Creato da SATANA_ANATAS il 23/12/2006

SATANA

Meglio sovrani all'inferno che servi in paradiso.

 

 

Post N° 37

Post n°37 pubblicato il 09 Gennaio 2007 da SATANA_ANATAS
 

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VAMPIRI 2° Parte.

BAITAL
E' una razza vampira indiana di individui mezzi umani mezzi pipistrelli alti un metro e mezzo.


BAJANG
E' un vampiro della Malesia, considerato maschile, che si presenta come un gatto e di norma assale i bambini.
Il Bajang può essere ridotto in schiavitù e trasformato in un demone servitore, ed è spesso tramandato da una generazione all'altra all'interno di una famiglia.
E' rinchiuso in un tabong (un vaso di bambù) protetto da vari incantesimi.
Quando è imprigionato, viene nutrito con uova e si rivolterà al suo padrone se non provvisto a sufficienza di cibo.
Il padrone di tale demone può liberarlo per scagliarlo contro un nemico, che generalmente muore di lì a poco di un male misterioso.
Secondo le tradizioni, il Bajang proviene dal corpo di un bambino nato morto.


BAOBHAM SITH
E' una malvagia fata scozzese; appare come una bellissima giovane donna che danza con gli uomini per poi ucciderli e cibarsi di loro.
Può essere uccisa con acciaio freddo.


BEBARLANGS
Tribù delle Filippine i cui membri praticano una sorta di vampirismo psichico.
Costoro rilasciano dei corpi astrali che si nutrono della forza e della vitalità degli individui.


BHUTA
Un vampiro dell'India, che di norma viene generato in seguito alla morte violenta di una persona.
I Bhuta vivono nei cimiteri o in luoghi scuri e desolati, e si nutrono di escrementi (!!!) e di interiora.


BLAUTSAUGER
Come indica il nome, si tratta di un succhiasangue, ma il suo corpo é coperto di peli ed é privo di ossa.
Per far trasformare la gente come lui, costringe a mangiare un poco della terra della sua bara.


BRAHMAPARUSH
Un altro vampiro indiano.
Questa creatura beve il sangue della vittima attraverso il suo teschio, estrae il cervello per cibarsene ed infine gli strappa via l'intestino per avvolgerselo intorno al corpo per praticare una danza rituale.


BRUCOLAK, BRUCOLACO
Vampiro originario della Grecia.
Come aspetto non presenta particolari caratteristiche. Il Brucolaco è in genere il figlio di uno scomunicato, o a volte, addirittura lo scomunicato stesso. Per uccidere il Brucolàco bisogna sorprenderlo di giorno nella sua tomba, tagliandogli la testa, che verrà poi subito bruciata su di un rogo di legna, di cui le ceneri saranno disperse al vento.


BRUXSA
Un vampiro di sesso femminile proveniente dal Portogallo, normalmente trasformato nella forma vampirica dalla stregoneria.
E' solita lasciare la sua casa sotto la forma di un uccello e la sua attività più frequente è quella di tormentare i viaggiatori stanchi e smarriti.
Si dice che essa appaia sotto la forma di una bellissima ragazza e conduca una normale vita da essere umano durante il giorno, crescendo i bambini che generalmente diventano la sua regolare fonte di cibo.

 
 
 

Post N° 36

Post n°36 pubblicato il 08 Gennaio 2007 da SATANA_ANATAS
 

 

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I vampiri non esistono? sono solo figure fantastiche? Ciò potrebbe essere vero: i vampiri potrebbero essere solo figure generate dalla superstizione e dalla credulità popolare ma il mito, la leggenda dei vampiri è una costante di quasi tutte le civiltà in ogni epoca, diffusa ben prima che molti popoli fossero contagiati dal mito europeo di Dracula. Questa figura maestosa, "il vampiro" per antonomasia, ha ridimensionato le articolazioni e le salienze mitiche locali contribuendo a dissolvere figure di vampiri popolari e tradizionali.
Qui di seguito vi presento alcuni nomi, con descrizioni, dei vari tipi di vampiri nel mondo, affinché il retaggio della tradizione non venga obnubilato, irrimediabilmente, dalle nuove figure letterarie di vampiri.

ADACHIGAHARA
spirito cannibale delle leggende giapponesi. Per salvare il principe, colto da una gravissima malattia che soltanto il sangue dei bimbi poteva guarire, ne uccise parecchi per lui.


