Creato da davidaliuslosyano il 01/06/2009
 

Il Lessicantropo

Il mattino si sveglio' con un kamasutra di rughe sul volto diafano...[davidalius]

 

 

Cacao al 70%

Post n°6630 pubblicato il 23 Luglio 2017 da davidaliuslosyano

Pappagalletto delle Asturie immerso nel colore fondoverde amazzonico si trastulla di ramo in ramo. Beccheggia. Di fronda in fronda. Volteggia fra le lame vinose del melo. A pipistrello vede il mondo sottosopra. Come una mela porporina ingravitata. Endomorfismo vegetale. Un anelito naturale. Accucciato nel letto edotto il quallo che c'è. La bustetta con gli odori speziati di culo. Cartaccioccolata. Accanto l'igienica. Tovaglia ropicciata infilata nell'omino. Un caffè-seduto-nell'apposito mug. Goccia a goccio alla volta. Annera e disgusta il palato molle. Ma risveglia dal torpore mattutino. Piovella un piscio. S'ode un brusio. Di strano accento l'intorno. Il filo dell'asciugatura lercio di occe. Mi nutro di visioni. Il pappavallo coi suoi apostrofi verdi le spezza. Riprendo l'infilata. Equazioni pattern. Geometria euclidea. Delle forme curve farcite. Le disegnò. Per una relatività bilanciata. Eclissi come prova. Immersi nelle onde elettromagnetiche: o elettromagmatiche? Messaggio da Kin. Sta partendo per Lomè. In aereo scena muta. Mando un saluto a lingua-in-fuori. Traspare il nulla. Dal rutto. Dal tutto.Valerio il buttafuori la sapeva lunga. Panvisione meravigliosa. Sul muro è appeso un muro. Un Padlock vivente autoinciso. Starsene accustodito nel lezzo del letto. Un a-go-gò. Ti ci vuole. Pamela, o Pamela. Uno schianto con sconto. Sulla costa-del-sol le notti brave troppo brevi. Intanto il neutrino epande nell'antimateria. Si autoenera si autoenerica. Alla faccia del bosone.

 
 
 

Cavalli manzi e mazurke

Post n°6628 pubblicato il 23 Giugno 2017 da davidaliuslosyano

...voi scrittori del cazzo imbolsiti di accademia e regole inzuppati del miglior piscio del secolo proni a lucidare stronzate come se fosse ottone d'epoca voi e il vostro lerciume scintillante di fronzoli impuzzantiti di wiskey annacquato tracannato in qualche bettola o topaia mestatori del nuovo che sembra già parente del vecchio non appena vede la luce aureolati di considerazione d'autore da accoliti dalla penna veloce e dal cervello guizzante...
Mi si perdoni lo sfogo, ma il fatto è che mi è inviso il cisposo "artista in bretelle" che rigurgita nelle sue intenzioni latenti "prefazioni postume alla Vita", che ha vissuto solo per sentito dire in qualche paginetta alla moda (certo sopravvalutata). 
E che dire poi di quelle avanguardie rivoluzionarie insufflate di ideologie letterarie sciscì, e di quelle veneranti il conato che sa di rancida cotenna biascicata, e di quelle che si divertono ad accarezzare la barba di qualche profeta di periferia letteraria - epigone di suo - che hanno eletto a loro mentore privato? Tutto ció puzza di automasochismo d'antan. 
Lo scrittore è, nella mia giocosa virtù, solo un affastellatore di dati, mungitore di tassonomie glabre. In una parola, il mio e' nient'altro che igienico "dizionariato militante": la pappa del cuore la lascio agli esegeti del nulla. 
Le parole non sono polpette della domenica da mandar giù fino ad ingozzarsi ovverossia figlie o figliastre di una "proditoria arte della scrittura". Le parole hanno - specie se prese singolarmente - una energia radioattiva, una vitalità contagiosa, un'efficienza palpitante e non vanno mai "derubricate al niente" - il piú delle volte - per un proprio "patetico introspezionistico tornaconto". 
Ci sono autentiche perle dimenticate dal tempo, e dagli "uomini del tempo", che sopravvivono nell'attesa del "momento atemporale" per disvelarsi, per far presa su qualche "diomede pietoso" che le liberi dalla prigione dove le mode le hanno costrette e corrose.
Giacchè lo sdoganamento linguistico è la prima tappa del tour, suggerisco alla congrega degli imberbi novizi - inpiacentiti di seguirmi su questo impervio tratturo di campagna - di esercitarsi altresì nel gioco dell'incastro, nell'ars combinatoria (e di metterla da parte, come diceva la mamma). Ma questa è un'altra storia. Il tutto forse non sará fruibile dalla "maggiorparte", ma nessuno può mettere in dubbio che questa non sia letteratura. Vi prometto che ci sarà sempre un "uomo della folla" che vi leggerà di gusto (almeno spero). 
Quanto al risultato non mi pronuncio: scrivo solo per leggermi, per sentire il suono, per assistere al baluginio alla scintilla dei "segni negletti" che riprendono vita. Spargo un pò del mio "DNA linguacciuto" in giro: un innocente "sballo logoslisergico", nessuna pretesa autoriale per carità, nessun ritorno. Lo faccio solo perchè attraverso l'algoritmo della scrittura ho la certezza di partecipare ai ludi dell'esistenza da "un altro punto di vista" (epico-allegorico?) che non sia quello dell'anodina convenzionalità plebea. 
L'ultimo pentagramma dello spartito e' per lo scrittore che vuole cambiare il mondo. Lui - lo scribacchino classico, l'imbrattacarte di regime - e' per sua natura e scelta in qualche modo consustanziale al dibattito pubblico. Ma ditemi: cosa c'entra il pubblico con l'anamnesi del proprio privato? C'est-à-dire una volta ancora: perifrasi del detto "vizi privati pubbliche virtu'"? Io per mio contegno (e contagio) non ho modelli da offrire, anche perché, come diceva il santo poeta, "il privato è privato di tutto" anche delle sue buone o cattive intenzioni...

 
 
 

Algoritmo del logos perduto

Post n°6627 pubblicato il 15 Giugno 2017 da davidaliuslosyano

Fuitina con la lolita di turno dopo lunghe lotte intestine, con l'afa divento afasico, "soluzioni venefiche per problemi corporali", Mitridate si fece avanti e pronunziò i versi famosi con studiate parole per catturare l'attenzione dell'uditorio, "in parole opere e omissioni" incontro al vertice nella stiva a babordo gengive acciaccate un urlo "uomo in mare" attaccato a una cima è quel pendaglio da forca, ruttare eruttare come sanno fare solo i selvaggi non i timorati di Dio Padre, mi sei simpatico e ti ho risposto mi sei mancato mi sono cucito addosso molte etichette ahhh! dolore, carapace confortevole la stanza intorno fumo di idee anodine nientedichè penso sto pensando parole su un finto approccio gestaltico chiuso-aperto gettovia-riconsidero funziona proprio così, forze primordiali della natura matrigna, il mio anno sabbatico inizia di domenica putacaso, amo espiare, repertorio di frasi fatte fa il giro del web, persona riservata rinserrata, consiglio dell'Onu sui diritti umani presiede il tanto reverentissimo..., palpeggiamenti su su su fino al collo, intolleranza zero, lettera morta da parecchio, da che e' germogliata la democrazia (calco liberticida), tornaconto economico, cosa buona e giusta, UmmaUmma, apostati appostati dietro l'angolo, celia celiachia, resta cun mee, senza maggioranza sarà solo un governicchio, autogolo, sbeffeggiata, profilo criminale, profilassi criminale, profilattico criminale, effettua il login dai su per un buy to let e poi vita da nababbo alle Canarie, Corby andrà bene lo dice Mr Bes, risultati in tempo irreale, morale della favola: fake news, fuga di notizie, pagare il fio delle colpe, I'm sorry, metodo scientifico in quarta liceo, I love Kelly, fattorino portami su, chiamami dopo, biglietto senza passeggero sulla Sunset road, dalla 10 Takesh mi fa: "dinaro enorme & piccoli soldi" lui è amico di Baffone che parla invece di la mucchia di dollaroni e di 2 pezzi, centuriae si io sarei stato un buon centurione o un tribuno nella xx Legio Pannoniae, personale e confidenziale M. D. butter and scone, malinteso beninteso bè si teso si capisce, una succursale dell'ov vio, il Maligno mi circuì giovinetto ma non voglio tornare su questa storia, sbraitare contro cosa?, formazione gestalt, camouflage ah! Melodiosa musica, iil cretino mi disse: "beata ignoranza" e andò via col suo carico di buoni propositi e sotterfugi, sogni lucidi indotti un movie inutile pessimo improbabile, con la sua aria da stupida: "come disse una volta mia madre  (avete mai fatto caso che i cretini per dare un'aria di autorevolezza a quello che dicono mettono sempre la madre di mezzo specialmente se defunta): la rosa sfiorisce dopo un pò", (lo dirò a Baby, che in questo momento sta preparando i bagagli per lasciare Kinshasa), contrordine: proprio in quest'istante Baby mi comunica che il suo contratto è stato prorogato fino al mese prossimo olalá cheri!!!, serbare del rancore=erba del core, cianfrusaglie filologiche anodine, vivere Cristo come tentativo: la purezza intonsa come marchio di fabbrica, Ong: paleolinguaggio marxiano, rimozione coatta per il bel suol d'amore, mamma mia la Brexit che paura!!!, la montagna che ha partorito la...vispa Terè annus horribilis, Mr. Ben rifiutò i soldi della colletta per la nascita del bambino con le testuali parole: "loro si sono divertiti e io devo pagare!", "Jamais!!!" concluse contrito, folle gesto incastonato in una vita spensierata, avanti con gli anni indietro coi mesi per un congruo e salutare preludio, l'Inghilterra è solo un luogo filmico ambientazioni da paese piovoso e raccolto con i personaggi che sembrano muoversi in punta di piedi: "ti preparo un tè my dear?", desiderio di rivalsa per emissari al lavoro per una transazione come Dio comanda, fuori di capa che ce ne facciamo meglio morti irrecuperabili neanche con un programma di reinserimento di nuovo conio, ritorna ancora Lee with your cheeky smile, il documento è stato salvato automaticamente, cappesante a Cinfuegos in compagnia di una mora sulla piazza principale, voi scrittori del cazzo imbolsiti di accademia e regole inzuppati del miglior piscio del secolo proni a lucidare stronzate come se fosse ottone d'epoca voi e il vostro lerciume scintillante di fronzoli impuzzantiti di wiskey annacquato tracannato in qualche bettola  o topaia mestatori del nuovo che sembra già parente del vecchio non appena vede la luce aureolati di considerazione d'autore da accoliti dalla penna veloce e dal cervello guizzante...


 

 
 
 

La freccia zen - talvolta- soffre di amnesia...

Post n°6626 pubblicato il 15 Maggio 2017 da davidaliuslosyano

Il mio orgoglio è agli arresti domiciliari. Ha osato troppo e ora è agli arresti domiciliari...(...) Uccidono perchè l'impatto con la bellezza crea dissonanze, incoerenza, frantuma il labile equilibrio che tiene in piedi l'intera baracca. È un confronto spietato, ingestibile, inumano con la purezza. Per questo serve disciplina ed educazione. Il bello platonico è un teorema incognito, un'orchidea rara, un canto di sirena, una palla di neve incandescente, un'epifania di attimi. Concede poco a chi non è pronto ad accoglierlo, men che meno a una manciata di improvvisati assassini senza arte nè parte.(...) A Tampico iniziò la mia storia...Io sono quello col maglione rosso al centro nella foto. Avevo i calzini bucati, i denti sporchi...Camminavo ogni mattina lungo strade putrefatte lastricate di fogliame dalbergie. Strade septicemiche e catramose dall'odore pungente di benzene, benchè la mattina presto è proprio quel che ci vuole...(...) Misericordia divina! Che cavalcate! Il paese degli elefanti, anche se ne son rimasti una manciata. (...) Uuuuuuhhhhh... È acufene. Ne sono certo. Il silenzio del posto si sa è venefico per le orecchie. Nel sud della Spagna c'è quello più silenzioso. È nella forma più pura, senza screziature di sorta. Sulle colline di Cartagena lo puoi trovare per 600 euro, o giù di li. Buon silenzio di collina, un tot al kilo. (...) Visi di donne anziane tagliati come lame d'epoca. Ti aspettano ritte e ossute sulle porte delle case, con seni liquefatti dall'afa di mezzogiorno. (...) Mi aspetta a New York quest'estate. Viene dallo stato di Alberta, 4 ore di volo. La conobbi alle Barbados una decina di anni fà. Quella sera si avvicinò e cominciò a parlarmi. Io le rispondevo nel mio inglese incerto di allora. Una canadese in vacanza, divorziata e disinibita: cosa volete di più. C'erano le premesse per...e così fu! Al chiaro di luna le cantai una canzone. Quello che accadde poi sono fatti miei, ma potete immaginarlo. (...) Ci sono momenti in cui il vostro aureolato cantore si concede delle innocenti distrazioni. Anche se gli atterraggi di fortuna non sono il suo forte, nondimeno si lascia tentare...per provare a se stesso che a volte il pilota automatico è solo un espediente retorico sopravvalutato...(...) Dov'è il trucco? Regalati una vita. Vai a cercarla. Da qualche parte è là fuori che ti aspetta. Incerta e timorosa. È là fuori per te. Nel suo vestitino rosa, pronta per la grande avventura...(...) Cosa c'e' che non va? Petali che cadono sulla mia testa simili a chiodi...Il cuore sembra un acuminato diadema...Un soffio e va via. Sedie abbandonate tra foglie corrose, come le mani che stringono la vita...L' ultimo respiro si placa. Il vuoto aleggia. Un destino saturo di sogno...Mi impicco alla volta del cielo. Gli occhi, come sassi sull'acqua, rimbalzano. Restano sospesi e mesti. C'e' sempre qualcuno che dipinge i colori della sera. (...) Quell'overlook non mi fa dormire. Va dal posto tranquillo e soleggiato al sovrasto al sottovaluto al disregardo all‘ignoro... Si unidealismo che overlucca le pratiche considerazioni mondane. Se ne discutera' in streaming tra poco. Ritorno all'homepagina. Intanto mi ammonisco per simulazione. Son caduto in area, una divata al limite del grottesco. Il film: Riflessioni di una vergine pazza, masterpice. Scene di gelosia e patatrac finale...What the fuck is this? Era d'estate. Un ottovolante d'ottone ottobrino con caduta di folie incorporato for sale. Un saldo a Oporto dove andro' a riposare la stanca ossatura dopo le vicissitudini albioniche. Pesce fresco a volonta' e una fiasca di tinto per dimenticare il peggio. How far sei disposto ad andare per la vecchiaia? Con solo duecento pound... una banca o un treno da assaltare, una donna ricca da maritare, un progetto arcano da sfruttare. Per fare dinero. Per vivere al calduccio, per il resto dei trentanni che ti restano. Quanto sei disposto a rischiare? Get a gimp-get a gimp-get a gimp...un cordoncino di rinforzo. Il magone doz. Il Kama sutra dei mormonici. Sterpaglie trinariciute. Per fare qualche soldino. Enlightened man. Message deleted. All rights reserved. All inclusive. Una contrazione, una extra omnes, un bordello, un how-far-willing, una blatta, il girodellarete, mammahovistounUfo, lascia riposare l'impasto per quindici anni, pesce al cartoccio-e-cimedirapa tempestose, la donna si chiede se e' mobbile abbastanza da evitarmi, como siempre comandante...Wellman, un impiastro per le goduriose notti, una pomataxilback, ritrovato divino per una ingroppata alla grande...Eppoi un incunabolo depressivo, una luce che si spezza, lo snap como-el-dito mentre mi snudavo...Questa sterlina, similmente al-el-mio-aff...r non vuole proprio salire [cancel] Sempre tra i piedi...disattivare. Disattivato. Il ragasso sguarda i bicipidi, six-pak, o giu' di li'...Chi l'avrebbe detto! Le regole d'ingaggio, perdio! Dispersione di proiettili, accattonate al mo-sto-bbene, bagagliaii per desnude, poverita' al 60%, index fosforescenti di confk...oko-frio ocio-occhial, rasputiniate sacrileghe, for life, daftsillino, dopodiche' un tuffo dalla finestrella de' Napule per sfuggire ai malintenzionati, riritto di riprocipita-ta-ta con un bel falo' delle vanitose chiesupole di Dublindanubbio, l'investito messagger di Cristo maculato di inflorescenze rosate sull'altarino, ruspe ruspanti abbllattono le solatie chiaroveggenze dannunsiane, pluvia sulle mie ragadi novelle, sui plensieri blelli, sulle tue guancie rasate - o ermiocolle-, ipopotenute al galor blanco, bei appartamenti ammobiliati a costo mmodico, pallone similpele nel field sottocasa, sforbiciate e dama, poiche' basta, riposare-e-non-alzarsi-plu'...Trattenuta alla fonte, farla liberarsi del peso in pubblico nella botteguccia del barbiere, una lavanda di testa, una barbabietola e 2 milla ffiorini in Blanka...cosi' si fa alla ffaccia...Lo smilzo replico' "bada", un pugno da dietro nello stomaco dopo un "rikkione" balzato per caso da 100 metri e passa, non mi prenderai mai Mal, stattiaccorto la prossima volta, si' ma tu rikkione rimani...(...) "I lessicantropi furono portati al cospetto della regina e fatti baronetti". Mi sto dilettando nella lettura di un libretto agiografico del mio caro amico Nib Consalvo. L'esordio promette bene...(...) Con la testa infeudata a un pensiero vassallo, mi aggiro per le lobotomiche viuzze del centro-cittadino. Mi trovo nell'Urbe londinese. Si avvicina un idrope arcigno che mi sinossica la sua vita. Lo respingo con un'occhiataccia. Un lessicantropo in giro perlustrativo ha bisogno di stare concentrato sul suo metalinguaggio divino. Del resto non ha detto qualcuno che "i segreti hanno i coltelli tra i denti"? Cammino e ascolto lo scricchiolio delle ossa. Dopo 12 ore trascorse sulla 22 mi sento infettato di stanchezza. Pioviggina...Meglio: qui la pioggia balbetta per principio. Non mi piace. Noi meridionali-del-sud siamo abituati agli acquazzoni robusti, tutti d'un pezzo...Ma tant'è! il Giovepluvio albionico è bizzarro ed eccentrico e...ama tanto le sincopi liquide. Con la testa temporaneamente defedata, me ne vado in giro tra mozziconi di strade ed edifici dalle linee rococò. Imbrocco tante facce dal fenotipo noto e ignoto. Mi aggiro spaesato in alcuni luoghi e impaesato in altri (dato che per me sono terre cognite, già stato), e questo mi fa sentire ambivalentemente dicotomicamente bipolare..(...) "Ezechiele - detto Monetasonante - maneggia i metalinguaggi come fossero fionde o spade"... Sono nella mia adorata stazione. Me ne sto conserto e affettato nell'amnio del giorno, mentre srotolo pensieri liquidi. Un sole beffardo mi saluta, dopo una notte di bagordisolari lassù..."La tua letteratura è una tassonomia di istanti sublimata da un metalinguaggio ribaldo", mi rimbrotta - sornione - un assonnato Baffone. "Parli la lingua broccolina del leguleio acido e monocorde...", continua. Il sunnominato Baffone è a rischiovita dopo le surreferite irriguardose perizie critiche sul divinpoeta. Nondimeno gli rispondo irenico con un'alzata di spalle. E se avesse ragione?!? (...) Nell'iridiscente amnio del giorno sono in attesa sulla 22 finalmente cordonombellicato alla Calda Anima del Grande Animale Trenico. Un fenotipico mosaico di genti si muove nel sottopasso alla ricerca del proprio sfintere di destinazione. Occhi languidi da ninfetta, due seni che sembrano gridare ai quattro venti un "chi mi piglia pè francesa...chi mi piglia pè spagnola", con voce stentorea e abusiva mi chiede qualcosa...le rispondo con un feedback composto, ignorando volutamente l'intemperanza e tenendo a freno la mia proverbiale "aberrazione linguistica quotidiana"...Un muscoloso dinosauro, tutto bracciagambe intatooato, avanza con la classica andatura saurina azzannando l'aria e tutto quello che gli capita a tiro dentario. Bofonchia tra sè e sè innominabili nequizie albionesi...Rimango a debita distanza. Sbuca un treno da anfratti remoti, biscia tra le piattaforme poi si arresta per vomitare migliaia di piedi (clavicole comprese) e mani e nasi e occhi - insomma l'intero spettro corpomagnetico - pronti per i diuturni uffici e adempimenti. "Quando sei attinto dalla purezza sei capace di tutto", mi sovviene quasi d'istinto. Una testa a vulcano sta bevendo una birra Zombskje. Non si regge in piedi. B-A-R-C-O-L-L-A (che strana parola trattandosi di un ubriaco: nomen omen?). Accartoccia la lattina con le sue possenti dita. La getta. Indi si acconcia in aspettativa trenica. Indossa scarpescalze, cioè calzature a forma di piede che lo fanno sembrare scalzo...Proprio un bipede palmato dalla testa a vulcano...Quella faccia è tutta un golpe, del tutto simile a un metalinguaggio stranito e straniante...Quell'altra ha un golpe per naso. Troppo enfatico, alla francese, extra-large...Quell'altra ancora si sdoppia nella mia cognizione oftalmica di un senzaocchiali...Un'altra con due ex-labbra al collagene sembra proprio un "procurato allarme"..."Difetto di visualizzazione spaziale", mi dico quasi d'acchitto. Poi passo ad altro. Canticchio tra me e me: "42 cromosomi sulla cassa del morto e una fiaschetta di rum"...... La mia dolce Santippe mi apostrofa stizzita nel suo elegante francese parigino: "Il perd son temps  en bagatelles". Tesi in posizione di eccentricità rispetto alla dottrina dei "rapporti di coniugio", che esigono - per l'armonia della coppia - un franco disinteresse reciproco...almeno per un paio di ore al dì...(...) Non mi piace chi requisisce i concetti alla filologia!!! (...) Siamo finiti tutti nel cerchio ontologico, a contare crune e a cavalcar cammelli!!! (...) Trovo difficile che un pensiero possa arrampicarsi sull'albero della trascendenza. Non ho mai visto un pensiero che specula sulla propria distruzione!!! (...) Il cinguetto delle nevi e il canarino di Thompson litigano su un ramo di cipresso per via di una tortorella blu delle Ardenne o...di una piovanella riccioluta delle Canarie o...di una colombella barbuta delle Azzorre...Non ne sono certo al 100%. Da quaggiù è difficile distinguere bene. (...) Noto - con grande rammarico- che l'elaborazione del lutto ha fatto propri i tempi del mercato. Si sa, la mente deve essere sgomberata in fretta per la prossima ecatombe...(...) Baffone - un guascone tricaro che indossa la sua chioma insieme alla sua faccia millenaria - mi viene incontro, e mi dice con la sua consueta verve albionica: "Le paaalle, in Italia non avete le paaalle, per contrastare la marea montante servono le paaalle".(...) "Ora capisco che la ridondanza è molesta", mi dice uno sconcertato Miguel. Annuisco. "La politica ha ribaltato la morale -continua- avocando a sè temi che non facevano parte del dibattito". Stare a sentire Miguel è come arrampicarsi sull'albero della trascendenza, è come convolare a nozze con un elefante del Madagascar. Intanto i miei treni come serpi: arrivano, vomitano piedi, ma anche occhi braccia e mani ovviamente, e ripartono...Alla vista di una ieratica dea olimpica, dal viso battente bandiera dell'"amour poétique", le mie indocumentabili riflessioni spezzano l'aria. Si sta verificando quello che -con un pò di prosopopea- chiamo "sforzo, tensione del contingente"...Una pletora di capelli rasta verticano a piombo sul dorso scoperto, mentre con l'incedere divino un seno, chirurgicamente pomposo, inizia una danza dionisiaca. Una catenella di lapislazzuli al collo ciondolante fa da metronomo. Tento di razionalizzare le due orgiastiche ogive affidandomi alla mia proverbiale compostezza apollinea. Ci riesco a malapena. Oggi mi sento -nell'ordine- estatico-contemplativo-vittorioso...(...) Lo spermatozoo primitivo, disceso dalla nave spaziale intergalattica, si combino' col corione-E per formattare il cordone ombellicale-N, che aderi' alla placenta-R. Blastidi, linfociti, cellule veloci infagottate nel protoplasma si incartarono in combinazioni binarie. Tripodi, dodecambi, sestine monche, dodecasillabi enterinari, insomma l'intera teoria poetica, vi partecipo'. E, di colpo, fu la luce. E fu il lumen. All lessicantropaz reserved. L'Altissimo si assicuro' l'esclusiva pagando sottobanco trenta dìnari all'esattore publicano. Poi arrivarono sulla scena le puttane e incomincio' un'altra era, quella del piacere godurioso. Iniziarono le razzie di femmine lussuriose da destinare ai marciapiedi per far ricchi i re e le regine. Nei bordelli della Quinta Strada si insegno' alle fortunate l‘arte dello stantuffo. Furono proibiti i denti sporgenti, per via dell'inevitabile dolore che avrebbe arrecato all‘organo primigenio. (...) Si gioco' fino a tardi. Poi con una mossa a sorpresa, un twist in E-3 il cavallo perse la posizione e la torre lo mangio'. (...) Avanzano barcollanti nel dust-dust del soprapassaggio. Sono attratti - ahimé - sono attratti dai colori sgargianti dell'uniforme. Vogliono ritornare a casa dopo una notte di beveraggi. Cercano aiuto...cercano qualcuno che li faccia uscire dal labirinto liquido-alcoolico dove si sono cacciati. Li affronto. Senza blandirli. Una sconnessione poco distante...Una ragazzina aggrappata a lui che scongiura di non lasciarlo. Mi fa pietà. È insistente. Mi fa compassione. Lei lo tiene per in bavero della camicia. Quello si divincola. È resoluto. La ragazzina non cede. Anche lei è resoluta..."I cinque minuti sono finiti", le dice...Dall'altro capo del mondo, io non giudico la mia "r-a-b-b-i-a". È normale averla in questi casi...E non la giudico. Una relazione che finisce è al di là del bene e del male...È la Vita che si insinua nelle nostre vite private, col suo carico di errori e orrori, e che si spera ci migliorerà, un giorno...Siamo troppo certi della Felicità, ma non possiamo contare che su noi stessi per raggiungerla. Nel frattempo non ci resta che contemplare le toppe delle nostre esistenze lacerate e...andare avanti. (...) Baffone, un bischero albionico che ha trascorso diversi anni in Italia, mi accoglie col solito refrain: "ci siamoooo, paisà". Lui gigioneggia tutto il tempo, e starebbe bene in compagnia dei napoletani. Anzi sembra proprio un partenopeo un pó sfasato e su di giri. Non a caso parla con le rotondità cadenzate tipiche della lingua di Edoardo. Baffone è di una saggezza urticante... Informato di sociopolitica, ama la semplicità, ma non quella disarmante dell'umile, bensì quella dissipante del povero in canna che vorrebbe vivere da beone almeno un mese l'anno. Per questo pratica la parsimonia per gli altri 11 mesi, ed è grande esperto di mutui e carte di credito. Si direbbe proprio che Baffone ha il prestito nel sangue. Nostalgico del bel suol italico e dell'armoniosa lingua di Dante, è stato un grande sodale di Polpacci, un barese tracagnotto conosciuto a Roma. (...)

