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Creato da GuerrieraSenzaTrofei il 26/05/2006

Drama

I cadaveri puzzano. Bisogna disfarsene

 

 

Esisto/Esisto?

Post n°862 pubblicato il 20 Marzo 2012 da GuerrieraSenzaTrofei

"Grazie. ..Sei come il vulcano sopito che esiste pienamente anche nel suo silenzio. "

 

G. D.

 

Esisto?

 

 
 
 

Molestia sessuale

Post n°861 pubblicato il 13 Settembre 2011 da GuerrieraSenzaTrofei

 

Prologo: lei si veste, lui esce di corsa dal bagno per non mancare al rito del seno  scugnizzo che si mostra nudo e poi s'accoccola nel pizzi neri. Una mano s'allunga.

 

 

Umhmammia, essignore, ma lasciami stare

 

"Uff....eddai, aggiustami la cravatta"

 

Uhh, ma tu molesti le persone...quanto sei scocciante!

 

" E tu? Tu sei una molestia sessuale"

 

Ah!

 

 

 

 

 

 

 
 
 

L'esposizione

Post n°860 pubblicato il 06 Giugno 2011 da GuerrieraSenzaTrofei

Ad A.

 

parole dai cunicoli più profondi  affiorano e le stendi sulla rena, ad asciugarne l'umido e la melma di fiele,

 

e sapide di aria nuova, e fresche di brezze, arrivano ad occhi e orecchi che intendono, e tacciono, silenzi che rispettano i tuoi silenzi, 

 

e arrivano, orride, parole senza soffio, nulle, incapaci persin di crudezza, che deridono il pudore vinto, e sacrificano lo sforzo e lo fanno molle, ed io, che nacqui muta, lessi e ingoiai scosse.

 

 

 
 
 

Il riparo

Post n°859 pubblicato il 29 Aprile 2011 da GuerrieraSenzaTrofei

 

 

S'affanna, i ricci scomposti, la strada ripida, il corpo pesante di carne e di pensieri, risale piano, il respiro  soffia doloroso nel naso, ogni tanto si ferma, sembra vecchia, non lo è, sono vecchie le ossa, e il cuore, e la testa che si perde nei pensieri senza uscita, nelle memorie vere e quelle false, osserva i suoi movimenti goffi e le sagome che puntellano la sua strada, il barbone che cammina ritto e spande indifferente il suo malodore, la ragazzina che offre misera di pudore i fianchi gonfi e l'arcata dei glutei agli occhi dei lascivi, la donna che combatte gli anni con unghie laccate e pelle macchiata di lampada, offende gli occhi e rattrista, un uomo accende una sigaretta e parla con un albero, un sorriso accennato,  poi incomincia a piovere, la donna coi ricci s'arresta,  cerca riparo.

 

 

 

 

Quando smetterà di piovere

vieni a casa mia, ti porterò nel mio letto

e leccherò la tua testa, il tuo male,

ti scorticherò la pancia, e quei pensieri di fango,

accarezzerò il tuo culo e la tua risata allegra

donna coi ricci, le vene di sughero, il ventre che freme,

distratta e attratta dal tuo ritratto, impegnata a sapere di te,

dimenticando della vita, e che i veli che non si svelano.  

 
 
 

Una signora perfetta

Post n°858 pubblicato il 10 Febbraio 2011 da GuerrieraSenzaTrofei

"parlavamo di te ieri, e abbiamo detto che sei una signora perfetta"

 

signora...mah....non sono anziana, ma soprattutto non sono perfetta

 

"per noi lo sei, e poi lo sai P. ti adora, dice che se abitaste vicine, tu le avresti fatto compagnia, le piace molto parlare con te, passare del tempo insieme a te..."

 

..........

 

(l'arroganza del pensiero sull'altro, la presunzione che la propria proiezione coincida con l'essenza vera dell'altro. Nonsonounasignora, ma l'ha gia' detto qualcun'altra. Anche se preparo pastine da tè)

 
 
 

Tuca tuca

Post n°857 pubblicato il 13 Settembre 2010 da GuerrieraSenzaTrofei

 

 

"Non lo sopporto, voglio mandarlo via, facciamogli ostracismo"

 

Se lo mando via troverò un altro uomo

 

"no, non lo sopporterei..."

 

Ma vuoi che rimanga sola? Che faccio poi?

 

"Balli il tuca tuca"

 

 

 

 
 
 

Strade e mercati d'agosto

Post n°856 pubblicato il 31 Agosto 2010 da GuerrieraSenzaTrofei

 

Sgomma sull'asfalto molle per il sole rovente, una canotta nera fascia muscoli senza più tensione, un ciuffo pesante sul volto greve, volgare, la musica spaccatimpani, irritante già al primo sguardo, una donna che cerca di distogliere l'attenzione dalle carni flaccide e dal viso butterato, offrendo alla vista seni gonfi e senza incanto, al Balon merce senza valore e oggetti quasi preziosi si lasciano toccare e si infilano nelle fantasie e nei desideri degli avventori fiaccati dal caldo, centrini ingialliti, scatole intarsiate rose dai tarli, un torchio riverniciato, sacche militari, occhiali retrò, borse all'uncinetto, cinture consunte, giacche fruste, chiavi antiche che hanno  aperto porte che non esistono più, e portoni pesanti che non si aprono più e madìe che non custodiscono più nulla, la zingara, scura in viso, la pelle macchiata, vende un servizio spaiato di posate inox, contratta dignitosa col compratore straniero, gli porge con grazia la merce, parla con inaspettato accento torinese,  un'anziana senza più regole, un cappello buffo, una gonna corta e ampia attorcigliata su cosce senza sole e senza carne, una sigaretta fumata malamente che pende dalle labbra, ruba senza nascondersi un mazzo di carte, la donna del banco la guarda, ne ha pena, finge di nulla, un uomo e una donna camminano vicini, parlano fitto, si guardano trasognati, ma non si abbracciano nè si toccano,  amanti che temono sguardi indagatori, le strade strette, acciottolate, qui si vendono cose inutili, si regalano sogni, un po' tarlati, un po' ossidati.