ADZE
Si tratta di uno spirito vampiro presente nella magia tribale degli Ewe, popolo africano abitante nel sud-est del Ghana e nel sud del Togo.
L'Adze si aggira sotto forma di mosca ma, se catturato, si trasforma in umano. Beve sangue, olio di palma e latte di cocco ed uccide i bambini, soprattutto quelli di bell'aspetto.


ALGUL
E' un vampiro arabo, il cui nome significa 'sanguisuga'.
Questo genere di vampiro è tradizionalmente un demone femminile che si nutre di sangue di bambini e vive nei cimiteri.


ALP
Spirito vampiro tedesco associato con l'Incubus che di norma tormenta le notti ed i sogni delle donne; la manifestazione fisica di queste creature può essere assai pericolosa.
L'Alp è considerato maschio, a volte è considerato come lo spirito di un parente morto di recente, ma, più di frequente, è un demone reale.
Durante il medioevo, l'Alp era visto apparire sotto forma di gatto, maiale, uccello o altri animali, ed in tutte le sue manifestazioni portava un cappello.
Questo spirito può quindi volare come un uccello, galoppare come un cavallo ed è dotato di un atteggiamento valoroso, che lo porta raramente ad uccidere.
L'Alp succhia sangue dai capezzoli degli uomini e dei bambini, ma preferisce il latte delle donne.
Penetra nelle case sotto forma di farfalla dalle serrature e si siede sul petto dei dormienti.
Essendo coinvolto nelle paure della mente e del sonno, l'Alp è virtualmente impossibile da uccidere.


ARTEMISIA
Secondo le più antiche leggende toscane l'Artemisia non era soltanto una strega ma un vampiro, che succhiava il sangue dai morti nelle tombe.


ASANBOSAM
Vampiro africano, conosciuto presso gli Ashanti del sud del Ghana e dalle popolazioni nelle aree della Costa d'Avorio e del Togo.
L'Asanbosam risiede nelle foreste, dove spesso viene incontrato dai cacciatori.
Generalmente ha aspetto umano, ma con due eccezioni: ha denti d'acciaio ed ha uncini al posto dei piedi. Morde le sue vittime sul pollice.


ASURA
La tradizione indiana dà a questi esseri il nome di Asura, corrispondenti in qualche modo ai Titani della mitologia greca.
Gli asura, tengono ancora bene in pugno l’umanità, altrimenti non sarebbero possibili nel mondo così tante discordie, guerre, incomprensioni, odii, violenze, tragedie.
Spiriti che possono impossessarsi di corpi umani traendo poi energia sia come psi-vampires sia come vampiri reali


ASWANG
Vampiro delle Filippine, durante il giorno si presenta come una bellissima donna e come uno spaventoso demone volante di notte con una lingua retrattile più lunga di tre metri.
L'Aswang può perciò vivere una vita normale durante le ore diurne, ma di notte viene guidato nelle case delle vittime da stormi di uccelli notturni. Il suo nutrimento è sempre il sangue, e di norma preferisce i bambini; la creatura è riconoscibile dall'aspetto gonfio che assume dopo essersi nutrita, facendola sembrare incinta.
Si dice che se l'Aswang sfiora l'ombra di qualcuno, questi morirà entro breve.


AZETO
Nelle credenze voodoo di Haiti, è un malvagio Loa (spirito dei morti) vampiro sia maschile che femminile.


 
 
 

