Creato da Nues.s il 11/09/2009

N u a g e s

Vanno, vengono. Sostano lasciandoci il ricordo

 

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Post n°866 pubblicato il 28 Luglio 2015 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo sopravvissuti alle analogie, alle interpretazioni, ai confini. Ma anche ai villaggi, ai giri del Mediterraneo, ai presepi di plastica, alle K. Siamo sopravvissuti alle convinzioni, alle conventions, ai summit, alle cene di partito. A quelle degli amici, agli amici degli amici, ai codici vietati di comportamento. Alle mucche pazze, ai traghetti che scogliano, i barconi della speranza, ai cineforum. Agli amici della montagna, i carbonari, l'associazione dei velisti, ai prodotti lordi. Agli spread, a facebook, agli 850 autocommenti e a tutto cio' che è social. Ai governissimi, ai francesi, di piu' ai tedeschi e agli eurofestival. Ai terremoti, i disastri ciclici, i Maya, i maremoti, le cavallette. Questo caldo.

Dovremo farcela .. .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 
 

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Post n°865 pubblicato il 26 Luglio 2015 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Forse, da piccola, fin dagli inizi l'aveva sempre questa vocazione di 'ritrarre'. Magari sognare di fare un giorno un film allegro. Magari è un prezioso ricordo, non capisce ancora quale forza possa scaturire dall'assorbimento delle emozioni. E arriva il momento di cercare, crearne nuove, rendere questo moto interiore attraverso i mezzi che produce il futuro. Ma sei gia', Futuro. E tutti quei movimenti, quelle sensibili voci che sentivi. E i movimenti plastici che provenivano dal tuo interiore.

 

Là, tra quelle pieghe, tra quelle nubi e il mondo, ci sono tutti i tuoi primi ricordi. Quelli dov'eri piccina. Tre anni, forse. E le tue prime immagini e i tuoi primi colori e gli oggetti definiti. Quel verde, il turchese, il bianco. Quel bianco avorio dei bastoni che cavalcavi e dai quali, i tuoi cocchieri ornavano di trecce i cavalli. Poi, un tram azzurro, una buca di lettere gialla, un villaggio incantato. Tutto, tutto si avvita e tutto commuove ora che bimba non sei piu' e ti vedi con lo sguardo lontano anni luce con la stessa malìa.

 

Sei partita sola e poco a poco, tutte le leggende che ti raccontarono nell'infanzia, creano e ricreano un sogno dal passato divenendone accessorio. Tutto penetra, tutto cammina d'un viaggio su rotaie invase d'erba. Uno strano universo bagnato di pioggia. E gocce che ricongiungono in un mare di tetti rossi e finestre e locande che vorresti dipingere da lassù dal vero, tanto .. son vere.

 

Per la prima volta un quadro diventa quadro, un cosmo diventa cosmo che nessuno c'è mai riuscito prima. Un vagabondare tra le stelle e la memoria, un lato negativo e il suo positivo, un profilo che sprigiona il modo esterno di ricordare. E non smetti, non smetti piu' di guardare coi tuoi occhi che non sono mai stati così grandi e pieni di cielo e mare. Il punto di partenza. E la natura non ha avuto mai così tante leggi da rispettare e mezzi e direzioni da spronare.

 

L'atmosfera è stimolante, tutto è un trionfo di arabeschi di luce, tutto è fluido e leggero e le scene che si aprono danzano come un corteo di medioevo, uno snodo di citta' in festa e luminarie. Tu le vedi tutte da lissù queste cose. Le scene si impressionano a strati, così come tanti magici triangoli che hanno fronde. Tutto tace. Tutto canta. Tutto è macchia e tutto è tela. Segui rigorosa la tua scìa e tutto il viaggio raccoglie il talismano che ti permettera' presto di superare d'un sol colpo i crepuscoli e le scatole di latta.

