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Creato da bimba_colorata il 16/04/2009

TUTTI I MIEI COLORI

Un viaggio attraverso di me

ROSSO

Rosso è desiderio, è rabbia, è forza, è violenza, è passione… rosso come guance timide, come labbra sfacciate, rosso come una fragola, come un tramonto infuocato, come un peperoncino, rosso come una rosa d’amore, rosso come il cuore, rosso come il sangue.

 

ARANCIONE


L’arancione è il colore delle voci dei bambini, del gioco, della natura, della scoperta di cose nuove. Arancione è il colore dell’appetito, dei sapori prelibati, l’arancione è un pesciolino, un’arancia succosa, arancione è l’energia, è la spontaneità, la creatività

 

MARRONE
Caldo, accogliente, selvaggio e naturale, il marrone è un colore istintivo, primitivo, animalesco, è il colore della terra, del legno, della pelle abbronzata... Marrone... come cioccolata liquida, come un chicco di caffè, come il guscio delle nocciole, marrone come il castagnaccio che amava tanto mio nonno. 

 

GIALLO
Il giallo è il colore della gioia, del calore e della libertà. Giallo è divertimento, è euforia, è allegria, è nutrimento. Giallo come il sole, come il grano, giallo come il polline, giallo come un pulcino, giallo come il miele.

 

VERDE
Il verde è il colore del relax, della vegetazione, della calma e della tranquillità. Verde è un’amicizia sincera, verde è equilibrio, è armonia, è costanza, resistenza, fierezza, è crescita, è evoluzione. Verde come la prima erba di primavera, verde come uno smeraldo, come una foresta, verde come la menta :)

 

AZZURRO
L’azzurro è il colore della freschezza, della naturalezza, del cielo, dell’acqua e del mare. Azzurro è il colore dello sport, della musica e dell’arte. Azzurro è mistero, silenzio, profondità, limpidezza e pulizia.

 

BLU
Il blu è un colore che mi dà la sensazione del silenzio ovattato, del segreto e del mistero. Blu è un riflesso, blu è la dimensione in cui non c'è spazio e non c'è tempo, blu sono le profondità degli abissi, blu sono gli enigmatici cieli stellati, blu è l'anima e la sua insondabilità.

 

 

ROSA
Il rosa è il colore della primavera, del romanticismo, di una carezza, rosa è la delicatezza, è il profumo, rosa è la tenerezza, rosa è la verginità, rosa è la dolcezza e la femminilità.

 

BIANCO
Il bianco è il colore dell’immortalità, della luce, della pace, della purezza. Bianco è umiltà, saggezza, candore, bianco è pazienza, ordine, semplicità

 

NERO
Il nero è il colore maledetto e affascinante della morte, del buio, della paura. Nero è menzogna, è arroganza, è assenza, è vuoto, è magnetismo, nero è dolore, nero è potere, è orgoglio. Nero è raffinatezza, intrigo, seduzione e decadenza. Nero è una voragine di nulla nel mezzo del tutto.

 

 

 

TURBAMENTI...

Post n°108 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da bimba_colorata

E' bene che di tanto in tanto qualcosa ci sconvolga o ci infastidisca.
E' l'unico modo per scoprire cosa c'è in noi che non va.


Bimba_colorata

 
 
 

GESU'

Post n°107 pubblicato il 23 Gennaio 2012 da bimba_colorata

Io mi sento sempre più innamorata di TE.
Bimba_colorata


 
 
 

L'essere umano

Post n°106 pubblicato il 19 Gennaio 2012 da bimba_colorata

è così piccolo e fragile che merita tutta la compassione dell'Universo. 
Bimba_colorata

 
 
 

LEZIONI DI VITA - Appunti di viaggio

Post n°105 pubblicato il 10 Gennaio 2012 da bimba_colorata

Scoprire l'importanza del mio eremo, recintarlo e difenderlo. 

Imparare ad avere fiducia nel percorso che sto affrontando, sapendo che rientra nel Grande Piano di Dio, senza lasciarmi angosciare dalle opinioni altrui, o dalla paura di poter sbagliare.
Riconoscere e afferrare la mia assoluta autorità sulle emozioni che mi attraversano. Esse sono nelle mie mani, e solo dalla mia condizione personale dipende il mio equilibrio.

Acquisire consapevolezza delle mie miserie e delle mie qualità, superare la vergogna e la vanità, e rimanere in piedi, in equilibrio, in mezzo ad esse.
Imparare a percepire il mio corpo come il meraviglioso strumento che è, amarne ogni peculiarità, utilizzarlo e rispettarlo, proteggendolo dal mio stesso giudizio. 

Riconoscere che nulla accade senza la volontà divina, sottomettersi ad essa accettandola, e infine, decidere di perdonare chi mi ha ferito, pur sapendo che potrei soffrire nuovamente.  

Ricordare improvvisamente che il riposo dell'anima si trova nell'Amore, e che per accedervi, bisogna passare attraverso una fessura molto piccola. 

