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Creato da Fratus il 08/08/2006
Commentiamo la società
 

 

La manipolazione dei fatti; arte della nomenclatura evoluzionista.

Post n°485 pubblicato il 22 Maggio 2012 da Fratus

Sul sito di Daniele Formenti compare un articolo a dir poco paradossale:

Finalmente alcuni antievoluzionisti non hanno avuto paura del confronto: oggi si sono incontrati per la prima volta in una trasmissione radio sul web gestita dai creazionisti "biblici" dell'AISO (e ospitata dalla radio locale GlobeOne) esponenti dell'antievoluzionismo con opinioni contrastanti, ma soprattutto incompatibili, sulla cronologia. Forse i responsabili della radio non hanno preliminarmente verificato né le coerenze né le competenze; forse nessuno pensava fsse necesssario.

Iniziamo subito a spiegare al prof. Daniele Formenti, sempre impreciso e poco informato su tutto, che la trasmissione su radioglobeone.it è gestita dal comitato antievoluzionista cioè da chi scrive e non dall’A.I.S.O.

La posizione del comitato non è di tipo creazionista, come più volte specificato in incontri pubblici ed articoli, non esistono incompatibilità sulle argomentazioni poste dal precisissimo professore Enzo Pennetta e il comitato antievoluzionista.

Formenti continua con le sue farneticazioni di comodo:

Oggi infatti quasi nessuno mette razionalmente in dubbio l'antichità e i tempi - miliardi di anni - che hanno scandito la vita sulla terra; d'altronde non ci sono più molti fedeli del geocentrismo; d'altronde chi si ricorda che uno dei relatori alla curiosa "First Catholic Conference on Geocentrism" del 2010, Hugh Miller, sia riuscito addirittura a varcare il portone del CNR, essendo stato invitato a venire  dagli USA come relatore anche allo sconcertante convegno creazionista antivaticano organizzato dal prof.De Mattei il 23/2 del 2009).
La cronologia non è certo un dettaglio quando si vuol parlare (e magari farsi ascoltare da qualcuno) di evoluzione dell'universo, della terra, della vita e dell'uomo. Purtroppo c'è una differenza fra le poche migliaia di anni proposte dal
presidente dell'AISO (ma anche dal prof.De Mattei) e i quasi 15 miliardi di anni proposti sia dagli evoluzionisti che dal sostenitore dell'evoluzionismo teista che ha chiesto di essere coinvolto nella trasmissione dei creazionisti e che non sopporta proprio di venire sospettato di creazionismo.

Anche in questo caso il professore Daniele Formenti soffre del solito vizio degli evoluzionisti: disinformare. Durante la trasmissione non si è parlato di età della terra e quindi non si comprende a cosa faccia riferimento. Nello specifico, inoltre, vorrei che lui, sempre così professorino, trovasse esperimenti che confutassero il risultato sperimentale riportato dal prof. de Mattei nel testo da lui curato intitolato: Evoluzionismo. Il tramonto di una ipotesi. Esperimento su come si sono formati gli strati geologici. Un esperimento ripetibile, misurabile ed osservabile… Caro Daniele Formenti si tratta di scienza.  Legga il libro di de Mattei e poi confuti i dati riportati con prove. Già altri hanno fatto figuracce parlando del libro curato dal professore “creazionista”.

Il prof. Pennetta è stato invitato da me personalmente a partecipare alla trasmissione radiofonica, non ha fatto nessuna richiesta come lei ha scritto. Se lei prende le informazioni da fonti secondarie ovviamente cadrà spesso in errore. La informo che il professore Enzo Pennetta interverrà ancora in radio perché oltre che preparato è onesto, si informa e non falsifica le notizie.

 Sinceramente non so se abbiano chiarito preliminariamente questa incompatibilità cronologica nè se abbiano poi trovato un accordo per convergere su una data intermedia, ma nemmeno so se avessero davvero intenzione di discutere di problemi razionali e razionalmente risolvibili.
Non ho comunque informazioni sulla trasmissione.
Purtroppo bisogna ricordare che alcune conquiste della  cultura umana devono essere costantemente difese da chi approfitta del continuo ricambio generazionale per negare il contributo dei nostri antenati migliori all'evoluzione culkturale, la principale caratteristica umana.