Post N° 35

Post n°35 pubblicato il 07 Gennaio 2007 da SATANA_ANATAS
 

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Questa vicenda è un'altra testimonianza della ferocia e dell'assurdità con cui venivano svolti i processi alle presunte streghe durante l'inquisizione. La donna in questione è Adrienne d'Heur di circa sessant'anni. Vedova, ella si mantiene grazie ad un piccolo commercio, ma la scintilla che fà nascere il tutto è la sua vita sessuale ritenuta anticonvenzionale. Alcuni parenti avevano già avuto problemi con sospetti di stregoneria, ma solo lei fu accusata di tale "crimine".
Il 10 Agosto 1646 fu incarcerata. Il processo cominciò 4 giorni dopo l'incarcerazione, 32 testimoni si presentarono contro di lei. Il giudice che presiedeva a questo processo cominciò con le domande, la donna si districò abilmente per 3 giorni rispondendo in modo adeguato alle domande che le venivano fatte. Il quarto giorno le dissero che se continuava a sostenere la sua innocenza sarebbero passati alle torture, ma lei il giorno dopo rimase ferma sulla sua convinzione. Nei giorni a seguire viene messa a confronto con alcuni testimoni e il giudice la esorta a confessare una serie di delitti come l'improvvisa morte di un bambino che aveva ricevuto dalle sue mani un pezzetto di pane, la fulminea cecità di un uomo, di una donna e di un bambino, l'esaurimento del latte di una mucca, le galline di un pollaio che per un giorno non deposero uova, la morte di un cavallo, il tentativo di un sequestro di un bambino, di introdursi di notte in alcune case, attraverso le porte sprangate, e di fare un baccano infernale, apparire ad alcune persone minacciandole e infine assumere le sembianze di un gatto. L'accusata nega il tutto e non dichiara la sua colpevolezza. Il 31 agosto gli inquisitori iniziano la prova con l'ago d'argento per cercare il punto con il marchio di Satana, quel piccolo punto nel corpo dove non si sente dolore. Circa in mezzo alla schiena, un pò più in basso delle spalle, gli inquisitori trovarono un punto dove la donna non manifestò alcun dolore, e dove non uscì una sola goccia di sangue. Nonostante la donna negò che quello era il marchio del Diavolo, venne ugualmente torturata fino a che esausta dichiarò di essere un strega e di essere colpevole di tutto ciò di cui l'avevano stata accusata. Dopo essere stata condannata, la donna fu bruciata l'11 settembre 1646.

 
 
 

