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Creato da: a.benassi il 10/08/2006
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Ultime dall'abisso Consolini

Post n°88 pubblicato il 14 Maggio 2012 da a.benassi

 
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Speleologi Padani? perchè no, magari anche Verdani...

Post n°87 pubblicato il 19 Settembre 2010 da a.benassi

 
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Notizie fresche dal Montenegro

Post n°86 pubblicato il 20 Luglio 2010 da a.benassi

I due nuovi abissi stanno mantenendo alto morale e aspettative, anzi hanno già ingravidato il futuro del prossimo anno, ed obbligheranno a tornare.  Purtroppo sono agli sgoccioli i giorni di campo, ma il bottino è ghiotto. La prima si ferma per ora oltre -150 e continua su meandro, mentre la seconda, con aria da Corchia, arriva per ora a -210 con struttura complessa, grandi saloni... e ovviamente continua.  Il 2011 è già prenotato per il Montenegro.

 
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Nuove dalla spedizione in Montenegro

Post n°85 pubblicato il 18 Luglio 2010 da a.benassi

I due nuovi abissi stanno mostrando le loro possibilità: la punta di ieri ha regalato un -120 fermo su pozzo, ed un -130 con enorme salone fermo su pozzo da 20 e buona aria da seguire. Visto il tempo a disposizione è stato deciso di puntare le forze sulla seconda. Se il tempo meteo non si guasta i prossimi 3-4 giorni riserveranno buone sorprese. In tutti i casi è ormai chiaro che sul Belic il carsismo profondo è ben presente. Tra le esplorazioni Polacche e le nostre ormai si contano buone profondità: due abissi oltre i -400, alcuni oltre i  200, una moltitudine tra 100 e 200, un delirio d'ingressi visti e da rivedere, un territorio complesso dove ricerche e battute non sono mai esaustive e dove la distribuzione degli ingressi si trova sempre ad essere un intorno della zona di campo. Per ora è mancato il risultato verso le quattro cifre, ma forse è solo questione di tempo. Sicuramente anche questa volta resteranno molti punti interrogativi e molti motivi per tornare. Domani dovrebbe arrivare sul campo la spedizione Polacca che operera in zona fino alla prima settimana d'agosto.

 
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Ultime dal Montenegro

Post n°84 pubblicato il 17 Luglio 2010 da a.benassi

Alcuni dei nuovi ingressi stanno dando buoni frutti. Oggi doppio squadra di punta su ingressi molto promettenti, anzi già grotte, fermi a -40 su pozzo da 80 con aria la prima, a -50 con aria la seconda. Piccoli abissi crescono. Domani rientra una prima squadra in Italia, ma fino al 23 c'è ancora tempo e gente per scendere molti pozzi

 
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Novità dal Montenegro

Post n°83 pubblicato il 13 Luglio 2010 da a.benassi

La prima settimana di spedizione porta buone novità. La grotta dei Liberi è stata portata a circa -500 di profondità (attendiamo il rilievo definitivo) piazzandosi in tutti i casi tra le prime del Paese. Anche la prospezione stà dando ottimi risultati con circa una ventina di nuovi ingressi. Probabilmente anche quest'anno sarà il tempo a mancare più che le grotte. Intanto ieri è arrivata anche la seconda squadra. Ormai tra le montagne del Belic la spedizione ha assunto connotati inter-trasversali-nazionali: gente da vari gruppi di Roma, Faenza, Città di Castello, Padova, Reggio e anche espatriati in Spagna. Dieci speleo assatanati di vuoto. Il tempo continua ad essere buono, adesso aspettiamo i risultati della seconda settimana.

 
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Partita la spedizione in Montenegro

Post n°82 pubblicato il 06 Luglio 2010 da a.benassi

La spedizione speleologica intergruppo nelle catena delle Prokletije è partita oggi (sabato 3 luglio); una parte da Ancona una da Bari. Arrivo e incontro previsto per domani mattina a Bar. Da li il primo gruppo di sei si sposterà nella zona di Plav-Gusinje fino a raggiungere l'area di frontiera presso il paese di Vusinje, ultimo centro abitato. Da qui, nel fondovalle di Ropojana, ai piedi dell'altopiano del Belic, inizieranno i trasporti di materiale a piedi e cavallo per raggiungere la zona del primo campo intorno a quota 2000. Il primo punto è riprendere le esplorazioni dell'abisso degli Uomini Liberi, lasciato a -325 su alcuni punti interrogativi interessanti. Al primo gruppo si aggiungerà un secondo la prossima settimana. La spedizione sarà sul campo fino al 23 di luglio.
Alle prossime notizie, sperando che siano profonde.

