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Creato da allessory il 27/10/2004

Virgo's Girl @ sea

...ma guarda intorno a te,che doni ti hanno fatto, ti hanno inventato il mare...

 

 

Da quand'è che non scrivo su sto blog?

Post n°261 pubblicato il 14 Dicembre 2011 da allessory

Tanto veramente tanto!

Ciao a tutti, ultimamente tante cose sono cambiate e così mi sembra giusto aggiornare adeguatamente il blog!
Dopo la caduta dagli sci di Febbraio che mi ha rovinato il San Valentino -  quel giorno Miki mi ha portato delle rose ma io non potevo manco alzarmi dal letto -  sono andata avanti con il ginocchio sminchiato -  rottura LCA del sinistro -  fino al 4 Ottobre e, con la benedizione di San Francesco, mi sono finalmente operata.
Ho trascorso uno splendido mese e mezzo in malattia a casa a non far nulla, a riposarmi e soprattutto a rimettermi in piedi. In mia compagnia c'era mio fratello, che in attesa di un buon lavoro, si prodigava nelle faccende domestiche al posto mio.
Dopodicché, il 21 novembre, è ricominciato il tram tram ma lo stress da ufficio e da rientro è stato accompagnato dallo stress di acquisto della nostra prima casetta!
Infatti, avendo trovato una buona opportunità, abbiamo fatto una proposta di acquisto di una bella casetta a Torrino Mezzocammino ed, il giorno 13 Dicembre, abbiamo fatto il compromesso!
Tutti i miei liquidi stanno andando nell'anticipo, nelle spese del notaio, della cucina e in varie ed eventuali, ma ne vale la pena!
Siamo felicissimi, la casa è proprio quello che volevamo e finalmente l'abbiamo trovata, ora spero che vada tutto per il suo verso, che tutto fili liscio e speriamo di rogitare al più presto.
I nostri sforzi sono stati premiati.
A lavoro invece non va tanto bene: sono frustrata, le mie attività fanno davvero schifo e sviliscono il mio ruolo però mi è stato promesso che devo resistere fino alla fine dell'anno e che, dal 2 Gennaio, farò qualcosa di più gratificante!
Intanto, non dico più no a nulla, straordinari e trasferte, perchè mi serve assolutamente fare risparmio e guadagnare di più. Infatti, sto riducendo all'osso anche le spese e soprattutto i viaggi, l'ultimo è stato in umbria, a San Gemini e poi basta. Ne riparliamo in primavera!

 
 
 

London tutti insieme! (1° parte)

