Creato da cannibale3 il 26/11/2006

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Messaggi in foglietti sparsi, appunti di attualità, economia, politica, momenti di vita, di uno staff di Bloggers

 

 

LA VERNICE SOLARE

Post n°1196 pubblicato il 21 Giugno 2017 da cannibale3
 
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Una team di ricercatori dell’Università di Melbourne (Australia), ha progettato una vernice contenente gel di silice che genera energia sfruttando l’umidità. 

La tecnologia dei pannelli solari potrebbe presto essere superata da una nuova scoperta scientifica. Una semplice “vernice” progettata in Australia, ha caratteristiche energetiche simili ai pannelli. La vernice solare, è stata messa a punto da un team di ricercatori australiani. La caratteristica fondamentale di questa nuova scoperta è la possibilità di creare combustibile a idrogeno sfruttando l’umidità presente nell’aria. Per arrivare a una vernice con queste specifiche, il team di esperti, ha aggiunto un particolare gel di silice alla tinta. Si tratta dello stesso materiale usato già nelle case di molte persone e lo si può trovare nelle bustine da mettere negli armadi, nelle scarpiere e anche nelle dispense. In questo caso però c’è una piccola modifica chimica al composto. Il gel presente nella vernice solare è il solfuro di molibdeno sintetico. Dall’Università australiana spiegano che questo materiale funge da semi-conduttore energetico e inoltre favorisce la scissione degli atomi di acqua in idrogeno e ossigeno. Per concentrare la luce solare, sfruttando questa tipo di energia, oltre all’umidità, alla tinta è stato aggiunto l’ossido di titanio. La nuova vernice solare può essere comodamente usata al posto delle attuali tinte per case e uffici. L’aspetto fondamentale è che per funzionare la vernice non ha bisogno di acqua pulita o di bacini presenti nelle vicinanze. Qualsiasi zona al mondo con un tasso di umidità elevato può andare benissimo. Serviranno circa cinque anni per la messa in commercio di questa nuova vernice solare.

N.B.: Sarà importante valutare la possibilità di utilizzare questa "vernice" magari anche come smalto per pitturare le automobili, magari metallizzate. Il "sogno" della auto elettrica che si ricarica in modo autonomo con la luce, by-passerebbe la necessità della creazione di una rete di rifornimenti con colonnine elettriche.

 
 
 

NON AVREMO PIU’ BISOGNO DI STRADE

Post n°1195 pubblicato il 19 Giugno 2017 da cannibale3
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Strade? Dove stiamo andando non avremo bisogno di strade (Doc Brown - Ritorno al Futuro DUE)

In un futuro non molto lontano, l'industria delle automobili sarà nelle condizioni di presentare le automobili volanti. Sono infatti una decina le aziende che stanno progettando prototipi di veicoli in grado di volare. Dal 2022, le automobili volanti potrebbero essere realtà, destinate ad aprire la strada ad una serie di servizi commerciali, tra i quali servizi turistici aerei, sorveglianza aerea, taxi aerei e leasing aziendali di automobili volanti. Le grandi sfide per il vero decollo del settore saranno il miglioramento delle caratteristiche di sicurezza, normative ottimali e prezzi abbordabili. Le start-up di tutto il mondo che sono attivamente coinvolte nella costruzione di una futura automobile volante, sono state identificate da Frost & Sullivan e saranno presentate nel corso dell’evento “Intelligent Mobility” che si terrà il 29 giugno a Londra. 
La maggior parte di queste aziende hanno sede negli Stati Uniti, più altri operatori provenienti dal Regno Unito, Francia, Germania, Russia, Slovacchia, Israele, Russia e Giappone. Tra tutte le aziende che, secondo le attese, lanceranno veicoli volanti entro il 2022, PAL-V, Terrafugia, Aeromobil, Ehang, E-Volo, Urban Aeronautics, Kitty Hawk e Lilium Aviation hanno completato almeno un volo di test dei propri prototipi di automobile volante. PAL-V è andata oltre e ha avviato le prevendite del suo modello di automobile volante Liberty Pioneer, che l’azienda punta a consegnare entro la fine del 2018. Sarà certamente interessante vedere le prime applicazioni dei veicoli volanti, sebbene l’obiettivo ultimo dei produttori, sia affrontare la questione della mobilità personale, si prevede che le applicazioni commerciali partiranno con le attività ricreative, sotto forma di quello che potremmo chiamare uno scooter volante monoposto.