 
 
 

Qualcosa a metà strada tra la potenza gattesca e il ringhio del sorcio

Post n°6625 pubblicato il 02 Maggio 2017 da davidaliuslosyano

Il sonno della ragione genera mostri... SEDUCENTI e BELLISSIMI. (...)

Pensate proprio che il-senso-delle-cose viaggi in macchine retoriche fiammanti?
La Chiesa, dalle forme architettoniche ogivali, e' decorosamente statueggiata. Il mobilio e' di legno tek con l'organo in alto, lato abside. Sul muro di sinistra c'e' un tazebao raffigurante un romano con lancia e criniera. Attorno le Sante donne vegliano il corpo del Cristo. Al centro della navata, subito dietro al tabernacolo, c'e' un bellissimo arazzo. Vi campeggia una Signora tra alcuni animali: un galletto, una farfalla, due oche, un uccello del paradiso, una pecora dal folto vello, un cerbiatto... I cinesi intanto dormono compostamente, la testa china sulle braccia appoggiate allo schienale del banco di fronte. Cumeo eram cuncta componens ludens corameo omni tempore. La musica in sottofondo ti fa scivolare nell'oscurita' delle ombre d'Orfeo. Almeno questo, a quanto pare, e' l'effetto sulle consorelle e confratelli cinesi. Un vecchio barbone sulla destra si soffia il naso. Una turista con gli occhiali accende una candela a Giesu'. Adesso le candele sono 18 di numero. Un altro barbone, equipaggiato da barbone, prende posto nelle prime file. Si netta le unghie e si strofina gli occhi, prima di mettersi a leggere il giornale.
E' una giornata ventosa e cilligna, come dicono da queste parti. I piccioni sono imbalsamati sui rami. Ci sono occhi e orecchie dappertutto, ma anche braccia e gambe, naturalmente. Siamo a Londra, nel Centrocitta' tamigino. (...)

Si ferma la mano, non va su non va giu'!
Un rock sul viso, uno scindle, una coperta per nascondere, un'odore vuoto, un'ode al mio cane, sulle palme mi appoggio, una finestra si adagia sul mare in tempesta, un vetro riflette miriadi di situazioni mai assodate.
Un rock sull'occhio, uno scindle, una statua smarrita si getta nel fiume, un volo di pipistrello rimane a meta', si ferma l'atomo, si ferma la notte, si ferma la nota, reeeeee, le mie ossa scricchiolano nel burro.
Un rock sul naso, fumi di sabbia, coltelli in gola stretti, un rosso pompeiano, un'attrice ha perso la parte, mio cugino ha perso la moglie, ehhhhh, si ferma l'attimo, lo lascio andare, si ferma il tempo per un po', e poi che fa!, si ferma la nota, siiiii, la mia lingua rosolata nel burro.
Un rock io e te, si ferma un po' per un po', incerto sui tuoi pensieri, prima della decisione, un fiume si uccide gettandosi nel fiume, suffragium temptation, virus per gastrointeritici, candelabri d'epoca, un segreto da non rivelare, l'amore per te paziente, si ferma il giorno, si ferma la mano, non va su non va giu', non va mai piu' davvero, un peccato di venile, si ferma il rock....(...)

Sul treno in partenza un viso da Cherubino trombettiere siede d'accanto a una mamma che arringa i suoi dolci fantolini: "Non si dice T-rafffalgar....ma C-rafffalgar". Di tanto in tanto incunea nel didascalico imbonimento florilegi in Catalano stretto...(...)

Mariusz e Matilda commentano la busta-paga. Loro parlano il "pskt-sh", un linguaggio dell'est-europa molto difficile. "Ci siamooooo", esordisce Baffone appena mi vede, e si mette a controllare un tubetto trasparente preso dal locker. "Tu-be-to tran-spa-ren-to", dice Mariusz in un italiano incerto. "Tsh-ish", Matilda chiede a Mariusz. "Ish-putsk", risponde Mariusz...(...)

Un cinguetto delle nevi e un canarino di Thomson si posano su un ramo. Dialogano. Due cirri si rincorrono giocose. La natura ha intensitá sconosciute a noi umani. (...)

In preda a deliri trenici, mentre sono di stanza sulla 22, inizio ad eruttare spasmi bellicosi nella forma di madrigali vespertini in direzione dei managers: queste puttose avanguardie dell'opalescente Nulla...replicanti impaludati di saccente Sicumera...torniti di idiosincratica repulsione per tutto ciò che sa di buon senso e intelligenza. Da loro solo assiomatiche Amenità...e cespugliose esegesi intorno a icastiche icone dell'Ovvio...(...)

Mi allontano per un attimo dai corrimano della "raison philosophique" per inzupparmi nel caffè di un inverecondo problema di psicanalisi. Mi chiedo: "la depressione va stanata come bellicosa incongruenza esistenziale o assecondata, seguendola dappresso nella suo ciclo metamorfico da ibrido bruco a meravigliosa farfalla?" Dopotutto qualcuno mi ha confidato che la regina dei dissesti neuronali è fonte e ispiratrice di catarsi alchemiche fascinose e divina maieutica di robuste intraprese mitopoietiche....Per mio conto ho scelto di già...(...)

A quel tempo il mio naso mi seguiva dappertutto...(...)

Me ne stavo abbrunito sull'asta della mia bassa virtù, baloccandomi con le profezie di inopinati rigurgiti di fortuna, e con uno sguardo edipico innestato sui clamorosi didietri di albioniche fanciulle, quando al mio cospetto una quiddità aliena si confà pungendo il personale serraglio corticolimbico. Dalle profondità della terra si disvela in superficie un'ecto-sagoma muliebrina, inchiavardata e catafratta in un ghirigoroso origami nero frusciante. L'orecchio della figura belfagoriana sta amoreggiando -mentre deambula- col telefonino, trattenuto in bellapostura dalla manina tesa a comporre una seduzione reciprocale di urticante "stereopatia genica". Impreziosito dal tornito velame, il faccino si fa aggettante mentre solfeggia risposte-e-domande. A tallone la segue un bruttocoso -direi un bosone pedostrusciante- devotamente accidioso e alquanto abominevole, vestito di barba perentoria, declinata alla maniera mamelucca, con l'ipotalamo intubato in melenche perfidie...(...)

Tra loro c'è lo stesso dissidio che esiste tra il gatto e la sua coda...(...)
02/11/2034...all'improvviso l'aria si fa greve e abbozza propedeutiche tentazioni di pioggia...(...)
03/11/2034...un dolciastro serpente radioattivo infiltra le narici arse della Terra...(...)
04/11/2034...lei è un'amazzone temperamentosa e corpulenta...Con lei un'esistenza pullulante di assiomi maliziosi...(...)
05/11/2034...nell'edificio bucato da finestrelle - dove le luci della sera paiono urla - l'uomo prepara una corda, ne saggia la consistenza...(...)
Lo sguardo empirico del sole sembrò lacerare lo spazio tutt'intorno...(...)
La luce galleggiava aspettando le ombre fameliche...(...)
Infine la luce si associa alle ombre in un amplesso che la dissolverà...(...)

Frau Dejisy Calendula aveva un banco di pegni. A chi portava il suo cuore...donava un bacio e un dolore...(...)

I due si guardarono fissi. Lui vide una...pupilla.(...)

Hai succhiato la Vita fino in fondo, con le tue vecchie narici. Girato l'angolo di Carson street l'hai vista specchiarsi dentro un sentimento e via sopra. Una Dodge a forte velocita' sull'ozocherite fumante. Spore di filamentosi blastoceli. Il bar di Happen, quella volta. Voglio sposare un buon partito, make a good match. Il vicario di Daren dava sul davanzale ostie consacrate. E' una strada battuta. Nelle contrade dell'Illinois le roads fiorivano sotto i piedi scalzi. Per me solo baveri rialzati, corde di chitarra svolazzanti e alito sporco. Lei che si specchiava dentro sentimenti alati. Il trucco delle sue mani sul mio viso, sotto i barracconi dei cappelli di Bowen. La vita cieca passava e si perdeva in fondo a un bagnato di tremula pioggia. Il vento forava le orbite vuote. Li vedevi. Orbite vuote sotto i porticati di Dallas. Legava i piedi lungo. Deiezioni proprio in faccia loro. Posso. Si sprigiona. Enzimi di corpi corrosi di afa e sudore. Perspiratio sensibilis. Reazione biochimica: tra una birra e l‘altra. Ioni, urea. E poi il vento: continua dispersione di calore ipotalamico. Letti disfatti. Ora pro nobis. Whiskey di segale, dicono che sarei morta. Nella tua bocca, sulla tua bocca. Coriandoli dolci e fruscii. Pane bagnato dal dolore. Tra i denti sazi di te. L'ultimo avamposto. Era il 1976. Caldo sapore sul palato di frittelle al miele. Mi piacevano tanto. L'odore subito dopo il sonno mi accompagnera'. Per sempre. Non volevo, non volevo, non cosi' almeno. Tutto crolla nella spazio di un attimo, compreso. Lento lento lento: piegarsi per assaggiare il sapore di un filo d'erba umido nel cielo candito dell'Illinois. Uno sguardo. Una smorfia. Un rampicante dentro al cuore.(...)

Lei accompagnava con sussulti il movimento delle dita. Sensi di sentimenti confusi nella sua zona perinatale.
(...) Rubrica non inizializzata alle 9.30 del mattino.
Ho avuto una notte agitata. Il mondo era in preda all'anarchia. Mi vedevo fuggire oltre un reticolato vegetale, inseguito da una muta di cani.
Mia sorella sta meglio. Soffriva di una forma virale di... (omissis).Per fortuna tutto si e' risolto in un lancinante mal di testa.
- Chiamami piu' tardi.
(...) Una strada di Londra-centro. Una ragazza dal viso di donna mi ferma. Si offre ad un prezzo modico, tutto sommato. A volte vedersi dall'alto in basso dona sicurezza. La seguo. Vive poco distante. Quartiere di... (omissis).
Un quadro alla parete impreziosisce l'ambiente. Uno specchio lo scompone in piu' sezioni. Bisogna seguire il protocollo. Innanzitutto p...
(...) Il jazz disegna mappe di strade, la musica classica disegna vette, pinnacoli precisamente.
Cammina su un jazzato perlaceo lungo il bacino imbrifero di P., con andatura da sifilitico. Il suo viandare, a volte patetico, gli fa roteare il bastone.
E' seduto. Ha di fronte Pittsburgh con la sua sintassi di luci. Una frase gli esce a stento dalla bocca.
- Genio del cuore.
- Prima d'impazzire facevo sogni lievi..., conclude.
In tal modo dispiega la sua condizione incosciente.
Non tanto tempo fa, nella gola di Olduvai sono stati trovati i resti di (omissis). L'oltre-homo abilis si sforzo' di usare la clava come se fosse un linguaggio, pur rimanendo sempre libero di posporre del buon sentimentalismo al fatto puro e semplice, come ad es. riconvertire un Diplodoco in una vulgata sauresca piu' remissiva e confacente ai suoi scopi.
(...) Una pedana per 12 pounds.
- Prenderemo i fucili e faremo la rivoluzione. I tamburi segneranno la marcia come nella canzone di F.. Al di la' della volonta' c'e' sempre la rappresentazione...mi pare. Ricordi i tempi eroici di Place De La Republique e di Humain Trop Humain di Luis M.? Lavoratori e passanti in una catena di montaggio.
L'alienante reiterazione di gesti del Sig. Dis... Dopo 12 ore filate non sai piu‘ cos'e‘ un fucile e a stento discerni una rivoluzione da una evoluzione.
(...) Costeggio i Caffe' di... (omissis). Una coppia esce da... (omissis), fermandosi sulla soglia. Un'altra consulta una mappa. Un camion fa retromarcia col suo carico di laterizi.
Ascolto i rumori. Strilloni che reclamizzano lemmi di straordinario.
Nel loro solipsismo fenomenico un setting di cartelloni pubblicitari deborda significati ossessivi agli occhi immoti dei passanti. E' contro natura e ti fa saltare i nervi. Br...aveva ragione, dopotutto.
I reticoli di viuzze dietro Reagent Street sembrano celle di un array. Fag fumata alla cinese. Mi soffermo a guardare un viso. Adesso capisco finalmente il significato della canzone di J. B.
(...) Mi chiedo se qualche volta cala la nebbia a Pittsburgh.
Le luci e la nebbia di P.. Si'..., potrebbe funzionare.
The Carnegie Museum of art e' sulla Forbes Ave.
Uno entra in un museo e la prima cosa che vede sono i volumi vuoti delle pareti. Il genio del cuore in una posa che trasmette il vuoto. Una regola d'eccezione come un bramito nel vuoto.
(...) Olofern the Barrister mi ha detto che gli Inglesi sono manipolatori di uomini. Io l'ho visto parlottare con J. sulla 10, dopo il giro di... (omissis) sulla 5.
(...) Alan T. e il bacio della strega. Un processore morsicato corretto al cianuro.
(...) J. siede di lato al computer in tilt. Password e nickname inutilizzabili. La ricerca dell'Assoluto richiede lo stralcio dell‘intenzione immanente. Trascendenza e metafisica giocano a bocce di sabato sera con l‘ontologico opposto.
(...) Senso giocoso con preservativo di genere maschile.
Loro hanno scoperto, per digressione quasi impalpabile, che il peccato ha un nome e ne sono rimasti avvinti. Rimangono indifferenti al mondo, che d‘ora in poi affronteranno con andatura di cappa. Nell'adrift incombente vestiranno di paccottiglia, bevendo cuppaccino fino alle due di notte, seduti ai Caffe'. Conosceranno l'effetto farfalla e come trarre da esso il massimo piacere.
(...) Uno spartito per notte. Modulazione di note stellari nel cielo lassu'.
Mi chiede solo un po' di concentrazione. Cambio di posizione. Lei mi prende la mano e l'appoggia all'inguine.
- Cosi' dovrebbe funzionare, mi dice.
Un bramito nel vuoto.
(...) Ripercorrere il mito della frontiera con 20 mila pounds in tasca, sebbene partire equivale a un parricidio.
Alle due di notte Eva Gabor mi parla degli africani sui treni, ma ero soprappensiero cosi' mi perdo un dettaglio decisivo.
- Ho mangiato frutta raccolta per strada, e dormito all'addiaccio, la prima settimana. La precettistica del male non mi ha minimamente sfiorata, mi dice.
Questo particolare la fa risalire nella mia considerazione.
(...) Un quadro alla parete. Avanzi di cibo hash sulla mensola. Il primo piano di due visi, in atteggiamento estatico-riflessivo. Appena entrati le ho chiesto del latte.
(...) Anime e spiriti alle pareti del museo di P., stringhe penzolanti nel vuoto cosmico.
(...) Olofern mi assale col suo caterwaul indecente: - Maybe I... La canzone di Zambon maltrattata e' un'offesa per le mie orecchie intonate.
- Io sono un povero Avvocato africano che viene dalla giungla, mi fa la sua voce robusta in tono di scusa. Gli ricordo che le giungle non esistono piu', purtroppo.
(...) Lunghezza 25,6 m., altezza al garrese 4 m. Il Diplodoco gigioneggia amabilmente mentre bruca in quella che, a detta del Sig. Morrison, critico militante delle ere, fu una piana alluvionale.
(...) Scommetto i primi cinque numeri di Fibonacci. Giocati a multiplo in uno store dalle parti di (omissis). La scomposizione algebrica delle altere profondita'.
(...) Lei continua a giacermi accanto. Ha un nome d'occasione, ma bello.
- Ho avuto molte storie, confessa.
Il suo viso ha un'espressione materica e carnale, come quello di J.
- Mi e' capitato di sognare capolavori di arte primitiva, li conservo ancora nella retina, le dico.
Dopo un po' aggiungo: - La cosa migliore che abbiamo in Italia e' la gaffe. L'eredita' delle corti rinascimentali ci e‘ rimasta attaccata nei secoli. Fa ormai parte del nostro corredo genetico. L'Italia piu' che un paese e' uno scherzo.
Oggi ho chiesto a Dio ancora un'ultimo favore.
(Ps. Cara Eva, ti auguro, di tutto cuore, di realizzare il tuo sogno!).(...)