Post n°260 pubblicato il 05 Luglio 2011 da allessory

London tutti insieme!
Scrivo della nostra esperienza Londinese esattamente un mese dopo, forse ho metabolizzato un pò troppo, forse adesso mi sarò pure dimenticata i posti dove siamo stati, però non dimentico la sensazione tutta British provata insieme con Miki, Ilaria, Marco e Hamid.
20 maggio 2011 - ore 23
Finalmente siamo atterrati nell'aereoporto di Heathrow io Michele ed Ilaria, stanchi e distrutti, abbiamo aspettato il primo treno utile che ci avrebbe portato a Victoria Station. La cosa incredibile e che i treni avevano una frequenza di 3 minuti l'uno dall'altro ed, a differenza della nostra metro, l'orario era già scritto sui tabelloni, ragione per cui, la precisione era d'obbligo per poter rispettare gli orari comunicati.
Arrivati a Victoria Station, ormai stanchi ed affamati, abbiamo mangiato una delle cose più buone che Londra ci poteva offrire, una buona e calda baguette da Upper Crust.
Finalmente, Marco ci è venuto a prendere, era appena tornato da una festa dove si era rimpinzato di carne alla brace e birra -  ci poteva invitare, no? - e, di corsa, abbiamo preso le linee della metro che ci avrebbero portato a casa di Marco, vicino alla fermata di Marylebone.
Uno sguardo veloce alle case ed alle strade, alle macchine che circolavano nel senso contrario rispetto a quello al quale siamo abituati noi ed alle striscie pedonali che ci invitavano a guardare prima a destra e poi a sinistra - look right, look left - , contrariamente a quanto siamo abituati noi:infatti, molti turisti sono morti perchè hanno attraversato facendosi guidare dalla forza dell'abitudine.
Le case in stile vittoriano, con le finestre pentagonali tutte a vetri ci osservavano raggiungere la casa di Marco, mentre noi, affranti con valigia al seguito, che sembra più pesante quando si è in quello stato, ci accingevamo ad entrare nel cancello di 19, Farnham house harewood ave.
Marco abita in una palazzina che sembra un residence, dove è possibile raggiungere gli appartamenti soltanto tramite due ripide rampe di scale. Il pianerottolo è aperto, ci sono vasi di fiori davanti ad ogni appartamento e l'accesso è poco sicuro - la porta non è blindata - come vuole la tradizione inglese dove i ladri sono sempre i benvenuti.
Marco ci ha spiegato che a casa sua i ladri sono entrati già due volte ed una volta hanno rubato l'i-pod di una sua amica che, sfortunatamente per lei, era andata a trovarlo proprio durante quello sventurato week end!
Finalmente in casa, conosciamo il coinquilino di Marco di cui assolutamente non ricordo il nome ma che, tanto, ai fini di questa storia, non è importante perchè, questo individuo, avrebbe lasciato definitivamente casa per tornarsene in Svezia, da dove proveniva. Famoso per la sua reticenza nel fare le pulizie, la stanza che lasciava era invasa dalla sporcizia e da disordine della quale si sarebbe dovuto prendere carico il nuovo coinquilino  di Marco che sarebbe arrivato l'indomani, destando il sospetto di tutti riguardo ad una maglietta che presupponeva la sua tendenza omosessuale (maglietta dove due uomini nudi giocavano ad acchiapparella ndr).Eravamo distrutti o forse di più e non vedevamo l'ora di accamparci nella stanza di Marco, tutti insieme, divisi io ed Ilaria nello scomodo letto con il materasso ikea, ma mai scomodo come il pavimento dove dormivano Marco e Michele.
La giornata (per me durata 23 ore) ebbe finalmente termine alle 3 di notte e per un pelo non stavo declinando l'invito di svegliarmi presto l'indomani per affrontare la divertente, ma faticosa, giornata british.
21 Maggio 2011
La sveglia è suonata tranquillamente verso le 9, nessuno aveva voglia di fare ne corse e ne sbattimenti, tanto la guida era Marco che, vivendo a Londra da circa un annetto, avrebbe certamente ottimizzato  i tempi ed abbreviato le distanze, evitando tempi morti o giri troppo lunghi. La prima cosa che abbiamo visitato è stato il Regent Park, che, a detta di Marco, è uno dei parchi più belli di Londra, ed aveva ragione. Appena arrivati, siamo stati spettatori di una maratona femminile: decine, centinaia di donne vestite con accessori rosa che correvano, camminavano, portavano al seguito passeggini e rappresentavano il campione femminile di quelle donne che lottano tutti i giorni contro la quotidianeità ed i problemi relativi all'essere donna.