Figli di Satana

Post n°34 pubblicato il 06 Gennaio 2007 da SATANA_ANATAS
 

Nulla. Anche il nulla presuppone l’esistenza di qualcosa di ben definito, la non esistenza. Non è quello che segue
la morte. Il nulla post morte non esiste.
Prima sì, aveva sentito la vita dissolversi dalle sue labbra, dal suo corpo, aveva apprezzato un leggero senso di formicolio, parestesie in tutto il corpo, nei propri arti e tremolio attorno alla bocca, la stessa sensazione che si provava a togliere la vita e regalare l’eterna felicità alle proprie vittime. Darkus, il carnefice, l’Angelo Nero. Aveva sempre donato il Sonno Eterno, con le lacrime di sangue agli occhi, conscio di poter dare la pace alle sue vittime, uomini come lui, destinati, chissà perché, a soffrire tutti i giorni della loro presenza.
Questa volta era diverso. L’ambiente era stato per un attimo diverso rispetto alla realtà creata dal suo più grande nemico, il dio dei cristiani. Per un attimo gli era sembrato di stare in mezzo ad un giardino di rose rosse, nel crepuscolo, con uno strato di nebbia che cercava di avvolgere con un filo di umidità i timidi petali vellutati. Petali che non erano altro che il sangue delle persone morte di propria volontà, che hanno avuto il coraggio di mettere una fine nel disegno del dio biblico.
Ma non era così. Darkus era alla riva del fiume, all’inizio del crepuscolo, il fiume che sorgeva dalla caverna di un monte senza nome, un monte dove non era mai cresciuto niente, dove solo gli animali si recavano di rado per strane cerimonie di silenzio e contemplazione del nascere del sole e della fine del buio. La nascita di un altro giorno, accolto con ululati di disperazione e di rassegnazione. Darkus era lì, affianco al fiume nero quando con la sua stessa mano si era tagliato la carotide, sia la destra che la sinistra. Era lì quando con fermezza e fede aveva piantato le sue stesse dita nella propria gola. Era lì quando aveva visto il fiotto del suo sangue, bellissimo e rosso porpora, uscire e versarsi sulla terra.
E tutto si era fermato. Il fiume aveva smesso di scorrere, i pesci avevano smesso di nuotare, le volpi ed i lupi si erano fermati a contemplare Darkus, il Vampiro, l’Angelo Nero, il Figlio Prediletto di Satana, del Dio Uomo, del Dio degli Uomini, che si toglieva la vita, che si regalava la Morte e si donava alla Morte.
Non era stato il primo, almeno di quello che ne sapeva. Prima di lui aveva scelto lo stesso percorso la sua amica di sempre, la Donna Vampiro che si è preso cura di lui dopo che l’aveva trasformato in un Immortale Dispensatore di Morte, di Pace, di Sonno Eterno.
Nadia. L’aveva cercato lei quando il giovane Saverio si disperava davanti alla volontà del dio dei cristiani di continuare ad insistere a fare soffrire il mondo e gli uomini promettendo la salvezza ed il paradiso. Quando si disperava e non capiva come era possibile che il padre degli uomini, così tutti chiamavano questa divinità, fosse misericordioso e nello stesso tempo creare il paradiso, luogo per i puri di anima, e l’inferno, luogo di eterna dannazione, per quelle anime che hanno seguito la propria volontà ed il proprio istinto. E l’aveva trovato quando Saverio aveva deciso che il suo Dio non poteva essere che Satana, l’Angelo Caduto che per primo si ribellò al creatore, il primo che scelse di disobbedire e di cercare di vivere seguendo la propria volontà per scoprire il Mistero, il perché esiste tutto, se veramente esiste qualcosa.
Nadia lo aveva trasformato in Immortale offrendogli a dono il proprio sangue. Saverio bevve avidamente, con fede e speranza di trovare la fine. Trovò solo l’inizio. L’inizio della percezione, l’inizio di tutte le domande e di tutte le risposte. Nadia gli insegnò tutto quello che gli poteva servire per sopravvivere, gli insegnò come uccidere per nutrirsi e per donare la Morte alle proprie vittime, senza che loro provassero orrore o angoscia, ma solo riconoscenza. E gli diede il nome DARKUS, l’Angelo Nero. Darkus imparò a perdere la speranza, ad aspettare il sorgere del buio per uscire dalla sua tomba, un luogo inospitale nel cimitero di Torino. Un angolo dimenticato da tutti, laddove il custode usava buttare tutti i rifiuti della sua dimora, rifiuti organici e cadaveri di persone che nessuno ricercava, senza casa e senza identità. Persone che lui si divertiva a squartare dopo averle attirate nella sua casa con la promessa di un bicchiere di vino squallido e di pane raffermo. Lì dove Darkus bruciò il cadavere di questo essere che provocava la morte orrenda alle sue vittime.