 

Quanto la chiave? Devo sigillare un dolce, un dolce antico. Lui sorride e le chiede pochi spiccioli. Lei torna a casa, si sente ricca col suo tesoro arrugginito.

 
 
 

Ammore che scappa

Post n°855 pubblicato il 06 Maggio 2010 da GuerrieraSenzaTrofei

" E' stato bello rivederti"

 

Non mi sembravi emozionato, non come le altre volte almeno

 

"Non volevo far vedere, poi tu scappi"

.....

"Ammore, ti sei già dimenticato di me...

Sì, chi sei?

"un uomo distrutto dalle tue parole"

Uhhh. E pigliati una pastiglia, senti a me.

 

 
 
 

Amore obbligato

Post n°854 pubblicato il 06 Maggio 2010 da GuerrieraSenzaTrofei

 

 

Diaro dalla metro

 

Un bambino spastico nel passeggino urlava. Sua madre aveva il volto greve di chi ha su di sè una croce a vita, di chi vorrebbe urlare scomposta come la sua creatura e assentarsi ai suoi doveri, assentarsi alla sua croce, gli occhi fissi davanti a sè, una strada in salita senza appigli.

Io sono quel bambino, sono spastica dentro. E sono sua madre, ho la croce dei miei spasmi, dei suoni e movimenti scomposti, disarmoniosi, sgraziati, ne sono succube, vorrei sfuggirli, vorrei non averli mai partoriti dalla mia pancia.  Vorrei fuggire e non fuggo, vorrei essere come gli altri e non lo sono, vorrei sapermi alzare da quella sedia che diventa la tomba delle mie gambe e della mia vita normale e non so farlo. Io odio la pena che suscita negli altri quel bambino, è la pena che suscita ai miei occhi, che suscita il mio bambino spastico dentro di me a sua madre che ingombra le mie stanze.

Dentro ascolto le urla di quella madre, la rabbia di essere stata punita malignamente dal destino, e le paure, le preoccupazioni per la sua creatura, che ama e protegge, e la cattiva scelta di non saper dire che quel figlio è dolore, le ha  rubato la vita, i suoi anni giovani, la cattiva scelta di verminare amore obbligato, di pensarsi santa, dedicata. Si sottrae al confronto, non si decontamina dalle scorie dell'amore possessivo, necessario, funesto, claustrofobico e assoluto per amarlo veramente, e non semplicemente, inutilmente incondizionatamente. Io non saprei fare diversamente.

 

 

 

Tu che faresti al posto di quella madre?

Ma io sono quella madre, io sono amore obbligato

 

 
 
 

Tra i denti

Post n°853 pubblicato il 04 Maggio 2010 da GuerrieraSenzaTrofei

 

 

Ho lavato i denti, ieri sera, e poi stamattina, e poi ancora dopo pranzo, li ho spazzolati bene bene, la pasta di menta che brucia la lingua, non va via, il tuo odore non va via, rimane impigliato, marchia la saliva e il palato, odore patella, odore figliato dalla bocca, e soffio per sentirlo e per sentire acuta la tua assenza, odore della tua saliva, dei tuoi denti, del tuo ventre, del tuo collo, dei tuoi capelli, odore delle tue risate, soffio e sento il tuo odore, il tuo odore mi contamina, assedia i miei ricordi, soffio e sento la bocca vuota della tua bocca, la bocca vuota.

 
 
 
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LA GUERRIERA

la  guerriera . . .

 

un sobbollìo di lava nei meandri della mente e nelle fauci del ventre , fiumi incandescenti ...

quale la lava ardente che distrugge ciò che abbraccia , la guerriera sprezza ciò che cerca , e lotta , e nello scontro stronca ... e arde , e si perde nella bramosia di quel che ama , nella frenesia di misurar la forza ed il poter di sè sul maschio ... ama ed irride ...

quale un mantello ella si china e copre , abbraccia e ascolta in se stessa la furia ed il languore , e si compiace della furia come d un dono , e del languore come d una preda , ella è sempre arma contro se stessa , e sbrana il maschio sopra il proprio altare ...

le sue parole son lacerti di carne , brandelli di sesso masticato , parole di pensier fiero e furente di donna languente e altera , i suoi pensieri son belve che ti mangiano il cuore , echi di fremiti che dilaniano i lombi ed il cervello ...

. . . . . .
mangiata , prigioniera di una parola muta sotto intestini e fegato , una bimba palpitante attende l ora al buio , ed in quel buio scoprire il segreto di sè , ed il piacere ...


occhiodivolpe
 

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hai ancora le carni bruciate?
Inviato da: GuerrieraSenzaTrofei
il 23/03/2012 alle 10:53
 
quella dolce lava ..........
Inviato da: occhiodivolpe2
il 20/03/2012 alle 16:04
 
:) è la parola "signore" che mi fa sorridere......
Inviato da: Perturbabile
il 15/09/2011 alle 12:20
 
eh, sì pare pare, ma mica solo questo, già altri prima
Inviato da: GuerrieraSenzaTrofei
il 14/09/2011 alle 10:36
 
ah ... pare un 'giornando' :)))
Inviato da: occhiodivolpe2
il 13/09/2011 alle 19:42
 
 

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