Invito gli evoluzionisti ad un confronto sui libri di testo delle scuole primarie, secondarie, superiori e delle università per verificare insieme chi è che nega il contributo dei nostri antenati. Inoltre vorrei farmi spiegare da lei perché, ancora oggi,  i libri debbano riportare grossolane menzogne come l’esperimento sulla abiogenesi di Miller, il fossile di Lucy come prova di anello si congiunzione tra uomo e scimmia, gli organi residuali, gli embrioni di Haeckel, l’albero della vita e potrei andare avanti… Perché queste baggianate se vi sono prove e fatti a sostegno della teoria?

Non solo oggi si continua a contestare la teoria dell'evoluzione, confermata, migliorata, precisata e ampliata negli ultimi 150 anni dal lavoro accurato di migliaia di ricercatori, ma si cerca tuttora perfino di togliere dalla spazzatura (come fa la patetica - sempre che non si offenda - Flat Earth Society) anche l'idea della terra piatta che, come tutti sanno, era una conoscenza gia dimostrata e acquisita fin dai tempi di Eratostene, che lo dimostrò nel III sec.A.C.
> E' certo deprimente che ci sia qualcuno che riesce a  raccogliere consensi anche solo riciclando, senza che nuove scoperte lo rendano necessario, vecchie idee ormai insufficienti; magari protette oggi solo dalla libertà di pensiero. Non diversamente avviene per la teoria dell'evoluzione, come si sa.
> Nessun chiarimento sarà necessario invece alla conferenza tutta-AISO prevista il 21/5, sempre a Milano.

“…confermata, migliorata, precisata e ampliata…” a parole è tutto spiegato e perfetto ma nella realtà scopriamo che anche il professore Marco Ferraguti presenta “prove” che appartengono al passato e sono completamente negate dalla scienza: (http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=80295&titolo=Il%20Prof.%20Bertolini%20sfida%20il%20Prof.%20Ferraguti%20sull%92evoluzionismo%20%93Andiamo%20a%20dibattito%94-)La manipolazione delle informazioni riportate da Daniele Formenti sono incredibili, ma sappiamo benissimo in quale condizioni è l’università italiana. “Nessun chiarimento sarà necessario invece alla conferenza tutta-AISO prevista il 21/5, sempre a Milano.”Ovvia considerazione, visto che non è stata una conferenza tutta di A.I.S.O.

 
 
 

NASCE A MILANO IL CIRCOLO LEGHISTA TALEBANO – DIVERSAMENTE PADANO

Post n°484 pubblicato il 12 Aprile 2012 da Fratus

Milano 12/04/2012


A qualche giorno dagli scandali che hanno colpito la Lega Nord, nasce il circolo culturale leghista (diversamente padano) IL TALEBANO, il cui megafono sarà l’ormai seguitissimo blog 
www.iltalebano.com.

 

CHI C’È DIETRO IL TALEBANO

Siamo militanti, sostenitori o semplici simpatizzanti della Lega Lombarda. Persone provenienti da percorsi diversi ma accomunate dal rifiuto del sistema moderno, che riconoscono nella Lega l'unica forza in grado di portare avanti la battaglia per la libertà dei popoli della Lombardia, della Padania, dell’Europa. Presidente del Circolo è Claudio Boccassini, militante dei Giovani Padani di Milano. Voce “istituzionale” all’interno della Lega di Milano è il Consigliere di Zona 6 Vincenzo Sofo, altro giovane padano. Lanciare questo circolo proprio ora, perchè i recenti fatti ci impongono di prendere parte attiva nel futuro del nostro movimento, affinchè si intraprenda la strada di un vero processo di rinnovamento e purificazione.


