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UNA MERDA SECCA COL ROSSETTO

Post n°232 pubblicato il 26 Maggio 2012 da chinasky2006
 





Foto di chinasky2006



Odo in lontananza un eco di sirene, portatrici di sinistri presagi. Poi mi dicono che a quell’ora è prevista la conferenza stampa tra il giovane unto dal Signore ed il suo discepolo Alfano, e tutto torna. Titolo premonitore dell’incontro con la stampa “I senza vergogna”.
E’ bene ritornare agli esiti delle ultime consultazioni, per capire il senso dell’insensata e disgustosa trovata. Il Pdl, travolto da scandali, inettitudine, mignotte e corruzione, ha subito una batosta clamorosa, epocale. Da primo partito d’Italia ad una specie di succursale del “partito dei pensionati (ricchi)”.
Nottetempo a Villa Grazioli, in una pausa delle competizioni burlesque (si disputavano i quarti di finale ad eliminazione diretta con la vincente direttamente in semifinale e nel lettone di Putin per due mesi, imbavagliata), si tiene un importante summit. Presenti gli altissimi vertici del partito. Alcuni senza mutande. Svetta La Russa, eccitato per il trionfo di Beppe Grillo. Anche altri smarriti ratti transfughi del “partito dei moderati talebani dell’amore a pagamento, meglio se minorile e contro tutte le invidie dei giudici comunisti e venduti” (una ipotesi per il nuovo nome del partito), si scoprono simpatizzanti, tessendo le lodi del comico genovese. E’ un delirio fatto di smarrimento e paura, tipico del riciclato fascista codardo. I fautori delle più bieche e vischiose nomine politiche a massoni, mafiosi ed escort, ora santificano la “grillina” nomina di assessori per curriculum. Come immacolate vergini scese dal pero, scoprono la bellezza di campagne elettorali da tremila euro, del movimento 5 stelle. Quelli che per anni han mangiato centinaia di milioni di euro, pubblici, per le proprie propagande e che tremila euro eran buoni solo per una mezza pippata di coca, tre pasticche di viagra ed un rapporto non completo con una escort dominicana. Ora sono illuminati, folgorati. Avete presente una maleodorante merda, cui si prova a mettere un rossetto? Sempre merda rimane. E puzza anche tanto, perché i nasi non sono più turati. Si accresce solo il senso del patetico.
Lo hanno capito tutti. Tutti meno il povero ominide pazzo. Nel manicomio interno a Villa Grazioli dove vive da mesi, agita i pugni in aria. Dopo una simile debacle elettorale, ed appurato che il partito dell’idolatria senza l’idolo è un partito morto, annuncia di voler tornare in campo dando una scossa al tutto. Nuova pettinatura (si pensa ad un giovanilistico toupè color mandarino). Ma soprattutto, nuovo nome del partito. Favorito “Si-Amo l’Italia”, dall’appeal conturbante per l’orgoglioso elettore italiano over 86 giacente in ospedale ed incapace d’intendere. Ma non si esclude nemmeno “Facciamola girare sta patonza” che farebbe presa negli ambienti più intellettuali delle destre. Poi, siccome ci vuole anche polso e nerbo, epurazioni per i responsabili della catastrofe. Un solo nome: Sandro Bondi, spedito a comporre catacombali sonetti in Siberia. Punito per l’aria triste che ha poco appeal, e quel giovanile vizio di comunismo. Dopo un periodo di riflessione, se redento, potrà essere riassunto ed impiegato nella superiore attività di “co-azionatore pompetta dell’amore” a quattro mani assieme ad Emilio Fede.
La Santanché, alla notizia della ridiscesa in campo, è eccitatissima come una fan dei Take That. Esala un urletto, si leva le mutande e le lancia in direzione del suo mentore. Ferrara vestito da marinaretto mangia due chili di fagioli con la trippa e scorreggia come un ippopotamo con putrescenti disturbi intestinali. La Minetti si alza in piedi, aggiusta le tette di gomma e posato “Vanity Fair”, dà il suo competente contributo: “Dobbiamo uscire dal governo del Monte. Questo anziano mette le tasse a tutti, le gente sono scontenti, poi ma che tristezzaaaa ohhh, manco una festa! E’ proprio anziano sto stufoso. La crisi non c’era prima con noi, c’è stata dopo con l’altro che però sostenevamo ma senza stare d’accordo collui, eh!, questi sono invidiosi e basta. In soldoni, la crisi l’hanno briffata loro, cazzo! Stavamo bene, di lusso anche. Noi siamo l’amore che vince sempre.”. La mancata ministra dell’economia (d'un soffio) imbroncia il muso, si risiede e torna alle sue letture colte. Stavolta sfoglia “Novella 2000”. Poi passa a “Chi”. Quindi domanda alla Gelmini se è previsto un gettone di presenza o una busta, per quel vertice.
L’anziano despota si chiude in cogitazione politica ciucciando la gommosa tetta di una smandrappata moldava. Assieme al fantoccio Alfano preparano la parte, come due maldestri attori del Bagaglino. Il Messia scatta in piedi, come folgorato da ispirazione divina. “Ci sono! Ci vuole il Presidenzialismo alla francese! Ed io sarò il nuovo presidenzialismo totale galattico e supremo!”. Applausi estasiati degli adepti. Qualcuno s’inginocchia sbattendo ferocemente le rotule sul marmo di murano. In conferenza, lo spettacolo è delirante. Pur in un clima adeguatamente austero, con la camera del manicomio personale circondata da libri finti, il presidentissimo strappa spontanee risate. E quando, in un silenzio agghiacciante Angiolino Alfano fingendo di sbagliare chiama il suo mentore “Presidente della Repubblica” con una boutade provata in camerino 106 volte, il silenzio si fa irreale. Imbarazzato. Il Divino mostra un certo compiacimento. “Si poteva recitare meglio questa”, penserà tra sé e sé, in quel che rimane di un cervello devastato dal viagra.



 
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Rispondi al commento:
chinasky2006
chinasky2006 il 29/05/12 alle 13:19 via WEB
Nessun lapsus, ma solo una scenetta rispondente a precise direttive di comunicazione studiata a tavolino. Provata e riprovata. E recitata malissimo. Bastava vedere le facce di quel fantoccio dopo averla detta, e la reazione contrita e fiera del malato di mente.
 
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