Diversamente dall'Italia, l'Inghilterra non osserva, non giudica una persona da cosa fa e come si veste e quindi c'è molta più libertà, ciascuno esprime liberamente il suo modo di essere con l'abbigliamento, atteggiamento molto esasperato soprattutto durante queste manifestazioni. Infatti, c'erano donne che avevano i pitoni di pelo rosa, le antennine, le ali d'angelo, le babbucce e tantissimi altri egocentrici accessori rigorosamente rosa.
Era un bel vedere guardarle, ma mai come guardare da vicinissimo gli aironi che, alla stregua dei nostri colombi, si lasciavano fotografare e si lasciavano avvicinare, specie se si aveva del cibo per loro.
Fantascici gli scogliattolini che, con i loro occhi dolci e la loro faccetta buffa, sgranocchiavano un arachide tenendolo tra le zampette e, con molta pazienza, era possibile farli salire sul proprio braccio.
Spettacolare, all'interno di Regents Park, il giardino con i roseti, era immenso e dai colori vivacissimi e non mi bastava mai goderne del profumo.
Allontanatici da Regents Park, siamo andati a prendere la metro per poter avvicinarci di più a Buckingam Palace, la prima meta importante della giornata. Per arrivare al palazzo reale bisognava di nuovo attraversare un'altro dei Queen Parks, il Green Park. Ma Buckingam Palace non ha emozionato nessuno, nemmeno Ilaria ha avuto tanta voglia di fotografare, come faceva di solito, come una perfetta turista giapponese! Però ci siamo un attimo riposati lì, cercando di capire perchè ci  fossero così tante guardie, più del solito a detta di Marco. Successivamente avremmo appreso che Obama, il presidente degli USA, sarebbe andato a portare gli omaggi alla famiglia reale e, più specificamente,a Kate e William, freschi sposini dello scorso 16 Aprile.
Finalmente si era fatta l'ora del pranzo e ci siamo fermati in un locale chiamato Serpentine Restaurant e non perchè ci fossero lì i serpenti, tanto temuti da Ilaria, ma perchè sorgeva vicino ad un corso d'acqua che tagliava da parte a parte il Green Park e da qui il nome "Serpentine".
Una bella pizza all'aglio era quella che ci voleva, peccato che il waiter avesse sbagliato l'ordinazione e ci avrebbe portato due portate errate. Non si sa di chi fosse la colpa, fatto sta che non ci badammo più di tanto poiché eravamo già belli allegri grazie al Pimp, un cocktail tipico Londinese che ricorda molto la sangria, per la varietà di frutta, ma anche di verdura, ad esempio, cetrioli, contenuta all'interno del cocktail che sapeva un pò di caramello ed un pò di gassosa. Non lo so bene di cosa sapesse, però mi piaceva, tant'è che abbiamo bissato prendendo due Jar. A fare l'ordinazione fu proprio Michele che, sicuro della frase da dire "4 pimps, please!" si sarebbe aspettato la richiesta di soldi e di essere servito con i quattro bicchieri. Purtroppo per lui il barista alla sua domanda rispose con un'altra domanda che Michele interpretò come qualcosa di impronunciabile. In realtà, l'ingenuo cammeriere si aspettava di avere di fronte un abitante del luogo (o almeno un turista un pò più esperto) che sapesse esattamente il vantaggio economico di acquistare una caraffa di pimp anzicché quattro bicchieri singoli.
Questo non fu l'unico episodio del quale Michele fu il maldestro protagonista. Ci fu l'episodio della richiesta di un'innoqua bottiglia d'acqua. Peccato che, alla domanda del bene da acquistare, gli fu risposto con un'altra tremenda domanda: "liscia o frizzante?" e cioè "still or sparkling" che suonava più o meno così: "stistparkin"?
Dopo la pausa pranzo, ci siamo diretti verso un'altra bellissima meta e cioè Portobello road, vicino il famosissimo quartiere Nothing Hill. Siamo stati fortunati perchè abbiamo trovato il mercatino!!! Manco a parlare della mia morbosità nell'avvicinarmi a qualsiasi bancarella, provocando lo scontento degli altri. Dopodicché Ci siamo fermati a prendere un caffè in un bar italiano lì vicino, purtroppo non siamo andati da Starbuck perchè Marco aveva voglia di farci assaggiare il caffè italiano, come se ne sentissimo la mancanza! A Portobello Road, siamo rimasti affascinati dal negozio di vestiti che in vetrina ha almeno alcune centinaia di macchine per cucire d'epoca.
Continua...