PERCHÉ SIAMO TALEBANI

Perché vogliamo che la Lega recuperi lo spirito antisistema e radicale delle origini, scrollandosi di dosso le scorie del sistema partitico, per riprendere la cavalcata per una Padania libera ed indipendente, uno Stato sovrano federato ad una Nazione Europa. Una cavalcata contro il modello occidentale globalizzato e esasperatamente modernizzato, che annichilisce ogni identità, tradizione e cultura umana e comunitaria. Contro l'Europa della finanza, alla quale opporre un Europa dei popoli, unita dal minimo comun denominatore che attraversa le varie e variopinte patrie del vecchio continente... la solidarietà tra comunità sia il nuovo punto di partenza. Contro la deriva materialista della nostra società, preservando i valori spirituali dell'uomo e della famiglia. Contro l'attuale sistema Italia – centralista, lobbista e corrotto - rivendicando il diritto di ogni piccola patria esistente in Italia di essere riconosciuta nella propria specificità... perché solo tutelando e valorizzando le diversità delle singole comunità si potrà ottenere una coscienza unitaria. Né destra né sinistra – schemi ampiamente superati - perché il conflitto odierno e tra chi vuole la mondializzazione e chi difende le specificità locali.

 

PERCHÉ SIAMO DIVERSAMENTE PADANI

Ci definiamo tali per sottolineare la necessità che la Lega faccia il salto di qualità, smettendo definitivamente panni folkoristici e slogan per imporsi come alternativa culturale prima ancora che sociale e politica. Andiamo oltre, seguiamo chi - come i vari Maroni, Tosi, Salvini, ecc. - hanno da tempo capito questa esigenza e tracciato la strada. Facciamo capire che l’Idea che portiamo avanti non è a beneficio esclusivo dell’uomo del Nord: la tutela dell’identità dona non solo al lombardo, ma anche al siciliano il mantenimento delle proprie tradizioni e culture. Noi lanciamo l’opportunità anche al resto d’Italia di sentirsi diversamente padani, cioè liberi di abbracciare la causa anche se – come molti del nostro circolo – si hanno origini differenti. Ciò che conta sono spirito e sentimenti.

 

COSA FACCIAMO

Cultura e azione. Dentro e fuori la Lega. Coinvolgendo tutti coloro che – indipendentemente se tesserati o no nella Lega – si riconoscono nei valori e nelle idee che portiamo avanti.

 

Claudio Boccassini, Presidente Circolo Il Talebano

Vincenzo Sofo, Consigliere Zona 6


INFO:

3405631037

circolotalebano@gmail.com

www.iltalebano.com

 
 
 

Boria: ‘La scienza vera ha una virtu’ essenziale: l’umilta”

Post n°483 pubblicato il 12 Aprile 2012 da Fratus

Pubblicato su "la Voce d'Italia"

 

“Dubitare delle teorie scientifiche è cosa scientifica”, così ha esordito il Dott. Pier Maria Boria, fisico ed autore di vari saggi sul tema delle origini del mondo che sta trovando ampio spazio sulla “Voce d’Italia” con la costruzione di un dibattito aperto, capace di stimolare l’intervento di molti esperti.


 

Quali sono i suoi assunti per ritenere la teoria di Darwin non scientifica?

“Dubitare delle teorie scientifiche è cosa scientifica”. Oggi è di moda riempirsi la bocca della parola “scientifico” come se tale aggettivo rafforzasse il concetto: errore! Sul mio libro panettone di quest’anno (che è attualmente in cantiere, e che adotta il lemma citato come premessa) il concetto sarà ulteriormente chiarito; ma già così dice tutto: non perdiamoci nelle parole, applichiamo con rigore il rasoio di Occam!
Darwin ha fatto un gran bel lavoro ma, quando lo si estende alla storia passata, si entra in un campo dove non si può dimostrare nulla in forma sperimentale. Si entra nel campo della fede personale usando la scientificità come scudo per le proprie convinzioni. Darwin ha teorizzato intendendo che gli sperimentali dessero le loro conferme: ciascuno è libero di vederle o no. Le tante parole consentono ai preti di quella tal chiesa di ingarbugliare i concetti e da certi particolari (che sono rivelatori) si capisce che sono sostanzialmente sprovvisti di argomenti “scientifici”: uno di questi è l’attacco alle persone che traggono conclusioni diverse dalle medesime premesse, assumendo essi l’atteggiamento fondamentalista che attribuiscono alla “controparte”.
Le persone non sono attaccabili, le idee si. Le persone vanno rispettate anche se professano credenze diverse.
Ogni argomentazione deve poggiare su delle fondamenta. Tra queste, in campo scientifico, ci sono i principi di conservazione: sul primo volume, “Caro amico mio…”, Lato A, ho inserito un capitolo intitolato “L’evoluzione del nulla”. Si confuta l’evoluzione con considerazioni di principio che è la migliore procedura indiretta conosciuta in campo scientifico.
I libri compaiono anche nei banner della Hoepli, compreso quello presente in questa rubrica, e sono alla portata di tutte le borse”.

