Creato da Nues.s il 11/09/2009

N u a g e s

Vanno, vengono. Sostano lasciandoci il ricordo

 

 

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Post n°859 pubblicato il 05 Luglio 2015 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al di là.

C'è un epicentro, vicino a noi, posto esattamente su di una verticale mentre giorni bollenti, dannati e convulsi si attraversano perdendosi tra i flutti, in un lustro di gel o in un ultimo monocromatico tailleur, strappando la bandiera dell'Europa pulendosi il naso. Qualcuno, fors'anche .. ad applaudire il lontanarsi al suo destino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°858 pubblicato il 04 Luglio 2015 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tendere e disporre in serie per poter meglio risolverli, uno dopo l'altro. Gli elementi e il loro valore individuale sono spinti all'estremo. Ogni azione, ogni problema è un inventario di possibili forme che si prolungano serie dopo serie. Ci sono tutti gli elementi necessari coi segni che si identificano: frecce, croci, grate, angoli acuti, forme spinose. Vi è una logica. Ogni movimento, ogni forma, una giustapposizione di oggetti senza legami capaci a creare un clima, un'atmosfera attraverso un proprio colore, scelto e dominante.

Muoversi in un universo definitivamente collocato e fuori dall'oggetto. Un distanziarsi fisico. Di questo universo inedito, che per primo hai esplorato e definito, hai la chiave di un'intuizione poetica e la forza di una deduzione logica. La scoperta dell'infinitamente piccolo ha dimostrato che tutto abbonda di forme inclassificabili, irriducibili a strutture visibili.

Tra linee di cristalli, strutture di vegetazione, legni, minerali, affini processi creativi e tra il fuori e il dentro, tra natura e arte. Strappi accordi sonori, spesso con toni puri, interi, in piena sonorita'. Tutto cio' che si avverte e sente,  sente e si introduce nel cuore di uno strano Universo, libero da ogni impegno visuale e di pensiero, dove non puo' riconoscersi nulla e che tuttavia, arriva ai sensi.

Il colore che si sceglie, si addice così perfettamente e disposto a lasciarsi emanare una pienezza luminosa, un'armonia confortante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ogni incarnazione passeggera o temporale in cui siamo presenti, ci si scopre profondi nell'espressione piu' alta, in quella ricerca spasmodica di tesori invisibili. Tutto questo è il contrario dell'informale, ma noi, noi ne siamo coscienti. Tutti. Tutto cio' diventa piu' sontuoso in quel tendersi e in quella tensione, nella loro flessione, nella loro certezza.

La vita, la natura che circonda, le foglie che cadono, le lunghe passeggiate. E quella sensibilita' al suono delle voci, perchè sai che provengono da un ritmo interiore. Gli apporti esterni sono molti, il confrontarsi è nell'arrivare assai oltre. Ogni vita interiore puo' dissolversi, riprendere corpo, condensarsi.

Ogni idea di evocazione, dal fremito della apparenze per ritrovare fermezza decisione nitidezza purezza. Non c'è nessuna ebrezza  ..  cosmica, nessun oscuro sentimento, ma una ispirazione plastica, riconoscibile. Serve la frattura scatenata da eventi esterni. Tutto serve come contrappunto e a segnare le tappe.

Ché puo' essere tutto insperatamente propizio. Come presenze. Cose che gli occhi osservano e ch'appartengono alla vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°857 pubblicato il 03 Luglio 2015 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ché non ci sono scarpe che tengano.

Vieni sommerso

e ti inzuppi in un attimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°856 pubblicato il 01 Luglio 2015 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un ripiego, una scusa,

 un pretesto qualsiasi.

 


Il rumore di cicale sale forte.

Questo ostinarsi irremovibile di suoni e odori estivi.


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Profumo famigliare, itinerario conosciuto e là,

là a ricercarti di stesso respiro.


Altrove.

Qualcosa di indefinito,

un tempo diverso.


E  s  t  a  t  i


.

Di agganci che si collegano fin dove il sole resta

tra il grano rustico e il bordo verde che hanno i campi.

Girasoli ovunque.


.

E nuvole.

Destini, nuvole.

 

Nuvole e ansanti,

eccitate di istanti intatti a proiettarsi dove terre nel farsi aride,

l'aria afosa.

.

Fitto ricamo. 


Avvolte come da un abbraccio tiepido nell'ombra che fanno.

Perchè tutto coincide

e la sostanza cambia.


 Se non perfettamente identiche sono i loro giochi in cielo,

sentimenti. 

 I sogni che si intingono.

.

Quella voglia di pioggia poi,

quella.

 Quella a bagnare e a non dare piu' scampo.


Impressioni.

Fili d'erba.

 


Rivoluzioni di attimi che fuggono.

E non sono che.

 

Particolari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°855 pubblicato il 29 Giugno 2015 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da giorni

il mare prima di vederlo

era un odore.

Un sudore salato,

ognuno immaginava di che forma.

 

Sara' una mezza luna coricata,

sara' come il tappeto di preghiera,

sara' come i capelli di mia madre.

 

Beviamo sulla spiaggia il té dei berberi,

cuciniamo le uova rubate agli uccelli bianchi.

Pescatori ci offrono pesci luminosi,

succhiamo la polpa da scheletri di spine trasparenti.

 

L'anziano accanto al fuoco tratta coi mercanti

il prezzo di salire sul mare di nessuno.

 

Notte di pazienza,

il mare viaggia verso di noi

all'alba l'orizzonte affonda nella tasca delle onde.

 

Nel mucchio nostro,

con le donne in mezzo

un bimbo muore in braccio alla madre.

 

Sia la migliore sorte,

una fine da grembo.

Lo calano alle onde, un canto a bassa voce.

 

Il  mare avvolge in un rotolo di schiuma,

la foglia caduta dall'albero degli uomini.

 

Vogliono rimandarci,

chiedono dove stavo prima

quale posto lasciato alle spalle.

 

Mi giro di schiena

questo è tutto l'indietro che mi resta.

Si offendono,

per loro non è la seconda faccia.

 

Noi, onoriamo la nuca

da dove si precipita il futuro

che non sta davanti,

ma arriva da dietro e scavalca.

 

Devi tornare a casa.

Ne avessi una, restavo.

Nemmeno gli assassini ci rivogliono.

 

Rimetteteci sopra la barca,

scacciateci da uomini

non siamo bagagli da spedire e tu, Nord

non sei degno di te stesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nostra terra inghiottita

non esiste sotto i piedi.

La nostra patria è una barca,

un guscio aperto.

 

Potete respingere,

non riportare indietro.

E' cenere dispersa la partenza, noi siamo solo andata.

 

Faremmo i servi,

i figli che non fate.

Le nostre vite saranno i vostri libri d'avventura.

 

Portiamo Omero e Dante,

il cieco e il pellegrino,

l'odore che perdeste.

E l'uguaglianza che avete sottomesso.

 

 

 

Erri de Luca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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