 
 
 

Neve neve per il nostro 2° anniversario! (parte 2°)

Post n°259 pubblicato il 29 Dicembre 2010 da allessory

I successivi due giorni del nostro WE d'amore sono stati ricchi di soddisfazioni,ma anche di cadute!

Il giorno 10 abbiamo fatto ancora lezione con Lisa, per 2 ore e, finalmente, eravamo pronti ad affrontare, da soli, la Chapelle.
Dico la verità, ogni volta, salire lassù, mi provocava molta ansia: ogni volta che affronto una pista, anche se è la stessa, mi aspetto una performance diversa e degli imprevvisti.
Infatti, sono caduta quattro volte su sei piste "Chapelle" che ho fatto, una media molto alta...

All'ora di pranzo, siamo saliti sullo chalet della Chapelle per consumare i panini che avevamo trafugato la mattina a colazione, farciti con prosciutto e formaggio.
Con quel freddo, però, non era il pranzo ideale. Ci siamo, poi, riscaldati all'interno, con un bel bomber ed un the.

Verso le 16 il sole iniziava a calare ma, comunque, decidemmo, nonostante la stanchezza, di rifare, per l'ultima volta, la Chapelle. Purtroppo, nonostante il punto più ripido lo avessi fatto in maniera magistrale (molto fluida e veloce, ma controllata), vado a scontrarmi, nel punto più facile, con una pischelletta meno pratica di me, ma io ho la peggio, facendomi un livido di 10 cm di diametro sulla coscia sinistra, che mi ha provocato la scomparsa della cellulite! (Magari).

Al ritorno in hotel, la coscia mi faceva molto male e, così, non abbiamo dormito nemmeno un secondo, ma ci siamo diretti alla prima farmacia disponibile in centro per comprare la pomata che il mio amore mi ha gentilmente spalmato. Una buona scusa per coccolarci dopo!

La sera, di nuovo gran cena in hotel (sarebbe stata l'ultima), dove ci sono stati serviti gli agnolotti alla cavour per me e burro e salvia per Michele (che non mangia salsa). Alla fine, scoprimmo che gli agnolotti alla cavour avevano dentro la panna e, così, ci siamo scambiati i piatti, come succede nei migliori film comici.

Un altra nota comica della serata, ma anche una nota piacevole, è stato lo scambio del regalo.
Io mi sono presentata al tavolo con uno scatolo quadrato con su scritto chronotech, e lui pure!
Li abbiamo messi vicino ed abbiamo iniziato a ridere: poi li abbiamo scartati e l'ilarità è cresciuta, contaggiando anche le cameriere che stavano assistendo alla scena.
Ebbene, ci siamo fatti lo stesso regalo! Un orologio chronotech a testa, ovviamente per lui da uomo e per me da donna!
La scena credo che sia piaciuta, perchè ci hanno offerto lo spumante.

Questa si chiama, come diciamo noi, metempsicosi, un neologismo coniato per noi che siamo una coppia di scemi che facciamo le stesse cretinate, sempre con amore ;)

Il giorno 11 dicembre, era l'ultimo giorno di vacanza a Bardonecchia... abbiamo ripercorso, non senza timore, la pista Chapelle più e più volte. Michele ha incontrato anche una fotografa che gli ha fatto un paio di scatti sulla neve. Quest'incontro gli è costato 26 euro perchè poi, dopo aver lasciato le piste, siamo andati a ritirare le due foto più belle all'hotel "Villaggio Olimpico".

Abbiamo salutato la montagna, a pranzo, risalendo sul panoramicissimo chalet della pista Chapelle, mangiando panini con salsiccia, cipolla e salsa, caldi fumanti, croccanti e buonissimi, perchè erano buoni davvero ma perchè eravamo già affamati.
La montagna ci ha salutato restando impressa sulle nostre foto, bella più che mai, splendida e luccicante sullo sfondo azzurro di un cielo terso ancora una volta, ancora per un giorno.

Il viaggio verso Torino, quello del ritorno, è stato malinconico, piano piano ci allontanavamo dalle montagne e le montagne si allontavavano da noi, portandosi, sui loro pendii, le traccie della nostra presenza.

 
 
 

Neve neve per il nostro 2° anniversario!

Post n°258 pubblicato il 15 Dicembre 2010 da allessory

E siamo a 2, gli anni trascorsi insieme nella buona e nella cattiva sorte e di cose insieme ne abbiamo passate tante.
La nostra storia è stata scossa da vari eventi, positivi e negativi, che hanno influenzato il nostro modo di stare insieme ed hanno contribuito a solidificare il rapporto.
Ed ora sono due e come potevamo festeggiarli questi due anni? Facendo quello che ci piace di più fare durante le lunghe, fredde e buie giornate invernali: andando a sciare.