Nei suoi saggi lei ha “attaccato” alcuni modi di “fare” scienza sostenendo che sono i fatti a dare validità alle teorie, il resto sono chiacchere, ci può citare degli esempi?

“Le discussioni scientifiche vanno fatte ricorrendo a delle fondamenta concordate dimodochè, adottando concetti comuni all’inizio, la discussione si possa sviluppare soddisfacendo esigenze logiche.
Per esempio quando ho scritto la Teoria Termodinamica della Creazione (“Caro amico mio…”, Lato B), avendo come fondamenta l’entropia di Clausius, la statistica di Boltzmann, la Legge del Caso di Gauss, sono giunto alla conclusione “La creazione è una necessità termodinamica”. Si tratta di un asserto conclusivo di un ragionamento scientifico perchè usa i metodi della Scienza, a cominciare dallo Strumento Perfetto: la Matematica.
Il prof. Verolini, in occasione del primo convegno creazionista a Milano, osservava giustamente che, di per sè, tale teoria non è specificamente antievoluzionista. Infatti essa teoria si accontenta soltanto di richiedere necessariamente un Creatore. Nulla dice direttamente sull’evoluzione”


La scienza ufficiale presenta il neodarwinismo come teoria provata dai fatti, tra questi un esempio è che nella storia dell’esistenza le specie si sono susseguite, anche se non vi sono anelli di congiunzione è un fatto che vi siano diverse specie, alcune sono scomparse e altre, invece, sono spuntate improvvisamente, lei come lo spiega?

“Per quanto riguarda le ricerche paleontologiche e genetiche lascio la parola agli esperti: se ne sentono di tutti i colori ed il pocologo che è il sottoscritto non ci si mette. Uniquique suum…
Debbo, però, registrare che ho trovato tanta confusione in molti che discettano di genetica, tanto che ho scritto “Il Teorema di Hardy-Weinberg” inserendomi in una “quaestio” tra Fratus e Odifreddi. Chi vuol saperne di più vada sul Lato B di “Verba volant eqvationes manent”.


Molti ritengono che lo scontro tra evoluzionisti e antievoluzionisti sia da identificarsi con la lotta tra atei e teisti, lei è un credente?


“La questione del teismo è così ovvia che non è neanche il caso di porla! Per quanto mi riguarda se dico che la creazione è una necessità termodinamica è sufficiente un minimo di coerenza per professarmi credente e sfido chiunque a dimostrare che la TTC è sbagliata!”

Cosa vorrebbe dire alla scienza ufficiale? 

“Premesso che la scienza ufficiale ad un pocologo come me non chiederà mai nulla, tanto per rispondere alla domanda, direi che la Scienza vera (quella con la esse maiuscola) è caratterizzata da una virtù essenziale, purtroppo in disuso: l’Umiltà”.

A cura di Andrea Carbone

 
 
 

Pennetta: Bisogna liberarsi dal darwinismo sociale

Post n°482 pubblicato il 05 Aprile 2012 da Fratus

Pennetta: Bisogna liberarsi dal darwinismo sociale
'Antievoluzionismo e scientismo? Bisogna fare attenzione'
La Voce d’Italia continua ad occuparsi del dibattito tra il neodarwinismo e l’antievoluzionismo alla base dell’analisi scientifica sulle origini del mondo. La parola va al Prof. Pennetta, biologo ed insegnante di scienze naturali.

Professor Pennetta, perché non “crede” al neodarwinismo?