Nadia gli insegnò tutto. La via per la Verità, la via per la Salvezza. Viaggiarono in continuazione, videro il buio in tutti i continenti, conobbero la disperazione degli uomini e percepirono le sensazioni di tutti, in tutte le lingue ed in tutte le sfumature. E questa disperazione era in maniera comune presente in tutto il mondo. Uccisero insieme, si alimentarono sempre con la stessa intensità ed invocavano Satana in tutti i momenti di difficoltà e di dubbi. Diventarono famosi in tutta la terra per la loro serenità e determinazione, tutti i disperati e stanchi di esistere avevano pregato almeno una notte in vita loro per avere un incontro risolutivo con Nadia e Darkus. Erano inseparabili. Niente poteva turbare la loro esistenza. Niente tranne il nulla. Nadia diventava sempre più solitaria, più distratta. Darkus era preoccupato per la sua fedele compagna, per sua Madre, Sorella ed Amante. Preoccupato ma anche conscio che Nadia non poteva sbagliare, non poteva non avere motivi di essere così strana e diversa. Nadia nascondeva qualcosa, e lo aveva nascosto fino a quando non baciò in bocca il suo amato, dicendogli che era giunta l’ora della Rivoluzione Frontale, dello scontro totale con dio. Ed in un crepuscolo, affianco ad un fiume si tolse la vita. Si suicidò davanti allo sguardo impassibile e pietrificato di Darkus. E lo fece con determinazione ed un sorriso enigmatico stampato alle labbra.
Dolore. Orrore. Tristezza. Angoscia. Sentimenti che aveva dimenticato ma che tornarono prontamente nella mente di Darkus. Invocò Satana che prontamente accorse in aiuto al suo Prediletto. Satana guardò negli occhi e con gli occhi pieni di riconoscenza il corpo inanimato di Nadia, bellissimo nel suo pallore ed immobilità, nella sua fine dell’esistenza. E poi rivolse il suo sguardo all’Angelo Nero. – Non disperare figlio mio, Nadia ha trovato la soluzione, ha affrontato il disegno di dio ed ha avuto la sua vittoria, la sua rivincita-. La fede di Darkus era incrollabile e resistette alla scomparsa della sua compagna, e si promise di fare l’impossibile per vendicare anche lui il genere umano, per affrontare e sconfiggere il creatore adorato dai cristiani. Ma non riusciva a capire il senso, non riusciva ad intravedere una soluzione, neppure un singolo indizio.
Dopo un lungo periodo decise di tornare a Torino. Si rifugiò in un monastero di monache di clausura, sopra la città. Da lì partiva tutte le notti per le sue escursioni a scopo liberatorio in tutta la città, continuando ad osservare le cose del mondo e le persone. Ma era stanco di aspettare e di cercare. Era stanco di fare sempre le stesse cose, era stanco delle persone e della loro tristezza, era stanco della vita, ma non riusciva a capire il vero senso della morte. Perché un senso doveva esserci. Sapeva che c’era, altrimenti Nadia non si sarebbe estinta. Continuò ad essere stanco fino ad una notte di dicembre, la notte del 25, natali del figlio di dio, Emanuele il Nazzareno. Era a caccia di anime. Camminava con il passo leggero canticchiando un motivo scuro e infernale, copiato da Nadia da una vecchia canzone di un Mortale che scelse la Fine, Ian Curtis. E la vide. Maria. Una donna piccola, splendida, enigmatica, una donna che aveva tutte le risposte ma non lo sapeva. Una donna di uno sguardo travolgente, occhi color miele, capelli rossi come il desiderio e la passione. Maria, una donna con il nome più innocente del mondo, uno scherzo di dio. Guardava fuori dalla finestra del suo appartamento quando Darkus si fermò e la fissò, senza cercare di nascondersi. Maria lo vide, lo fissò intensamente e si innamorò perdutamente dell’uomo più affascinante, strepitoso e misterioso che avesse mai incontrato. Darkus volò senza indugio da lei e la baciò sulla bocca con tutta la passione che aveva nella sua anima. Rimasero a fissarsi per tutta la notte senza sprecare una parola, senza rincorrere all’inganno della necessità di utilizzare un ammasso di lettere, offerte da dio agli uomini per sminuire la loro intelligenza ed il loro potenziale di capire il vero senso della vita e della morte, il vero senso dell’esistenza e delle non esistenza. Trovarono una nell’altra, tutto quello che cercavano, la momentanea felicità e tristezza nello stesso istante, il desiderio e la passione. Si sono amati intensamente per tutta la notte e Maria offrì sicuro rifugio dai raggi del sole al suo amato.
Vissero insieme per molte lune, si sono amati tutte le volte che lo desideravano, sempre senza parlare e sempre con maggiore intensità e volontà. Maria era sempre più affascinata dall’Angelo Nero, aveva sentito parlare di lui negli anni precedenti e lo aveva immaginato esattamente così come era: normale, pallido, combattente. Desiderava seguirlo, diventare come lui, poter stare con lui tutti i momenti della notte e non lasciarlo di giorno, non poteva vivere sapendo che era vulnerabile, sia dai fedeli di dio che dai raggi del sole. Ed una notte lo seguì, di nascosto, avendo imparato da lui come muoversi senza farsi vedere e sentire. Non farsi vedere e sentire dai mortali, non dagli Immortali Adoratori di Satana. Darkus la lasciò fare, lasciò che lo seguisse e si divertì a farle perdere le sue tracce per poi farsi trovare esattamente dove lei con disperazione e paura rivolgeva lo sguardo.