Un groviglio di fili sul basamento ligneo.
Il corso di elettroni da' vita al buio.
Figuranti in bella fila.
Aggrucciati abiti da lavoro rosso blu beccheggiano dolenti dal pomello dell'anta.
Geometrie casuali, fluttuanti, oblique, di la' del vetro, madido di sudore di pioggia.
Scalfitture dense di linee umide righellano il freddo diaframma.
Conosco l'alfabeto dell'acqua scrosciante, le sue varianti, i singulti striduli, il vellutato fruscio.
La pioggia regge, con modalita' personali, le ghette della vita, dando la sua puntigliosa, informe versione liquida dei fatti.
Nel sussurrante amplesso di gocce tremule, un ricordo si perde, sfumando dentro nere modulazioni.
Sono in anticipo sulla vita e la pioggia e' una bella avventura.(...)

 

 
 
 

mamamama

Post n°6624 pubblicato il 16 Aprile 2017 da davidaliuslosyano

 

E' l'italiano che osa nell'ombra, tra acronimi, dittologismi e simonie joyciane... E' alchemica, pantagruelica, arlecchinesca, picchiatella, la lingua del rifiuto, che sconfina nel non detto, nel non c'e', che e' perduta a se stessa, postuma, epifanica, fatta di suoni attivi, cianfrusaglia musicale, orrorifica ma anche errorificante, volutamente errorificante, parzialeassoluta, stilizzata, raffinatamente alessandrina, che svela il vuoto di cui il senso e' portatore. Avvicinate il senso e scoprirete il verminaio, la nube tossica, i fumi violacei dell'incipiente vuoto sottostante...(...)

Prima di uscire ho fotografato i miei calzini sporchi, Filo App n. 5A.

Mi dice di chiamarsi Niorbe. Crede nell'amore libero e ha trascorso diverso tempo nelle Comuni della Costa Atlantica Americana, leggendo filosofi indiani e consolando i giovanotti che cercavano se stessi lontano da casa e dalle mamme orchesse.
Ha nei capelli ramati il simbolo di qualcosa che non so decifrare. Forse ha a che fare col suo passato Yankee.
Un neglige' a coste compare al di sotto del largo indumento che indossa.
Il Tempo - si sa - e' un'onda logaritmica che spinge in avanti il destino dell'Uomo, portandolo qualche volta a configurazioni decisamente arbitrarie.
I miei calzini sporchi mi creano qualche imbarazzo per via del puzzo.
Meno Café' all'incrocio tra Pixell Street e Boku' Road. Occhiata periscopica all'interno. La trovo seduta poco piu' in la'. Cerco di raggiungerla, calca permettendo.
Le sue mani. Scivolano di sotto.
Sono calde di caffe' aromatico Mitzoff d'importazione, il piu' costoso sul mercato. Una delicata spremitura di cacchetta di aristocratici Porcellini d'India, come recita la didascalia stampigliata sul retro della tazza, anch'essa ottenuta da scarti biodegradabili.
Un bacio a fior di labbra. Le sue hanno un buon sapore di rossetto Hebel Horizon alla pesca.
Ha il collo pendagliato da un orologetto di marca incerta ed e' coperto da efelidi.
Seduto a un tavolo poco distante mi pare di scorgere Nib Consalvo. Ha un testicolo atrofico. Gli giace accanto l'ultima conquista, un donnino niente male, di provenienza incerta come l'orologetto di prima.
Una pagina interna del Sun con la foto di una splendida modella in Pink Tux Jacket - un po' perniciosa per la verita' - svolazza via fermandosi poco piu' in la'.
Gli inglesi sono isolani e come tali sono indolenti e smargiassi.
La sua mano scivola di sotto e si ferma la' dove il tangibile incontra il desiderio.
Nib alza il bicchiere in segno di saluto. Poi lo porta alla bocca, sorseggiando fino all'ultima goccia Chateau Preuillac della cantina Medoc Cru Bourgeois.
Le sue mani sono fatte per dare piacere.
Mi racconta di falo' in riva all'oceano, di estati e di carrubi, di rapidi cambiamenti di prospettiva, di yin, di yan, di filosofie tematiche tantriche, di Bangalore e di Kerala, il giardino dell'India.
Le sue mani adesive danzano lievi sul mio sesso.
Le puttane di Bangalore - dice il mio amico Phot l'Indiano - regalano sempre ceste profumate ai loro amanti.
Guardo fisso un indigeno dalla complessione lattiginosa per vedere l'effetto che fa.
Sulle prime restituisce lo sguardo curioso, poi sembra schermirsi e smorfeggia indispettito.
Gli inglesi odiano essere interrogati con lo sguardo, che loro interpretano come Segno Inquisitorio di Autorita' Indagante. Per questo gli inglesi odiano essere interrogati con lo sguardo.
Loro hanno vite insignificanti. Hanno poco da dire e quel poco lo dicono attraverso il corpo che usano come riempitivo.
Il loro corpo mortale e' quasi sempre lastricato da tatuaggi di ogni forma e misura. Un corpo parlante nell'Universo delle loro vite insignificanti.
Loro starebbero bene in un Museo di arte primitiva e devono ancora imparare l'a-b-c della decenza.
Visi scavati. Barbette incolte. Camicie a motivi Lifestyle-Grand-Paris. Sguardi e movimenti nervosi. Sono i Reptilosauri delle stazioni metropolitane. Bivaccano nottegiorno sui luoghi. Li pattugliano. Li controllano. Li vedi sgranocchiare Doughnuts Bramley Apple e bere Fruit Juice a base di Acelsulfamek e Potassium Sorbate. Poi tutti insieme si dividono i treni per fare un po' di soldi. Vendono giornaletti stropicciati. Per impietosire i clienti recitano la filastrocca imparata a memoria nei lunchbreaks.
Short list, come promemoria. Rasoio Shrink Seize. Carta assorbente Oakley e deodorante Skin Odour 3H, dallo Store all'angolo di Carnaby Street. 
La ragazza che mi sorride si chiama Kalos. E' dall'altra parte della strada dello Shop Clipper Barber a Soho. Dice di venire dall'isola greca di Lefkada.
E' un trans. E' allegra. Ha poco prima rimediato una marchetta nel bagno pubblico all'angolo. Questo la rende allegra.
Ha una foto di mamma in tasca con una didascalia: " Il prossimo anno a Cinfuegos" . Ha un debole per le statue del periodo pre-ellenistico e le armature medievali del XII sec. Ha la esse blesa e disconnette le sillabe delle parole. Ma e' simpatica, anyway.
I suoi sunglasses David-Alius-Summer-Special la fanno sembrare piu' matura della sua eta'.
Una coppia entra in un negozio di Delicatessen, all'angolo di Dondilion Street.
Lui gli prende la mano e lo bacia sul collo.
Si siedono. Ordinano qualcosa. Parlottano abbandonandosi di tanto in tanto a una risata liberatoria.
Li supero.
Meno Cafe' e' alle viste. Devo incontrare una ragazza, una certa Niorbe.
Le correnti oceaniche l'hanno spinta da queste parti. Per mantenersi ha lavorato per qualche tempo come figurante in film di serie b e battuto le zambrane della zona ovest del Tamigi.
Mi dice di chiamarsi Niorbe.
La sua mano scivola di sotto, dove il tangibile incontra il desiderio. Mormora qualcosa.
Nib mi vede e scuote la testa. Ha un testicolo atrofico. Con un gesto alza il suo bicchiere di Chateau Preuillac della cantina Medoc Cru Bourgeois.
Le sue mani sono fatte per dare piacere.
- Quello e' un idiota!
Le lancio un'occhiataccia, mentre sfila nel vagone mezzo vuoto delle 5 del mattino.
Il treno riparte......Brummmm.
La porta si chiude. Accetto la dura realta' della situazione. Harsh reality, la chiamano gli inglesi.
Un mini cab 020 8337 6070.(...)
Un OBB per un ASBO.
Fin da bambino ha sofferto di Oppositional Defiant Disorder. Tu gli dici una cosa, lui fa l'esatto contrario.
- Un giorno o l'altro uccidera' qualcuno, fu il commento del Capo della Polizia.
- Un ASBO andra' bene per il momento.
" Il prossimo anno a Cinfuegos "...
Ma che cazzo ci andranno a fare - mamma e figlia - a Cinfuegos!!!
Un po' perniciosa per la verita'. La splendida modella dalla pelle ambrata si sfila il suo Tux. Mi promette una notte da sogno e che indossera' le scarpe dai tacchi a spillo dell'ultima sfilata a New York.
E' di buon umore. Ogni tanto rimedia una marchetta.
Il donnino sara' forse russo o ceko. Dipende dai punti di vista.
Dalla Costa Atlantica alle zambrane della zona ovest del Tamigi. Alquanto trafficate, specie di notte.
Un lingua a lingua nel negozio di Delicatessen. Odore di caramello agglutina la bocca.
La sua mano serpeggia fin dove il tangibile confluisce con il desiderio.
Gli occhi chiusi sul piacere, mentre mi parla di carrubi e di filosofie tantriche.
Nib ha un testicolo atrofico. - Ma performa alla grande, mi dice il donnino che gli siede di fianco.
Sara' forse ungaro o turco. Dipende sempre dai punti di vista.
Gli inglesi sono isolani e come tali sono indolenti e smargiassi.
Prendo una foto dei miei calzini sporchi, Filo App n. 5A, e la inserisco nel mio blog.
Ps. A Cinfuegos un mirino si sposta su una figura in movimento.
Un dito preme sul grilletto.
She's gone.
Sorry Baby.
Niente di personale.
Gli affari sono affari.
Saluti e baci da Mamma.(...)

Dacci dentro Charlie!...
Mosche, buon dì!
Avete trascorso una notte tranquilla? Mi auguro di sì! Lo sapete stravedo per voi e l'idea di rivedervi mi indirizza verso il trastullatorio piacere dei giochetti quotidiani. A proposito, ve l'avevo detto che adesso fanno le crune sempre piu' strette: l'ultimo cammello vi e' rimasto con la testa incastrata per un buon quarto d'ora! (...)

Mi sento disinibito come un punto interrogativo disintossicato dalle domande! (...)

L'Universo non si gingilla con le morali. La nozione di bene e di male e' un "affare interno esclusivo" dell'umanita' scellerata. Pertanto smettiamola con le minchionate antropocentriche e le equazioni assoluto-relativistiche. Per l'Universo l'uomo vale meno di uno sputo.(...)

E' destino dei dissidenti subire le accigliate dittature del Minculpop censorio della rete...
L'Italia e' un pozzo "senza fondi" di Verita‘ e di Speranza, un luogo dove le Logge del Privilegio, insieme alle complicerie delle Maestrine dalla penna rossa, hanno dilapidato a man bassa il significato autentico della Democrazia e della Liberta‘, non permettendo all'"aurora elitaria" delle Classi Dirigenti reali, integerrime, integre di prendere posizione per un cambiamento profondo della Societa'. Mi piacerebbe avere uno stiletto al posto del cuore.(...)

Sono un capello bianco nella massa tricologica indistinta della societa'...(...)

Me ne fotto!!! La particella "ne" di "me ne fotto", e' composta da due lettere, ma guardatela come regge bene il contesto! Porta sulle spalle un intero mondo, un intero sistema, un'intera lingua! Non e' deliziosa?(...)

Stamane, come mio solito, prima di riposare le mie divine membra dopo l'ennesimo turno notturno, ho fatto un rapido giro cursoreo tra le "Forme Pastorizzate dell'Intelletto", come io chiamo i Blot (=macchia) delle mie amiche Mosche. E mi e' capitato di leggere - con insolita aspettazione di suffragio - una prosopopea di un mio assiduo coinquilino di blog (=visitatore). Dopo aver speso un paio di minuti nelle ipocaloriche coste dei commenti e del commentato, con mia meraviglia ho dovuto riconoscere che la Mosca de qua aveva un bagaglio culturame di celeste seduzione. Ma proprio quando stavo per mortificarmi in una scodinzolante genuflessione, ho avvertito come una "piega dello Spirito" che mi ha richiamato all'ordine. Dismessa la mozione del "sentimentale arcaico", mi sono chiesto se per caso non mi trovavo di fronte al decadente risultato di un "Ente che smobilita". Mi riferisco alla "Scrittura che dice", la quale - intesa come collettore di significati - non ha davvero piu' nulla da "in-dire, in-verare, in-ventare, in-ventariare". E' carta moschicida di allineati petali di senso, frivoloso connivente del Censorio, pappa ortodossa, dissenteria artistica del pus-potere. Il Nulla si puo' solo rintuzzare col dirompente tuono del dirimente "signifier semiotico", che arriva dalle Pianure Profonde del Sacro Vuoto. Siamo al "grado zero" del "linguaggio che genera", che funziona da culla o da colla della Forma Eterodossa, che racchiude le potenzialita' lucrose del Nuovo Senso, che frantuma le Prospettive Cabalistiche della Significazione. La membrana interdigitale del mio amato Blog mirroreggia tutte queste aspettative in un percorso di puntigliosa e claustrale solitudine...
Con la testa diroccata dal "benefico pregiudizio" verso la Vita Lieve delle Mosche Ronzolanti, vado a dormire...(...)
Erano quei giorni. Ah, il divin micelio che indugia sull'amigdala dalle linee azzurrine. L'intrico di paesini sul litorale camadeo. Acqua torrenziale ed effluvi sacramentali dalle chiese della Galizia minore, dai campanili accartocciati come fiammiferi spenti, westbau nolare aconico sul transetto dipinto. Quando un'ipomea purpurea rimase attaccata al lembo della gonna plissettata e il verso usci' dal suo ventre, frotte di riccioluti angioli accorsero per salutare la genesi. Attraverso una midriasi iridescente, essi - gli oculi imblastonati - riflettevano la noia di un'estate baciata. Coscienza debole o coscienza eccessiva. Subliminale angostura di aghi infilzati su un‘aragosta abbrunata dal caldo. Poeta in felpa d‘organza civettava in assoli ternari, uno sdrucciolio metrico consistente. Insomma un recitativo perfetto. Erano quei giorni. Che cosa orribile signoramia, disse uno scosso Dorian. Il veleno dell'estasi letteraria. Erano quei giorni. Il puzioclitorido vibrava muto di piacere intenso, innato e immaturo. Luce degli occhi di Freud. Di Fredo che li apriva. Di Fridolin che li chiudeva, Kubroammiccante di orge. Un junk dizionario di sospiri. Erano quei giorni. Per un vieto codicillo coranico, dieci frustate idiofone sul dorso infraspinato. Che sorpassava i deserti aspri della desolazione femminile. Che bellamente si inarcava nel logos del profeta asceso a gloria sempiterna. La spada ricurva per combattere torme di infedeli del veterolinguaggio. Erano quei giorni. Di un afflato visionario ribolliva la vita. Mi trovavo un giorno dalle parti delle Tre fontane. Una masseuse cinese mi invito'. Accettai. Almeno un po' di sollievo. Pratica bassa per un'alzata vivace. Un discappamento. Un coxtimoniere. Anarchia militare. Sulla plancia del marinaio una signorina da magazine si muove sinuosa. Fluttua tra i marosi. Tatum tatuaggio in omaggio. Un miraggio per cuori solitari. Miss Andracite divenne la sacerdotessa ufficiale del tempio di Artemide. Addetta ai sacrifici rituali. Olio di bergamotto nella lebes gamikos. Un profumo balsamico per dischiudere la mente all'essenza del logos primigenio. Il filosofo duale che cinguettava sul trespolo le sue dodici idiozie e che fu condannato per lesa maiestate un giorno di equinozio, con la luna in salita di tre quarti. Memorabile fu la decisione di sacrificare un galletto francaise alle divinita' infere per un trapasso spettacolare nell'oltremondo. Assecondato dai discepoli, vestiti con casacche di trapunte e cravattino per l'occasione.(...)

"Io me he fotto dei luoghi comuni", disse il topo mentre si mangiava il gatto...(...)

