NEMOtutto e niente |
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Post n°124 pubblicato il 29 Dicembre 2007 da DonnaMusica
Salve a tutti!! |
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Post n°123 pubblicato il 27 Dicembre 2007 da DonnaMusica
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Post n°122 pubblicato il 27 Dicembre 2007 da DonnaMusica
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Post n°121 pubblicato il 14 Dicembre 2007 da DonnaMusica
Eccomi, scusate l'assenza anche se sono in pochi ad essersi accorti che mancavo!! ma a quei pochi che sono entrati e che mi hanno scritto, vanno i miei saluti più sinceri e abbracci più calorosi!! cosa è successo? impegni, lavoro, traslochi, assenza di ADSL, amore...però ho sempre letto, nel treno, in camera, in cucina, sulla sabbia, in macchina, in sala prof, sempre letto sempre!! ora sto leggendo Camus...La peste. L'ultimo libro che ho letto è stato La signora delle camelie di Dumas figlio e posso dire che è stato appassionante, anche se manca l'azione, la tensione verso l'avventura e l'ignoto tipici dei romanzi del Dumas padre. Però in questo libro ho riscontrato un'analisi psicologica, soprattutto dell'animo femminile, nuova, profonda, paragonabile per certi versi alla Karenina di Tolstoj. Però i Russi...eh eh, tolgo il cappello. I Russi...ma cosa avranno di speciale questi Russi che quando scrivono mi lasciano qualcosa dentro indelebile e mi segnano quasi la coscienza? ... Beh, a volte ho avuto la vena malinconica che se avessi avuto la linea web sarei stata qui nel blog ore ed ore a scrivere post lunghissimi e paranoici. Diciamo che DonnaMusica si è trovata in una di quelle rare - per fortuna - occasioni cruciali della propria vita ed ha dovuto fare delle scelte, a volte non avrebbe voluto scegliere, ma purtroppo la vita impone di scegliere e tu devi accettare, anzi devi ragionare e fare la scelta migliore. Però a volte mi dico: tutta la vita a fare sacrifici, ma quando finiamo?? perché alcuni hanno la vita così facile ed altri devono sudare?? quando mi capita qualcosa di insperato a dire la verità, quasi quasi mi sento immeritevole, assurdo!! guarda te, devo sentirmi indegna di quel poco (del tanto che penso mi spetti) che mi capita!! ... Uhm, ho in testa tantissimi pensieri, anche perché ho letto moltissimo quindi vorrei fare qualche recensione alla mia maniera e poi vorrei parlare del mio lavoro, vorrei parlare con qualcuno che svolge il mio stesso lavoro, che mi piace e mi appassiona e mi assorbe tutta (o quasi, visto che trovo sempre l'angolino per la lettura), poi vorrei parlare del fatto che tra qualche mese lascio la mia amata regione per andare in una che non conosco, e non so se mi troverò bene, insomma dentro è un tumulto di passioni. Dico solo che non vedo l'ora di cominciare, sono agguerrita... un bacio a Simone, Beli, Nicola, O_tello, TafKap che ho visto qualche volta passare nel blog. Baci a tutti e perdonatemi se non vi ho degnato più di una risposta...a presto smack |
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Post n°120 pubblicato il 16 Settembre 2007 da DonnaMusica
Dopo aver terminato la lettura sia di Siddharta che del Lupo della steppa, penso di avere abbastanza materiale per formulare un modesto giudizio su Hesse e sulla sua opera. Si tratta del giudizio di una lettrice, di una qualsiasi lettrice di romanzi dell'800 e del '900, un giudizio non di valore, ma certamente schietto. Sono romanzi "diversi" da quelli che ho letto, in modo particolare certe vicende del Lupo, per alcune scene dark, irreali, mi ricordano Poe, un autore da me apprezzato, mentre Siddharta potrebbe essere facilmente confuso per un 'opera di filosofia indiana, ma non lo è assolutamente, in quanto il buddhismo è solo lo sfondo in cui si muove Siddharta, uno che cerca se stesso. In effetti tutti i personaggi di Hesse, cercano qualcosa, cercano se stessi e per questo intraprendono un viaggio in cui provano tutte le esperienze della vita, dolorose, peccaminose, insopportabilmente dure, toccano il "fondo"come si suol dire per riscattarsi, per trovare la saggezza, la verità, se stessi...perché il Nirvana è solo una parola, non esiste nessun paradiso, la vera felicità è ritrovare il proprio io. Boccadoro come Harry Haller (protagonista del Lupo) ritrova la realizzazione solo dopo aver goduto di tutti i piaceri della vita (sesso, in primo luogo) e dopo aver sopportato dolori e sofferenze immense, Narciso invece attraverso le privazioni, le rinunce della vita ascetica e monacale giunge in maniera imperfetta allo scopo, al ritrovamento del proprio Io, perché non ha conosciuto la vera vita, ha sopportato troppe rinunce. Le somiglianze, il parallelismo tra Il lupo della steppa e Narciso e Boccadoro sono lampanti, tra l'altro lo stesso Hesse lo sottolineava, deluso dell'accoglienza del Lupo della steppa, in cui egli aveva profuso tutto se stesso, inviando il messaggio di morte, di solitudine, di perdita di valori della nuova società "americanizzata" che di lì a poco avrebbe affrontato la seconda guerra mondiale (l'opera è del 1927). In effetti il Lupo della steppa è un'opera moderna, troppo all'avanguardia per quei tempi ed è giustificabile l'accoglienza fredda del pubblico che invece strizzò l'occhio a Narciso e Boccadoro, che ripete lo stesso concetto, ma sotto una nuova veste e in un'ambientazione medievale, troppo lontana per storcere la bocca di fronte alle "porcherie" (parole di Hesse) di quei personaggi che incarnano comunque vizi degli uomini del suo tempo. |
Inviato da: minsterr999
il 25/03/2009 alle 07:10
Inviato da: minsterr999
il 25/03/2009 alle 06:36
Inviato da: minsterr999
il 25/03/2009 alle 06:32
Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 01:03
Inviato da: volandfarm
il 24/03/2009 alle 23:45