo perso di vista per 3 secondi e lui subito si è fiondato verso la discesa, l'abbiamo afferrato all'ultimo momento prima che cadesse di faccia sulla ghiaia.

Poi ha deciso che io gli piacevo tanto e allora si è attaccato a me. Mi ha preso le dita con le sue piccole manine, mi è salito sui piedi e si è messo a ridere come un matto. E io, ovviamente, mi sono sciolta come un gelato al sole. Non c'è stato verso di allontanarlo, lui tutte le volte tornava da me.

Lo guardavo e pensavo a quanto poco basta per essere felici. Tutto dipende da dove si parte. Noi siamo qui che abbiamo tutto eppure siamo una società di infelici cronici e insoddisfatti. Lui piccolino, che fino a 4 mesi fa ha sofferto la fame quella vera, è arrivato in una modesta famiglia che sta in collina sul lago di Garda e ha lo stesso sorriso di chi ha ricevuto il regalo più bello che mai potesse avere.

 
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