E così che, dopo che il mio manager mi ha approvato le ferie natalizie, abbiamo organizzato in un paio di settimane un ponte lungo sulla neve che iniziava il giorno dell'immacolata e finiva il sabato successivo e cioè l'11 dicembre, il giorno del nostro anniversario.

E siamo partiti per Bardonecchia, dove abbiamo trascorso tre romanticissimi giorni con gli sci ai piedi e tre romanticissime notti nell'hotel Best Western Rivè 4 stelle, proprio ai piedi del campo Smith, uno dei tre campi facenti parte del comprensorio sciistico di Bardonecchia, Val di Susa - Torino.

Il giorno 8 dicembre, Bardonecchia ci ha accolti con la pioggierellina fitta fitta, il freddo e le nuvole. Siamo arrivati all'ora di pranzo e tra una pizzetta davanti ad un forno ed un giro per il paese in cerca di un ottico, si sono fatte le 14. Giusto in tempo per prendere lo skipass di tre giorni.

La signora dello skipass era un pò restia a farci lo skipass a partire dal giorno successivo, ci consigliava di andare il giorno successivo in modo tale da non perdere il costo di quella giornata, nel caso non si potesse accedere alle piste. Ma noi confidavamo nelle previsioni meteo che ci hanno premiato per la fiducia, regalandoci tre giorni di splendido sole, temperatura perfetta per la neve, cielo azzurro e terso come non mai.

Finiti i giri, ci siamo diretti verso l'hotel ma, prima di entrare, abbiamo deciso di scoprire i dintorni di Bardonecchia, e così siamo andati a visitare le frazioni Les Arnoulds e Melezet, che sono legate ad altrettanti campi sciistisci. La nostra visita si è limitata ad un giretto veloce tra le viuzze anguste di questi due luoghi, non ci siamo andati con gli sci ai piedi perchè non era alla nostra portata.

Dopo aver sonnecchiato un pò in hotel, ci siamo preparati per andare a fare un giro in centro ma poi, attanagliati dalla fame, siamo arrivati puntuali per la cena in hotel, verso le 19:30 ed eravamo i primi a sederci.

La prima sera abbiamo mangiato come antipasto coppa con insalata ed aceto balsamico, come primo gnocchetti in fonduta di formaggio e come secondo cosce di pollo allo yogurt. Dopo gli gnocchetti, io e Michele avevamo ancora un sacco di fame, perchè le porzioni erano da gourmet e, cioè, troppo piccole rispetto ai nostri canoni. Ma poi, con il secondo, ci siamo saziati alquanto e, comunque, la cosa spettacolare della cena era che, in aggiunta, era possibile accedere ai buffet di antipasti e di dolci. Michele, ovviamente, si è tuffato a capofitto sui dolci, dove si poteva scegliere tra diverse torte, alla frutta, al cioccolato ecc, e diverse monoporzioni di pannacotta, mousse e tiramisu.

Io ero ormai già pienissima però non potevo evitare di lasciarmi conquistare dal dolce. Ho preso una monoporzione di pannacotta ed un tortino al cioccolato però, per poter buttare giù quelle cose, avevo bisogno di qualcosa di forte e così ho optato per un amaro locale, il genepi, fatto con la pianta genepi che si trova solo tra quelle montagne.

Così satolli, non potevamo andare subito in stanza, allora abbiamo fatto un giro per l'hotel per vedere quali fossero le facilities.
L'hotel, tra le altre cose, disponeva anche di un centro benessere che si chiamava "Mi ami", al quale si poteva accedere al prezzo convenzionato di 10 euro.

Però avevamo bisogno di accappatoio e pantofole e, così, abbiamo scoperto che questi accessori di cortesia mancavano dalla nostra camera nonostante mi resi conto, con mia meraviglia, che la camera che ci avevano dato era la superior e non la classic come mi avevano detto, ed aveva il balcone. Purtroppo,visto che eravamo al 1° piano, l'affaccio non era panoramico anche se da lì si potevano comunque vedere le piste.