Lupi. Un branco di lupi dalle sembianze umane, Lupi Mannari, la travolse con una furia incredibile. Esseri abominevoli, assassini puri, mostri che odiavano tutti e tutto e che uccidevano non solo per nutrirsi ma anche per paura, per gelosia e desiderio di una vita totalmente umana. Ibridi tra l’uomo ed il lupo, un’offesa all’animale del bosco, il lupo, che da sempre ha rappresentato l’indipendenza, la timidezza ed il coraggio. Un branco che cercava di portare via Maria, l’anima di Darkus. Ma lui non poteva permetterlo, non poteva lasciare che la donna dei suoi desideri venisse trasformata in cibo e gioco per un branco di Lupi Mannari. Corse veloce e feroce come il vento, travolse il branco. Uccise senza pietà il capo branco, Marius, e tutti quelli che hanno cercato di capire chi li aveva aggrediti e perché. Morirono tutti, sempre comunque senza orrore ed angoscia, l’Angelo Nero aveva imparato ad essere misericordioso con tutti, compresi i suoi nemici. Sapeva che tutte le azioni, anche le più impressionanti e abominevoli dovevano avere un senso e permettere alla vittima, qualsiasi vittima, di liberarsi e passare ad un mondo possibilmente migliore. Maria era stata purtroppo ferita, stuprata nella sua natura ed anima, contaminata dalla saliva di Marius e poi trasformata, una trasformazione immediata e repentina, anche lei in un Lupo Mannaro. Guardò Darkus con disperazione, tristezza e rassegnazione. Decise di parlare non perché voleva esprimere qualcosa di diverso con le parole, che con lo sguardo. Lo fece solo per offendere dio, per fargli vedere che il loro amore ed il loro desiderio era stato irrimediabilmente distrutto dalla volontà di vendetta e di gelosia del creatore dei cristiani verso tutto quello che può fare felice due persone, due essere viventi. E insieme promisero vendetta, espressero il loro odio con una voce che fece tremare la terra e fece sperare di una vittoria finale tutti i disperati, speranza dell’inizio della fine. Cambiò il suo nome in Letizia.
Paura. Angoscia. Letizia non capiva. Cosa era tutto questo? Non erano le sue memorie, almeno non tutto ciò che visse con la mente. Perché aveva davanti a sé tutto questo, perché aveva vissuto un’altra volta la sua storia con Darkus, ma dal punto di vista di un altro? Perché tutto questo era così reale? Chi era questo essere a terra, questo essere morto che emanava questo profumo etereo, che non gli aveva potuto resistere e di cui si stava cibando? Lo fissò. Con orrore scoprì che stava divorando il corpo dell’unico uomo o presunto tale che avesse mai amato, dell’Angelo Nero, del Carnefice, del Figlio Prediletto di Satana, Darkus.
Non capiva, non riusciva a farsene una ragione. Erano passati anni di solitudine e ricordi della vita passata con Darkus, anni di depressione trasformata in furia omicida. Letizia non aveva mai fondato un branco, aveva vissuto e cacciato da sola, come pochi lupi erano in grado di fare. In quel momento si sentì una bestia, chi altro avrebbe potuto cibarsi del cadavere della persona che più di ogni altro aveva amato per tutta la sua vita? Ma non era così semplice. Conosceva bene Darkus, non poteva credere che una così simile poteva succedere senza motivo, senza una giustificazione. Credeva a Satana, una fede incrollabile che le aveva trasmesso il suo amato e non poteva accettare l’idea che il suo Dio potesse riservarle una simile beffa. Riguardò con attenzione Darkus, e vide un sorriso impercettibile, prima non presente, un sorriso enigmatico accerchiato da una riga di sangue porpora profumatissimo che faceva crescere la curiosità e la fame di Letizia. Si chinò, con intensità immensa e infinito amore leccò il sangue di Darkus, sangue dal sapore indescrivibile, corposo ed infinitamente saturo di amore.
Davanti a sé vide l’Angelo Nero, la sua presenza discreta che accompagnava Letizia tutti i giorni nel suo territorio di caccia; una presenza continua, assillante. E capì che la sensazione di essere seguita che provava tutte le volte che si muoveva di notte nel suo vasto territorio, non era altro che il suo Amore. Vegliò su di lei, non la perse mai di vista ed era pronto in qualsiasi momento a rincorrere a suo aiuto in caso di necessità. Ma Letizia non aveva mai avuto bisogno di aiuto. Il desiderio di vendicare la fine del suo amore e della sua felicità, la speranza di trovarsi davanti al dio dei cristiani per sfidarlo e cercare di sconfiggerlo la resero sempre più forte, indipendente e combattente. Sopravvisse al suo dolore, alla sua disperazione per fare che cosa, mangiare il corpo del suo amante e congiungersi definitivamente con lui? No, non poteva accettarlo. Davanti a sé, quando assaporò l’ultima goccia del sangue di Darkus, capì che tutto questo era stato voluto dall’Angelo Nero. Lo vide davanti a sé fissarla con adorazione. – Maria, la soluzione c’è, è semplice e definitiva, orgogliosa e pura, nera e dolce. Ti ho amato come niente al mondo, i miei pensieri nascevano e morivano attorno al tuo nome, al tuo odore, al sapore delle tue labbra. Ti ho desiderato guardandoti da lontano e immaginando il contatto con la tua pelle morbida e liscia, il tuo odore ed il sapore dolce della tua bocca. Ricordi che hanno riempito di tristezza e rassegnazione la mia eternità. E nostro Padre mi venne di aiuto e mi aiutò, come io aiutai lui a capire ed a scoprire il Segreto di dio, del nostro odiato nemico-.

