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MINETTI, FALETTI E VECCHI MERLETTI

Post n°228 pubblicato il 10 Maggio 2012 da chinasky2006
 

Foto di chinasky2006

Ieri, quasi per caso, m’imbatto in un articolo de “Ilfattoquotidiano”, giornale di rossi comunisti avvezzi a lessare bambini e piluccarli per hobby.
Insomma, questi pericolosi sovversivi hanno pubblicato un’intercettazione del caso Ruby. Grottesca e comica come mille altre, ma solo più patetica. Esemplificativa di tutto quello che è stato il “berlusconismo” e di come abbia ostentato con fierezza lo sventramento della morale. Ah, la morale. La tiri in ballo, e sembri un prete bacchettone. Una specie di Buttiglione che limona con la teodema Binetti. Perché è questo il gran capolavoro del berlusconismo: Capovolgere tutto. Non sei d’accordo con le sue follie che fanno ridere il mondo intero? Sei comunista. Ritieni che qualcuno accusato di mafia debba sottoporsi addirittura ai processi?  Diventi un vergognoso forcaiolo. Ti viene un naturale sentimento di sbocco guardando delle sgualdrine senza intelletto ed ignoranti come capre, fare carriera solo perché buone fellatrici del sultano? Divieni un bacchettone moralista. Anzi, odi le donne perché le definisci puttane. Il berlusconismo ha usato le armi dei peggiori regimi, soprattutto comunisti, per sovvertire la verità. Ricorrenti paradossi dell’orrore.
Ma bene, divagazioni a parte, eccomi all’intercettazione. E’ intrisa di pornografia mentale e lessicale, oltre che fisica. Fatta anche molto male. Ragazze che sbadigliano e si stiracchiano, dandosi allegramente delle “puttane”. Dicono d’essere intente negli studi bocconiani, stravolte dalla stanchezza perché la sera prima, vestite da poliziotte, hanno titillato il sultano. Guadagnano 12mila euro al mese per una presunta attività politica, ma leggono solo Eva3000, Vanity Fair o Chi. E ne ridono.
La squillante consigliera regionale parla col padre. Lo rende edotto delle sue stancanti attività da puttan-tour: party, cene, Saint-Tropez. Il babbo, apprensivo, annuisce soddisfatto. Chiede delle cose serie. No, no, nessuna domanda sulla maglia della salute, o raccomandazione di non correre troppo con la macchina. Il genitore, una specie di vitellone di romagna, chiede alla pargola coi labbroni deturpati e la sesta innaturale, se sta sentendo LUI. Dove LUI è il gran capo occulto. Il mangiafuoco deviato che regge i fili dell’ignominiosa giostra di potere marcio e depravazione. Lei lo tranquillizza: “sì, sì…”. Il nostro babbo di consigliera fellante tira un sospirone di sollievo. Deve vigilare, assicurandosi che la passera delle figlia sia venduta a peso d’oro. Con eleganza, in ambienti chic, ove il potere si palpa e sforna lingotti a forma di priapo dal buco del culo. Gli altri, quelli che mandano le figlie a battere su una strada o le vendono ai trafficanti di organi, rimangono dei mostri orrendi. Per cui magari, gli stessi vati della prostituzione-bene, auspicano la reintroduzione della pena di morte.
Poi la pargola prosegue a raccontare dei suoi impegni. L’incresciosa e casuale conoscenza, in un party meneghino, di un ombroso scrittore. Tale Giorgio Falett
i. La poveretta è ancora sconvolta. “Non ti dico, un comunista testa di cazzo…”. Il babbo sembra sobbalzare, ci tiene alla salute della sua passerotta d’oro. Teme che il comunista possa averle fatto del male, magari abituandola al triste pensiero: “Oh, cazzo!”, esclama. La bocconiana non nasconde il turbamento interiore per quell’incontro sconcio. “Non ti dico, mi fa: lo sai che in Italia c’è un regime?”. Ma pensa te. Il babbetto sbuffa, quasi quasi vorrebbe chiamare lo scrittore per cantargliene quattro. Lei però ridimensiona: “Massì, sarà anche uno scrittore famoso, ha successo…però è comunista, sai  come sono no?”. E certo, l’invidiosa insoddisfazione del comunista pensante, che scompare e diviene mero sfigatello al cospetto della politica da boccaglio al messia-sultano. “Sì, sì”, fa il babbo, che però freme dal sapere a chi la sua figliola elargirà uno o tutti i pertugi, quella sera.
Nicole ci riserva in coda il lampo di autoironica comicità surreale: “Sai che mi ha chiesto con che partito fossi? E poi fa: Mi stanno sulle balle quelle che fanno le campagne elettorali facendo pompini…cioè…io sono stata zitta tutta la sera.”. Chiaro, specifica che, non conoscendola, non poteva avercela con lei. In tutto questo, so che Faletti ha venduto milioni di libri, ma non ho mai letto mezza sua riga. Al più lo ricordo come “Catozzo”. Ma confidare alla Minetti quanto gli stiano sul cazzo le pompinare arriviste in politica, rasenta l’assoluto genio. Ed in definitiva, non corrucciatevi. A questa bella e procace ragazza per metà silicone, continuiamo ad elargire 12mila euro mensili, per le seguitissime sfilate in consiglio regionale. Un giorno in pelliccia da battona, l’altro seminuda.

 
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