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Post n°233 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da Lady_Aileen
IN OCCASIONE DELL'USCITA ITALIANA: IL SEGNO DELL'UNTORE Milano, anno del Signore 1576. Sono giorni oscuri quelli che sommergono la capitale del Ducato. La peste bubbonica è al suo culmine, il Lazzaretto Maggiore rigurgita di ammalati, i monatti stentano a raccogliere i morti. L’aria è un miasma opaco per il fumo dei roghi accesi ovunque. Samanta Catastini lo ha letto per Voi: Ancora una volta Franco Forte ci regala un romanzo pieno di suspence e di eccellente prova letteraria. La storia si svolge nell’arco di ventiquattro ore e cattura sin dalle prime righe l’attenzione del lettore. Il tutto avviene nella Milano della metà del cinquecento e l’ambientazione è talmente curata e ben descritta da apparire come un set cinematografico. Niccolò Taverna, giovane notaio criminale, riesce a risolvere due casi apparentemente diversi tra loro, ma invece strettamente collegati; un efferato omicidio e il furto del famoso candelabro del Cellini. Nel mentre la peste invade la città e miete le sue vittime senza sosta, lo scenario che si presenta agli occhi dei superstiti è devastante. L’autore ci descrive con maestria anche i rimedi dell’epoca, le cure apportate dai frati e i luoghi in cui venivano portati. Il protagonista stesso perde la moglie a causa di questa epidemia all’inizio della narrazione e ritrova l’amore in poche ore, nonostante la paura a lasciarsi andare di nuovo ad un sentimento così delicato. Molti personaggi di spicco del romanzo sono realmente esistiti, come lo stesso Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, mentre di Niccolò non sappiamo dove l’autore ne abbia estrapolato le notizie in quanto sembra essere veramente esistito, ma non esistono fonti certe. Sicuramente il suo modo di studiare la scena del crimine e di ricostruirne le prove risultava così moderno da essere tenuto nascosto dai suoi superiori ( come la nota finale dell’opera ci sottolinea). La fine non lascia tregua al giovane notaio; un nuovo caso irrompe prepotentemente sulla scena, lasciandoci un piacevole pizzico di curiosità nella mente. Un romanzo da consigliare a qualsiasi tipo di lettore e così avvincente da essere letto anche nel giro di una giornata, la stessa durata temporale in cui si svolge l’azione! INTERVISTA A FRANCO FORTE SU IL SEGNO DELL’UNTORE Il 17 gennaio 2012 Franco Forte, apprezzato scrittore di romanzi storici, direttore editoriale delle collane da edicola Mondadori (Gialli, Urania e Segretissimo), nonché direttore responsabile di importanti riviste quali la Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it) e la Romance Magazine (www.romancemagazine.it), tornerà in libreria con il suo nuovo romanzo, un thriller medievale ambientato nella Milano del 1576, all’epoca della grande peste bubbonica che falcidiò la popolazione ben più di quanto fece quella di manzoniana memoria. Ma di cosa parla esattamente questo libro, che appare fra i più interessanti fra quelli scritti da Franco Forte? Ecco una breve trama, giusto per inquadrare il romanzo. Franco, una storia che appare davvero molto interessante, e forse per te un ritorno al thriller più canonico, per quanto all’interno dell’impianto del romanzo storico che ci hai abituato a costruire così bene. Giusto, parlaci di lui. Chi è esattamente Niccolò Taverna? Facci qualche esempio. Questo mi fa capire quanto sia accurata la ricostruzione che fai di quel periodo storico. Ma quanto parte di thriller e di romanzo “giallo” c’è, ne “Il segno dell’untore”, rispetto al classico romanzo storico? Mondadori sta facendo una forte campagnia di marketing e di promozione nei confronti di questo romanzo, che apre il 2012 per la collana Omnibus italiani. C’è una strategia precisa, dietro a tutto questo? C’è qualche collegamento fra questo romanzo e il tuo precedente, “I bastioni del coraggio”, anch’esso ambientato nella Milano del 1500? |