 

Hai trovato la chiave e un'ambizione altissima. Tutto quello che vuoi esprimere è tipico della persona e tipico della propria epoca. Il caldo, il freddo, il valore dei contrasti. Era la tua chiave, sempre lì, attaccata di lato al giorno prima della luce e di ritrovare impressione del tuo sogno immerso. Anche al rovescio, fluttuando, scovavi sempre l'oggetto.  Fin da sempre. Avevi gia' da lì il tuo punto fermo, quella radicata convinzione di non aver partiti presi, di non intendere rinunciare arbitrariamente a nessun modo di pensare.

 

Tutto rivolto anche nelle piu' minuscole parti oscure. La dimostrazione che sei cresciuta nel far assistere attraverso te, quel rapido esaurirsi di tante vecchie formule, mentre chi scopre apre un campo. Quel campo tanto vasto che non ha affatto finito di essere esplorato. Non ancora, Samantha. Non del tutto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°864 pubblicato il 24 Luglio 2015 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La sensazione.

La rabbia di chi trascorre due ore e piu' della propria giornata nel raggiungere il posto di lavoro.

La frustazione.

Di chi non ha presidi sanitari nel raggio di chilometri.

La collera.

Per la rete fognaria ostruita, gli stradoni divelti dalle buche e privi di illuminazione. I condomini monocromatici e le tubature che gocciano muffa.

Cumuli.

Cumuli di immondizia vomitati alla rinfusa innalzati a collinette esecrabili.

Intollerabile.

La condizione che diventa prigione per lo spirito, carcere per l'immaginazione.

Muri.

Muri.

Muri invisibili all'occhio ma tangibili per l'anima, in grado poi di modellare il carattere.

Prigionieri di uno spazio coatto che impedisce di vivere un centro bellissimo se non in rapide passeggiate canicolari, nemmeno come turisti, bensì da detenuti cui si concede l'ora d'aria.

Inadeguatezza.

Sprechi.

Persistente inadeguatezza che conduce i cittadini a non integrarsi. Non educando al rispetto. Azzerando ogni diversita' e ogni possibile incontro in una depressione profonda.

In attesa che diventi metastasi.

Per poi recidere.

Per poi amputare.

 

 

 

Claudio  Camarca

Scrittore e regista

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°863 pubblicato il 24 Luglio 2015 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcune 

cose

esistono

solo

nella

nostra 

mente.

 

 

 

 

 

la

mente,

si sa,

mente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°862 pubblicato il 19 Luglio 2015 da Nues.s

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Là.

Scaviamo dentro il suo corpo tenendo tra le mani il cuore della terra. Tra un sole nero e un bagliore di cometa, scaviamo e fondiamo, suoniamo e scaviamo su sfondi bellissimi appoggiati al muro del tempo. Un poliedro, una sfera tornita, una scultura d'arcobaleni scolpiti in compassi. Passi e ripassi intere giornate a prendere misure, la natura, la grande Madre che ha le chiavi per trainare secoli di radici e sassi, un bosco di flauti nelle ombre delle stesse. Una parabola prima di caderci dentro, dietro algebre ed enigmi, dentro e avanti la fine del mondo.

L'odore del vento, il suo parlare e il colore tra gradini di pietra e anse, baie a lambire luoghi solitari, incastonati come disegni di un righello e chiodi incurvati. Non distante, il mare, esilio immortale d'un'etica che mostra. Mai emisferi furono fusi così, quanto un'emblema. Riusciamo a sorridere stridenti in un ordine geometrico. Mai tanto fu il desiderio di sentire il suo canto, unica opera possibile con occhi di luogo al quale, tutto, tutto appartiene.

Un simbolo, un bene, il rifugio piu' segreto. Cio' che ci avvicina all'Infinito. Senza saperlo, col  privilegio raro di fermare immagini come fossero giorni d'intima memoria, come scala cromatica e ancestrale. Da quei luoghi, anche dai piu' mistici, il miglior insegnamento. Bracciante, pescatore. Nord, Sud, Est e Ovest. Tutto quello che è vitale, sacro, racchiuso in questa parola e in mezzo, far esistere tutto il resto.

Tra i tuoi occhi e il palmo della mano. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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