“Iniziamo subito col dire che il verbo “credere” è in questo caso quanto mai adatto: se il neodarwinismo avesse prodotto delle verifiche sperimentali soddisfacenti non ci sarebbe bisogno di “credere”, anzi non ci sarebbe nessuna questione aperta sull’argomento”

A questo punto però, per poter rispondere, va chiarita la distinzione tra il termine “evoluzione” con il quale si intende il fatto della successione di specie nel tempo (e alla quale non c’è bisogno di credere perché è provata dai fossili), e il termine “neodarwinismo” che indica quella teoria che assume il caso come origine della diversità del vivente e delle specie.

“Una volta fatto questo chiarimento, la situazione si può comprendere meglio se facciamo dei paragoni: nessuno ad esempio può dire di non “credere” alle leggi di Mendel o al codice genetico del DNA perché esistono esperimenti in grado di dimostrarne la correttezza. La stessa cosa invece non si può dire della teoria neodarwiniana, infatti, anche negli esperimenti su decine di migliaia di generazioni di batteri, non è mai stata osservata la comparsa di nuovi caratteri avvenuta col meccanismo delle mutazioni casuali”


Molto spesso viene sostenuto che gli antievoluzionisti siano antiscientisti e che chi non sostiene la teoria di Darwin non ha conoscenze adeguate: qual è la sua opinione in proposito?

“Anche in questo caso va prima fatto un chiarimento sui termini. Per “antievoluzionisti” ritengo che la domanda si intenda riferirsi a coloro che si oppongono al meccanismo neodarwiniano, non all’evidenza dei fossili, e per “scientismo” quel movimento intellettuale tendente ad attribuire alle scienze fisiche e sperimentali e ai loro metodi la capacità di soddisfare tutti i problemi e i bisogni dell'uomo. 
Fatte queste precisazioni, la critica al neodarwinismo potrebbe benissimo essere fatta anche in ambito scientista, infatti il neodarwinismo è insoddisfacente proprio dal punto di vista strettamente scientifico.
“Se invece si intende affermare che la critica al neodarwinismo sia “antiscientifica”, cioè contraria alla scienza basata sul metodo sperimentale, questo ci riconduce a quanto detto nella prima risposta: il metodo scientifico è fondato sulla prova sperimentale, e questa prova è proprio il neodarwinismo a non averla prodotta Con questo intendo affermare una cosa che può apparire rivoluzionaria, cioè che contrariamente a quanto si sente dire è la critica al neodarwinismo che difende la vera scienza da speculazioni teoriche non provate”

In Italia gli antievoluzionisti sono ascrivibili a diverse correnti. Vi è chi semplicemente nega la scientificità della teoria di Darwin, chi sostiene il creazionismo biblico, chi appoggia la teoria sintropica e, da ultimo, quanti la teoria della devoluzione. Evidenziando brevississimamente gli assunti di partenza di queste diverse scuole, lei dove si colloca, e perché?


