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Creato da AeAInsiemePerLoro il 01/06/2012
 

Insieme per loro

sito contro il maltrattamento degli animali

 

Messaggi di Giugno 2012

Gatto malmenato e chiuso vivo in un sacco

Post n°37 pubblicato il 13 Giugno 2012 da AeAInsiemePerLoro

gaatiMILANO – A darne notizia è la sezione milanese dell’Ente nazionale per la protezione degli animali (Enpa), che ha assistito e salvato la vita ad un gatto, malmenato e chiuso ancora vivo in un sacco. GUARDA VIDEO GATTI

L’Enpa di Milano ha riferito che i soccorsi sono scattati su segnalazione dell’inquilino di uno stabile in via Mincio. L’uomo, intento a portare fuori di casa la spazzatura, si è accorto che all’interno di uno dei sacchi neri abbandonati vicino ai cassonetti, il contenuto sembrava muoversi ed emettere rumori.

Aprendo il sacchetto ha potuto verificare che all’interno era stato chiuso un gatto, ferito e sofferente, con lesioni agli arti ed escoriazioni al muso, ma ancora in vita. Dopo aver adagiato il povero animale sotto una pianta al fresco, l’uomo ha lanciato l’allarme.

Il gatto è stato portato alla sede Enpa di via Gassendi 11 ed esaminato. Addosso all’animale, dal temperamento docile e sicuramente non appartenente ad una colonia, i soccorritori hanno trovato ancora un collare antipulci. Il felino è stato messo in flebo e sistemato su un tappetino termico, per riscaldarlo. Le sue ferite hanno fatto pensare che fosse stato lanciato da un’auto in corsa.

L’Ente nazionale per la protezione animali, da tempo denuncia episodi continui di violenza inaudita, contro piccoli animali indifesi. “Il nostro compito è riuscire a individuare queste persone per poter agire secondo quanto previsto della legge nel caso di maltrattamento di animali. Invitiamo chiunque possa aver assistito alla scena, a mettersi in contatto con la nostra sede”, spiega Ermanno Giudici, presidente del nucleo Guardie Zoofile dell’ENPA di Milano. E diffonde a questo scopo un indirizzo mail: “gz@enpamilano.org”.

 
 
 

Bracconaggio: scoperti in val di Ledro con pulcini di tordo

Post n°36 pubblicato il 02 Giugno 2012 da AeAInsiemePerLoro

(ANSA) - TRENTO, 1 GIU - Scoperti dai forestali in val di Ledro due presunti bracconieri-uccellatori della provincia di Brescia. I due sono stati fermati a Tremalzo con due nidi di tordo bottaccio, nascosti nella loro auto, contenenti sette pulcini. Il reati contestati sono quelli di maltrattamento di animali, furto al patrimonio indisponibile dello Stato e uccellagione. I bracconieri - osservano i forestali - prelevano questi pulcini direttamente dal nido, a scopo di allevamento per essere poi venduti quali richiami vivi a cacciatori da capanno.

Tale attivita' comporta maltrattamenti: per determinare il sesso degli animali, talora i piccoli subiscono l'apertura dell'addome, con una lametta; i maschi vengono ricuciti mentre le femmine, inutili quali richiami, vengono soppresse. (ANSA).

 
 
 

Il maltrattamento degli animali nello zoo e nel circo

Post n°35 pubblicato il 02 Giugno 2012 da AeAInsiemePerLoro

"Gli animali sono ancora equiparati a cose e quindi privi di reale tutela normativa” Abbiamo deciso di cominciare con questa frase, perché racchiude un po’ il significato della nostra ricerca. Infatti, dopo esserci documentate su internet e sui giornali, ci siamo rese conto di quanto l’uomo sfrutti gli animali senza un vero e proprio motivo, per puro divertimento; basti pensare all’innumerevole quantità di indumenti fabbricati con pelli di animali, o a tutte quelle persone che si recano al circo, e cioè pagano per vedere l’umiliazione di un essere vivente. Dobbiamo però dire che, negli ultimi anni, l’uso degli animali negli spettacoli circensi è posto sotto accusa da una crescente sensibilità di cittadini che lo considerano una manifestazione di violenza proprio per la presenza degli animali costretti, per la loro intera esistenza, in anguste gabbie da cui possono uscire solamente per compiere esercizi contrari alla loro natura.

 
 
 

BASTA MALTRATTAMENTI SUGLI ANIMALI

Post n°34 pubblicato il 02 Giugno 2012 da AeAInsiemePerLoro

Treviso - Stop ai maltrattamenti sugli animali. Lo chiede il presidente della Provincia Muraro e altri amministratori fra cui il sindaco di Ponzano Granello e l’assessore all’Ambiente del Comune di Casier, Paolo Calmasini. Muraro prende posizione a seguito dei recenti, esecrabili, atti di violenza sugli animali accaduti sul territorio provinciale: il cane Bubo ucciso a calci a da un trevigiano a Venezia, il gatto trafitto da una freccia a Ponzano, fino al recente ritrovamento nel Sile, a Casier, di due cani decapitati.