Successivamente, ci fu detto che l'accappatoio e le pantofole mancavano perchè durante il periodo del ponte dell'8 c'era stato il pienone e quindi erano finiti. Notizia smentitaci dalla signora che faceva le crepes proprio sotto l'hotel. Infatti, conversando con lei, avevamo scoperto che il ponte dell'8 dicembre, essendo un ponte troppo lungo, era stato sfruttato poco dai torinesi e solo qualche milanese era andato in vacanza a Bardonecchia, sfruttando la festività di S. Ambrogio della quale solo Milano gode e che cade il 7 dicembre.

Finalmente, in camera, ci siamo preparati per il giorno dopo: avevamo tutto, lo skipass e la tutta bella e pronta. Inoltre, avendo portato con me il ferro da stiro da viaggio, ho potuto stirarla ulteriormente in modo da essere impeccabile il giorno dopo.

il giorno 9 dicembre alle 7:30 eravamo già pronti per affrontare la nostra prima giornata di neve e, devo dire, nel mio caso con un pò di timore. Quello era il primo giorno di neve della stagione, io ero poco allenata ed, inoltre, avevo attraversato un periodo di mal di schiena tremendo e così temevo in una ricaduta.

Le piste di Bardonecchia sono quasi tutte rosse, tranne qualcuna che è blu ma, comunque, ancora troppo difficile per noi che abbiamo subito optato per l'insegnante. Quella mattina, essendo un giorno feriale, avevamo tutto a nostra disposizione e subito: abbiamo potuto usufruire di una convenzione con una scuola di sci che ci permetteva di prendere un'ora di lezione a 20 euro a testa e quel giorno, tra lezioni e noleggio sci+scarponi, abbiamo speso 108 Euro che si sono replicati anche il giorno successivo.

L'insegnante che ci è toccata si chiamava Lisa, una ragazza molto carina ed a modo, che ci ha saputo dare ottimi consigli e spunti di apprendimento. Dopo averci fatto un attimo scaldare sulle piste baby, ha deciso di portarci sulla pista blu più papabile: la 2 (Chapelle), chiamata così perchè a metà pista si può scorgere, sullo splendido sfondo innevato di Les Arnoulds (una frazione di Bardonecchia), una piccola cappella abbandonata.

La pista era abbastanza difficile, in particolare in un punto, dove io sono rovinosamente caduta e quindi che non ho potuto comprendere molto bene. Per il resto era abbastanza pianeggiante e ci ha permesso di allenarci nelle curve, stavolta combinando il movimento a spazzaneve con quello con gli sci dritti.

Quel giorno, però, dopo le due ore di lezione con Lisa, abbiamo deciso soltanto di allenarci sulle piste baby e di non riprovare da soli quella pista. Alle 14:30 la nostra giornata sulle piste era già finita e, visto che la giornata era veramente splendida, con un sole smagliante che si specchiava nei cristalli di neve, allora abbiamo optato per un'escursione tra le alpi franco/italiane, alla scoperta di incantevoli perle dell'arco alpino.

Ci siamo diretti verso l'autostrada Torino-Bardonecchia e siamo usciti all'uscita per Sestriere, prendendo però, la direzione Cesano. Sestriere non ci era stata consigliata dalla signora delle crepes perchè era brutta secondo il suo parere. Al contrario, ci aveva consigliato quel percorso fino ad arrivare in Francia, passando per Monginevre, fino a Briancon, dove lì avremmo potuto visitare la fortezza che racchiudeva il particolare centro storico del paese. Il centro storico consisteva semplicemente in una stradina costeggiata, ad entrambi i lati, da negozietti tipici. al centro scorreva un canale d'acqua alimentato da due fontane, una all'inizio della stradina e l'altra a metà, che rifletteva i colorati riflessi dell'acqua sulle pareti, iscenando uno spettacolo veramente suggestivo, che si andava a mescolare con i riflessi delle luci natalizie e del crepuscolo che stava per lasciare spazio alla notte accompagnata da uno spicchio di luna.