“Rispondendo nell’ordine, troviamo al primo posto chi nega la scientificità della teoria di Darwin sostenendo che essa non soddisfi i requisiti del metodo scientifico, invece per “creazionisti” dobbiamo intendere non coloro che credono alla creazione, ma coloro che la mettono in contrasto con le spiegazioni scientifiche, chi invece sostiene la “devoluzione” ritiene che ad esempio sia la scimmia a discendere dall’uomo. Come si può già evincere da quanto detto sinora, la mia collocazione è nel primo gruppo, tra coloro cioè che negano che la teoria neodarwiniana abbia superato i test della corroborazione scientifica. Ma a questo punto possiamo aggiungere dell’altro: la teoria neodarwiniana, così com’è formulata, non è scientifica e non lo potrà mai essere, perché anche nel caso che si producesse un evento corroborante, essa manca di quel requisito introdotto dal filosofo Karl Popper e che è divenuto fondamentale nella scienza moderna: il criterio di falsificabilità”
Il criterio di falsificabilità è un evento che se verificato invaliderebbe la teoria, in poche parole, se voglio proporre una teoria scientifica, devo anche dire “se si verificasse l’evento “X”, la mia teoria risulterebbe confutata. Appare subito evidente che una teoria che pone un evento casuale come spiegazione di un fatto non può essere confutata.
“Possiamo aiutarci con un esempio. Se dico che è possibile vincere 100 volte di seguito alla roulette indovinando il numero che uscirà, non esiste esperimento in grado di dimostrare che questo evento in realtà non si è mai verificato in passato. Ed è proprio questo che fa la teoria neodarwiniana, pone il caso all’origine di eventi molto improbabili avvenuti nel passato. Per completezza ricordo infine che l’esempio del numero fortunato uscito alla roulette fu fatto da un grande neodarwinista, il premio Nobel Jacques Monod”
Nelle maggiori riviste scientifiche mondiali non si trovano mai articoli o ricerche che non sostengano il neodarwinismo. Ciò a suo parere avviene per carenza di scienziati non darwinisti di alto profilo o per altre motivazioni?
“Questo è un argomento che viene utilizzato abbastanza spesso per cercare di far passare per argomenti di basso livello le obiezioni al neodarwinismo. La realtà è invece quella efficacemente descritta da grandi personaggi come Stephen Jay Gould e Niles Eldredge che nei loro libri hanno efficacemente descritto l’emarginazione cui sono stati sottoposti nel mondo della biologia coloro anche solo sospettati di mettere in discussione il dogma darwinista. La stessa situazione è stata più recentemente confermata da autori come J. Fodor e M. Piattelli Palmarini, ma senza andare troppo lontano, abbiamo un caso che conosco direttamente, quello di alcuni innovativi lavori di Alessandro Giuliani, primo ricercatore dell’Istituto Superiore della Sanità, che non hanno trovato accoglienza sulle pubblicazioni scientifiche di biologia mentre quegli stessi lavori sono stati favorevolmente valutati e pubblicati su autorevoli riviste specializzate di chimica. Come affermava il filosofo della scienza Thomas Samuel Kuhn, i sostenitori di un paradigma tendono a difenderlo da qualsiasi dato che tenda a metterlo in crisi, e nel campo della biologia il paradigma neodarwiniano è particolarmente radicato”

Perché per alcuni la teoria di Darwin è così importante per la struttura in prima istanza della forma mentis scientifica e per altri è un “gigante dai piedi d’argilla” da abbattere?
“A questa domanda la risposta può essere data ricorrendo ancora una volta attingendo alle parole del Nobel neodarwiniano Jacques Monod, quando parla della scienza moderna e del “postulato di oggettività”: La pietra angolare del metodo scientifico è il postulato dell'oggettività della natura, vale a dire il rifiuto sistematico a considerare la possibilità di pervenire ad una conoscenza vera mediante qualsiasi interpretazione dei fenomeni in termini di cause finali, cioè di progetto”.

I sostenitori del neodarwinismo ritengono che abbandonare il “caso” come motore dell’evoluzione comporterebbe il contemporaneo abbandono di questo postulato di oggettività. Ma si tratta di un timore infondato, non si capisce perché abbandonare il caso per una eventuale nuova legge di natura, come ce ne sono in tutte le discipline scientifiche, dovrebbe comportare l’abbandono del postulato di oggettività: in realtà non esistono scoperte che possano provare, o al contrario, negare l’esistenza di un finalismo in natura.

“Chi invece ritiene che sia un “gigante dai piedi d’argilla da abbattere”, può avere diversi motivi per assumere questa posizione, io posso parlare di chi la pensa come me: ritengo che il darwinismo prima, e il neodarwinismo poi, siano delle teorie delle quali si è appropriato chi vuole strumentalizzarle al fine di proporre una determinata visione della realtà. Se quella neodarwiniana è una teoria scientifica, il darwinismo è a tutti gli effetti un’ideologia (come evidenziato anche dal suffisso –ismo) che si appoggia su una legittimazione scientifica che la rende estremamente solida, quasi inattaccabile. Questo viene sostenuto anche da una grandissima personalità della scienza come il genetista Richard Lewontin, che utilizza proprio il termine “legittimazione” quando indica la valenza politica della biologia. Il neodarwinismo è dunque un “gigante da abbattere” per due importanti motivi: il primo è Liberare la scienza dal condizionamento di un paradigma errato, il secondo è Liberare la cultura e la politica dal darwinismo sociale, un’ideologia disumanizzante che oltretutto ha storicamente fallito. E questo è quanto, chi condivide le mie idee, si propone di fare”