“Dopo i recenti episodi di violenza nei confronti degli animali, è ora di mettere la parola fine ai maltrattamenti – ha detto Muraro - Servono controlli più rigidi e pene più severe per fermare i responsabili di tanta violenza che troppo spesso rimangono senza un nome. Ricordo che la legge punisce l'abbandono o il maltrattamento degli animali con l'arresto fino a un anno o con un'ammenda fino a 10 mila euro.

A tal proposito, plaudo al sindaco di Ponzano, Giorgio Granello che ha annunciato l'intenzione di varare sanzioni pesanti contro chi maltratta gli animali, dopo l'atroce episodio di un gatto trafitto da una freccia. Muraro sottolinea che non è possibile paragonare la morte di un cane a quella di un essere umano, tuttavia evidenzia che la violenza gratuita in qualunque forma si manifesti va combattuta.

“Ogni forma di violenza è da condannare, in particolare quella inflitta a esseri indifesi. Gli animali troppo spesso non reagiscono ai maltrattamenti per la fiducia e l'amore incondizionato per l'essere umano che si macchia di comportamenti a dir poco vigliacchi – prosegue Muraro – Abbiamo molto da imparare dal mondo animale, codici che noi umani abbiamo quasi del tutto perso.

Senza dimenticare che gli animali provano sentimenti e dolore esattamente come chi li maltratta. Non auspico solo dunque stop ai maltrattamenti –Muraro afferma che è necessario adoperarsi “per far crescere la sensibilità e la tolleranza nei confronti degli animali, a partire dai luoghi pubblici e dai parchi perché si costruisca una coscienza collettiva di vero rispetto”.

Muraro tiene a ribadire che la Provincia è attenta nei confronti degli animali anche perché il loro abbandono può risultare un problema per tutti i cittadini. Ricordo che sono oltre 150.000 gli animali domestici che ogni anno vengono abbandonati, e di questi l'80% muore di incidenti stradali.

Un gesto criminale - chiude Muraro -che provoca anche grave rischio per la sicurezza stradale. Non a caso, ogni anno in prima persona lancio una campagna contro l’abbandono dei cani e degli animali domestici”.

 
 
 

Muoiono i cavalli sul set, Hbo sospende «Luck»

Post n°33 pubblicato il 02 Giugno 2012 da AeAInsiemePerLoro

Una scena tratta da un episodio di «Luck», serie tv incentrata sul mondo delle corse ippiche (Reuters)Una scena tratta da un episodio di «Luck», serie tv incentrata sul mondo delle corse ippiche (Reuters)
MILANO - Tre cavalli morti come «effetto collaterale» delle riprese di una serie televisiva che aveva tra i propri protagonisti anche Dustin Hoffman e Nick Nolte. Si chiama «Luck», che in inglese significa fortuna. Ma la vera fortuna è che la Hbo, l'emittente che la produce, abbia deciso di sospenderla. Visti i buoni riscontri di pubblico avrebbe dovuto esserci una seconda stagione, ma i produttori David Mich e Michael Mann, assieme ai vertici del canale, hanno deciso di non procedere ulteriormente con le riprese. Una scelta, fanno sapere, adottata «a malincuore» ma che nasce dalla constatazione di come le ragioni della sicurezza vengano prima di tutto: «Abbiamo sempre fatto il possibile per mantenere uno standard che fosse il più alto possibile - spiega un comunicato diramato mercoledì sera -, ma purtroppo gli incidenti capitano ed è impossibile garantire che non si ripetano in futuro».

 

 

Nick Nolte e Dustin Hoffman, protagonisti della fiction (Reuters)Nick Nolte e Dustin Hoffman, protagonisti della fiction (Reuters)
ANIMALI A RISCHIO - Lo stop deciso da Hbo è stato accolto con grande favore dalle associazioni animaliste americane, a partire dalla Peta che a più riprese aveva chiesto alla Hbo di utilizzare immagini di repertorio di corse ippiche anziché ricrearle ex novo utilizzando cavalli non più in attività. Proprio questa sarebbe l'origine di tutti gli inconvenienti: per girare le scene di gara sarebbero stati utilizzati animali che effettivamente hanno alle spalle una lunga carriera negli ippodromi - non certo i purosangue ancora attivi, che nessun proprietario metterebbe a repentaglio per una fiction televisiva -, ma che non hanno ovviamente modo di capire la differenza tra una competizione vera e propria e una simulata in funzione cinematografica. Di conseguenza, una volta usciti dai cancelli della linea di partenza, per un retaggio del loro recente passato, i cavalli iniziano a correre con tutta la foga di cui dispongono, salvo non avere più né il fisico né l'allenamento di un tempo. La conseguenza è che, come sottolineato dalla tv, gli incidenti alla fine succedono. Ma evidentemente, in certe condizioni, sono tutt'altro che fortuiti.

 

ANCHE DROGHE - Non solo: secondo Peta non sarebbero mancati episodi di utilizzo di droghe per indurre gli animali a rendere al massimo davanti alla macchina da presa e a non avvertire dolori fisici e reumatici. A dare informazioni al gruppo animalista sarebbero stati degli informatori vicini alla produzione che hanno di volta in volta fornito aggiornamenti su quanto stava accadendo sul set e sulle condizioni degli animali. E che Peta ora ringrazia pubblicamente.

 
 
 

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