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Post n°230 pubblicato il 05 Gennaio 2012 da Lady_Aileen
IN OCCASIONE DELL'USCITA ITALIANA: FIENO E CAROTE Clarissa viene trascinata dall’amica Noemi a una festa in un bell’allevamento di cavalli Quarter Horse dove attirerà le attenzioni di Antonio, l’affascinante e ricco proprietario della struttura. Deciderà di assecondare le sue avances solo per poter rivedere Edera, una cavalla ormai avanti con l’età e addirittura zoppa, ma bella come una puledra. Durante una fiera equestre conoscerà Dante, un maniscalco, che la supporterà nella sua folle decisione di salvare Edera da un triste destino. Inizierà una forte amicizia, condita dalla stessa passione per gli animali e da un futuro progetto da sviluppare in comune. Cristina Contilli lo ha letto per Voi: Un libro breve e avvincente che ho cominciato per curiosità e ho finito in un pomeriggio perché la storia anche se semplice e lineare mi ha coinvolta davvero molto in quanto traspariva dalle pagine tutto l’amore dell’autrice per gli animali e in particolare per i cavalli. |
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Post n°225 pubblicato il 19 Dicembre 2011 da Lady_Aileen
IN OCCASIONE DELL'USCITA ITALIANA: LEMONADE "La limonata è la bevanda più innocua e salutare di ogni sala da ballo..." Manu lo ha letto per Voi: Faccio un inutile preambolo e un’inutile parentesi ma portate pazienza, dài. E’ Natale. Preambolo: io da un bel po‘ di tempo a questa parte ho abolito i libri che costano piu‘ di 15 euro per una sorta di boicottaggio contro I prezzi spropositati (boicottaggio che portando avanti da sola sicuramente funzionerà...) ma comunque, a volte faccio delle eccezioni, come nel caso di esordienti italiani che non hanno esattamente la strada liscia e facile davanti a loro... Questo preambolo per dire: per fortuna che con Nina Pennacchi ho fatto l’eccezione! Sono strafelice di non aver cassato il libro perché sopra I 15 euro. Ok, é un po’ alto il prezzo, ma li vale. Davvero. Se per caso qualcuno là fuori sta facendo il mio stesso boicottaggio, bravi prima di tutto, ma fate l’eccezione anche voi per Lamonade. Parentesi: anzi, parentesi (il nome del protagonista “Davenport”, mi ha riportato subito alla mente un altro protagonista fenomenale: Reginald Davenport del libro The Rake di Mary Jo Putney, un altro protagonista dannato con un passato difficile e semplicemente irresistibile. In realtà, come trame non c’entrano nulla l’uno con l’altro, ma sono splendidi entrambi. Quindi questa parentesi per dire: comprate Lemonade e poi compratevi pure The Rake – in italiano Incontrarsi e poi… - e al diavolo la crisi economica mondiale! Non fallirete per questi due libri, dài, e poi é pure Natale...) Ecco, ora possiamo arrivare alla ciccia: quanto mi é piaciuto questo libro? Oh, tanto! Tanto! Ma tantissimo! Cosa mi é piaciuto di piu’? Innanzitutto é cosi’ scorrevole e intrigante, che non riuscivo a chiuderlo... Niente da fare, ho letto come una forsennata per ore. La trama fila che é una meraviglia, la narrazione é vivace, pulita, ironica e riesce a creare vividamente le immagini delle scene che racconta. Il protagonista, Christopher, é l’uomo dannato e oscuro per eccellenza. Indurito all’inverosimile da un’esistenza difficile che gli ha sbattuto la porta in faccia diverse volte, é figlio di una prostituta che si uccide (e tenta di uccidere anche lui, a dire il vero) quando lui ha solo 5 anni. Cerca vendetta per lei, per la sua mamma, basa praticamente tutta la sua vita adulta su questa vendetta e inseguendola arriva a Coxton, dove si scontra banalmente con Anna, una ragazza semplice e buona, ma anche lei coi suoi pesi sulle spalle: un padre malato, una madre morta, problemi economici e la responsabilità di tre fratellini minori. Quello scontro cosi’ banale e semplice, che coinvolge la limonata del