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Un blog creato da Nues.s il 11/09/2009

N u a g e s

Vanno, vengono. Poi si fermano lasciandoci un ricordo.

 
 

 

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Post n°756 pubblicato il 25 Novembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Siate attenti e mettete il dovuto impegno in ogni cosa fate.

Non sono ammesse distrazioni.

Qualche piccolissimo disturbo fisico potrebbe allarmarvi, niente paura!

Non fate che lo stress prenda il sopravvento.

Non precipitatevi ad aiutare chi in realta' non merita neanche la vostra comprensione.

(Scelte da prendere.

Scelte da prendere.

Scelte da prendere).

Permalosita' spiccata, investigate sul perchè.

Potreste aver bisogno di tutta la vostra univoca diplomazia.

Non lasciate che i vostri innati desideri siano sempre schiacciati da quelli degli altri.

Stavolta no!

Apritevi. Apritevi. Apritevi e mostratevi ben inseriti nel contesto in cui .. lavorate.

E poichè, anche voi, non siete esenti da imperfezioni, provate a chiudere un occhio.

Tutto andra' molto meglio e sarete tutti molto, molto piu' allegri.

 

Ultimo e non ultimo. Ascolta.

Fatti una domanda e datti una risposta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°755 pubblicato il 22 Novembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Quello che fu. 

Da Garibaldi, al Carducci, passando pe' venditori ambulanti, per giochi di strada, per figli, per vecchi, per case, campagne, chiese, officine e in quel concetto semplice e aspro e fiabesco e senza tempo. Come su d'un fazzolettone scabro di lino, gli acquarelli vivono, si fanno bicolori come sali di mercurio tra due lastre di lame, tra la sua luce e l'annerirsi. Tutto aderisce imprimendosi di gesti. L'invenzione grata è quì, quì tra giornate di vento, odori e scorci di affreschi e fiumi, mura e ruderi in paesaggi d'ogni ceto. A portata di obiettivo, quel che fummo nei casuali panni tra mille vite di popolo e borghesi. 



Quel che fummo.



L'archivio storico poggiato su degli insoliti treppiedi a riprendere modelli, sguardi e un modo di pensare, agire e vivere di quel tempo.


 - Fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, fanne un'altra volta -


Le emozioni, tante, che un artista desidera trasmettere non ha pari. Molti anni dopo, nemmeno Daguerre o altri come lui .. si sarebbero aspettato tanto.

 

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Post n°754 pubblicato il 19 Novembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°753 pubblicato il 17 Novembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' la tua voce che mi tranquillizza, il tuo modo di parlare, il tuo modo di chiamarmi. Quel nomignolo che mi riservi. Il fatto di immaginarti perchè non posso vederti. E dovermi figurare la smorfia della tua bocca. E' che sei tu. E quando si tratta di te, io non so che mi succede. Per quanto cerca di trattenermi, se si tratta di te, io sono felice.



Carlos Ruis Zafòn | L'ombra del vento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°752 pubblicato il 16 Novembre 2014 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

"  Perseguire un obiettivo che cambia continuamente e che non è mai raggiunto è forse l'unico rimedio all'abitudine, all'indifferenza, alla sazietà.

E' tipico della condizione umana ed è elogio della fuga, non per indietreggiare ma per avanzare. E' l'elogio dell'immaginazione mai attuata e mai soddisfacente. "


 Henry Laborit | Elogio della fuga

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sazieta'.

Una parola che mi evoca sensazioni di forte negativita'.

L'eccesso, lo smarrimento del senso della misura, la nausea.

 

Abitudine.

Mi ricorda la rassegnazione, l'assenza di volonta', la pigrizia.

 

Indifferenza.

La non partecipazione, l'astensione, il rifiuto che scaturisce dal disprezzo.

 

 

Queste, sono tra le peggiori attitudini d'ogni individuo.

Se si sono usate, è perchè comunque si voleva dare una forte connotazione al concetto. Un obiettivo che muta continuamente, è tuttavia, esso stesso equivoco e non porta ad alcun luogo. Resta il concetto di tensione al raggiungimento e forse, qui riesco ad intravedere cio' che puo' esser onorevole: avanzare, progredire, aspirare a qualcosa di piu' alto. Ma la fuga, è il mezzo piu' adatto e, anzi, necessario? Si fugge da qualcosa che non vorremmo piu' incontrare, qualcosa per la quale, non è sufficiente un allontanamento o un distacco. La fuga, è un atto estremo, che ritengo, irreversibile. Da cui, non si ritorna, a nessun prezzo che non sia quello della perdita della dignita' (sempre se non intervenga un sincero pentimento). Si puo' lottare per un obiettivo alto, deciso consapevolmente, in cui ci si crede per forza, con forza. Ma tornare indietro, dopo, è impensabile. O semplicemente, vile. 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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