 
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Ritorno a Lisergic Point - ovvero nuovissime dall'Erdigheta

Post n°81 pubblicato il 25 Maggio 2010 da a.benassi

Ci risiamo, ci si riprova, questa volta non ho la scusa della gamba rotta, e quindi mi tocca proprio sgattonare nel viscido ventre del Matrix. Alla fine siamo in tre, io e Luca Grillandi dalla Romagna, Paolo da Roma. Devo dire che lungo le ore passate in discesa verso il sifone, ho sperato che in fondo fosse ancora chiuso, che l'inverno orrido avesse definitivamente sigillato il posto. Invece niente, dopo appena cinque ore dall'ingresso, lui era li ad attenderci. Sembrava anche contento di vederci, noi molto meno. Il problema poi non è tanto fare la bustina da tè nella melma, il problema è che dopo continua molto simile a prima. Intendiamoci, ti fa passare, quello è ovvio, altrimenti come farebbe a fregarti, adesso ti fa anche scendere, qualche pozzo, meandro in discesa, ma quando dici, adesso diventa comodo, deve diventare comodo, niente, lui come nulla fosse torna uguale a sei ore prima e ti costringe a sgattonare tra le lame. Dall'ultima punta di Valerio, Luigi e Paolo, siamo scesi forse altri cinquanta metri, cento metri di meandro circa. Poi il sonno delle 2 di notte, il freddo del bel meandro bagnato, pure franoso, e la tristezza di non aver trovato ancora un posto dove fare un campo, ci hanno consigliato di ritornare verso la vita. La grotta ovviamnete continua, fermi su un saltino, forse uno sfondamento su un'altro meandro, boh, qualcosa del genere. Punta sempre verso Pian della Faggetta, NNE, profondità stimata oltre i 350, verso i 400. Questa volta ha dato i numeri pure l'altimetro. Pillola rossa e poi fuori, in qualcosa come dodici ore di ininterroto strisciare. Luca era alla prima esperienza nei meandri Lepini, e la cosa lo ha seriamente perplesso, ma devo dire che nonostante l'abitudine il posto comincia a mettere a dura prova i nervi. La prossima volta Valium per tutti... oddio ho detto la prossima volta... Come al solito abbiamo promesso di non frequentare più posti così ostili alla vita, ma ho paura di pensare, che arriverà un giorno in cui risalendo da non so quale fondo, davanti al sifone, mi verrà da dire 'beh, ormai siamo fuori...'  allora quel giorno la follia del Matrix sarà completa.

 
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Di ritorno dal Laos...

Post n°80 pubblicato il 05 Marzo 2010 da a.benassi

E' rientrata il 28 febbraio la spedizione Italo-Francese in nella regione del Khammuane. Quest'anno in Laos sembrava esserci un mezzo raduno speleologico, nei primi mesi dell'anno, il culmine della stagione secca, giravano ben nove diversi gruppi speleo: italiani, francesi, rumeni, inglesi, tedeschi, praticamente mezza europa. Solo il nostro gruppo ha avuto un picco di trenta persone tra speleo e speleosub che mancava solo un Gran Pampel a fine serata. In tutti i casi il numero degli speleologi e direttamente proporzionale ai chilometri di grotte che ancora si trovano. Nonostante siano ormai quasi vent'anni che le esplorazioni sono riprese, il carso laotiano è ancora generoso. Le aree ancora completamente inesplorate non mancano, anzi aspettano. Anche noi nel nostro piccolo qualcosa abbiamo riportato a casa: circa dieci i chilometri di esplorazione, con la bella Tham Pha Lom di oltre 2,5km per +270, che continua, una buona prosecuzione di 2,5 km nel sistema del Nam Koang che arriva così a circa 9km di esplorato e tante altre grotte molto promettenti, lasciate per il futuro, fermi su pozzi o traversi in galleria.
Come si vede bene nelle belle foto di Jean Micheal, le dimensioni in Laos sono sempre generose e trovare un strettoia è una vera impresa, ma certo che la grande galleria fossile della Tham Luang, con i suoi oltre 100 metri di larghezza per 70-80 di altezza, lunga oltre mezzo chilometro, è una bella esagerazione, praticamente in buona posizione tra gli spazi vuoti più grandi del pianeta. La grande galleria fossile di Tham Luang nel sistema del Nam Koang, Ban Vang Viyeng

 
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Nuove dall'Erdigheta (versione di Paolo)