titolo, sconvolgerà invece le loro vite drammaticamente e irreversibilimente e questa é un’altra cosa che mi é piaciuta tantissimo, perché credo che sia proprio cosi’ la vita: un piccolo dettaglio che sembra cosi’ innocuo e quotidiano e invece... Scatena una serie di eventi e tutto cambia. Christopher é un maledetto e lo é per davvero, nel vero e letterale senso della parola, tanto da arrivare a degli estremi che sconvolgono… Ma io, non so voi quando lo leggerete, non sono riuscita ad odiarlo. Niente da fare. Non ce l’ho fatta. Come Anna, che nonostante ci abbia provato parecchio non ci é riuscita neanche lei. Altre cose che ho amato tantissimo di questo libro sono: alcuni personaggi secondari come Anthony, il fratellino piu’ grande, e Matthew, il cugino di Christopher (non posso dilungarmi su questi personaggi, purtroppo, perché altrimenti faccio una recensione lunga quanto il libro stesso); il fatto che l’autrice riesca a cambiare stile a seconda di chi sta seguendo: quando segue Anna é piu’ dolce e femminile, mentre quando segue Christopher sembra davvero di stare nel suo cervello, perché riesce a dare un’impressione del tutto maschile su pensieri e parole; ma la cosa che forse ho apprezzato di piu’ é il fatto che sia riuscita a raccontare il carattere dei personaggi attraverso le loro azioni e le loro parole. La gelosia di Christopher, per esempio, non viene mai espressa chiaramente, neanche lui in tutto il corso del libro la ammette a se stesso, eppure é tangibilissima e lampante (e cosi’ tenera…). Anche il fatto che Christopher non riesca particamente mai a dir la verità a se stesso mi ha fatto una tenerezza incredibile e non potevo che tifare per lui, nonostante… nonostante tutto. Quest’autrice é talmente brava che se non l’avessi visto scritto sull’edizione del libro, mai avrei creduto che questo é il suo primo lavoro. Spero vivamente che sia già all’opera sul secondo. Comunque, se non si fosse capito, lo consiglio caldamente. |
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Post n°222 pubblicato il 09 Dicembre 2011 da LadyAileen
IN OCCASIONE DELL'USCITA ITALIANA: IL PRIMO GIORNO Mentre è in fuga da un'orda di famelici Non Morti per salvarsi la pelle, Katie si imbatte nella drammatica ritirata di Jenni dall'attacco dei suoi familiari, intenti a volerle strappare ogni arto del corpo. Il primo giorno è il primo volume di una trilogia horror che narra di come improvvisamente in una parte imprecisata del Texas la popolazione cominci a trasformarsi in Zombie, il tutto raccontato attraverso gli occhi di due donne (la vera novità di questa serie) sconosciute ma che diventeranno presto amiche e cacciatrici di Zombie. |
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Post n°221 pubblicato il 09 Dicembre 2011 da LadyAileen
IN OCCASIONE DELL'USCITA ITALIANA: IL VAMPIRO DELLE HIGHLAND Angus MacKay è un non-morto da quasi cinquecento anni e non gli accade spesso che qualcosa, o qualcuno, lo sorprenda. Questo fino a quando non incontra Emma Wallace. La vista di questa splendida agente della squadra d'elite Stake-Out della CIA è sufficiente a fermarlo di botto. Solo che poi scopre che si tratta di un uccisore di Vampiri, decisa ad uccidere i "mostri" che hanno ucciso i suoi genitori. E la missione di Angus è fermarla. LadyAileen lo ha letto per Voi: Terzo volume della serie urban fantasy per adulti The Love at Stake. Una serie che mescola divertimento, vampiri, romanticismo e passione. Potrebbero essere letti anche singolarmente perché la coppia protagonista cambia volume dopo volume ma meglio leggerli tutti e nel loro ordine per avere un quadro completo del mondo creato dall'autrice. |
















Inviato da: puzzle bubble
il 03/05/2012 alle 00:27
Inviato da: gigia.68
il 20/04/2012 alle 17:20
Inviato da: anbetabesa
il 26/01/2012 alle 18:13
Inviato da: Fenice_Feny
il 22/12/2011 alle 12:04
Inviato da: foreverfashion84
il 09/12/2011 alle 15:24