E' come dire muore il "sesso" con le sue definizioni...
Sono un cielo al suo ottavo e porto marrobbi e felci ai portoni dal design frastagliato di storie rococo' di castelli e fate turchine.
Con un nome nuovo, dalle rive del vecchio brumoso Tamigi, la mia camicia di seta si muove tutta imbacchettata per i Saloni delle strade del Centro-citta‘, tra narici di cornetti e pappine, metronomi di culi-a-sonagli..., tra occhi che graffiano e una litania di lingue che strusciano i piedi della Domenica, quando c'e' poco da dire e molto da raccontare.
Sono una Chiesa. Il posto del silenzio..., trasformato in un ritiro terapeutico per satollarsi il ventre di chiacchiere a-buon-mercato, prima della funzione di Monsignore, con le Forestiere, sul sagrato, che riposano i grossi seni sopra piedi liquefatti nel Sangue dei Vicoli, e a-destra-del-Padre Figliocci consertamente appollaiati sulle braccia di marsupiali Tate dell‘Est...
A spasso con i miei anni in una sera di Agosto...
A quest'ora il Logos abbrunito non ventola piu‘ l‘Afa Infinita... La Banda Provinciale stona musichette e dalle Biografie Illustri, a cuore unito, pulsano tiepidi epigrammi dentro cappucci spolverati di racconti fantastici e tragedie alterate dal liquore-fantasia.
Infantili Nasi, irsuti di odori forti da suk-sub-urbano..., inspirano-respirano-traspirano Leccornie e Tiramisu' dalle desinenze corroboranti...
Una maratona di Babba‘ marinati, su ostensori dalla vaga forma di vassoi, volteggia nell'aria, inseguita da grida-di-evviva di Pueri sguscianti in triciclo-e-biciclo in libera uscita da Mammine, dai capelli di telline e luci di lilla'.
Dietro bancarelle affollate di balocchi-griffati-made-in-China..., mani sapienti manovrano le sistole-e-distole del Commercio-Trionfante-dell‘-Eurosonante..., che le tasche di riccioluti Papa'-alla-moda rendono all'offertorio nel generale parapiglia di braccia tornite...
Donninepie, nascoste nelle-ombre-dei-mariti, recano graffette-sul cuore attorcigliato-a-una-manciata-di sogni-e-grani-di-rosario...
- Noi pesci di paranza saltelliamo felici..., prima di essere imboccati dalle pance argute degli Assessori seduti ai seggi dei caffe' all'aperto...
- Noi madonnine, truccate all'orientale, sotto ombrelloni di candele e caramello..., occhieggiamo ciarliere..., accompagnate dal solfeggio di bocche bagnate dall'incesto giocoso di note baritonali.
Dal cuore aperto della Piazza Centrale orde di focomielici Professori-di-liceo, in fuminiera e occhialini da prete, inondano le Stradine Laterali, avanzando-a-passo-di-lepre e salutando-con-accenni ragazzotti allunati e palpestrate ragazzotte, interrogati il mese prima..., gravide le Mogli-Maestre di marmocchi scorreggioni, che zampettano nelle filastrocche di marsupi a ruote e finestrelle.
La lava di piedi discende lentamente dai cornicioni garruli delle sei e trenta, dirigendosi verso i sedentari crocicchi trafficati di... occhi, settinasali, ginocchiere, sottane transparenti di ridondanti Monti-di-Venere-di-ispido-pelo, panciere di pinne di balena, calzettoni alla zuava, collimolli, labbra sottili, gengive tatuate...
Le teste come dita s'infilano nel naso delle processioni di passaggio...
Ermafroditiche-Madri-Severe accompagnano Figlie succulenti, mentre succhiano gli sguardi di potenti Ramarri appoggiati ai lampioni...
Lacerti di Sogni, dalla vaga forma di palloncini, si vedono ai polsi bionici di corrivi ricettacoli-di-pianto, dalla vaga forma di bambini col ciuffo, impaniati di abbracci e baciperlacei da zie-e-zii-come-te.
Orefici pazienti, dal loro orifiziziale bagliore silvergoldiano, si lisciano le labbra baffute nel clamore di lucrose aspettative affarizie...
Finanzieri in finanziera, finanziati dallo Stato, al braccio di emollienti fidanzate dalle occhiaie di fondi di caffe'-export, arrivano su grosse locomotive, riveriti da Valvassori e Valvassini dalle camminate sbilenche e guercie, e orbitati da mascellosi chiavicchi, in pantaloni rigati e pistole affondate in fondine di cuoio lucido.
Il Pacem-in-Terris s'inebria di fumo di ceri e incenso profumato, mentre passeggia nelle ugole di gagliardi Novizi lungo i Palazzi Patrizi, orlati da antichi festoni di raso e catene di fiori...
Dirimpetto impettite Balie-in-canottiera sgusciano olive coi denti da latte, sputando, su corrosi gattini inviperiti, il salmastro della salamoia...
Spugnose Maliarde nella calca si fanno toccare i didietri da carovane di mani, arrugate da badili e zolle..., mentre i mariti sorseggiano birra ghiacciata e ingollano siluri di vitella alla brace...
Dall'altra parte della Citta', ponti levatoi di alzano sui fuochi lenti del brullo paesaggio di cartone, dove seni avvizziti di Madame-Cinquantenni, con barboncini dal cuore cinabro, vagano in attesa di lunghi Fuchi per la ronda nottambula.
Bottiglioni di vin brule' riflettono ubriachi sulle tavole imbandite dei Loggioni signorili, mendichi di robuste Sorsate Italiche...
Oracoli al collo di impudiche Salamandre predicono il Domani ai Cuori in formalina di vecchiose Cappelliere, affondate negli Armadi tra vasetti di prugne e confetti di naftalina...(...).

Da "Mosche cocchiere in gita sul lago"

Care mosche,

mentre il vostro reverentissimo, procelloso aio (leggasi: precettore, mentore) trascorreva gli ultimi quattro secoli a pomiciare con le lussuriose labbra del filosofico andazzo, a cubature la m...si é andata affastellando e voi -mi dicono- siete corse a celebrarla....a riverirla...a inzuppare il vostro straordinario uncino...

Mi riferiscono altresì che l'abbeverata é stata indigesta e di già state rigurgitando gli umori acidi di tanta mercanzia...(leggasi: reflusso deiettivo) (...)
La mano sale ogni due secondi poi ridiscende, posizionandosi alla base...
Si chiama Serafine. L'ho conosciuta dalle parti di Tan Avenue. Segue un corso di Storia Medievale in un college del Centrocitta‘. Ha un viso perfetto. Ricorda la bellezza della terra di Alambra rivestita di autunno. Proviene da una famiglia ricca e facoltosa del Nord-est.
La porta e' accostata. La spio mentre se ne sta nuda, accovacciata in meditazione. Gli occhi chiusi. E' bagnata. Una goccia incomincia a scendere dal viso. La seguo nel suo percorso tra l'incavo dei seni e i solchi del ventre fino a scomparire tra le labbra carnose del sesso.
- Con la Guerra delle due Rose la perfezione del Passato finisce e la Transizione riempie gli argini, mi dice davanti a un caffe' bollente.
Mi spoglio. Mi avvicino. Le sue labbra si increspano in un sorriso. Continua ad avere gli occhi chiusi. Mi dice: - Ti aspettavo!
Le siedo di fronte. Le mie dita esplorano ogni centimetro quadrato del suo corpo. La sua pelle ha la lucentezza delle Cattedrali gotiche. I suoi seni racchiudono tesori di perfezione.
Le mani cominciano ad ondeggiare, mentre la goccia scompare tra le mie labbra.
Mi sento trascinare. Ora sono... Serafine... Mi Accorgo di avere i movimenti di un bradipo. Il sole e la luna appiattiti sul mio ventre.
- La Guerra fu combattuta tra i colonnati delle chiese e dei conventi, continua.
Il contrasto tra la sua dolcezza e l'epidemica striatura di violenza che percorse quei secoli. La Guerra delle due Rose. Visi riccioluti di ragazzi soldati, seppelliti sugli scudi! Le Parche che danzano intorno! Le ombre dei Dannati che calpestano il sangue, le dame, le alabarde, le balestre sormontate da unghie giganti, il suono della Cavalleria che assale il nemico alle spalle, i colpi di maglio, i carri, la violenza che infetta le Epoche... Il fumo che brucia gli occhi. Destrieri colpiti che si impennano nell'ultimo sussulto di vita! Cadono nella polvere intrappolando le armature, finite dalle misericordie degli attendenti. I vessilli che sventolano nel fuoco e nella pioggia. Il vino della vita. La Guerra delle due rose. I Dannati, il passato che taglia in due le Epoche e la transizione che nasconde il Futuro incerto. I draghi dei vessilli che volteggiano alti. La lingua degli uomini tatuati nel sangue. La Guerra delle due Rose. Il sangue degli Innocenti sugli absidi e sui marmi delle statue. Le ombre, che scalfiscono i Tempi, calpestano i sassi delle Civilta' morenti. Il passato che finisce e la bellezza che entra nella transizione. La Guerra delle due Rose. Le rupi che avanzano. Cavalli di battaglia spronati, che si lanciano a capofitto nel fitto delle lance. Le ombre dei Dannati si allungano sui passi dei lancieri del Re. Denti che atterriscono, le lingue tagliate, le braccia monche, la Morte che aspetta, che prende posizione. ...
La terra di Alambra macchiata di sangue. Lei, la dea guerriera che chiude gli occhi alla vita. Lei avanza leggera sui campi di morte e sorride.
- Qui non cresceranno piu' le rose profumate, mi sussurra.

Esce lentamente il calore dell'onda che si accosta. Si alza, si riveste, scompare, portandosi parte della sua dolcezza con se'...(...)

Observe and report...
Epifania di ore nel pomeriggio solatio di una citta' del Sud. Sono lo spirito del Viandante che mostra il suo grosso dilemma ai ficcanasi...E la sua testa sbuco' accanto alla spalla di Melina. Aprii la porta. Observe and report.
- Mamma, mammina ho visto un signore canuto disteso accanto alla signora Melina in mutande... Ovviamente, era solo un problema di postura, nella mia visione meccanicistica di bambino, ma fui lo stesso sottoposto a una visita, alla ricerca di una ottimizzazione metabolica. Ne venne fuori una distonia psicomotoria alquanto strana per un bambino della mia eta'... Se ne auspicava un subitaneo superamento, dimodoche' la riprovevole condotta potesse essere recuperata e rigorosamente ripulita dalla iniqua sovrastruttura.
- Un mescolamento tra livelli corticalolimbici e viceversa, e' la spia di un malessere profondo, dissero i medici.
- L'ineffabile giacente insieme alla sua postura pelvica, nell'ancipite rappresentazione di una mente catafratta, sta a significare tutto e nulla.....
Poi parlarono di paradigma e prolegomena intorno a una foglia di eucalipto e altro...come cura. Ma di questo non sono certo.
Fui rispedito a casa... Riaprii la porta, stando decisamente sull'uscio. Rividi la signora Melina a gambe aperte, mentre un gatto canuto era accovacciato leiaccanto nella sua consueta inconfondibile postura. L'alterita' feroce di una dissonante incoerenza logica mi fece ritornare cosi' malgrado tutto sui miei passi.
- Mamma, mammina mi era sembrato di aver visto qualcuno, ma devo emendare la mia previa enunciatio col dire che, rebus sic stantibus, l'essere umano talvolta puo' entrare in conflitto brainvisivo con la realta' cosi' come la conosciamo. Ora so con certezza visoauditiva che era un gatto, dalla testa canuta si', un giacente pelvico si', intorno alle quattro del pomeriggio si', accanto alla signora Melina

 
 
 

Bla bla podromi e impodromi

Post n°6623 pubblicato il 05 Aprile 2017 da davidaliuslosyano



Manifesto in quarantacinque righe!
Mi rivolgo... alla vostra parte non robotica, non bombardata, a quella enclave non contaminata, innocente, coesa, forse migliore di voi stessi, ai vostri destini che non sono mai divenuti tali, alla quieta coscienza, alla forza dei vostri nervi vinti. Mi rivolgo... al coraggio di chi fa un passo avanti alla volta, all'astuzia di chi e' onesto (contro l'astuzia dei ciarlatani), alle vostre parole mai pronunziate, al vostro silenzio mai patito, a quei sogni sconfitti ma irrinunciabili, alle vostre ironie mai diventate sarcasmo. Mi rivolgo... alle vostre mani che toccheranno, alla bocca che baciera‘, agli occhi che vedranno non la verita' dei filosofi (quella non esiste se non nei libri che non apriremo mai), ma quella dell'istante che passa e che non abbiamo mai avuto il tempo di afferrare, presi dal gioco della vita senza tregua. Mi rivolgo... al vostro senso del mondo, al mistero delle vostre esistenze quanto mai uniche, a voi stessi tutti interi, indivisibili, alle vostre parole profetiche, ma gettate da qualche parte, al desiderio che non e' mai stato azione, all'incoerenza di chi osa, alla possibilita' di chi vede lontano. Mi rivolgo..... ai vostri istinti repressi dai mercanti ingordi di consenso, a quella liberta' intravista e attesa sulla soglia, misteriosa e invitante. Mi rivolgo.... a quelli, che sono li', riflessi dentro vetrine sporche di pioggia, nudi e muti, i capelli bagnati, le labbra contratte in una smorfia, infelici... sofferenti, simulacri di qualcosa che non e' e non sara'....forse mai....
Mi rivolgo.....
(...) Bel sito, davvero! Le risposte perfette e puntute! La Bibbia conosciuta come il rosario! Personalita' infallibile quella della giovane curatrice! Un'istintiva, sofisticata, fervida aderenza ai canoni! Un compassionevole amore per il prossimo dell'altra sponda, soprattutto cattolica, che era quasi pari al suo odio per il maligno, il quale - a quanto sembra - tra le altre cose trova anche il tempo di ispirare le apparizioni della Madre di Dio, oh pardon, della signora Maria!

Alla curatrice del post n. ... dico che il Regno dei Cieli lo meriteranno i puri di cuore e di mente (io - quindi - da peccatore impenitente mi autoescludo!) e non chi, attorcigliandosi nelle Verita'(sic) Rivelate, vende sottobanco vitamine difettose gabbandole per ricostituenti dello spirito. Il sottoscrivano - invece - qual cantore di pseudole-mezze-verita', pur avendo una autentica passione per le figure sacre dell'immaginario cattolico-familiare, continua a credere nei "cigni neri" e nella "separazione galileana" tra scienza e religione...

Era lui il Maligno! Mi ha confessato - col cuore in mano - che non e' lui il regista occulto delle apparizioni (Vedi il post n. ...), che con tutto il lavoro arretrato che si ritrova non ha nemmeno il tempo per farsi il segno della croce. Dalla voce mi sembrava preoccupato! Lo capisco. A causa di dicerie come queste, la sua reputazione di "cattivo" potrebbe uscirne scossa...(...) Le cose accadono in un attimo: in un millesimo di secondo di disattenzione. Quell'istante spezza la linearita' temporale e fa prendere alla vita un'altra direzione. Il tempo ricomincia da capo, rinuncia al suo scopo, si rimescola aspettando che il feedback soggettivo trovi nuove forme ed espressioni. E' il piccolo big-bang personale, il campanello d'allarme che ammonisce e celebra la vittoria del Caso sulle nostre piccole, insignificanti esistenze...(...) A questa eta' c'e' la ricerca fisica del peccato come diritto umano inalienabile! (...) L'antimateria...da "La spelonca di zia Rita". Allora vediamo: di massa contraria. Si annichili' subito dopo il botto, e scomparve, o quasi. Non si sa dove. Da qualche parte sara'. Si dice nel lontano orizzonte galattico. Dove ha dato origine a mondi trasparenti di carica negativa, appunto. Si stanno mappando le zone dell'universo, dove si pensa si sia concentrata. Un po' qua, un po' la', einsteinianamente, boccacce comprese! (...)
Polpacci, in vena di confidenze, mi disse un giorno: due cose [anzi tre] non dimentichiamo mai: il gusto del cibo della mamma, l'inno nazionale e ...le parolacce! (...)
Il pilota automatico mi ha pregato di non rivelarlo a nessuno. Obbedisco! (...)
Con Polpacci andavo su e giu' pe li colli col lambrettino a raccattare ferro vecchio. A sera stanchi ci sedevamo al bar di Prisutto pe una birra ghiacciata e un tramezzino. Poi diritto a casa pe l'amatriciana in stile barese...(...)
I polli nella gabbia imitavano le oche. Consci della fine prossima starnazzavano per dimenticare il momento del trapasso. Il gusto della morte pero' te lo ritrovavi nel piatto...(...) Destrutturiamo il paesaggio concettuale forzandolo a una postura di originario disincanto...
La bellezza del Creato, le montagne dal cucuzzolo innevato, i cieli turchini, la stella dell'Orsa, la marea montante, il lento meraviglioso declinare del sole sull'orizzonte, la natura incantata, le gemme fiorite, il paradiso degli uccelli, le sponde del fiume, la collinetta alberata, la pineta sullo sfondo, il bacio tra i fiordalisi, il cane che rincorre il ramarro, le lacrime davanti alla formichina che trascina il semetto, il guano del piccione sul vestito nuovo, la tua bestemmia lanciata in aria. (...)
S'infiltra dappertutto. Penso nebbia. Penso fumo di Londra. Davanti allo skyline le luci si accumulano per poi disperdersi come nel peggior caleidoscopio. Avverto un senso di sconfitta mentre mi inerpico per le strade del centro. Gli uomini mi sembrano dei diavoli buoni, forse un po' svitati. Le donne piene di astio per se stesse e il mondo. Compro qualcosa da una drogheria, so dopo qualche minuto che e' una barra di cioccolata. Accetto con gusto rassegnato la scoperta. Inviti. Tutto e Tutti ti invitano a spendere.
Odio Parigi e i suoi filosofi, amo Londra e le sue puttane...(...)
Prima di spogliarsi, indugio' su una vecchia foto. Il micio si avvicino' e comincio' a strusciarsi alle caviglie.
- Parlami di te.
- Cosa vuoi che ti dica...
- Ce l'hai almeno un gatto? Dovresti averne uno: sono cosi' silenziosi e cauti. I poeti amano i gatti: ispirano pensieri.
Le mattine di pioggia. Gli alberi in giardino appartengono al vento.
- Non conosco bene la vita per parlarne con competenza. Se ho dei ricordi passeggeri, sfumano in un istante. Una volta, seduto in un Caffe' di Parigi, immaginai me stesso confuso tra la folla. In quei giorni cercavo di aggrovigliarmi agli altri per sfuggire al silenzio.
Una persona e' una persona. E' l'equazione della solitudine. L'artiglio feroce di chi non sa amare. Rallentare la corsa. Ipotesi migliore. Un aquilone nell'aria non racconta frottole. Vive la sua esistenza in modo semplice. Non inganna, e non e' ingannato.
Ho sempre mostrato il lato migliore di me. Anche nelle ore incerte. Non mi sono sbagliato. Ma e' cosi' confuso e stancante. E' come un martello pneumatico. Ti scava fino all'origine. Anche se non vuoi.
Perche' rinunziare al caotico processo dell'identificazione. Cosa c'e' che non va? Chi troveremo dall'altra parte? Forse l'impostore che non sa accettare alcuna regola? (...)
Bambole dal collo alto.
Raccontami una storia. Me ne staro' quieto come un bambino insonne.
Una vita e' il paradosso delle cellule morenti. Una luce che ha perso la ragione e che comincia a credere alle ombre. Lassu' in alto, lo sparviero si finge gabbiano. Si inerpica tra le nuvole corrose. Si fa sottile sottile per uguagliarne la bellezza. Si sente puro come un metallo prezioso. E' pronto per entrare in Paradiso. E' li' a un passo...Ma la sua natura lo trattiene, e ritorna a mordere a uccidere per nutrirsi. Rinnega l'immagine perfetta per una qualita' inferiore, piu' potente. L'orgoglio. (...) Due improbabili gambe a pois...Me ne sto seduto in panciera su una panchina alle falde del Tamigi. Area Kingston-sud.
Poco piu' in la' ai tavolini di un Refreshment - appallottolate attorno - un trio di pinocchiute mamme inglesi con relativi marmocchi in carrozzina. Fanno salotto raccontandosi pettegolezzi.
Sempre sulla destra sparute seggiole con variopinte ribaltine se ne stanno assorte e vigili per il piano scosceso.
Nell'acqua di fianco sagome di pennuti, di diverso colore e taglia, si ammonticchiano nei pressi di un briciolame colloso, che qualche mano caricatevole ha gettato di passaggio.
Il verde acceca.
Mi viene incontro un trasandato ragazzotto sbocconcellando un torsolo. Prende la rampa che costeggia il fiume.
Altre due pinocchiute con pulcini al seguito si avvicinano, ma anche loro prendono la rampa.
Sulla sinistra - poche panchine piu' in la'- due regazzini con le loro risa giocano a fare gli innamorati. Ora se la svignano.
Sull'altra riva un caschetto con occhialoni pedala rapido sul suo velocipide.
I due di fianco ora hanno finito il te' delle tre e un quarto e osservano attoniti il cracchiare del frugolino. Replicano a turno con battute cracchie facendo roteare le braccia e gli occhi.
Si alzano. Getto loro uno sguardo indagatore.
Non riesco a capire se trattasi di mamma-e-papa' o di nonna-e-nonno.
Gli inglesi hanno il corpogiovane ma il visogrinzo rendendo l'eta' di difficile lettura.
Quattro colombacci si avvicinano alla chetichella al tavoletto lasciato vacante per beccolare gli avanzi invisibili caduti negli ultimi venti minuti.
Nell'acqua verdegrigia del fiume, un branco di voluminosi pennuti dalla livrea lattiginosa si lascia scorazzare dalla corrente. Qualcuno sbocchina l'increspata superficie.
Sulla terraferma un gomitolo ringhioso tutto imbullettito avanza, tenuto al guinzaglio da un frettoloso padrone d'eta'. I due si assomigliano. Sembrano due gentlemen in bombetta e ombrello.
Una mamma del trio incomincia a stirare su e giu' il passeggino, tentando di acquietare il fantino. Quindi si aggiusta la sciarpa di seta tirando le estremita' con le mani.
Un piccione mi planaaaccanto venuto da chissaddove. Un altro lo segue a rimorchio. Con uno sbattere d'ali riprendono il volo.
Una barchetta a motore dalla chiglia nerofumo fende l'acqua a non piu' di un nodo. Le due dame in piedi mi guardano accennando a un saluto.
L'ultima unghia e' ormai rasata. La smetto. Non sta bene.
Una single dalle occhiaie di cartapesta sfreccia il suo carrozzino col prezioso carico sul tarmac impolverato.
Sono allo scoperto. Il sole dalla nuvolaglia selvaggia fa capolino, dandosi - per cosi' dire - un attimo di libera uscita. Ma dura poco.
Intanto l'albero frondoso che ripara il trio di mammeinglesi indossa gli auricolari per non sentire il loro gracchiare.
Un canottiere in canottiera scende controcorrente. Poco distante un altro lo tallona. Sembra una gara. Cosi' e'. Il primo pare calcola la distanza che lo separa dal secondo dando di sfuggita un'occhiata al ponte.
Sulla linea mediana del fiume, procedendo a meno di un nodo, una mature con occhialoni anni settanta comanda una quasi-piatta verdelucertola. Ha una posa sexy col gambino rialzato e annudato.
Dirimpetto sull'altra riva, un solitario fumatore se ne sta appancato per i cazzi suoi. Di li' a poco scompare alla vista. Lo rivedo mentre si dirige dalle parti del ponte.
Mentre indugio sul prosperoso didietro di una signora, il fumatore sull'altra riva riappare seduto sulla panchina. Forse era solo andato a pisciare.
Due improbabili gambe a pois [per via delle calze alla francese] sbucano dal cespuglio alla mia destra.
Mi alzo per seguirle. Sull'altra riva, il fumatore - questa volta - e' sparito per davvero. (...) Non ho niente da scrivere... Non ho pensieri ne' sogni da regalarvi...E' tutto uno sterile imbroglio. Anche la liberta', che si finge nostra alleata, e' solo passione per gonzi, caduco ginepraio di buone intenzioni. Viviamo tra deliranti mistificazioni, bucati da incubi pastello, infilzati da allegorie accese, trapassati dall'angoscia del Segno. E che dire della felicita'. E' la via d‘uscita, la salvazione o piuttosto una pastiglia di cianuro, un'immaginetta consolatoria, simulacro del peggio del peggio, uno spirito contorto che rinvia sempre a un miserabile altrove, aurea beatitudine del niente? Meglio lasciarsi esistere. Ritirarsi in un luogo tranquillo [Ballaghadereen, andrebbe bene]. Sedersi in riva al lago, chiudere gli occhi, e lasciar fare al vento...(...)