Un urlo tremendo, proveniente dalle viscere di un anima dannatamente nera e disperata uscì dalla gola di Letizia. Nessuno l’aveva mai chiamata con il suo nome, Maria. Nessuno. Mai.
-Padre, Satana, Lucifero, Anima Infinita, Presenza Dolce, Compagno Misericordioso, Lacrima degli occhi dei disperati, vieni a vedere il mio dolore, viene a vedere il mio pianto, vieni ed ingigantisci la mia rabbia, vieni a vedermi soffrire come soffre un bambino ferito ed offeso, vieni e prendimi e butta definitivamente la mia anima nelle viscere dell’Inferno, non posso più sopportare, non posso più continuare ad esistere, non posso, non posso, non posso, non voglio. Dio dei cristiani, essere misero ed abominevole, sorgente di ogni perfidia, di ogni rancore. Cagna rabbiosa, essere odiato. Nasconditi, fuggi, sparisci, non farti trovare davanti ai miei artigli, alle mie fauci, non perderò il tempo a divorarti, a distruggerti. Morirò cercando di ucciderti. Scoprirò il tuo segreto-.
Il fiume non riprese a scorrere, gli animali rimasero fermi a guardare e la rabbia cresceva a dismisura nei cuori e menti di tutti gli esseri del mondo. Urla tremende, cariche di odio venivano emesse ed indirizzate contro il cielo, urla promettenti battaglia, battaglia e morte, volontà della fine. Darkus era morto, sparito, e nessuno capiva il senso.
Satana arrivò. Piccolo, gobbo, stanco, con gli occhi pieni di fuoco e passione, pieni di speranza e compassione. Con paura alzò lo sguardo verso Letizia. Paura, comprensione, ferito anche lui della perdita del suo Figlio Prodigo. Nessuno regalò mai la Liberazione, la Morte, il Sonno Eterno con intensità tale, come aveva fatto l’Angelo Nero. Nessuno. Ma perché, perché? Il tempo cessò di scorrere per tutto il periodo che il Padre e la Figlia si guardarono. Perché. Segreto. Mistero. Paradiso. Inferno. Vita. Morte. Vita. Mondo. Terra. Morte. Segreto. Mistero. Paradiso. Inferno. Morte. Nascita. Liberazione. Religione. Dio. Perché. Darkus. Nadia. Satana. Perché. Mistero. Mistero. Segreto. Mistero.
-Sì, e così figlia mia, è così, Letizia, amata compagna di mio figlio. Bacio la terra dove cammini, piango per il tuo dolore e mi inchino davanti al amore che hai cercato di offrire all’Angelo Nero. Hai capito tutto quello che c’era da capire, perché lo sapevi già. Sei riuscita a scorgere nella mente e nei sentimenti di Darkus, sei riuscita ad assaporare la sua volontà. Ti ha amato come nessuno ed ha voluto offrirti la sua conoscenza, la via per riscoprire tutto ciò che dalla tua nascita sapevi. Siamo già all’Inferno, piccola mia, questa non è la vita prima della Morte. Tutti noi abbiamo già vissuto e siamo stati già giudicati davanti alla “sacra” famiglia, davanti a dio, a suo figlio, Emanuele, e davanti al loro spirito. E siamo già stati giudicati immondi, indegni di trovare posto e pace affianco al creatore di tutti noi. Immondi perché abbiamo scoperto l’istinto, perché abbiamo voluto provare ed assaporate il proibito, il nuovo, il diverso. Perché abbiamo cercato di soddisfare le nostre necessità, perché abbiamo provato amore e desiderio per i nostri amati, simili, e persone diverse dai predestinati, da dio o dai nostri mariti e mogli. Perché abbiamo avuto il coraggio di non essere sempre riconoscenti delle briciole di felicità regalata dalla quotidianità. Perché abbiamo avuto dei desideri. E perché abbiamo cercato di soddisfarli, con ostentazione e audacia ed arroganza. Perché abbiamo scelto la possibilità di poter scegliere. E lui ha creato per noi questo posto, l’Inferno. Abbiamo imparato a viverci, abbiamo imparato a soffrire. Qualcuno ha dimenticato ed ha cercato di richiedere il suo perdono. E’ tornato ad adorarlo ed a sperare ad una seconda occasione. E lui lo ha permesso, non perché potesse essere possibile, ma perché voleva prendersi gioco di noi, degli immondi. Ma qualcuno non ha dimenticato. Ha capito il mistero, ha capito che nessun morto poteva morire di nuovo, nessuno poteva salvarsi. Era tutto destinato ad un ciclo perpetuo. Ma il ciclo si è spezzato con la creazione dei Vampiri, con la creazione conscia e volontaria di Uomini Superiori, Fedeli Felici Combattenti al mio fianco, capaci di porre fine all’esistenza con l’eliminazione della linfa divina, del sangue. Il sangue non è altro che la sostanza di dio, la natura di dio. Una volta sottratta al corpo, tutto cessa di esistere. Lo scopo è quello di eliminare tutti noi, per togliere la ragione dell’esistenza dell’Inferno, per togliere il senso del giudizio divino. La Morte provocata da un Vampiro è la Liberazione. Il Suicidio è l’offesa personale a dio, ed è anche l’offensiva definitiva contro il disegno divino. Togliersi la vita è un atto inconcepibile per dio, è la negazione del destino e dell’esistenza, è il rifiuto del possesso, dell’avere, la liberazione del corpo e dell’anima umana di tutte la caratteristiche divine. Solo così si potrà avere una rivincita, solo così si potrà porre fine a questo gioco perverso. Questo è il segreto di dio. Questa è la realtà, questa è la Soluzione. E’ solo così che si può sconfiggere dio. Questa è la Via, la Via degli Eletti-.
E Letizia si tolse la vita. Un altro passo si fece verso la vittoria finale.

