Creato da fatamatta_2008 il 22/03/2008

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Villa Migone 25 aprile = Genova

Post n°1019 pubblicato il 24 Aprile 2015 da fatamatta_2008
 

La città di Genova possiede nei quartieri che circondano il suo centro storico  varie dimore di casati nobiliari e di famiglie facoltose, che risalgono ai primi anni del 1500.Ville di gran pregio, arricchite dalle opere di pittori famosi come Luca Cambiaso, e circondate da splendidi parchi, destinate a costituire residenze in linea con le necessità di rappresentanza e a fare sfoggio della ricchezza e potenza dei proprietari.
Persino Messer Giovanni Boccaccio in una sua visita a Genova rimase ammirato da queste dimore.

In una di queste, precisamente Villa Migone fu firmata la resa di 30.000 tedeschi alle brigate partigiane del mitico comandante Bisagno.
Genova fu l'unica città italiana a tornare libera prima dell'arrivo delle truppe alleate.

Nella villa al tempo residenza del cardinale Pietro Boetto,  la sera del 24 aprile 1945 il generale Gunter Meinhold, comandante in capo delle truppe tedesche di stanza a Genova, firmò l'atto di resa, (nelle mani dello stesso Boetto e del comandante partigiano Remo Scappini), che pose fine alla seconda guerra mondiale nel capoluogo ligure.

Nel 2007 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha reso omaggio a Genova, medaglia d'oro per la resistenza partigiana, visitando in occasione del 25 aprile Villa Migone.

La Villa negli anni ha dovuto essere sottoposta a numerosi e costosissimi lavori di restauro; purtroppo gli attuali proprietari (eredi dell'antico casato) non riusciendo più a sostenere le spese di manutenzione si sono decisi anche se a malincuore a porla sul mercato degli affitti come una casa qualsiasi.

Nessuna istituzione genovese è stata in grado di acquisire questo importante sito storico per farne magari un Museo della Resistenza.

Come succede spesso, ciò che dovrebbe essere preservato con cura e rispetto, perchè parte della storia del nostro paese, viene trascurato o alienato.

La villa, nascosta, all' interno di un quartiere popoloso, San Fruttuoso, protetta dal verde sontuoso di villa Imperiale che con lei confina, testimone di una pagina di storia della città, anche se con alcuni vincoli disposti dai proprietari, così viene tolta alla collettività.

Dalle pareti delle stanze, guardano i quadri degli antenati, abituati a vedere sfilare personaggi come Maria Anna De amicis, cugina prima dello scrittore, o la marchesa Imperiale che attraverso una piccola porticina posta nel muro di cinta andava a far visita ai vicini o lo stesso Cardinal Boetto, che fu l'artefice della mediazione tra partigiani e tedeschi per la firma della resa.

Possiamo immaginare lo sgomento di questi nobili  e antichi personaggi, abituati a osservare cerimonie e commemorazioni con Presidenti della Repubblica  o personalità di spicco come il Presidente del parlamento europeo Martin Schultz, osservare la loro antica dimora diventare un banale condominio con appeso al portone il cartello "affittasi" 

 
 
 
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