(...) Qui, in Inghilterra, mi sveglio e il primo pensiero va al lavoro. Lí, in Italia, mi svegliavo e il pensiero vagava, vagava alla ricerca di qualche addentellato cosmologico che riempisse di senso i giorni, i mesi, gli anni...

A quei tempi (non mi chiamavo ancora Davidalius!) ero davvero ridotto all'osso, rastremato dalla sofferenza del non-detto... Nato nella mangiatoia del "tutto-e'-possibile" mi muovevo tra le innocenti dissidenze del Paria, pur frequentando me stesso con tranquilla cognizione...
Col cuore corrotto dalle colate di miele dei "Caroselli" e dalle smulinate rossoverdebianco delle liturgie alla moda, mi limitavo a lanciare pigne psichedeliche verso gli skudi protonici del luminoso e leggendario Paleopotere, che, avvertito (per la lunga militanza nelle confutazioni rissose cassazioniste), mi rispondeva col tranquillo candore dell'"indifferenza"...
Con la testa in usufrutto e i coglioni costantemente in letargo, per impossibilita' a mulinare, mi assopivo sulle parapsicologie psichiatriche per recuperare (a me stesso) qualche oncetta di "dignita'".(...) Tutto e' stato detto. Anche l'ultimo pazzo e' impazzito di malavoglia. Svuotato dell'ultima stilla di musica. Che lo rendeva diverso, sulfureo come solo i grandi maghi della Vita sanno esserlo. Fare a botte con la puttana morale, sputare in faccia al dolore, perche' il dolore e' per gente debole, pietosa. E' l'avanguardia prezzolata del potere, il dolore. Preferisco la dannazione. L'idea che in un modo o nell'altro non ci si salva. Perche' la salvezza, dopotutto. Perche' la vita, dopotutto. Neanche il suicidio e' allettante, perche' il vero suicida ama la vita, e la vorrebbe unica e perfetta. Io la disprezzo, la vita. Meglio l'inesistenza, qualcosa a meta' strada tra il respirare e l'annullamento. A Parigi nell'ottobre del 2006 ho pianto. Non mi vergogno a dirlo. Ero dalle parti della Gare du nord e, sotto fini lacrime di pioggia, ho pianto per la prima volta nella mia vita. Ero invaso da sentimenti di tenerezza verso questa carcassa d'uomo che non sa tante cose, che non sa fraternizzare col dolore, che non ha pieta' per se stesso. Odio l'amore dei poeti, perche' non potra' mai essere il mio. Odio la gioia della gente semplice, perche' non mi appartiene. Odio quel dio che non sa scegliere un destino per me. Odio gli eroi senza coraggio...(...) Ritorno per un attimo allo stupore aristotelico, a quel primitivo incontro con la verita' pura, per cavalcare finalmente la mia stella.
Cos'e' mai al confronto il bieco raziocinio di quelle stupide maschere da teatrante arguto?
Cosa darei per diventare: l'evento che si cela (ma che c'e', impensato), l'anodino essere smarrito nella semplicita' del sogno terreno. (...) L'attimo che scappa... Su da bravi rincorretelo... Se siete fortunati l‘agguanterete. E poi? Cosa succede poi, una volta afferrato il di sopra per la collottola... Dico: avete mai visto l'attimo in faccia? L'avete soppesato? A guardarlo bene quella cosa li', quel parvevu temporale, quell'impiastro senza sostanza immaginifica, privo di fantasia e di creativita' chimerica, destituito di sogni, di cieli, di aneliti, questo fantasma dell'istantaneita', dell'autenticita' immanente... vi apparira' un depresso orizzonte, un faro di scialbo raziocinio, glabra essenza incorporea di nominale oggettivita', fenomenico ristoro di anime pavide, cave, vigliacche, asettico regolatore di vite alla deriva, una cinematica zerita'...(...)

La scimmia come genitore tendenziale, come fratello in cosmesi, depilato e pronto per occupare i piu' alti scranni della City. Ombrello, bombetta e valigietta ventiquattrore. Diagrammi e cifre. Million, billion...(...) Jack L'insonne...Me ne fotto della cultura e dei libri. Me ne fotto delle parole, dell'educazione educata e delle rivoluzioni evoluzionarie. 

Me ne fotto delle religioni che contengono un dio che ha smarrito l'Uomo. Me ne fotto dell'uomo che adesso rimpiange di aver creato Dio.
Me ne fotto delle maggioranze silenziose e delle minoranze rumorose, dei sondaggi elettorali e di questi cialtroni che abitano le stanze della politica.
Me ne fotto della pubblicita' che ti imbambola coi sogni di carta vetrata.
Me ne fotto dell'amore sentimentale che diventa porno alla prima occasione. Me ne fotto del matrimonio, della famiglia, di questa gioventu' spensierata che scivola su lastre di ghiaccio, credendo che sia un gioco.
Me ne fotto delle principesse uscite dalle fiabe. Me ne fotto dei principi senza principi, dei lupi mannari e dei grilli parlanti.
Me ne fotto della vita catalogata, della verita' dei filosofi e della virtu' che non vede l'ora di diventare vizio.
Una postilla...
Me ne fotto della crisi, dell'alta finanza, della morte, delle dittature e del suo rovescio simbiotico: la democrazia [Avete fatto caso: i dittatori non fanno piu' i golpe da quando hanno scoperto le sue virtu'...]...(...)
Passo dopo passo, istante dopo istante mi accorgo dell'infelicita' avanzante. Un delirio. A piedi nudi costeggio il lembo di terra che salva. Ma e' cosi' spossante. Preferisco mille volte l'infelicita' che si svela, che mi svela. L'infelicita' che gronda infelicita'. L'infelicita' che contiene e consuma i muri molesti come muri. Di catrame foderati. Di menzognere consuetudini dipinti. Non sanno fare piu' il loro mestiere. La provocazione spavalda che scruta pensieri spocchiosi. Mutata alla radice. Meglio trovare una via outside, allora. Alla svelta. Collassare alla svelta nel tremore nerofumo blasfemo. Piu'. A perdifiato. Meno. Zitto, zitto. Nel dubbio, casomai, sino a prova contraria, ci ritroveremo a disfare e ridisfare senza respiro lo stesso trasandato abito. Zona impervia.
Un nido di formiche vociferanti consegnano doni alla Regina Madre. L‘intera biomassa animale. Mute. Le foglie mute. Mai state nella circostanza. Un bagno di sole e di pioggia. Apertamente fraintendo. Adescato da pensieri di morte che sottendono un malcelato frastuono di sensi.
Il sopracciglio fluido del giorno s' aggrotta. Il ventriglio tritatutto delle ombre. Paventante. L' origine. Si' i fantasmi del tempo dell'origine originaria. L'accusa a carico. Mistificazioni d'infinito e con l'assoluto come fratello. Zattera debordante la foschia rasa acuta plateale e il coraggio che e' sempre li' piatto adunco impalpabile. Ma basta davvero? Scalfitture di significato sull‘albero del silenzio. Dove hai scritto: verra' l'alba e leggero' nei tuoi occhi il tormento. Mi vedrai smarrito. Nuda distanza siderale. Cupo di desideri infranti. Un Gulliver spiantato. Morente tra le fiamme, incenerito dalla sua stessa cenere. In simil modo giace sul confine dell'innocenza. Ripulito da anfetamine di peccato e di senso riposto.
Strano gioco di rimandi. Qualcosa di grave e' accaduto. Una linea si frappone tra me e me. Lascio intendere un sotterfugio, tanto per incominciare. Forse una canzone, le parole di una canzone rimedieranno. Non voglio perdere il mio sentimento.
Muovo le mani per afferrare. Il suono grave del momento mi fa sentire...enigmatico a me stesso. Un movimento andante d'artista concettuale. Save. Col click che si ripete. Anche quando quella volta. Manufatti di rarefatta bellezza. Come teorizzato. Arte poverissima, quasi affamata di mistici significati. Sguscianti o piuttosto arguti, come si conviene all'inizio di ogni intrapresa. Scansione minimale, come i sorrisi laggiu'.
Una curva. Acci...Andare spediti verso l'Umanita' impostora. Necrologio alle due di notte
All'entrata. Si. Misuravo i passi. Poi il nulla. Penoso per me, per noi. Aspetta andro' prima io. E' cosi' che deve andare. Poi restera'. Un po' alla volta. Dietro quella porta. Fammi passare. Perche'. E tra noi e' chiusa...o. Oh! Battersea non ho il coraggio di continuare. Un tempo infinito come. Impallidivo al ricordo

ACCIDENTI. Cosa dire? Non mi piace parlare di loro e della loro sicurezza, soprattutto. Perche' alcune, si', sono maledettamente salde decise sicure di se‘. Insomma, quella loro aria ribalda disinvolta, mette a dura prova la fiducia nostra nella virilita' e nei suoi accessori maschiogenetici. Si piazzano li' e ti scrutano con quegli occhi di gatto affamato, che sembrano dirti: "Vieni vieni, mio bel topino". E novantanove volte su cento si finisce dove loro hanno deciso che tu finisca: nei guai. Hanno su di te, per dirla in breve, come un potere, una forza d'attrazione malefica, che loro si ostinano a chiamare fascino, ma che per me e' solo fluido incantesimo stregoneria maleficio sortilegio. E poco importa se sono belle o no. Ho visto delle bruttone lavorare di fino, con studiata finta normalita', riccioluti fustotipi scultorei. Il fatto e' che, per noi maschi, loro, tutte loro, hanno un settembre in piu', perche' una marcia in piu' sarebbe troppo generico...
Si', attenti all'ancipite e a quel vocino, all'olio di cupra, che ti gabella orrore per amore...croce, cruccio, tormento per delizia...(...) Shanghai di notte sembra una colata lavilescente di faville accese e di lumi filanti. Le papille incinerite della citta' si gustano gli aromi forti delle strade dei quartieri dell'interno, dove gli zar delle dinastie mongole si recavano per visitare le loro amanti. File interminabili di macchine raggomitolate ognuna nel loro metro quadro di spazio comunista aspettano che i solerti funzionari di partito decidano che la "scorrevolezza del traffico" entri a far parte del nuovo "Piano quinquennale...(...) Aveva le pezze al culo di un bel marroncino mandorlato e un neglige' satin di color grigio-Brno'. Un golfino magnet-magenta faceva bella mostra nella sua borsa di "Hattalo", insieme a un loricato "Jean-Paul" a punta di uncinetto. Indossava un grazioso cappello ultima moda a pigmenti sole-del-mattino su una frangetta maritien-eloise arabescata da lunghi capelli ramato-cremisi. Il suo busto era attillato da un camiciotto swat-hag red-stimulate con cinta damascata, mentre le gambe, ammorbidite da calze trasparenti di un bel blue-Phoenix, finivano dentro scarpette porporine coi mezzi tacchi. Le mani si muovevano con prosopopea e i suoi occhi noce-intenso a volte mandavano lampi, pur guardandoti irregolari per via di un nistagmo appena accennato...(...) Sbarazzatevi delle cianfrusaglie ideologiche e andate a coltivare il vostro orto canditamente...riempitelo di colori vividi...e soprattutto abrogate il coraggio: robaccia, lattecagliato, risaccatiepida....Lo spirito non ha bisogno di eroismi ma di immaginazione... Trasformatevi in farfalle e penetrate la dura roccia... le vette dell'Impossibile vi attendono...Sostituite la felicità col desiderio e nettatevi le unghie lercie di Storia. (...) Il ronzino s'acquietò col torcinaso e un denso nerofumo uscì dalle froge... Indi parlò: "il senso è inviso alle genti.... la dittatura del molteplice sopravanza"...(...) Incidente filosofico a Lebanon Avenue...due fiammanti aporie si sono scontrate...non si lamentano feriti!! (...) Continuo a guardare con affanno e contrizione nelle scollature delle altemaree letterarie per vedere dove si e' cacciata l'Idea..(...) Dimenticate le "Altemaree letterarie". I detriti della fumante Idea vengono alla luce solo con le maree basse...(...) La "steimbeckiana geometrica tortiglia" del linguaggio scapestrato dialettale, rutilante di odori forti e di puzzo di vecchio rum d‘annata e' senz'altro una risorsa di sapere dimenticato...(...) I poeti francesi dell'800..., (di cui parla davidaliuslosyano nei suoi ultimi post pubblicati, nda), hanno racchiuso la maleodorante cagliata classicoromantica in barattoli sottovuoto e tenuto a battesimo il nuovo espressionismo poietico, correggendo la rotta dell'evocativo e indicandoci nuovi giacimenti di marmo elegiaco levigato e decantato dall'Oscurismo e Orrorismo Personalistico...(...) Mi sapete dire cosa e' la "liberta'"?... No! Non quella Cartacostituzionale, sciocchini! Quella non esiste se non nei proponimenti dei Padricostituenti! Intendo quella dei Poeti..., quella che ti fa palpitare solo a nominarla, che ti accarezza nelle Vie in Salita, che sussurra paroline dolci alle orecchie dei Viandanti. Mi riferisco a quella che ognuno di noi puo' inventarsi nelle notti di inchiostro, quando non si ha nient'altro a cui aggrapparsi. Mi riferisco alla liberta' di sognare finalmente il nostro sogno e non piu' quello degli altri, alla possibilita' di "riconoscere" nelle Vetrine della Vita il nostro Volto incondizionatamente...(...) Spunta l'alba. Per farmi perdonare, dopo l'accalorata discussione sul sangue e le trasfusioni del giorno prima, mando via e-mail ad Audrey la seguente composizione, che sono sicuro le piacera'. Titolo: Un lenzuolo che possono calpestare...

L'Apocalisse. Il miraggio. Le sette streghe. Il castello... Marcondirodirondello...
No, non mi lascero' confondere. Vecchie parole sulle sue labbra. Ma non mi lascero' confondere. Io conosco la temperanza e la temperanza conosce me. Possono calpestare un lenzuolo. Mi trovera' monda dal peccato. Guadagnero' la chiave che apre il Paradiso. Il sonno eterno mi sorprendera' in piedi sulla Montagna laggiu'.
La Fata Turchina. La spada. Il fuoco. L'estate. I cardi. Le fanfare. Tre per tre. I pasticcini. I colori della primavera. La sabbia negli occhi, che prendevi a calci come nella canzone. Quella canzone che tanto mi piaceva. L'ho solo percepita, senza l'uso del sentimento. D'emozione destituita. Mi ricordava te. Le notti a contare i minuti. A ricordare il passato. Il gioco leggero della vita, stretta nei nostri pugni. Stretti, stretti.
Cio' che il sangue dice, non mente. Il nostro sigillo. Non capiscono che tutti noi siamo uniti nella morte. Avida, purpurea, intelligente morte. Chiama all'appello i Giusti di Dio Padre. Saremo insieme, io e te, dietro quel cielo laggiu'. A piedi scalzi nel fragore dei Tempi. I pugni chiusi sul destino. Il ventre che brucia, il vento che abbraccia. E il sangue che chiama. Lui non mente. Un sigillo sulle nostre vite.
Una corsa. Le gambe tremule. Le salmodianti note sulla pelle. Acquazzoni inventati per stare insieme. Un ricamo sul cuore. Un fiato che si perde tra gli atomi di sole. La paura che svanisce la stanchezza. Sei con me? Il tocco delle sue labbra sui capelli bagnati. Sono emozioni destitute di calore. Gli ultimi avamposti, prima del tormento. Le palpebre che si schiudono. Nel sonno stringiamoci. Il sangue si confondera'. Il tormento che chiama, beve questi attimi. Insieme. Quel chiarore nella lontananza rossa accesa. Un brivido. L'attesa... per qualcosa che non c'e' ancora, ma che verra'. Il suo sigillo sulle nostre ossa. Un tatuaggio del destino. Mi hai detto che non ti fermerai. Saro' un lenzuolo che possono calpestare. Tua, fino alla fine. Mi troverai felice. Emozioni destitute di tempo.
Lui mi scovera' coi miei desideri, ma non mi punira'. Andro' sui sentieri a giudicare i Giusti che lottano col passato e le emozioni che tornano. Ma il sangue non mente. La mente che svanisce e Lui che mi portera' con Se', mi guardera' negli occhi, mi sorridera'.
Lasciami morire. In qualche luogo trovero' la mia pace, e il respiro di Dio Padre mi ridara' la forza e la ragione. Lasciami andare. Voglio essere l'onda della risacca nella notte. Leggera, leggera come panna montata. Calpestata, come un lenzuolo. Lasciami sognare, ancora una volta. Saremo solo io e te sulla Terra.
I passi. Passi che avanzano nel vuoto del Creato, tormentano il mio tormento. Il gioco del sogno livido. La danza. Acini di tempo. Frammenti di ragione e di te che svaniscono. Dita che sfiorano. Occhi che brillano, come lune tremule. Sorsi di pioggia imbastiscono i sorrisi. Le foglie che cadono, che spostano il vento. Una mano che ferma il tempo. L'assillo degli attimi che scivolano. Guance sudate nella membrana vischiosa della notte. Suoni che si allontanano, che chiamano, come il sangue che non mente.
Mi sento un albero che ha perso corteccia e radici. Un albero calvo di luce, che non si nutre piu' di presenze e di sguardi. Le sue emozioni. Uno specchio spento che mi nasconde a me stessa. Un'immagine ebbra che non riconosco. Le piaghe delle mani. Il mio volto nella nebbia. Il fruscio del silenzio. Un canto. L'alba che ritorna, che non mi lascia in pace. Il sangue che non mente, col suo sapore acidulo che spezza la ragione. L'inchiostro che buca. Il buio che assale, che culla nel torpore le tue molecole nemiche.
La vita e' un gioco lontano, opaco. E' un prima e un dopo. E' un prendere o lasciare. Un in e un off. Una tregua. La posta e' la stessa, dovunque: un sottile, carezzevole, tattile dosaggio di polvere fangosa che tappa le narici, che scuote questo meraviglioso involucro di atomi.
Riconosco il dolore e me stessa nei giorni che uccidono. Riconosco una rosa dal suo tremolio sul palcoscenico dell'universo cangiante.
L'Apocalisse. Il miraggio. Le sette streghe. Il castello... Marcondirodirondello (... )