 
 
 

Post N° 32

Post n°32 pubblicato il 05 Gennaio 2007 da SATANA_ANATAS
 
Foto di SATANA_ANATAS

Un'oscura, antica leggenda che circola tra gli abitanti della Pennsylvania nella parte contro-meridionale dello stato parla del Popolo del Fuoco.
Questi esseri magici cercano rifugio nei focolari, nelle fucine dei fabbri, nei tronchi riarsi ai margini dei giardini: in ogni luogo che ospiti tizzoni ardenti e fiamme vive.
E' d'uso lasciare loro dei dono davanti al focolare: pezzi di carne arrostita, erbe magiche, oppure un foglio di pergamena bianca vergato da parole d'onore nel tentativo di placare i loro possenti spiriti.
Ogni accenno di fiamma o di magia, ogni scintilla o incantesimo può generare il Popolo del Fuoco.
Queste creature primordiali sono considerate imprevedibiili, proprio come gli esseri viventi, e più di un incantesimo magico è stato memorizzato e lanciato dai residenti del luogo nel tentativo di controllare il fantastico popolo delle scintille e del fuoco.
Nei secoli, l'origine delle parole è andata perduta, anche se alcuni studiosi fanno risalire queste forme di sortilegio ai miti germanici e teutonici.
Si ritiene che soltanto una persona di lignaggio magico sia in grado di comandare gli esseri del fuoco, ma anche che questi poteri celino inevitabilmente la possibilità del sacrificio.
Alquanto stranamente, molti residenti locali non ricordano la leggenda del Popolo del Fuoco, e continuano a fare uso di questi incantesimi senza alcuna cognizione delle possibili conseguenze.interessante no?

 
 
 
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ciao Rios .il problema è che di questoblog esiste solo la...
Inviato da: Satana
il 18/08/2013 alle 09:40
 
bellissimo quest blog...peccato che fino al 2006 pululava...
Inviato da: rios
il 17/08/2013 alle 15:37
 
CI SONO ANCORA non preoccuparti sono passati anni mi ero...
Inviato da: satana
il 01/05/2013 alle 19:34
 
Satana non esiste....perche non cercate Dio....Lui vi...
Inviato da: pace
il 25/07/2012 alle 21:37
 
UN PRETE DANNATO METTE IN GUARDIA CONTRO L’INFERNO...
Inviato da: Nicola
il 02/03/2011 alle 21:30
 
 

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