 
 
 

PANNELLI SOLARI CHE PRODUCONO ACQUA POTABILE

Post n°1194 pubblicato il 19 Giugno 2017 da cannibale3
 
Foto di cannibale3


Questi particolari pannelli solari “catturano” il vapore acqueo e lo trasformano in acqua. Allo stesso tempo producono anche energia

Si sta imponendo nel mondo della tecnologia applicata, la ricerca mirata alla produzione di energia attraverso sistemi alternativi quali l’eolico ed il solare. 
Il settore dei pannelli fotovoltaici, sta attualmente subendo importanti evoluzioni. In Australia, un gruppo di ricercatori ha brevettato la vernice solare, mentre Elon Musk con la sua azienda SolarCity ha commercializzato le tegole solari. Dagli Stati Uniti sta arrivando un’altra novità che potrebbe cambiare l’intero settore: i pannelli solari che producono acqua potabile. Questi speciali pannelli potrebbero risolvere due problemi in uno: la mancanza di acqua e la produzione di energia “pulita”. L’idea è venuta a una startup statunitense, Zero Mass Water, che ha realizzato un sistema che cattura il vapore acqueo e lo trasforma in acqua potabile. In conseguenza dello speciale sistema di Friesen, ingegnere dell’Università dello Stato dell’Arizona e proprietario della startup, i pennelli solari, oltre a produrre energia e calore, riescono anche a catturare l’umidità presente nell’aria e a trasformarla in acqua allo stato liquido.  I pannelli della startup statunitense possono essere montati in qualsiasi area, ma in alcune zone rendono di più rispetto ad altre. Infatti, per produrre una buona quantità di acqua (mediamente un pannello solare riesce a raccogliere 5 litri al giorno) è necessario che il clima sia molto umido. Nelle zone secche, il pannello creato da Zero Mass Water, non riesce a funzionare al meglio. Ogni pannello riesce a raccogliere un massimo di 30 litri di acqua, che per diventare potabile ha bisogno dell’aggiunta di alcuni minerali che aumentano il pH del liquido.  

 
 
 

LA MAGLIETTA BATTERIA

Post n°1193 pubblicato il 08 Giugno 2017 da kiorphe
 
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Ricercatori dell'Università di San Diego in California, hanno progettata la prima batteria stampata flessibile e ricaricabile.

Le batterie potranno essere utilizzate per una vasta gamma di tecnologie, dai sensori indossabili alle celle solari. "Questo è un grosso passo verso dispositivi elettronici flessibili e autonomi", dice Joseph Wang, uno degli autori dello studio pubblicato su Advanced Energy Materials. Le batterie sono state rese flessibili incorporando un materiale super-elastico fatto da uno dei principali ingredienti della gomma, l'isoprene, e dal polistirolo. La sostanza, nota come SIS, permette alle batterie di allungarsi per il doppio della loro dimensione senza danneggiarsi. Il tipo di batteria utilizzato, con zinco e ossido d'argento, è noto da tempo, ma i ricercatori sono riusciti per la prima volta a renderlo ricaricabile. Per la stampa su tessuto hanno usato la tecnica tradizionale abbattendo i costi da 0,5 dollari contro i 5 dollari delle batterie ricaricabili oggi in commercio. Il gruppo di ricerca sta ancora lavorando per migliorare la performance della batteria: per ora la capacità di ricarica è scarsa. Rispetto a quelle disponibili sul mercato, è più sottile, più economica ed è fatta con materiali facilmente reperibili. Sarà importante espandere l'uso della tecnologia ad applicazioni diverse, come le celle solari e quelle a combustibile, e utilizzare le batterie anche per altri dispositivi elettronici.

 
 
 

PREMIO LEONARDO 2016

Post n°1192 pubblicato il 07 Giugno 2017 da cannibale3
 
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LEONARDO FINMECCANICA: PREMIO INNOVAZIONE 2016
Ambito di ricerca: Generazione e storage ad elevata efficienza della energia elettrica

I limiti di tutti gli apparati elettronici per uso comune che utilizzano batterie al litio, tra cui tablet e telefoni cellulari, è la durata della carica delle batterie. 
Il progetto ha come obiettivo lo sviluppo di elettrodi innovativi realizzati in nanostrutture (strutture caratterizzate da dimensioni estremamente piccole, dell'ordine del nanometro) di carbonio e silicio. L’utilizzo di tali elettrodi, offre enormi vantaggi in termini di conducibilità elettrica e consente alle batterie di avere una maggiore efficienza/durata. Il progetto ha un elevato impatto industriale in relazione alla vastità di campi applicativi delle batterie a litio.

N.B.: Conferma quanto da me pubblicato (in tempi successivi). Vale la pena di insistere nella ricerca. Si apriranno interessanti orizzonti ricchi di opportunità!

 
 
 
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