 

 
 
 

Nero frattale

Post n°6622 pubblicato il 24 Marzo 2017 da davidaliuslosyano

Siamo infrangibile vetro umano di decadenti lettere senza alfabeto, o di alfabeti dimenticati dalla Storia, senza storia, lucide membrane di vuoto, sottovuoto. Sottili edemi liberati dalla vita, deliberati dalla Vita sotto i cieli bassi, i cicli diseguali, attori di desistenze e untori di esistenze... Molteplici eppure unici fondamenti di noi stessi, convesse, sotterranee voci univoche nel panorama del Creato, incendiari ribelli di paradisi senza orizzonte, macchine retoriche mute, scarti impauriti aggrappati ai corrimani del Destino... (...) Sbatto le palpebre, mentre comincio a perdere l'ancoraggio con la realta'. Le pasticche di un composto chimico che stabilizza i processi di sintesi delle cellule cerebrali, mi danno sempre questo effetto. Stopposita' nelle aree del palato molle, eppoi catarsi e svolazzi iperuranici [...]. La scopa postale in tre atti e mezzo!...La mia cavalcata stirneriana si conclude in una radura circondata da foreste. L' Incombente mi avvolge con la sua fragranza malinconica. Me ne sto sulla linea mediana e l'avverto avanzare senza preavviso, attraverso profetiche immagini che silenziano da qualche parte l'inquietudine interattiva dei miei fotoni e scariche elettrostatiche. Mi sento infrangibile, indegnamente inzuppato di sogni scaduti e blasfemi, come puo' essere una dialettica dimenticata o l'eterno fruscio del vento di scirocco. Sulle strade deserte rincorro il fogliame sfuggito alle fallaci sequenze della Vita. Al tepore dei significati, diventati tetri, preferisco l'indeterminazione delle teorie morenti. M'incuneo nell'alveare del silenzio, mentre un neon beccheggia sulle terrazze livide, risuonanti di passi nella neve liquida e spettrale. Una coppia di Concetti impolverati ansima nell'ultimo amplesso fondativo delle Epoche. La Filosofia inseguita dai fulmini si bagna i piedi nella melma delle Categorie e batte le mani inguantate! [...]. Nell'oscurita' lo Spirito splende come l'indizio piu' forte. Facies di voluttuosa ossessione, fragranza ontologica di etimi originari, primordiale corrente che scivola nelle latebre personali di questa carcassa umana, minacciosa come il predatore inseguito dalla sua preda sotto forma di immagine rimasta nella sua coscienza come ammonimento dopo il pasto ferale. La cognizione che spiana l'essere sazio, quando gli Equilibri si compongono. Il dolore crea circuiti di possibilita', anche se non ci e' dato il tempo di sceglierne una. Uscita onorevole di sicurezza. Rarefazione filosofica di istanti [...]. Le serrature delle pie Classificazioni aprono alle frenesie intellettuali. Con gli echi del formicolante Pensiero. Ecchimosi di storie private sulla pelle diluviata. Camminiamo impettiti sui nostri tronchi senza testa, dentro metalinguaggi di cangiante bellezza combinatoria: il dispositivo che tiene unita la Terra al Cielo...[...]. Autore: Casabuela (per gentile concessione). Ti ho sognata nella luce fosca del mattino, e nel deserto del mio dolore ho piantato fiori per te, per il mio Amore. Ho camminato sotto milioni di cieli,e solcato i Mari del Nord per vedere i raggi del sole illuminarti un attimo prima. Ho navigato lungo fiumi alla deriva, e viaggiato su vecchie strade, fino ai confini del mondo. Ho percorso steppe odorose di vento, ho amato di te ogni respiro, e inseguito i sogni mai sognati. E sulle terre dell'Altopiano ho recitato poemi per te, per il mio Amore. Ti ho inseguita sopra lune immobili, nei domani piu'intensi, nelle onde piu‘ insidiose, nei sorrisie negli occhi piu' simili ai tuoi. Eri nelle sconfitte piu' amare, dietro porte mai aperte. E nei pomeriggi dell'abbandono, eri lungo distese innevate, sotto piogge stanche, nei soli anneriti dall'incertezza. Ti ho amata nei corpi tagliati in due dal dolore, nelle rughe delle mie mani, negli anditi bui di case odorose di miele, nei silenzi piu' assordanti, e nelle estasi di Sante peccatrici...Tu, regalami cocci di vetro e profumi amari. Regalami pallidi solie accenti lontani. Regalami un'ombra e un soffio in mezzo alla paura.Tu, semplicemente, regalami un istante di felicita', alla fine della strada...[...].
... Ad Harlem le notti erano roventi come coltelli... Con l'andirivieni di pushers dagli abiti colorati e dai broad-brimmed hats, quel posto risuonava di lagne e di scherzi...
... La pista - nei giorni seguenti - era completamente sgombra di suoni e di nubi. L'asfalto moltiplicava gli istanti, e l'intensita' dell'umana veggenza ti diceva quanto grande e' la stima che si nutre per se stessi...
- Ho sempre quel tinnio all'orecchio sinistro...
- Meglio dell'altra volta, spero!
- Dicono che si tratta di un'invenzione del cervello!
- Sara'...ma io quei rumori li percepisco chiaramente...
- Dovresti smetterla di usare quella robaccia, invece!
La puzza di benzene confondeva i pensieri, mentre la luce calda del sole asciugava le ultime chiazze di pioggia, restituendo il deserto alla sua dorata solitudine...
Quattro pasticche di latanfenolo fecero la loro comparsa nella mano di Sofie, sbucate da non si sa dove...
Un reptilosauro trangugio' veloce una sorsata di vento del deserto, ritornando subito dopo nelle profondita' buie della tana.
Poi si mise a canticchiare il ritornello di una canzone, "Sip drinks in the wind pink" dei Knots O, il suo gruppo preferito... Then she began to hum the chorus of a song...
Insieme allo stigmafren - una sorta di alcale nero - della notte precedente, quelle pasticche le scosero di dosso il torpore, pervadendola di sogni e premonizioni.
Luck era sul lato opposto della vita e assisteva a tutta quella vertigine con sentimenti di disappunto e incredulita'...
La strada sotto di loro ora attraversava inesorabile il destino comune, finendo col lasciare tracce di compatimento negli occhi del ragazzo...[...]. Partire o spartire, mi segui?... Movenze da cittadino onorario. Napoli nel cuore e l'America nella testa
Vaselina sulle labbra sottili e sulle manine nero di seppia. Il resto nei capelli ispidi e sul viso fango d'Africa.
- L'economia Americana, sermoneggia, ha qualcosa di ciclico nel suo d.n.a.
- Mi segui?
- La rigorosa politica monetaria nell'era pre-roosveltiana favori' un processo di regressione del tasso di crescita che ebbe un effetto nefasto nel mantenimento di tassi di interessi stabili sui mercati internazionali.
- Dopo un po' tutto rientro' per fortuna e l'America pote' ritornare a respirare e ritrovo' se stessa.
Le mani si muovono persuasive disegnando ghirigori nell‘aria.
- La ciclicita' ha qualcosa di sistemico.
- Mi segui?
- Pertanto, per l'appunto, per la qual cosa, non meravigliatevi dei corsi e ricorsi. Cio' che e' entrato dalla porta uscira' dalla finestra.

Vivere
come un napoletano
in pensione
nelle agognate pianure
del Mississipi'
viaggiando
sulle manine graziose
trattate con pomata odorosa
e mangiando
zuppe di rubicosa
un giorno si' e l'altro pure.

[...]. I've lived with this logical fallacy for months, but I hope to be contradicted by the facts [...]. Mi occupo della mia santita‘. Mi metto in esergo e curo le mie ferite [...]. Dissesto nasale. Mancanza di olfatto, di tatto!... Sulle cornici di New York ci appendevamo i sogni. Le primavere dialogavano con le panchine della metropolitana e il sugo dei palazzi si spalmava per le strade trafficate da commuters. La compagna di giochi proibiti! Nelle marine, dove si camminava lenti, il sole asciugava le narici. Eri bella nel tremolio di mezzogiorno, nei voli accesi degli aironi di ritorno dalla pastura su Mew Island...[...], Pane fresco di giornata!...Gli scrittori veri non timbrano il cartellino e non si prendono mai sul serio! [...]. Doppio diesis e doppio minor!...C'e' un piacere nascosto in queste note, il piacere dell'improvvisazione! [...]. Il limbo e la notte...In confidenza: liberatevi da questi cialtroni! Solo la gente angosciata e senza stabilita' puo' "raccontare" qualcosa di buono!!! [...] . Le donne mi hanno sempre detto che sono bello. Sono d'accordo. [Alcune mie foto sono state pubblicate nell'apposita sezione del blog] [...]. Io appartengo a me stesso come il calice e lo stelo, il grano e il loglio, il tappo e la bottiglia, il dito e il naso [...]. Siamo sulla grata della terra, vediamo tutto chiaro, laggiu'. Che c'e' qualcosa di corrotto, laggiu', che puo' fare male! Sopra le nostre teste migliaia di mani. Le mani delle generazioni che verranno [...]. Non ci sono nessi, siamo soli a contare le carte che ci restano nel mazzo. Messaggi in bottiglie di cartapesta lanciate da improvvide mani nel Grande Oceano. Soli con le nostre paure disciolte sulle coordinate sbagliate [...]. La mia orchidea tremularia e' nel vasetto di prugne sul davanzale. Le faccio compagnia in queste serate cupe, incerte [...]. La Storia depotenzia il flusso che avanza!... La Storia depotenzia, il flusso avanza! [...]. Un rintocco... Ma-ma-ma-ma. La coscienza e' in attesa di un messaggio. Da un incavo, da un'intercapedine. Finalmente mi muovo. Muto di significati. Alla rinfusa. Qualche significante raccattato chissa‘ dove, forse in paradiso. Il paradiso dei folli! Esergumen... Bah! E se l'inquietudine fosse la figlia benedetta dell'attesa?, mi chiedo. Si, sarebbe come cercare il pagliaio in una marea di aghi, dopotutto niente sarebbe perduto! Un altro lepidottero sulla via della redenzione! [...]. Sembra -mia cara- che io e te siamo cruciverba senza risposte certe... Solo qualche tremore, di tanto in tanto. In balia di forze primitive, come il sesso praticato sulle linee estreme di una scommessa con la Morte. Lo riprendo in 35 mm., mentre si da' da fare tra uno stop & un go stralunare. Le entrate e le uscite. Sono sempre in rosso! Niente interessi a fine d'anno! [...]. Quattro quartine gettate in pasto all'angoscia! Mi sono sempre sottovalutato, mentre gli altri andavano avanti alla rinfusa, sghimbesci. Ho perso del tempo prezioso. Nel tunnel si puo' vivere comodamente, ritardando per secoli il passaggio verso la luce. E' la morte innocente che uno si sceglie, al riparo dalle intemperie del fare, che e' poi sempre un dannarsi l'anima per qualcun altro [...]. Fanculo agli altri. Pensiamo a noi stessi. Siamo noialtri il diorama, l'origami delle generazioni che che che non abbiamo mai visto e che che che mai vedremo. Pensiamo alla nostra ssantita', vaffffanculo agli aaltri! La bellezza un giorno svanira' e forse metteremo il piede in fallo! [...]. Sono nel tram e lo sento pulsare, mentre si arrampica sulle pendici di Tullebiørh...[...]. "Un grand poète français"...Misticheggiante nella radura ho visto la Bellezza svanire!...da "Un grande poeta francese"... Mystical in the clearing I saw the beauty fades! Mystique dans la clairière, j'ai vu la beauté se fane! [...]. Esergumen...Sotto un cielo basso, inebetito davanti all'esergo di un paesaggio invernale, me ne sto conserto nella mia muta color kaki, reggendo con una mano un'orchidea tremularia della Macroguinea e con l'altra un bianco tutu! [...]. Odio il rap. Lo trovo un'esplosione distante di rime imbecerite. Una macelleria linguistica. Ma quell'uomo, ragazzi, che suoni ha inventato [...]. Vi ricordate l'attacco dell'overture di Joffrey Dren. Quei colpi acuminati di tromba e la danza delle note fredde del quartetto di archi? Ti ricordi le strade vuote dopo la mezzanotte? E i cortili impolverati? E le strette al cuore per un arrivederci...? [...]. Appunti di uno spirito dormiente...Sto mangiando dei biscotti e una mela. Sono nel mio lettuccio. Accanto a me ho un libro. Parla della Groenlandia e di inverni pieni di sensualita' [...]. L'Osceno rigoroso... Il codardume italiota dell'"io-sono-affamigliato-e-quindi-non-rompete-il-cazzo-e-lasciatemi-leccare-in-santa-pace-che-tanto-si-muore-e-le-lasciate-lo-sapete-sono-bell'e‘-che-perse-e-questo-in-fin-dei-conti-e‘-un-peccato", ha partorito il fior fiore degli inverecondi cialtroni nostrani, ammascherati nei loro soprabitini da puttane all'ingrosso e bivaccanti vitanaturaldurante nelle mangiatoie pubblicocratiche col permesso della Santainquisizione partitoligarchica...[...]. I miei spiriti vitali sono sotto pompaggio: il flusso di parole che contamina, che difforma, che scompiglia [...].Parole impilate un po' alla rinfusa...Nel mio andirivieni catodico finalizzato alla personale espansione di ricerca linguistica, eseguo una giostrata sull'orizzonte webberiano. Sembra la bacheca del diavolo, dove - ispirati da nostro "fratel cornuto" - miriadi di scalcinate mosche e di asini scalcianti appuntano, pietosamente e indecorosamente, diari assurdi sull'onnipotenza della stirpe pensante, gia` sognetto corrivo delle smanianti lucertole dipinte della politica globale...In siffatta cornucopia delle blatterie piu' blasfeme, e' possible trovare solo l'imburrato "reticente" di mille discorsi ingloriosi sui destini del Logos "che e' stato", e che nessun maestro in cilindro e imbuto riuscira' vieppiu' a riabilitare. Nulla, assolutamente nulla per cui valga la pena di perdere il proprio tempo [...] . In agenda. Il sogno del Lessicantropo: "Ai popoli fratelli dei continenti": tenersi a-contigui [d]alle concupiscerie e clitorideismi lascivi dei pupazzi di gomma, sanguisughe di diritti e facinorosi thugs a tutto campo [...]. Datemi un clitoride, nuovo fiammante, e vi sollevero' l'Universo!, disse una modesta Sa'ah Fanr [...]. Parla come se le parole fuggissero dalle bocche unte di una muta di assatanati filosofi ubriachi [...]. Odio la polka, i vaniloqui e gli esterismi, le gazze della politica e il falso vanitismo. Tra l'altro manco di un filtro logico e di fede estrema, sono un "legionario" a mezzo servizio [Zio Cesare mi avrebbe preso a pedate negli stinchi]. Odio il pettegolio delle parole, i ciu' ciu' libertini del Logos in transito, in trance, in tram. Disprezzo la fantasia, amo l'immaginazione.

Il mio giocoso ambaradan per celebrare l"Habemus Papam" del Logos straccione, l'epifanico scioglimento dei ghiacciai del senso, l'arlecchinesca copula con l'Onda Madre della deriva psichica...Vipere joyciane striscianti nel seno dei Bucolici Paradisi Identitari del dio-social, che si insinua tra le sottane del political-correctness declinato nel mainstream dell'Ovvio Burocratico... tutta Aria montata e Panna fritta (...)
Non trattarmi con sussiego, io stabilisco il prezzo della mia sventura. (...)
Abituati al pret-a-porter dell'idea, pensando di essere sofisticati intellettuali. Esserini blandi, ci accontentiamo di misere scatologiche convenienze. (...)
Ci facciamo tutti i giorni di routine, di ripetitivita'. I legami duraturi sono costituiti dal 10 per cento di sogni e dal 90 per cento di routine condivisa. (...)
La fede sporca il tessuto delle nostre convinzioni con la sua verita stracciona.
L'uomo e' il mistero buffo dell'Universo e ha bisogno di sentimentalismo per darsi un contegno. Cosi' si rivolge al germe dell'utopia che lo emancipa dalla salvifica paura ma lo getta nel piu mortale terrore (...)
Io vedo il matrimonio come il sogno di bravi burocrati,
come il vagheggiamento o l'anelito della seducente burocrazia.
Io non lo considero come una soluzione ma solo come un problema in prospettiva.
Ognuno di noi ha solo come giudice la propria coscienza, la sola che puo decidere il teleologismo delle relazioni umane, delle simbiosi private.
Se si vuole combattere il sistema si dovrebbe cominciare dalla prima forma di dominio egemonico: il matrimonio (...)
Il concetto di eternita' [un mistico refrain millenario e millenarista] e' sgattaiolato via subito dopo esser venuto a conoscenza del pettegolezzo scientifico. Le luminarie non sono atemporali. L'algido pianeta lassu' - nell'alto dei cieli sfiniti - tra qualche miliardo di primavere si nanerizzera' emettendo solo luce placida. Mi sento mancare. Una certezza e' venuta meno. La mia saldezza si e' dissolta. Un pezzo della mia vita e' andata nell' altra direzione. Le religiose credenze vanno a farsi un giro in barca. Mi manchera' per sempre l'assioma eternoso, l'articolo di fede su cui avevo impostato la mia esistenza. (...)


Non volero' sopra i cimiteri
ma seguiro' l'onda bianca
robusta di senso e di vertigine
nell'impavida Notte (...)

Sono nato al cospetto di Dio Signore, la' dove la bellezza muta ha la sua dimora. Non ho un posto dove rifugiarmi nei domani incerti, ne' terre in penombra da esplorare, o volti di gente da compiacere. Vivo in mezzo al rumore dei Continenti, dentro scatole geografiche corrose come pattumiere. Le mie sponde non hanno mai visto maree, ne' i miei occhi scogli da elogiare per la loro asprezza... Non ricordo piu' cosa sono i sogni, e i pensieri non luccicano piu'! Ditemi: esistono ancora gli Angeli?... Il Tempo custodira' il sorriso delle generazioni, a cui non appartengo!... Seguo la corrente di uccelli in volo crudele verso paradisi fioriti. Alzo la testa estasiato... Saro', per sempre, un animale balbettante! (...)