Il paesaggio, anche lungo la strada, era suggestivo, le montagne, rigogliose di boschi di pini, abeti ed aceri imbiancati ci giravano intorno, a volte si avvicinavano, altre si allontanavano, si abbassavano, si alzavano e si racchiudevano intorno a noi, a volte si aprivano e ci lasciavano intravvedere il loro cuore fatto  di casette innevate, lastre di ghiaccio e campi ricoperti di neve.

A volte, sulle pareti delle montagne, si potevano intravvedere delle rocce rosse, ma non abbiamo ancora capito il perchè di questo fenomeno.

Ci siamo fermati più volte per farci le foto con il paesaggio ma, spesso, non era possibile, perchè sul ciglio della strada erano accumulati metri e metri di neve che ci impedivano di stare vicini al parapetto e poi, faceva un freddo!

A volte, Michele si fissava che doveva fare un autoscatto e così mi chiedeva di stare nella stessa posizione per parecchi minuti per capire dove posizionare meglio la macchina fotografica ed io intanto, che magari ero scesa senza cappotto, ero sempre più intirizzita dal freddo.

Alla fine del giro per Briancon erano già le 18 e Michele aveva premura di rientrare perchè temeva che la strada si potesse gelare ed io lo prendevo in giro perchè non è possibile che una strada si geli nell'arco di un'oretta, come se il gelo aspettasse lui che passasse per far sbucare dal terreno delle stallagmiti.

Al rientro era già buio, evidentemente al nord le giornate sono leggermente più corte e comunque, intorno alle 18/18:30 c'erano già le stelle.

La giornata è stata così magnifica che non avrei potuto chiedere di più ed, invece, a coronare un giorno magico come quello, c'è stata la visione di un cerbiatto che, per pochissimo non stavamo prendendo sotto, e che ho potuto ammirare il tempo sufficiente da guardarlo negli occhi anche se non ho potuto fare una foto. Inoltre ho visto una stella cadere, alla quale non ho potuto chiedere un desiderio da realizzare perchè, attualmente, mi sento soddisfatta della mia vita e di quello che mi è stato concesso.

 
 
 

Dichiarazione di Voto di Antonio Di Pietro

Post n°257 pubblicato il 01 Ottobre 2010 da allessory

Oggi, a bocce ferme, ripensando alla dichiarazione di voto di Di Pietro, sono arrivata ad alcune conclusioni.

Berlusconi ha ottenuto la maggioranza sia alla Camera che al Senato, è fiero più che mai di questi risultati e continua a ribadire che non sono stati frutto dell'appoggio dei finiani, ma solo frutto dei numeri che vanta di avere.

Il suo programma (i suoi 5 punti) saranno tendenzialmente appoggiati dai finiani, anche se loro si riuniranno il prossimo martedì per ufficializzare la formazione del nuovo partito e promettono il loro intervento per spezzare la maggioranza, al primo passo falso di Berlusconi.

Morale della favola: la destra continuerà a governare ed aleggiano nell'aria, come esternazioni di odio e rancore, le parole di Di Pietro, che sono state etichettate come "il discorso peggiore nella storia del Parlamento Italiano" "paragonabili al discorso di Matteoli nei confronti del Duce, con l'augurio che Di Pietro possa fare la stessa fine", "fomentanti le estreme sinistre e di comunisti" "a causa delle sue parole, c'è stato l'attentato contro Belpietro".

Insomma, Di Pietro aveva tutte le ragioni del mondo, ma ha sbagliato nell'approccio. Un leader di un partito politico con idee importanti come IDV, con tutte le carte in regola per cambiare questo paese ma con la necessità di farsi conoscere in maniera positiva dalla popolazione per incrementare i consensi, non doveva bruciarsi così. A nessuno piacciono gli eccessi e l'occasione di farsi sentire alla Camera in quel contesto doveva giocarsela in modo molto diplomatico.

Un solo concetto: perfino Bersani, troppo moderato e "cacariello" per contrapporre Berlusconi, ha fatto un discorso più convincente, più giusto, migliore ed efficace di Di Pietro che, sappiamo, dal punto di vista dei fatti, sarebbe un'alternativa migliore :(

 

 
 
 
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