Post n°79 pubblicato il 07 Ottobre 2009 da a.benassi

"Matrix. Ti interessa sapere di che si tratta? Che cos'è? Matrix è ovunque. È
intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando
ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai
al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è
stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. Quale verità? Che tu
sei uno schiavo. Come tutti gli altri, sei nato in catene, sei nato in una
prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per
la tua mente. Nessuno di noi è in grado, purtroppo, di descrivere Matrix agli
altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è..." E io continuerei: Dovrai
sperimentare da te, con le tue sole forze cosa significa scendere giù
all'Erdigheta, strisciare per un meandro stretto, fangoso, infinito e ritrovarti
davanti ad una condotta merdosa, allagata e che ti chiama e ti dice con forza,
dai se hai coraggio supera la frontiera! Passa ancora una volta il limite,
sperimenta l'ignoto, in un viaggio profondo, un viaggio dentro i meandri della
tua psiche, nel tentativo di capire qualcosa di più di te, dei tuoi limiti,
delle tue origini, del tuo essere dentro le viscere della montagna...
A decidere di guardare in faccia alla realtà siamo in 3: io, Valerio Olivetti e
Luigi Russo, tre pazzi, incoscenti, folli!!!
Eppure, dal rilievo sembrava semplice, si trattava solo di scendere giu al ramo
Matrix dell'Erdigheta, passare uno pseudo-sifone e proseguire le esplorazioni
nella speranza di intercettare un mitico affluente che parlasse di acque dal
vicino abisso Consolini e scivolare poi giu nei fantasmagorici vuoti sotterranei
al di sotto di Pian della Faggeta... Che film che mi sono fatto?? Che c'era in
quella sigaretta che m'avete passato?? I rilievi, managgia ai rilievi!! Mi
fregano sempre, quando sto fuori, a casa seduto su un comodo divano, come ti
inculano! Sono proprio una grande fregatura ed invece di fissarli e sognarci
sopra, dovremmo sempre ricordarci che il rilievo è solo uno stupidissimo ed
insignificante disegno, una trappola, assolutamene incapace di rappresentare,
comunicare le difficoltà, l'impegno, la fatica che necessitano per la
progressione in grotta...
Entriamo alle 8 di sera e ci catapultiamo giu al fondo, sudo come un maiale, il
sudore gronda dalla fronte, sono fracico, daltronde si striscia nello stretto,
passaggi alti su meandro, sacco sempre ben stretto in mano, passiamo casa
Baggins, i tre salti Grazia- Graziella e Graziealcazzo, poi è la volta di
Strittola il tremendissimo meandro di Matrix! Si passa quindi a Sognando
California sempre meandro stretto, fino ad arrivare alla Sala Cavalli e poi al
Bivacco, un'ambiente reso piu umano, sarà perche ci sono materiali, fornelletto,
cibo e ben due succhi di frutta però con scadenza 2002, ci rendiamo conto che di
fuori il tempo passa ed a nessuno è più tornata la voglia di rivedere questi
posti... L'ultimo tratto di meandro è sempre stretto (una costante...) ma adesso
si aggiunge un'altra difficoltà, la fanga! E' un duro colpo per la psiche... per
non scivolare non posso fare altro che strusciare per bene sulle pareti del
meandro e cosi mi riempio di uno strato di fango, quello bello appiccicoso che
mi appesantisce terribilmente la tuta e non gli permette di traspirare, questo
significa che il freddo entrerà nelle mie ossa e non mi lascerà più, cazzo!!
Arriviamo allo pseudo-sifone, una condotta allagata. Ci siamo! Il
posto non è invitante, si affonda su uno strato di latte di monte e bisogna
procedere a carponi nella merdazza, poi la volta si abbassa, ci si deve
immergere nell'acqua ed inchinarsi per passare dall'altra parte, è il limite
dell'ultima esplorazione... Mi accorgo che Valerio e Luigi mi fissano, mi
guardano in silenzio, cosa vorranno da me? Cazzo!! Sono l'unico ad aver portato
con sè la muta! Sapevo che per andare a vedere quel postaccio non c'erano
alternative, però ora mi maledico, quanto avrei desiderato aver lasciato anch'io
la muta fuori e aver portato solo calzamaglia e maglietta, così era sicuro che
battevamo in ritirata!
Non ho alternative, procedo con un desolato spogliarello e mi infilo la muta,
poi mi diriggo verso la pozza, il passaggio è semplice, ci sguazzo dentro, poi
ancora un altro con la volta bassa, poi la condotta si alza, ci si mette in
piedi e riparte il meandro, grido agli altri che vado a dare un'occhiata,
percorro un tratto di meandro fino ad affacciarmi su un pozzo sarà una decina di
metri, ma bello largo e perfettamente rotondo. Mi prende l'entusiamo, la grotta
si allarga e continua! Torno indietro, avviso gli altri. E' ora di andare ad
esplorare!! LARGO AGLI ESPLORATORI!!

 
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