A cura di Andrea Carbone

 
 
 

Fratus: "Il neo-darwinismo e' una religione"

Post n°481 pubblicato il 30 Marzo 2012 da Fratus

Tecnoscienze

 

"Da quell'assemblea al Vittorini in dieci anni e' cambiato moltissimo"

Foto Fratus: 'Il neo-darwinismo e' una religione'

http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=79600&titolo=Fratus%20%27Il%20neo-darwinismo%20e%27%20una%20religione%27

Fratus: "Il neo-darwinismo e' una religione"

"Evoluzionismo? Non vi sono prove concrete per nulla"

Affidiamo la sintesi del dibattito sorto nei giorni scorsi su “La Voce d’Italia” in merito alle teorie che spiegano le origini del mondo a Fabrizio Fratus, referente del Comitato Antievoluzionista. Si conclude così il ciclo di interviste realizzato dalla Voce d’Italia, che ha coinvolto il Prof. Odifreddi ed il Dott. Bertolini, nell’auspicio che queste tematiche siano affrontate con maggiore frequenza ed interesse sui media.

Dott. Fabrizio Fratus, sono passati 10 anni dalla sua prima iniziativa antievoluzionista tenutasi al liceo scientifico Vittorini di Milano. In quell’occasione tre studiosi spiegarono perché per loro la teoria di Darwin non era scientifica: è cambiato qualcosa da allora?

“E’ cambiato moltissimo. Al liceo Vittorini parlarono il ricercatore dell’università di Padova Ronald Nalin, il professore di scienze naturali Fernando De Angelis e il medico Mihael Georgiev, poi divenuto uno dei massimi esponenti nella lotta alla teoria neodarwinista in Italia. Con l’assemblea studentesca organizzata in collaborazione con alcuni studenti si è aperto il vaso di pandora, dimostrando che la teoria di Darwin non è per nulla una teoria valida scientificamente, è piena di falle ed è sostenuta soprattutto per motivi ideologici. Non si capisce come si possa sostenere che noi si discenda da un qualcosa che non si sa da dove sarebbe nato e come si sarebbe sviluppato. Da quel primo evento se ne sono susseguiti a cascata molti altri”

In sintesi ciò che lei sostiene è che il darwinismo funga da giustificazione ideologica per la costruzione di un certo tipo di società: è corretto?

“È così. Per comprendere il discorso si deve tornare all’origine della teoria quando Darwin la propose, si deve comprendere il periodo storico… a metà del ‘700 la rivoluzione industriale e a fine secolo quella francese, l’affermazione della scuola di pensiero di S. Simon e Comte, la nascita delle scienze sociali e colonialismo… tutte questioni che vanno inquadrate in un’ottica di società materialista cui Darwin è servito. Non dobbiamo poi dimenticare che egli era figlio di un pastore anglicano e aveva seguito studi per diventare pastore: chi meglio di lui per sostenere che ogni ipotesi trascendente della vita non esisteva? Questo fu il primo passaggio. Arrivò poi H. Spencer a coniare il termine evoluzionismo (Darwin parlava solo di trasformazione), ed inoltre creò il modello specifico a cui oggi facciamo riferimento, un modello sviluppatosi partendo dalle ipotesi di Darwin per cui si crede che tutto sia migliorabile. Il progresso di cui si sente tanto parlare ha origine nella teoria di Darwin: esso va sostenuto perché è la strada per giungere alla migliore condizione possibile. In realtà gli studi dimostrano il contrario: noi viviamo in una società che non ha migliorato realmente la qualità della vita e tantomeno la sua durata effettiva (basti guardare un qualsiasi libro e verificare quando morivano i filosofi al tempo di Pitagora). Ma il discorso è molto lungo e complesso, per concludere su questo argomento vorrei specificare che in relazione all’ipotesi evoluzionista noi siamo frutto del caso e come tale non siamo differenti da nessun tipo di animale: è partendo da questo assunto che, a mio avviso, si legittimano aborto, eutanasia ed eugenetica“

Ma davvero non vi sono prove a sostegno della teoria di Darwin?