L'universo si fuse, inondando di perle la materia increata. Lascia intravedere l'orma tracotante del misfatto consumato. Diamoci da fare: inventiamo cose buone per l‘eternita‘. Lecchero' le tue ciglia aride. Iridescenti appaiono nell‘ombra. Solfeggia. Mi da un cd di canzoni alle 8,30. Rock duro, teutonico. La morte della madre l'ha cambiato in meglio. Pancia da coccodrillo sfamato, capelli con spolverata di acini di forfora, giacca flaccida. Cammina con leggera zoppia. Incidente all'eta' di diciotto anni. Lecchero' il tuo paradiso desolato. Lo cospargero' di burro fuso. Arieggia. Sei un genio o una minchia? Forse una minchia geniale. Vallo a sapere. L'universo vortica di buone intenzioni. Ti ho vista in dormiveglia in cucina. Eri tu, che splendevi di vita. Annuivi pensierosa. Sono un inserto dispettoso, mi hai detto. Dov'e' la verita‘? Brulica la collina di vermi spaventosi. Cammino nel solco tracciato dalle generazioni. Quando mi rado il sangue mi cola dalla ferita aperta. Lo lascio fluire. Sa di buono. Il sangue e' la matrice che genero' l'universo. Fottere e' lusinghiero! E' l'inizio che salva. Dura meretrice che concepisti l'uomo nel travaglio atroce di una notte gelida...(...)
Voglio per me immagini pure non filtrate. Cos'e' d'altronde il Volgare? E' un tool di scuola fiorentina o piuttosto l'altare della nevrosi d'epoca? Chiedetelo alle vampiresse tatuate che si aggirano nottetempo per le stazioni londinesi! Per un succhiotto sul collo vi regaleranno emozioni d'autore, sbrogliando la matassa civica che rosicchia la vostra coscienza benpensante. Una vagina in gigantografia e' il segno d'entrata. Perche' umiliarla con le blaterate argute della marmaglia accademica. Voglio per me immagini che funzionano. Giochiamo finalmente a "nervo scoperto"! Ditemi con franchezza: vi appassiona di piu' un bel filmetto giocoso o le studiate affettate moine di una anelluta lipidosugnosa tipa? Problemi con la morale, per definizione mestatrice e baldracca? Non vi tornano i conti? Sento che vi state perdendo nel mezzobicchierdacqua della vostra imbelle repulsione al pensare! Date ascolto all'istinto che non sbaglia mai. Roviniamole per sempre la festa. Decidete, raccogliete le flebili forze che vi restano, e decidete, perdio! E' meglio morire per una vampata di sordide sensazioni forti che farsi annullare dal vortice di piana escatologica incorrotta virtu'. (...)
Nell'oscurita' lo Spirito splende come l'indizio piu' forte. Facies di voluttuosa ossessione, fragranza ontologica di etimi originari, primordiale corrente che scivola nelle latebre personali di questa carcassa umana, minacciosa come il predatore inseguito dalla sua preda sotto forma di immagine rimasta nella sua coscienza come ammonimento dopo il pasto ferale. La cognizione che spiana l'essere sazio, quando gli Equilibri si compongono. Il dolore crea circuiti di possibilita', anche se non ci e' dato il tempo di sceglierne una. Uscita onorevole di sicurezza. Rarefazione filosofica di istanti (...)
La mia cavalcata stirneriana si conclude in una radura circondata da foreste. L' Incombente mi avvolge con la sua fragranza malinconica. Me ne sto sulla linea mediana e l'avverto avanzare senza preavviso, attraverso profetiche immagini che silenziano da qualche parte l'inquietudine interattiva dei miei fotoni e scariche elettrostatiche. Mi sento infrangibile, indegnamente inzuppato di sogni scaduti e blasfemi, come puo' essere una dialettica dimenticata o l'eterno fruscio del vento di scirocco. Sulle strade deserte rincorro il fogliame sfuggito alle fallaci sequenze della Vita. Al tepore dei significati, diventati tetri, preferisco l'indeterminazione delle teorie morenti. M'incuneo nell'alveare del silenzio, mentre un neon beccheggia sulle terrazze livide, risuonanti di passi nella neve liquida e spettrale. Una coppia di Concetti impolverati ansima nell'ultimo amplesso fondativo delle Epoche. La Filosofia inseguita dai fulmini si bagna i piedi nella melma delle Categorie e batte le mani inguantate! (...)
Un rintocco... Ma-ma-ma-ma. La coscienza e' in attesa di un messaggio. Da un incavo, da un'intercapedine. Finalmente mi muovo. Muto di significati. Alla rinfusa. Qualche significante raccattato chissa‘ dove, forse in paradiso. Il paradiso dei folli! Esergumen... Bah! E se l'inquietudine fosse la figlia benedetta dell'attesa?, mi chiedo. Si, sarebbe come cercare il pagliaio in una marea di aghi, dopotutto niente sarebbe perduto! Un altro lepidottero sulla via della redenzione! (...)

(...) tra di loro c'è chi si segnala come portatore di un'idea dell'idea rivoluzionaria che trasformerà l'universo facendolo sembrare più coerente e più buono ma che alla fine casca con le chiappe nel "Divenire"...al Divenire non si sfugge. Il Divenire è una meretrice che lo succhia di gusto a tutti (...) abiuro la realtà pensata il mondano pensato preferisco l'onesto buonafeistico Accidente la tegola in testa che tramortisce elargendomi il raro delirio di un attimo depensato anticialtronesco....galleggiamo su un oceano di parole di semiosi imbalsamate di rettorica fluttuante indecorosa mestatoria che ordina la cena senza pagare il conto (...) il filosofo ha perso il filo e inizia a tirare i fili se non ...le cuoia (...) Ogni filosofo o Filosofo o Maestro-filosofo si gratta le sue pulci gabellandole come "Giganti dello Spirito" (...) che pazzia è mai questa il "morto diviene", l'Ontologia della Putrefazione del putrefatto che diviene (...) Il Tempo-Kairos si situa lungo la faglia dell'impensabilità pensata e dell'impossibilità possibile così come il linguaggio inteso nella sua singolarità frattale (...) ritiratosi a vita privata (dove inganna se stesso cantando la ninna-nanna agli attimi), il Tempo può solo essere recuperato nella sua dimensione di Tempo-Kairos così come il linguaggio persi i suoi spiriti e sprocessato nel suo gioco di "camaleontico vuoto in fieri" può essere rimesso in forma nella sua "Singolarità frattale" (...) Il Tempo si sprocessa al cospetto della Santa Inquisizione del "quodlibet mondano", sgambetta il Pensiero per scivolare nel Pensato dove inganna se stesso alleandosi con la "Canaglia delle semiosi linguistiche" (...) Smessa la sua "santa ontologia" (il corpo simmetrico dell'Oggetto-Durata) il Tempo-sistema si scava una nicchia (a modo di "peculiarità-anfratta") nel "Mondano pensato" (...) Nel momento in cui il Tempo smette la Durata, l'Essere si sfalda nell'"abitudine ontologica" del Linguaggio frammento postumo di un "DIO IN MASCHERA" (...) Ogni segno linguistico è nello scarto tra una "misura minima potenziale" e "una misura massima in atto" (...) Ogni parola è una verità frattale (...) Specchi specchio delle mie...Cosa vedrebbe uno specchio se senza enfasi quietamente con decoro si specchiasse in noi? Vedrebbe l'albume di una non ancora accesa partorita verita' il caos brulicante del divin preconcettuale l'ontologico "far niente" della specie. Vedrebbe balbuzianesimi ballerini non ancora strutturati in lingua saggia aloni di peccato non ancora diventati virtu' vereconda fiumi di significato arbitrario come anche lava di pensiero non ancora cristallizzato in forme mondane. Vedrebbe citta' e tesori strade lastricate di miele. Vedrebbe ori e stelle e comete alito di draghi e volenterose potenze. Vedrebbe uomini e donne colorati in preda alla gioia dell'origine genitori di se stessi inseminati di logos e di pianto smarriti nella pienezza della totalita' univoci e mai cosi' plurimi assetati di attesa paziente rinvigoriti dall'ideale lealta' verso se stessi santi e pii lestofanti ... (...) Depresso il mattoso io cinguetta. Lascito della triplice alleanza freudiana (per quanto depennata dal ruggente lacanico logos) cinguetta sul pulpito ovvero sul ramo della narrazione narrata smerdandosi di immondizia sFilosofica senza più la forza di un brutale vigoroso coito con la svenduta verità (almeno quello era un risultato o un indizio di potenza volenterosa) (...) Perlappunto poeti... O si è arte noi stessi quindi affrancati dallo svogliato pensiero perlappunto poeti o finiremo sNarcisi nello strapiombo del volerame detritico-alluvionale del concettualesimo humanistoide altro che rinascenza o rinascimento solo acqua putrida insabbiata...(...) Ex falso quodlibet ...darei tutto il vogliame shopernaueriano per una fetta di puro logos e perchèno! parimenti l'io-fotto-dunque-ano non potrebbe rappresentare il rivoluzionario approccio a una verità certa ricordate l ' ex falso quodlibet (a forza di decantarla la verità si farà avanti....) (...) smarriti nei postulati di senso cartaceo o detto ci illudiamo di combaciare ovvero baciare sulla bocca il logos non facciamo altro che inseguirlo col pensiero di rastremate parole in un folle giuoco ad incastro col suo alone...(...) porno denaro paesaggio...porno: "il di là ironico che interrogandosi millanta specie per pece" la concertistica di concetti poderosi che sull'albero delle mele e del male trovò una targa: ilfigliod'adamo dalla semenza semerà popoli e popoli fino all' avvento avventizio di un nuovo padrone col divin porporino che irromperà e con trapasso s'internerà pervadendo pervaderà intrapassando il seme semantico nella cavità che perdendosi dilagherà intramoenia con voglia vogliata di pruriginoso uzzolo per un penetrare dallo stentoreo al fievole pornoatto che con pornoazione s'arrogherà il coattoso eros bambino...denaro: teleologia allo stato puro (wb) circolo semantico bibbia capovolta dei poveri ovvero babele inversa di una precettistica insulsa (in forma d'abominio per alcuni) forma satellite per eccellenza (bd parlava di "rotondità" per l'appunto) che ci appartiene come seme-forma-struttura liquida in quanto adattantesi al logos (non rincorrendolo col pensiero pensato depensato) (sl) che risolve le microconflittualità per una felicità inadeguata...paesaggio: passaggio dall'unità al particolare al lembo del logos-rottame giurisdizione-dominiata depensata a modalità modale frammentazione deinterposiziata ritaglio cartaceo detrito di margini estremità da ciglio a falda un'area filosofica di formazione un'idea montante in un territorio analitico di carne lacerata dimora di un dio in vena di scherzi balenantesi come un cip cip di attimi sottratti alla babele orizzontale di un tempo all'indietro che non cattura più ma è per sempre catturato un quadro unitario che abdica a se stesso un seme piantato in un paradiso decaduto di rango "il più vita e il più che vita" di tutti i paradossali mondanismi (...) I rivoluzionari hanno sempre una voglia matta di farsi succhiare l'uccello dall'ideale...(...) Studio filosofia, batto le strade, preparo del buon gelato alla nocciola...E' tutta utopia, la vita intendo...L'essere perfetto non esiste se non nei momenti di estrema, libera angoscia...Buon letame non mente: come questi scarti chiamati neuroni...Nascere per essere gettati nel mondo. Abbandonati da Madre Natura, per diventare asociali, diseguali pur vivendo tra milioni di simil-scimpanze' allo stato fetale, a cui servono altri millenni per aggiungere ancora un minuto all'orologio dell'evoluzione... Buio: chi ha paura del buio? Quattro lettere nero-acido che hanno formato l'Universo, una griffe firmata da Domineiddio per l'Umanita' sofferente..(...) Il noumeno ti fotte il fenomeno ti fotte...Siamo vissuti finora nella Quintessenza del Vuoto, nei Terrapieni dell'Ignoranza, al di fuori delle rotte battute dal Soffio Vitale, lontani dai tintinnii delle Mode... Abbiamo dimorato nei Castelli diroccati e flaccidi del Tuttopossibile, mangiato al Banchetto dei Linguaggi le libagioni lasciate da eserciti vittoriosi e trionfanti. Talvolta ci siamo arresi, rimanendo tutto il tempo appesi alla corda del Senso Appagante, smaniando subito dopo di lacerarne le catene e di andare per la nostra strada. Non abbiamo cercato "Dei Olimpionici" da corteggiare, ne' Alleati col Moschetto, dietro cui nasconderci. Ci siamo rifiutati di Sognare il Sogno Altrui per rimanere uguali a noi stessi, fedeli alle nostre molecole di Draghi Sconfitti, lasciandoci avvolgere dalle Fanfare del Silenzio cui apparteniamo... Siamo rimasti imbambolati sulla Soglia del Destino, col carrion in mano, dopo l'Ultima Cena con la Verita' Leziosa che non ha aggiunto nulla alle nostre sFortune di Uomini Soli. Abbiamo assaporato il gusto pungente del Letame prezioso, e biascicato la cotenna di Stelle Danzanti, come indicava il Poeta, per riavvolgere la chimerica Utopia sul suo nastro per un'altra ripartenza...[...]

 
 
 

Huhujuju

Post n°6621 pubblicato il 21 Marzo 2017 da davidaliuslosyano

 


Il "poi" e' diventato un "dopo" di consistente sostanza. E dopo secoli di volte, diventa parte della tua stessa carne: la perfezione sublime della putrefazione.
La sua bellezza ti buca, e in quel buco ritrovi te stesso: nero alveolo riempito di potenza increata, piacere eterno che vorresti con te fino alla fine dei Tempi.
Li ti preservi per una lunghissima durata [...]. A colpi di raglio lessicale...[davidalius]...E' l'italiano che osa nell'ombra, tra acronimi, dittologismi e simonie joyciane... E' alchemica, pantagruelica, arlecchinesca, picchiatella, la lingua del rifiuto, che sconfina nel non detto, nel non c'e', che e' perduta a se stessa, postuma, epifanica, fatta di suoni attivi, cianfrusaglia musicale, orrorifica ma anche errorificante, volutamente errorificante, parzialeassoluta, stilizzata, raffinatamente alessandrina, che svela il vuoto di cui il senso e' portatore. Avvicinate il senso e scoprirete il verminaio, la nube tossica, i fumi violacei dell'incipiente vuoto sottostante...[...]. Francamente trovo un po' goliardico festeggiare l'Unita' Italica stando all'estero nei panni dell'esule. Sempre meglio lasciare le cerebrazioni [!] alla noblesse-oblige delle mezzecalzette, ai privileggiadri [!], alle mafioserie da curva sud, alle matrioske infiocchettate, ai terzipoli in eterno pediluvio, ai giovani & giovane in res mancipi, alle elite-solitaire castre e in odor di santita'... Intanto Madrenatura impazza, dall'alto-dei-cieli cadono folgori democratiche e il paleo-industrialismo beccheggia indolente tra fumi radioattivi...[...]. Non sopporto il puzzo del pensieroscialbo, l'alito dei soldyfacily, gli scaffali riempiti di libri in-idle-mode, il volto perlato di bellezza senza tatto, le scarpe riempite di coraggio consumato, le glottologie in reggicalze di acetosi papaveri con le dita nel naso, lo sluggishmo dei furbastri, gli specchi che si arrampicano sugli specchi, i macchiettismi delle gattemorte-in-calore...da "La guepière del filosofo" [...]. I prenditori: coloro che sono legislativamente raggomitolati sui loro privilegi di monetasonante...da "I dizionari dell'Urlaqü" [...]. Affenomenati, malsicuri dentro corazze proletarie, percorrevamo il corridoio scosceso che porta nella regione dell'Urlaqü, levigata dai venti antartici e imprigionata nei fiordi dai fondali di quartzite e madreperla. Assorbivamo il calore delle rocce magmatiche per riscaldarci. Bottiglie d'acqua pigiate negli zaini accanto a libri marxisti-egheliani in baruffa con romanzi popolari [...]. Croci in attesa di Nostrosignore Gesu' sulla costatura della montagnola riempite dal riverbero del Creato. Coltelli di ossidiana dall'impunatura massiccia comparvero per incanto nelle mani dei filosofi per terminare l'opera. L'uccisione del Figlio della Luce [...]. Un libro a pedale...da "I fiordi dell'Urlaqü" [...]. Festeggiamo l'Unita' d'Italia, insieme ai nostri prenditori e alle nostre ragazze e ragazzi blesi, in eterna res mancipi, a cinquecento euro al mese, perche'-non-bastano-ma-meglio-che-niente-ci-si-deve-pur-divertire-siamo-giovani-eppoi-bisogna-aiutare-le-statistiche-l'Italia-e'-o-non-e‘-un-paese-progredito-con-disoccupazione-in-calo...
Festeggiamo l'Unita' d'Italia, insieme alla gente "onorata" dell'Alta Societa' alleata al Popolo-per-bene e ai suoi rappresentanti rappresi di potere...
Festeggiamo l'Unita' d'Italia, insieme a chi dice io-sono-piu'-unitario-di-te-perche'-amo-il-tricolore-e-canto-l'inno-di-Mameli-mano-nella-mano-come-quelli-che-vanno-in-tivvu'-anche-se-non-so-che-cazzo-significano-quelle-strofe-ma-sono-belle-lo-stesso...[...]. Domani tutti quanti al corteo per festeggiare. Ci saranno anche i fuochi d'artificio e ci sara' pure l'assessore che mi ha detto che tutto si sistemera'. Mio figlio ha tanto studiato e quel posto se lo merita proprio. Che bella l'Unita' d'Italia e che bello il tricolore! [...]. Non mi interessano le ragioni dei perdenti ne' quelle dei vincitori. La riduzione del mio "Cristo in croce" a simbolo cultural-cultuale, o peggio ideal-identitario, e' semplicemente un'operazione messa a punto da decadenti menti saprofite, incapaci di riconoscere la portata "rivoluzionaria" del Messaggio Cristologico. Mentre le scommentate alle recenti decisioni [sic!] in oggettistica di autorevoli brigate confessionali palesa l'ipocrisia giansenista di chi vuole affossare nascondendo la mano! Ancora una volta preciso, contro tutti e tutto, che la figura del Nazareno va riequilibrata in assetti che ne valorizzano l'ineffabile irripetibile singolarita', la peculiare unicita' d'avanguardia, e volerla condensare, con un calcolo per giunta ipocrofilisteo, a punta da combattimento, a menestrello della Salvezza-eterna ovvero a significanza identitaria-cultural-cultuale e' da mentalita' regressa e paleocratica[...]. Come gia' sapete Ariel Mezzatinta e Nib Consalvo sono diventati "nemici indissolubili". I due, un tempo sodali, si odiano di vero cuore, e qualche volta sono venuti alle mani [...]. Un alticcio Ariel Mezzatinta un giorno mi disse: "Seguimi sull'orlo del precipizio delle lingue morenti, sara' un'esperienza nuova e coinvolgente!" [...]. Defibrillate l'intelligenza e liberate il quoziente nascosto che e' in voi [mi e' capitato di leggere questa citazione tratta da un testo famoso di T. su un muro di una banca][...]. Il mio "Cristo in croce" decisamente rifiuta di essere assimilato ai contesti cultural-simbolici dalla fascinosa prêt-a-droit-politique. Insistendo sull'enfatizzazione della densita' simbolica del "crocifisso" si finisce col declinare quest'ultimo alla stregua di un prodotto d'esportazione dell'italico "made". Che brutta fine per il nostro Redentore: messo sullo stesso piano della "pizza, pasta, bacianello e raccomandazione", alcune delle virtu' italiche grazie alle quali siamo conosciuti "urbi et orbi" nel bene e nel male. Il mio Cristo vuole essere lasciato in pace. Sceso dalla croce, con un filo di voce, sembra dire: "dimenticatemi come simbolo e seguitemi come Verbo,...se potete" [...]. Giansenisti e molinisti, a braccetto nella schiuma dei secoli, dibattono sull'orpello livoroso delle lingue, animate di "grazia divinatoria" [...]. Davidalius: a man of deep reach of reasons [...]. Durante una mia escursione per i verdi prati del web, ho notato che la pubblicazione di libri rappresenta un fecondo egorisarcimento per coloro che non hanno nulla da dire. Mi chiedo se per questo non bastasse un "blog" [...]. Remind-me: sottopormi - appena possibile - a una terapia di "sesso" intensiva [...]. Laggiu' sulla destra si schiude la meravigliosa Via Lattea che conduce verso gli spari fotonici di Nofilharis-the-Cow, la stella ungulata e pezzata [...]. Le enciclopedie politiche sono piene di puritani rubasoldi col cuore [in naftalina] straripante di principi di Carta-costituzionale! [...]. Attenti all' at-tentazione [...]. Ricordarsi che niente e' stazionario, soprattutto il mattino presto quando si ha una donna accanto [..]. Alex e Anna marmocchiano festanti al mio arrivo! Sono lo zio perfetto dalle guance rasate e giocose. Pratico il 'laissez-faire' nel mio orario di bambinaio, per questo mi amano. Senonche' lo scatenamento degli istinti dei due fantolini si ritorce quasi sempre a mio danno e vado soggetto a sgridate dell'adorata germana [...]. Un corto respiro per compagno e un cuore in avanguardia. Ero stabile e costante nei miei scarponi coi buchi. Catafratto dentro l'inferno dell' "io-sono-per-sempre", mi aggrappavo alle mie cinghie per sopravvivere. Tra aloni di disperazione e incerate di notti dolci, come leccornie sopraffine, contemplavo la mia IMMOBILITA' IMMORALITA' IMMORTALITA' IMMATERIALITA' [...]. Un flauto scheggia di suoni il dormiveglia di un mattino piovoso festivo malato, lattine coperte di muffa filosofica sugli scaffali delle Universita', un castello di poppa affilato all'orizzonte, due perle raccattate nell‘immondizia delle Epoche che provengono da laggiu', quattro colonne su una riva grigia e disossata, decadenti muri di mattoni cotti dentro fornaci futuriste, 4 kg di manifesti marxisti appoggiati sui corrimani dei tram, le dolci bocche dei dittatori dai denti cariati, graffiti e celie di ragazzotti che si arrampicano su una corda di nodi, la pelle che in questo momento bacio ha la stessa lucentezza delle catastrofi, signore che mostrano i culi dipinti di rosaturchese e i seni flaccidi dell'eta' di mezzo [ladies showing butts painted pink turquoise and flaccid breasts of middle age], terrazzi dove mamme in calzamaglie e camiciotto sorseggiano un goccio di sole festivo con scorza di limone, marmocchi pestiferi marmocchiano col naso lercio e pedante, libri aperti a pagina 24 sulla sedia dallo schienale alto, occhi scavati e feriti dalla continuita' delle linee, l'infermita' che avanza che suppura che lega che salva, voci arboree nasali coriacee, lo stopping-short dei treni alla prima uscita notturna, noncuranza o disregard nella crimagliera di un landscape napoletano, chiese pasciute e grasse nei vicoli odorosi di pizze e di presepi, un altro libro aperto e chiuso a pagina 23, il sonnifero a pedale, missa vespertina in coena con dimonio e angioletto, ossobuco di castrato dei navigli e uova alla paz, un elastico marrone tiene fermi i capelli arruffati dal vento di ponente, paste al liquore mandarancio, mobilie dustcoperte dentro stanze in penombra, il sole che russa a torace scoperto con un raggio penzolante dal letto, "un-due-tre capriola: sono salvo per finta e per amor" ["one-two-three backflip: I'm safe for feint and for love"], una fiale di olocaina ridesta la vita nelle vene delle straduzze di montagna, cori di rododendri e plataniche selvatiche seriali incantano i paesaggi alpestri meglio che possono, le vicissitudini di una derivata algoritmica su un foglio stracciato in 9999 + 1 pezzi, gli estuari colorati a pastello, un promontorio leggendario, le pernacchie notturne di Brian-il-cinese agli igueee' della stazione, ghiaccio surgelato a dadini nelle cambuse delle navi da crociera, i fiordi dell'Urlaqü, riflessioni sulla seguente frase: "niente paura, e' solo una morte stazionaria", UN KAMASUTRA DI RUGHE...Schegge di immobilita', immoralita', immortalita', immaterialita'..