Scoprire che la mia vita è perfetta esattamente così com'è.

 

Bimba_colorata 

 
 
 

CONSIDERAZIONI SUL LAVORO DI RICERCA

Post n°104 pubblicato il 01 Gennaio 2012 da bimba_colorata

"La suprema illusione dell'uomo è la sua convinzione di poter fare. Tutti pensano di poter fare, vogliono fare, e la loro prima domanda riguarda sempre ciò che dovranno fare. Ma a dire il vero, nessuno fa qualcosa e nessuno può fare qualcosa [...] L'uomo è una macchina. Tutto quello che fa, tutte le sue azioni, le sue parole, pensieri, sentimenti, convinzioni, opinioni, abitudini, sono i risultati di influenze esteriori, di impressioni esteriori. Di per se stesso un uomo non può produrre un solo pensiero, una sola azione. Tutto quello che dice, fa, pensa, sente - accade. L'uomo non può scoprire nulla, non può inventare nulla. Tutto questo accade."

Questo brano, tratto dal libro che sto leggendo, spiega come in realtà non ci sia nulla che un "uomo" in quanto macchina possa realmente fare perchè ciò comporterebbe l'esistenza di un qualcuno, dentro di lui capace di prendere decisioni, pensare e agire in un modo che prescinde da tutto, capace cioè, come direbbe Osho, di compiere azioni, anziché reazioni. A parer mio questa cosa, che piaccia o no, ha un sapore terribilmente realistico.

Lo stesso libro, poche pagine dopo, spiega che il cammino di liberazione dallo stato di macchina allo stato di vero uomo, comporta per l'essere umano uno sforzo, un impegno, una costanza, e un sacrificio di enormi proporzioni, e devo dire che anche questa affermazione in qualche modo sembra avere senso.
Occorre, come direbbero in chiesa, mettere Dio al primo posto, al di sopra di ogni altro desiderio. Si tratta di non correre più dietro tutte le varie distrazioni, di appartarsi per Lui, di farne la propria unica ragione di vita. Anche Gesù, in modo diverso, chiamava le persone ad un comportamento attivo "CERCATE e troverete" - "BUSSATE e vi sarà aperto"

Eppure le due cose, osservate attraverso una logica elementare, sembrano contraddirsi spudoratamente. Com'è possibile che si debba "fare" molto nel cammino di ricerca spirituale, se tutto ciò che facciamo è meccanico e non porta da nessuna parte? Secondo il brano citato, una qualsiasi cosa che nasca da un uomo in stato di macchina non può che provenire dalla natura decaduta della macchina stessa, da un Ego, quindi, che fa i propri interessi. In effetti, accade molto spesso che il ricercatore, percependosi come autore e responsabile della propria ricerca, faccia di essa un metro per il giudizio di sé stesso. Di conseguenza il cercare, il leggere, la meditazione, la preghiera, il digiuno, tutti gli sforzi compiuti per trovare Dio, diventano metodi per compiacere sé stesso, per sentire di aver fatto il proprio dovere, la propria parte. In questo modo, inoltre, la persona sarà esposta all'auto biasimo, non appena viene meno ai doveri che si è imposto. La ricerca, da viaggio, diventa mèta.
In questa maniera nessuna evoluzione, nessun cambiamento, nessun passaggio di livello può essere realmente possibile per una persona, la quale vivrà inesorabilmente prigioniera della sua stessa natura dalla nascita alla morte.

Dunque, necessitiamo di una diversa chiave di lettura.

La meccanicità dell'uomo è figlia del suo Ego, nasce da esso e lo nutre. Pertanto la ricerca di Dio, quella autentica, quella che può liberare l'uomo dal proprio Ego, non potrà mai nascere dalla parte meccanica dell'uomo, perché l'Ego non può agire contro sé stesso. Essa non può lasciare all'Ego alcun merito per cui potersi autocompiacere, deve provenire da altrove, deve rispondere ad un anelito interiore a cui non si può dare definizione, che giunge dalle viscere, da un mondo sotterraneo e arcaico in cui affondano le nostre sconosciute radici, come un richiamo primitivo che ci costringe a vagare ciecamente in cerca di quel "qualcosa" di altrettanto indefinibile, che possa placare la fame.
Una simile ricerca, non può dunque essere creata attraverso uno sforzo, piuttosto sarà lei stessa a guidare noi, a spingerci, a condurci in maniera del tutto naturale e spontanea, senza calcoli, senza aspettative, senza sapere nè dove andremo, né cosa troveremo. Sarà lei stessa, io credo, a farsi strada davanti ai nostri occhi. Il sacrificio, e l'impegno che richiede la ricerca, dunque non consiste, secondo me, in un "lavoro su di sé" fatto di pratiche fini a sé stesse, ma nel fatto che essa ci conduce verso il superamento di noi stessi, e per procedere, è necessaria la disponibilità, l'arresa, il sacrificio di sé, la rinuncia ad ogni cosa che la può contrastare.

Bimba_colorata 

 
 
 
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