“Questo è il fatto più interessante: prove concrete non ve ne sono per nulla. Basta leggere le dichiarazioni degli stessi evoluzionisti per averne dimostrazione. .la più chiara è sicuramente quella del genetista di Harvard Richard Lewontin, che ha scritto: “Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni e la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie... perché abbiamo un impegno materialista aprioristico... Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obbligano ad accettare una spiegazione materialista dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali... Questo materialismo è assoluto, perché non possiamo permettere l’accesso a Dio” Ecco quanto è valida scientificamente la teoria di Darwin. Ma prendiamo anche un altro importante scienziato evoluzionista, colui che è stato importantissimo nel processo contro l’insegnamento dell’Intelligent Designer nelle scuole americane, ovvero il prof. di filosofia e zoologia M. Ruse: “L’evoluzione viene promossa dai suoi praticanti come più che solo scienza. L’evoluzione viene promulgata come una ideologia, una religione secolare – una completa alternativa al cristianesimo, con significato e moralità. Sono un evoluzionista fervente ed ex-cristiano, ma devo ammettere … che chi si attiene alla lettera ha assolutamente ragione. L’evoluzione è una religione”. Sono gli evoluzionisti che devono dimostrare di avere delle prove… e come si è appena accennato, sono i primi a sapere di non averle”


Ho avuto modo di leggere dei suoi articoli contro diversi esponenti evoluzionisti che lei sostiene appartengano ad una “nomenclatura evoluzionista”. Qual è l’accusa?

“È senza dubbio l’incapacità della nostra cultura universitaria di essere al passo con il resto del mondo occidentale. Quando parlo di “nomenclatura evoluzionista” faccio riferimento alla lobby dei professori evoluzionisti che per diversi interessi screditano tutti coloro che si schierano contro il neodarwinismo. Un esempio è Telmo Pievani, che in una recente intervista ha dato degli stupidi a tutti coloro che sostengono che la teoria di Darwin sia una ideologia e una religione: mi spiace per lui che evidentemente offuscato dalle sue convinzioni non conosce le dichiarazioni degli stessi evoluzionisti fuori dai nostri confini, dichiarazioni come quelle che ho esposto precedentemente”

La sua posizione è molto chiara e mi chiedo se ha esempi concreti in cui gli evoluzionisti hanno sbagliato ad interpretare i dati.

“Ve ne sono moltissimi di esempi, l’ultimo in ordine temporale è quello a proposito di batteri e antibiotici: gli evoluzionisti sostenevano che i batteri si evolvessero per resistere agli antibiotici mentre si è scoperto, come sostenevano altri scienziati non evoluzionisti, che la resistenza agli antibiotici fosse già patrimonio dell’informazione contenuta nel codice genetico dei batteri. Hanno avuto ragione i secondi. Nel nostro codice genetico vi sono informazioni e una complessità incredibile e gli evoluzionisti vogliono farci credere che tutto ciò sia frutto del caso, senza però riuscire a dimostrarci come si “crei” l’informazione contenuta nelle specie viventi. A titolo di ulteriori esempi possiamo citare molto altro.
Gli organismi unicellulari, come scriveva Huxley in contrapposizione all’ipotesi di Paley sostenitore del disegno intelligente, erano ritenuti essere delle semplici gocce di “protoplasma”. Oggi sappiamo che non sono primitivi e tanto meno semplici, sono capolavori, vere e proprie macchine molecolari. Ancora: Darwin sosteneva che lo sviluppo embrionale fosse influenzato da fattori esterni, al contrario è un progetto incorporato negli esseri viventi. Oppure: Cuvier ha avuto ragione nel sostenere che i fossili fossero distinti e separati, ed infatti come è dimostrato da tutti i fossili ritrovati non vi è nessun tipo di possibilità nel ricostruire qualsiasi tipo di albero che preveda una gradualità temporale e morfologica come sostenuto dagli evoluzionisti. Insomma: la variabilità che vediamo non si genera da variazioni casuali ma solamente da rimescolamento genetico, essa è limitata e oscillante e non illimitata come vogliono farci credere i neodarwinisti. La selezione naturale elimina e non contribuisce in nessuna maniera a sviluppare nuove informazioni”


A cura di Andrea Carbone
 
 
 
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