 

 
 
 

ghyrfghy

Post n°6620 pubblicato il 21 Febbraio 2017 da davidaliuslosyano

Un'auto. Un doppio silenzio in movimento. Sul ciglio della strada.
- Vedi quel binario laggiu', soggiungo, quando le due rette, tra un milione di anni, convergeranno da qualche parte, le nostre vite potranno intrecciarsi con furore.
- Intanto lasciamo incrostare l'essere di vischiosi sbadigli.
Le sue mani con le mie che coprono la notte. Scorrere via nell'aspettanza del tempo. Per tutta la vita, mani prigioniere di un gesto fatto per dimenticare.
I nostri volti sono le nostre parole. Parole che ci portiamo dietro dentro abiti scuri. Quegli stessi volti che ci muoiono addosso nei pomeriggi sottili di pioggia vuota.
Allungo i minuti con lei, bevendo una pinta, mentre aspetto che passi.

 
 
 

tryfgrt

Post n°6619 pubblicato il 21 Febbraio 2017 da davidaliuslosyano

                                                Ultime parole del soldato morente
Tra poco sara' tutto finito, tra qualche istante saro' solo un'ombra, l'ultima ombra sulla Terra. Muoio con indifferenza, come mi hanno insegnato. Fa che la tua mano oscuri l'ultimo sole sui miei occhi, poi lasciami sedere al banchetto del Tempo, cosi‘ semplicemente...Mi sussurrerai quelle dolci parole che non ho mai saputo udire? Nella mia vita non ho mai cercato la felicita'. La felicita' e' roba da vigliacchi, mi dicevo, la Terra Promessa dell'ignavia. Io volevo invece per me il desiderio e un filo d'erba da succhiare nell'attesa di vederlo arrivare (...)

 
 
 

carattere famigliare

Post n°6618 pubblicato il 16 Febbraio 2017 da davidaliuslosyano

....perchè tu che vita fai?

te ne stai forse seduto sul limite del mondo?

sbucci un'arancia

ti strappi un pelo dal naso

cammini per strada

aspetti la sveglia squillare

....vita ordinaria

un bell'effetto....

Come vorresti che fosse il tuo buco nell'acqua nella monotonia?

il gelato se non lo mangi

si scioglie tra le mani...

 
 
 

Abidabu, sola andata

Post n°6617 pubblicato il 26 Gennaio 2017 da davidaliuslosyano

"L'opaco e' il colore dello squallore!", disse Manhattan.
Il piroscafo usci' di scena, sbucciando l'acqua verdecorallo davanti a se'...Al largo le vele rimbalzavano contente, sedotte dai riflessi del sole settembrino...Alla fonda le prore aspettavano di essere schiaffeggiate da ondate di marea rilucenti come fontane di alabastro... Ellen parla tra se' sul pontile, ricordando la Citta' dei dialetti e della Langue. Parigi - dice - se ne sta li, sparato bianco e marsina, seducente nel Paradiso degli assiomi, perfettamente allitterata, ferita nel ventre...Distesa nell'amnio, implacentita di dolore, misura i suoi passi e allunga lo sguardo, mentre si appoggia al suo limite...Parigi e' li sotto, assopita nella vergogna, cattedratica e oscena, due seni a strapiombo, libero Spirito maudit, rosso forgia e rimembrante, avvoltolato dal fumo di mille Rivoluzioni...Parigi e' il muscolo pieno di vita, gonfiopulsante, lacerato dalla sottile pellicola d'insetti d'acqua, una retina di buone cose... Parigi e' un camino che parla sotto voce, con la salvezza a portata di mano, flagellata da sentimenti di vuoto, confligge con arte, mentre assomma materia e plasma...Parigi e' li che riflette, una Torre in tasca, una bottiglia per stordirsi nella notte liberata dalla pioggia, con un fanale per pisciare e due soldi per godere...Parigi e' un biscotto con scaglie di cocco, una Drupa infernale, un sapido andirivieni di topi di fogna...Parigi e' la canzone che canto' Madame nelle Alcove rutilanti di sperma e speranza...Parigi e' una luce lunare che piega il Cosmo-universato, due braccia dentro una camicia di forza a strisce tricolori, ronzante ronzino di attimi a galoppo sul confine di qualcos'altro...Parigi e' un Altrove che scorreggia distratta tra Cattedrali e Piramidi d'uso, per rinfrescarsi le idee...sapete?..."Guardate il cielo di Parigi..., non vi sembra bistrato di metafore deliziose?"...Qual mostro di carattere, Parigi e' un cigno di pezza, coltello appuntito tra i denti ingialliti... E quant'e' ridicola quando prega coi suoi canali difettosi...Poi, un giorno, la scopri malata di quiete, per diventare subito dopo un'arnia di peccato, il molle Ramarro acciambellato nel muschio e nel libeccio...Parigi e' il ruscellante pensiero arcobaleno che ti strizza nell'ammiracolato afrore di birra rancida... Parigi che dice: "Nei bistrot della Senna ho baciato pendule labbra avvomitate e sconfitte, ora - mio dolce Monsieur - sfumo gli ultimi rantoli nella tua bocca al profumo di rosmarino e mirtillo!"... Parigi e' un volo urticante tra miti e misfatti, una Rapsodia di colori, la Cornucopia di frammenti di ossa sepolcrali, un delicato sudario appoggiato sulla Cappelliera del Mondo...Parigi e' un bilioso albatro con le ali bruciate dalle pipette di corallo di dispettosi marinai, si diverte a vendere Umanita' e sarcasmo, ignavia e catrame...Parigi e' una nave da crociera a doppia ciminiera, una bandiera abbrunita dentro una brocca, un artiglio, una livida bambinaia dai seni grossi, il crocevia di sogni e poemi... Parigi in tupe', con i suoi templi stellari, mistica estremasintesi planetaria, un apostrofo uscito di penna, un'Ipallage epicurea, fintamente polimorfa, un sedentario Omino che schiaccia il pulsante per aprire su un "Si"... Parigi incinta dentro l'asmatico paesaggio di strade e toilettes, fiordi e montagne, se ne sta curva nelle sue Biblioteche di pazienza millenaria, monologa come un acero robusto sopra rigogliosi didietri d'autore...Parigi e' un camuso clochard, santificato da Madonnine di passaggio, abbruttito di whiskey e versi... Parigi e' un "God bless ye!" recitato a denti stretti, un bagaglio alienato in uno spazio impuro, con un tremore in una bottiglia di Margot scuote le vibrisse della Vita... Parigi che pensa: "La roccia del Potere sara' scalfita da qualche innocuo poeta, perche' - cari amici - Parigi odia gli eroi!!!!!"
Ai miei agiografi!

 
 
 

Niente

Post n°6616 pubblicato il 22 Gennaio 2017 da davidaliuslosyano


Anche un proiettile ha una sua storia da raccontare. Piu' o meno lunga come puo'essere la sua traiettoria prima di colpire il bersaglio. Il suo e' un percorso rigenerante. La pallottola appartiene alla sua pistola come il vento al mare, come il pensiero alla sua teoria. Nessuno puo' separarli. Quand'e' l'ora, scivola nella canna con il movimento di un'ogiva silenziosa che si muove dalle membrane d'amnio di un oceano preistorico verso i solchi lunari di una materia sconosciuta dove gli atomi liquidi della luce impattano, con clamore frammisto a desiderio, il suo acciaio fuso.

 
 
 

Vorrei essere sull'altra faccia della luna

Post n°6615 pubblicato il 11 Gennaio 2017 da davidaliuslosyano

Rami braccati dal gelo. Un dito che affonda.

Lingue di fuoco si assiepano all'imbrunire nelle decalcomanie di strade trafficate.

Boccucce affamate di bimbetti gocciolanti strusciano il selciato. Erlichiosi cagnolini zambettano insieme a padroncini in calzamaglie marronchiaro.

Mangio un mare a destra. Come stomaci intramati d'assurdo sbraitanti come altisonanti bombarde.

Mangio un mare a sinistra. Come moto festive curate da meccanici angelicati.

 
 
 

Poem maldito

Post n°6614 pubblicato il 11 Gennaio 2017 da davidaliuslosyano

Appende i miei piedi ad un gancio. Ilare Mostro incestuoso.
Si arrovescia l'incanto. Motteggianti Molecole fluttuano inviperite. Il lucore. Modulare Maestà nel fulgore solatio, la vita.

Una vitamina d'acciaio fuso si mescola al fogliame. Matericamente. Istante dopo istante. Mi battono il petto serpenti d'acqua arruginita.

Bollenti Auto su strade ricurve. Insegna battuta dal vento. È il deserto. Rifornisco il cuore a una pompa malmessa. Di incerta sostanza. Quanto basta. Senza scalfimenti. In buon ordine. Va via. Fiori a sonagli rincorrono l'afrore di un tenero bacio dato. Quella notte. Nell'assoluto rimescolio di forme. 

Una stanza identica a te. Libri in una canzone. Si tingono di spasmi. Vorrei essere sull'altra faccia della luna.

 
 
 

mosche, o care

Post n°6613 pubblicato il 05 Gennaio 2017 da davidaliuslosyano

Eiacul-losofica ... letteralmente significa ... il quoziente digital-filosofico delle nostre frustrazioni e' la chiave per terapie d'urto dei disordini inconsci e un tentativo di ristabilire un incerto equilibrio di se stessi attraverso un cambiamento radicale che trasforma le piu' amare previsioni in ambivalenti messe a punto delle medesime metafore esistenziali rivolte a riprogrammare il dissidio tra le vecchie risorse del neo-poetico e le nuove meraviglie del anti-poietico per una riscrittura di espressivi lasciti pseudo-naturalistici che dara' luogo ad avvincenti risonanze del Logos, considerato sotto l'aspetto ....
(Appunto trovato in un libretto di un famoso pensatore scomparso...)

 
 
 

Meridio legion

Post n°6612 pubblicato il 31 Dicembre 2016 da davidaliuslosyano

Era d'estate. Disteso sulla sabbia, improvvisamente nevico‘. Simili a fiocchi d'avena languidamente. Message deleted. Plotsynopsis. Intramato orribilmente. Mi preparo quixotically per la fine. Quixotically...Sancio nelle Andalusie, dove le case con la crisi te le cedono per la modica somma di trenta pesetas. E' la bolla speculativa che esplode. All inclusive. Got into property ladder. Provaci Sammy. Mutui galore. Mamme e papa' e figliolanza, compresi il parentado fino al settimo grado sulla strada maestra, ma senza minestra. Un guaio. Siamo in recessione - bambino mio - e tua madre non sa piu' dove sbattere la testa. Mi inventero' qualcosa. Andiamo dal Vicere', per un'udienza, gli faro' una proposta che lo fara‘ infuriare. Indifferentemente Musl'inganno'. La villa e' mia e tua figlia Carly-Carly pure. Zacchete. Era d'estate. E tu te ne stavi oziosa a corteggiare una flasche di vin brule‘! Smoke a blunt to clear ur lungs. Metti un tappo alla candela. Smorzala alla romanaburina. Alla pecorina. Formaggio sempre fresco. Giusto una spolverata. Fascinoso e coattivo. Strictly forbidden. Lui lo Scipio con l‘elmetto, della familia dei Cornelii, era invincibbile, se ben ricordate, o miei fratitalici. Cosi come Invincingetorix, il gallo triderocornuto. Chiuso e inchiuso nell'assedio di Berlinpietroburgo. Carri armati come elefanti da gettare nella mischia, con la cavalleria leggera sulle fasce laterali fino al touch-down finale. Yea. Di questo passo andiamo a spasso. Troppi morti e morituri, mio comandante. Il Che se la sarebbe sbrigata diversamente. Sulle montagne dell'Eldorado, nella giungla Viet, nei circoli viziosi della Sierra Madre. Una figurina per te, una per me...Ma se sbagli te la faccio pagare. Perche' chi frega Phil non se la passa liscia. La vide con le vesti intrinate dal vento, sofonisbante nel cielo turchese. Se ne innamoro' perdutamente. Sir Lelio gli ricordo i suoi doveri di soldato. You chooses Von Massimin... E cosi sia. Message deleted. All rights reserved. Quell'overlook non mi fa dormire. Va dal posto tranquillo e soleggiato al sovrasto al sottovaluto al disregardo all‘ignoro... Si unidealismo che overlucca le pratiche considerazioni mondane. Se ne discutera' in streaming tra poco. Ritorno all'homepagina. Intanto mi ammonisco per simulazione. Son caduto in area, una divata al limite del grottesco. Il film: Riflessioni di una vergine pazza, masterpice. Scene di gelosia e patatrac finale...What the fuck is this? Era d'estate. Un ottovolante d'ottone ottobrino con caduta di folie incorporato for sale. Un saldo a Oporto dove andro' a riposare la stanca ossatura dopo le vicissitudini albioniche. Pesce fresco a volonta' e una fiasca di tinto per dimenticare il peggio. How far sei disposto ad andare per la vecchiaia? Con solo duecento pound... una banca o un treno da assaltare, una donna ricca da maritare, un progetto arcano da sfruttare. Per fare dinero. Per vivere al calduccio, per il resto dei trentanni che ti restano. Quanto sei disposto a rischiare? Get a gimp-get a gimp-get a gimp...un cordoncino di rinforzo. Il magone doz. Il Kama sutra dei mormonici. Sterpaglie trinariciute. Per fare qualche soldino. Enlightened man. Message deleted. All rights reserved. All inclusive. Una contrazione, una extra omnes, un bordello, un how-far-willing, una blatta, il girodellarete, mammahovistounUfo, lascia riposare l'impasto per quindici anni, pesce al cartoccio-e-cimedirapa tempestose, la donna si chiede se e' mobbile abbastanza da evitarmi, como siempre comandante...Wellman, un impiastro per le goduriose notti, una pomataxilback, ritrovato divino per una ingroppata alla grande...Eppoi un incunabolo depressivo, una luce che si spezza, lo snap como-el-dito mentre mi snudavo...Questa sterlina, similmente al-el-mio-aff...r non vuole proprio salire [cancel] Sempre tra i piedi...disattivare. Disattivato. Il ragasso sguarda i bicipidi, six-pak, o giu' di li'...Chi l'avrebbe detto! Le regole d'ingaggio, perdio! Dispersione di proiettili, accattonate al mo-sto-bbene, bagagliaii per desnude, poverita' al 60%, index fosforescenti di confk...oko-frio ocio-occhial, rasputiniate sacrileghe, for life, daftsillino, dopodiche' un tuffo dalla finestrella de' Napule per sfuggire ai malintenzionati, riritto di riprocipita-ta-ta con un bel falo' delle vanitose chiesupole di Dublindanubbio, l'investito messagger di Cristo maculato di inflorescenze rosate sull'altarino, ruspe ruspanti abbllattono le solatie chiaroveggenze dannunsiane, pluvia sulle mie ragadi novelle, sui plensieri blelli, sulle tue guancie rasate - o ermiocolle-, ipopotenute al galor blanco, bei appartamenti ammobiliati a costo mmodico, pallone similpele nel field sottocasa, sforbiciate e dama, poiche' basta, riposare-e-non-alzarsi-plu'...Trattenuta alla fonte, farla liberarsi del peso in pubblico nella botteguccia del barbiere, una lavanda di testa, una barbabietola e 2 milla ffiorini in Blanka...cosi' si fa alla ffaccia...Lo smilzo replico' "bada", un pugno da dietro nello stomaco dopo un "rikkione" balzato per caso da 100 metri e passa, non mi prenderai mai Mal, stattiaccorto la prossima volta, si' ma tu rikkione rimani

 
 
 

Lusso lussuria

Post n°6611 pubblicato il 07 Maggio 2016 da davidaliuslosyano
 

 

Note di ricordi vecchi di secoli nel gorgo della mente. Modula indefiniti pensieri. Il loro moto rettilineo e il loro fruscio.
Spesso la rivede tra le brume dorate di un mare lattiginoso, mentre si confonde con le onde.
Che brutta fine.
Cosi' giovane.
Il destino e' stato crudele con lei.
Dita grassocce sfiorano le labbra tumide ricoperte di lacrime di te'.
               Le notti
passate
           a pensare.
Frammenti
          di luce,
trafiggono
il cuore
         d'illusione.
Una carezza
      al cuscino
prima
di chiudere
             gli occhi...

 

 
 
 

Ciclo ciclamino

Post n°6609 pubblicato il 26 Aprile 2016 da davidaliuslosyano

Fluidi in dopamina fluente
Rigagnoli di beatitudine
L'Anima nera lucente
Di vagante equivoco
Diadema diafano ad hoc
Il tuo viso una maschera
Di triagonale bellezza
Portami nei paesi che conoscono l'Armonia
Spunta il peccato come un masso
Aerei roteano in cerchio innamorati del proprio candore
Un battito d'ali qualcosa muovera' nell'Universo forse il tuo amore.

 
 
 
Successivi »
 
 

AREA PERSONALE

 

ULTIME VISITE AL BLOG

vergi2016paperinopa_1974davidaliuslosyanoNoRiKo564cile54paneghessaSky_Eaglefalco1941my_way70lacky.procinoStolen_wordscl65GothMakeUpmisteropagano
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
Citazioni nei Blog Amici: 6
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Agosto 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

ULTIMI COMMENTI

Ciao, molto carino il tuo blog, noi abbiamo un blog dove...
Inviato da: GothMakeUp
il 01/07/2017 alle 14:20
 
mi è piaciuto andare oltre l'11° rigo..
Inviato da: misteropagano
il 24/03/2017 alle 22:05
 
bbbb
Inviato da: davidaliuslosyano
il 18/06/2015 alle 18:02
 
grazie.!
Inviato da: ramazan diyeti
il 02/07/2014 alle 10:16
 
thank you.
Inviato da: diyet
il 02/07/2014 alle 10:16
 
 

IL BLOG DEL LESSICANTROPO

 
 
Template creato da STELLINACADENTE20